lunedì 31 ottobre 2011

sabato 29 ottobre 2011

Scrivo.

Il materiale della tesi è sulla scrivania, insieme ai quaderni di fisica, al libro di chimica farmaceutica, a tre telefoni che non squillano manco a pagarli, a carte varie, ai colori Giotto e agli evidenziatori Tratto. E tutto lì, in disordine,  come se fosse avessi spazzato via con il braccio il tutto in un momento di rabbia. 

E' un sabato di merda come tutti gli altri, del resto. Forse resterò a casa, forse invece uscirò sperando di beccarmi la pioggia, anche se fuori fa un caldo che potrei bandire cappotto e maglione dall'armadio, e uscire in costume e stivali. Perchè così fa tanto sexy, stando a quello che dice la pubblicità. O magari mettermi i nuovi leggings Calzedonia. Peccato che resterebbero tentativi inutili. Per essere come quella della foto dovrei passare direttamente dal chirurgo plastico, o se proprio vorrei essere accettabile, dovrei entrare in doccia, sistemarmi i capelli e ridare un colorito a questa faccia, possibilmente nascondendo le occhiaie.

Delirio a parte, oggi sono un pò sottotono. Forse non solo oggi, se avete letto i post precendenti. 
Non pensavo che laurearsi costasse tutto questo dispendio di energia e mettesse in moto una macchina emotiva così grande e difficile da gestire. 
Piango, mi sfogo, poi mi ricarico, dò il massimo e poi mi scarico nuovamente e ricomincio a piangere. Non so proprio come gestire la cosa, so che la calma è l'unica alleata efficace in questi momenti, ma trovarla...anche questa è un'impresa.

Chiusa questa spiacevolissima parentesi, vi racconto un pò di fatti miei [quindi da questo punto in poi potete anche smettere di leggere]. Scherzi a parte, anche la mia vita sentimentale, relazionale, in poche parole tutto quello che riguarda me e il resto del mondo, ha un andamento pari a quello di un arresto cardiaco: piatto.

Esco pochissimo e mi relazione con le persone più strette che conosco. Ovvero le mie amiche. E' svanita anche la voglia di conoscere e di strafare che mi ha accompagnato nei mesi estivi. 

Con la platessa, alias siamosoloamici, è calma piatta, ci siamo visti dopo il suo compleanno, ma ora io ho davvero l'anima in pace. Pensare a lui e a come entrare nelle sue grazie e non nel suo harem è davvero un pensiero superfluo che ora non posso permettermi. E poi visto che la storia non riesce neanche a prendere pieghe diverse, addio, ti lascio parlare, ti faccio fare promesse, tanto bello mio le parole se le porta il vento.
Ovviamente quando il sultano vede che qualche gallinella si allontana dall'harem comincia a rincorrerla. Un classico. Fiuta il territorio. Peccato che questa volta il gioco voglio condurlo io. 

Detto questo mi appresto a vivere questo sabato sera così eccezionale che sto bestemmiando chi ha deciso di istituire il ponte lungo. Ponte lungo per chi? Per me di certo no, che lo passerò a studiare e il massimo che farò sarà uscire al balcone per vedere se c'è il sole, peccato che non ci sarà nessuno a cantarmi Affacciati alla finestra amore mio. E allora me la canterò da sola.

PS. GRAZIE  a chi mi sta incoraggiando con i suoi commenti. Anche se non vi conosco, la vostra presenza, seppur virtuale mi è davvero d'aiuto.

PPS. io i leggings Calzedonia, non li ho! sia chiaro! :)

giovedì 27 ottobre 2011

Forse era meglio se facevo la shampista.

Premetto che il mio non è un post classista o snob nei confronti di chi fa questo lavoro [che con i tempi che corrono è pur sempre un lavoro].
Però per far la shampista non serve un granché: un pò di delicatezza, delle mani che ci sanno fare e magari un carattere un pò estroverso dalla parlantina facile. E il gioco è fatto.
Che poi per essere proprio puntigliosi io non ho nessuna delle tre caratteristiche, quindi la shampista manco la posso fare.

E il bello è proprio questo.
Cosa vorrei fare nella mia vita? E soprattutto cosa si adatterebbe di più alla mia personalità, al mio modo di fare, al mio carattere? Detto in una sola cosa...in che cosa sono portata?

Ho capito che il mondo delle biotecnologie non fa per me...mi affascina ma dentro un laboratorio, come 6 anni fa quando ho cominciato l'università, non mi ci vedo proprio.
Il problema è che ultimamente non mi vedo da nessuna parte.

Non vorrei piangermi addosso ma sento che nulla ha senso, che tutto questo sforzo è inutile.
Avete presente la sensazione che si prova quando ti butti in mare, ti spingi al largo nuotando e poi non ce la fai a tornare indietro? Ecco io sono più o meno in questa situazione. Non c'è neanche uno scoglio dove posso fermarmi, appoggiarmi e riposarmi. Che tradotto significa non c'è tempo.

Il punto è questo: ho promesso ai miei e a me stessa che a dicembre avrei chiuso questa triste parentesi della mia vita: l'università.
Per tanti motivi che non sto qui a spiegare sono uscita fuori corso, non solo, ma negli ultimi mesi non ho rispettato i tempi per riuscire a finire con calma. E così a un mese e mezzo da quella che dovrebbe essere la fine di tutto mi ritrovo con tre mattoni da fare e una tesi da scrivere.

E' molto lo so. Ecco perchè mi sento come se stessi in alto mare, perchè mi sono buttata in una missione impossibile.
La calma mi dice di provarci, ma a conti fatti è davvero un'impresa.

Lo sconforto dilaga, la concentrazione tentenna e il tempo è poco. Vorrei e devo farcela...ma se non ce la facessi? Sono pronta ad ammettere il fallimento a me stessa, infondo non sarebbe nè la prima nè l'ultima volta, ma ai miei cosa racconterò? E alla mia prof della tesi che quando le ho spiegato la situazione ha storto il naso?

A-I-U-T-O.

martedì 25 ottobre 2011

Comunicazione di servizio.

Ci sono e non ci sono.
E' un periodo davvero stressante, se tutto va bene questo sarà l'ultimo mese da studentessa universitaria (triste e solitaria come cantava Cristicchi).
Quando posso passo a trovarvi.
Un bacio a tutti.



domenica 23 ottobre 2011

Pillole di saggezza #6

E' tutto un equilibrio sopra la follia.


[Mi sembra che questa frase oggi sia più che vera].

sabato 22 ottobre 2011

10 anni di IPod

Il 21 ottobre 2001 veniva presentato l'IPod della Apple.
Ho sempre sognato di avercene uno, ma ho sempre dovuto accontentarmi delle imitazioni (dato i costi).
Leggendo l'articolo di Luca Bianchini su Vanity Fair, pensavo alle 10 canzoni che hanno allietato i miei ultimi 10 anni e che, guarda caso, sono anche le canzoni che non mancano mai quando aggiorno il mio lettore mp3, nella cartella con il mio nome.

E così, in questo sabato sera triste e solitario, le condivido con voi, curiosa anche di sapere quali sono le vostre.

1) Sweet disposition - The Temper Trap
2) You've got the love - Florence + The Machine
3) Estate - Negramaro
4) Chasing cars - Snow Patrol
5) L'età migliore - Moltheni
6) A luce spenta - Perturbazione
7) Cerchi nell'acqua - Paolo Benvegnù
8) Fango - Jovanotti
9) Crepuscolaria - Otto Ohm
10) Diamonds on the inside - Ben Harper

On air #30



Buongiorno, allietatemi con i vostri programmi per il weekend.
Il mio é: ordinare la stanza, studiare, passare dal restauratore (ovvero come rendersi carine o perlomeno accettabile), leggere, studiare il materiale della tesi, pranzo fuori e cena fuori (domani diventerò davvero uno scafandro).
E poi vorrei dormire...sempre se trovo il tempo.
Buona giornata.

venerdì 21 ottobre 2011

Porco day.

Avete presente quei giorni in cui un'alimentazione sana e salutare è solo qualcosa sentita dire in tv di sfuggita ma non sapete manco su quale pianeta vive?
Avete presente quei giorni in cui dolce e salato non sono cose ben definite nel vostro stomaco, ma diventano una poltiglia riempitiva ammazza linea?
Avete presente quei giorni in cui dite, oggi non mangio molto, e poi siete lì a scafandrarvi (non so manco se esiste come termine) nella dispensa?
Bene, oggi per me è uno di quei giorni.
Ho cominciato a colazione con un semplice caffè, a pranzo con un pacco di crackers, anzi due, poi un pacco di ringo per non lasciare solo il caffè...e poi sono uscita dal laboratorio che il mio stomaco chiedeva pietà...e così un pezzo di focaccia (alla focaccia barese è difficile dire di no) e per calmare la mia voglia di biscotti al burro e cioccolato (adocchiati nel panificio dove ho preso la focaccia), ho ripiegato su un gelato (credo il più brutto che io abbia mai mangiato- non metterò più piede in quella gelateria).
Come se non bastasse, sono rientrata a casa, ho aperto il frigo e ho trovato mozzarella e pomodoro. Potevo dire di no? No. Nello stomaco anche quella. 
E poi ora, dopo due ore, una insensata voglia di dolce...
Mi faccio schifo, ma non riesco a dire di no a momenti così.
Domani giuro che pulirò il mio stomaco con verdure lesse.
Lo giuro.


giovedì 20 ottobre 2011

Io ODIO TRENITALIA.

Sono una pessima pendolare. Se fosse per me, o quelli come me, le Ferrovie dello Stato entrerebbero subito in crisi. Oltre ad essere una pessima pendolare, mi prendo anche la responsabilità di essere una sfigata pendolare [che non si dica mai in giro che Trenitalia offre un pessimo, sporco e inutile servizio, mai]. E così ogni volta che prendo il treno, con una frequenza di 1-2 volte a settimana, per un totale di massimo 8 volte al mese (ecco perchè sono una pessima pendolare, dalle mie tasche non si ricava nemmeno uno stipendio) c'è sistematicamente un ritardo, un treno soppresso o un guasto che rallegra le mie trasferte universitarie.
Ovviamente il problema sono io, perchè sono sicurissima che queste cose agli altri non succedono.
Mica si chiamano Michi Volo, mica prendono il treno raramente, mica sono sfigati come me.
Mica.

Oggi arrivo in stazione quasi 20 minuti prima del treno (e meno male), il treno arriva con me, si ferma, una rapida occhiata al tabellone per capire che il prossimo è in ritardo e quello che dovrei prendere io è stato soppresso. Bene. Mi fiondo sul treno manco fossi Spider che si aggrappa su un grattacielo di New York (che poi manco so se lui faceva questo o stava a New York, è semplicemente per spiegarvi la mia corsa da olio cuore). In tutto questo non ho il tempo di fare il biglietto aggiungendoci anche che la biglietteria è chiusa. 
Da persona onesta cerco il capotreno per spiegargli la situazione.

CT: lo può fare (il biglietto) ma deve pagare una sovratassa di 5 euro.
Io: (sovra che? 5 che?) mi scusi e da quando questa legge? Prima si poteva fare.
CT: dal 1 agosto.
Io: (Sti cazzi, Trenitalia mi frega sempre) Ah, mi scusi, ma la biglietteria era chiusa.
CT: lo so, ma ora c'è questa legge.

E io che faccio? Come una co...na pago i 5 euro di sovratassa. Io e la mia fottutaggine onestà. 
Se lo avessi saputo preso avrei preso un biglietto per il Freccia Rossa, avrei sicuramente risparmiato.

martedì 18 ottobre 2011

Shopping sha la la.

Nonostante faccia una vita da clausura, esco poco e frequento poco i locali mondani, ogni tanto ho bisogno di vestirmi anch'io. O perlomeno di assumere le sembianze di una donna.
E così stasera ho forzato mia madre a fare un pò di acquisti.
In realtà la mia intenzione era quella di svaligiare un centro commerciale ma sono rientrata a casa con due vestitini e due mascara (uno nero e uno viola).
Ora le foto da fashion blogger potete dimenticarle...anche perchè non sarebbero un bel vedere...
In ogni caso,potrei fare colpo? :)
Una Michi sorridente.
Buonanotte.

Abito Promod

Abito H&M


On air #29



Io mollerei tutto e ballerei per tutto il pomeriggio, magari riordino la stanza nel frattempo o faccio il cambio degli armadi, ma studiare no, non ne ho proprio voglia.

lunedì 17 ottobre 2011

Singing in the car.

C'è stato un periodo in cui ascoltavo Tenco.
Dev'essere stato tra il 2005 e il 2006. Lo ricordo perchè ero fidanzatissima e avevo chiesto al lui in questione di regalarmi una raccolta di Tenco.
Così cominciai con i testi più famosi, per finire a quelli meno conosciuti.
Fatto sta, che c'è una canzone che mi è rimasta sempre in testa. L'ho cantata quasi sempre, ogni volta che ho perso la testa per qualcuno.
E così stasera tornando a casa in macchina, canticchiavo Mi sono innamorata di te, perchè non avevo niente da fare...e pensavo che l'amore nella mia vita ha avuto sempre una funzione riempitiva, come credo nelle vite di tutti gli altri. 
Se nello stesso momento in cui ho perso la testa per qualcuno, fossi stata impegnata a fare qualcos'altro, la mia razionalità molto probabilmente mi avrebbe allontanato da situazioni spiacevoli.
Ma si sa che l'amore non lo puoi comandare, non puoi programmare i sentimenti in base a quello che stai facendo o a quello che vorresti. E così anch'io mi sono sempre innamorata perchè cercavo qualcuno da incontrare, qualcuno da sognare...ma soprattutto perchè non sono stata brava a bilanciare quelle reazioni chimiche che sono scoppiate improvvisamente nel mio cuore.

Cronache universitarie.

Venerdì scorso avevo un esame.
Un'idoneità, niente di importante [anche se la dose di ansia pre-esame non manca mai, neanche in questi casi].
Mi presento in facoltà, un quarto d'ora d'attesa ma non arriva nessuno.
Ero l'unica a dover sostenere l'esame [ecco cosa significa andare fuori corso in una facoltà a numero chiuso].
Vado in segreteria, chiedo spiegazioni.
Chiamano la prof. Ci parlo direttamente io al telefono.
Ci mettiamo d'accordo.
Ora le mando una mail per chiedere conferma.
Risposta l'esame.
Va bene, nessun problema.
Ma ora l'esame io lo voglio passare!




domenica 16 ottobre 2011

Va bene così.

Sento un vuoto dentro, un vuoto che mi mangia poco a poco ogni giorno, ogni attimo, ogni minuto che passo con me stessa. Solo con me stessa. Ripeto che va bene così, che è il prezzo che si paga per qualche scelta controcorrente.
Ma la realtà dei fatti è che le mie ossa scricchiolano, e so che prima o poi crollerò.

sabato 15 ottobre 2011

Vi confido i miei malesseri.

Non so perchè ma stamattina ho il magone. O meglio i motivi li conosco, ma il motivo per il quale sto così, cioè perchè all'improvviso mi prendano certi pensieri e poi mi cucino da sola fino a stare male non lo so. Sono stata chiara? Lo spero, perchè obiettivamente formulare un pensiero di prima mattina che sia logicamente comprensibile, è un pò un mio limite.
Allora, comincio col dirvi che ieri a quella famosa festa non sono andata. Nessun rimorso o rimpianto, anzi mi convinco sempre di più che sia stato un bene. 
Voi andreste ad una festa in cui conoscete si e no 2 persone? Tra cui uno è il festeggiato [di cui tu eri innamorata, ovviamente non ricambiata, e che per ovvi motivi non penserà a te nella sera del suo compleanno] e l'altra è una sua strettissima amica, della serie baci e bacetti, o forse qualcosa in più? Io no.
Ed infatti non ci sono andata. Non arrivo a farmi del male così gratuitamente. Lo so che avrei dovuto fregarmene, ma quando in ballo ci sei tu, il tuo umore, i tuoi sentimenti e il tuo cuore, rischiare conviene fino ad un certo punto.
Lui ha insistito, mi ha anche chiamato (e io non me lo sarei neanche aspettato) e ciliegina sulla torta, si è meravigliato che 18 ore dopo la mezzanotte io non gli avevo ancora fatto gli auguri, strano tu di solito sei sempre una delle prime... [avete letto bene? una delle prime.]

Poi ieri è stata una giornata catastrofica in tutti i sensi. La pioggia, un esame rimandato che mi ha fatto girare le scatole, e poi la mia tutor che aveva le eliche che giravano in senso contrario e che ovviamente ha preso me come cavia per i suoi malumori. 
Ieri sera dopo 12 ore fuori casa sono crollata, fregandomene che fosse venerdì sera [come se ormai i giorni della settimana contassero nella mia vita].

Ah il regalo? Sì, il regalo l'ho comprato. Tanti cioccolatini quanti i suoi anni. A dir la verità mi sento una stupida, sono caduta nella banalità più assoluta. E' che io a volte potrei fare gare di smielatura, vincendo persino il primo posto. Sono così, voglio stupire con la dolcezza che non ho. 
In ogni caso il regalo è ancora qui con me, quindi molto probabilmente  potrebbe restarci. So che potrebbe andarci di mezzo la mia linea, magari gli regalerò agli zingari che incontro al semaforo.

E poi ci sono tanti altri malesseri: tipo che oggi è sabato e devo studiare, che in tardo pomeriggio ho una festicciola e c'è anche il mio ex con la sua morosa,ex mia amica, [che entusiasmo!], che vorrei fare shopping ma devo prima dimagrire di 20 chili,che non mi va bene un cazzo e che me ne tornerei volentieri sotto le coperte.




giovedì 13 ottobre 2011

On air #28



Serata nostalgica, malinconica, triste.
Palate di pensieri, appunti, preoccupazioni, ansie.
E poi questa canzone che passano in tv.
Ho tanta voglia di partire.

Scoop che ti sconvolgono la vita.

Ho scoperto che la dottoranda che sta nel mio stesso laboratorio ha 25 anni.
Sticazzi. 25 anni come me.
25 anni ed è già dottoranda, mentre io sto facendo fatica per prendermi un pezzo di carta triennale.
25 anni,ma io ero convinta ne avesse 35 per come si acconcia.
Questi sono scoop che ti sconvolgono la vita, o meglio la giornata.

lunedì 10 ottobre 2011

Mi girano.

C'è che sono scazzata. E non poco.

Esco per comprare la cartuccia della stampante, mezz'ora per trovare un parcheggio, e cominciano a girarmi. La gente alle 19 di sera è davvero esaurita, e frustata, aggiungo. Parcheggio in doppia fila, entro, prendo la cartuccia econonsoche, 20 euro. Sti cazzi, facevo prima a prenderla originale. Anche perchè questa cosa econonsochè non funziona nemmeno, mi si imputtana la stampante.

Oggi ho ripreso il corso di inglese e mi volevo sparare.
Del vecchio corso fatto l'anno scorso non c'era nessuno. Solo io e un altro ragazzo. E va beh. 2 su 10 è una buona media.

Mi fanno fare un test per vedere a che livello inserirmi. Se primo o secondo. Ma se io l'anno scorso ho fatto il primo, quest'anno è chiaro che vorrei fare il secondo. E invece non è così matematico. Mi girano,ma pazienza.
Faccio il test. A,b,c, risposte date a cazzo. Prova grammaticale, di scrittura e di ascolto. Se non lo passo, non regalo 50 euro per ripartire da zero.

Chiamo nel frattempo Emme. Non risponde, richiamo, squilla ma niente. Mi sa che devo chiamare l'erede di Steve Jobs e chiedere se è programmabile un I-Phone che ti dica perchè le persone non rispondono al telefono.

Mi fermo in pizzeria, ho voglia di un trancio. Pizza calda non ce n'è. Ecchepalle!

Chiamo mia sorella,irrangiungibile, richiamo, non squilla neanche.

Squilla il telefono,questa volta il mio, è lui. Solite smancerie ironiche, poi mi dice di non prendere impegni per il giorno x perchè è il suo compleanno e vuole offrire qualcosa. Ri-sti cazzi. Scusate, stasera sono proprio volgare.
Per carità sono pure contenta di venire al tuo compleanno [so che non tutte sono invitate ad entrare nell'harem e soprattutto ad esserne protagoniste], ma ora che ti regalo? 
Scherzando gli dico che il regalo è in natura, non ho soldi e non ho idee, non so quale delle due sia più grave.
Anzi qualche idea ce l'ho, ma solo per il bigliettino.

Ora aiutatemi, si lo so che vado controcorrente, ma lo sciagurato è così dolce che la sottoscritta non riesce a fare la dura, quindi aiutatemi a cercare un regalo. Banditi libri, cd e abbigliamento. Voglio stupire [come al solito].

E nel frattempo continuano a girarmi manco fossi una centrale eolica perchè Emme è sparita, mia sorella pure e il lavandino implora pietà con tutti quei piatti da lavare.

sabato 8 ottobre 2011

Invito a cinema.

Avete presente quel suono indescrivibile della chat di Facebook?
Ecco mi arriva un messaggio.
Oh cazzo, chi è?!
Io nel frattempo ero dall'altra parte della casa, esattamente nella stanza di Twitter (che figata!).
Vuoi venire al cinema a vedere Ex,amici come prima?

Scoppio in una risata, il titolo dice tutto.
Siamo un bel gruppo. Oppure hai da fare?

E io che pensavo fossimo solo noi due.

Ehehehe, dopo facciamo la nostra serata.
[Seeee con i tempi che corrono, tu al massimo dopo mi chiedi aiuto per infilarti il pigiamino]

Con chi vai?

Solite. 
[Soliteeee???Caro dongiovanni della cassa mutua, ma secondo te sono tipa da harem?]

Ah, il tuo harem.

Diciamo, vengono anche le coppie.

O donne o coppie, siamo messi bene.
Ma uomini, niente?
[Perchè sai io sono etero, un giorno mi piacevi anche tu, ma poi alle sorprese della vita non c'è mai fine]

Ci sono io. 
[E qua perdonami ma ho dei dubbi]

Fine della conversazione. Nessuna risposta, nè dall'altra parte c'è stata richiesta insistente. Evidentemente l'harem era già al completo, quindi una in più una in meno non fa molta differenza.
E quindi niente cinema, anche perchè caro, se proprio vuoi stare con me, hai voglia di vedermi, il mio  numero lo conosci. Non a memoria, ma lo conosci.
Sai che sono quella che quella notte era lì con te, si, si proprio io.

E così, è l'amore che conta , e io ho deciso di amare, di non accontentarmi.
Saremo ex, ma non amici come prima.

Come sarebbe la nostra vita se...

Mi chiedevo come sarebbe la nostra vita se non ci fossero i social network. 
Questa riflessione nasce perchè sto cercando di capire come funziona Twitter.
Mi sono iscritta e credo di esserne assuefatta.
So che sono entrata di diritto in quella prima fase che colpisce chiunque si iscrive ad un social network : curiosità, voglia di scoprire, entusiasmo ed quasiestasi.
Pensavo addirittura di cancellarmi da facebook, anche perchè a dire il vero mi ha stufato, e ultimamente non fa che infastidirmi [o meglio mi infastidiscono certi soggetti che sono iscritti, uno a caso, eh!]

Anyway, pensavo a come sarebbe la mia vita se non avessi internet, se non avessi questa possibilità di stare collegata con gente che si trova a mille miglia da me e con quella che invece abita proprio alle spalle di casa [piccolo paradosso: non trovate stupido che due persone che potrebbero vedersi tranquillamente perchè divise solo da qualche metro, stiano lì a chattare dei loro problemi su facebook? Io sì. E mi incavolo quando ogni volta c'è la "amica" di turno che mi racconta vita, morte e miracoli via chat. Ma vieni a casa, dico io! No. E non ti puoi permettere neanche di essere scortese, altrimenti cosa penserebbero? E allora cominci ad accampare scuse per chiudere subito la conversazione]

Comunque pensavo che ormai sappiamo tutto di tutti. Quello che sta con quella, quella che se la fà con quello lì, quello lì che è andato al concerto dei xxcantantistrappalacrime, gli xxcantantistrappalacrime che hanno registrato l'ultimo cd, proprio quello che tizio ha comprato per il compleanno di caio, che caio ha fatto in quel locale fighissimo, ma al quale tu per fortuna o sfortuna non sei stato invitato. E scopri pure che alla festa c'era quella ragazza che adesso si sta vedendo con lo stesso ragazzo con il quale esci tu. Una babele virtuale insomma. Un bordello elegante e matematico, che ti sbatte in faccia verità che a volte faresti meglio a non sapere e altre che una volta sapute, francamente non ti cambiano più di tanto.
Per non parlare poi di quella inspiegabile voglia che ti prende di comunicare al mondo che esisti. Di far sapere che ascolti quella canzone lì, che stai leggendo quel libro,che quell'articolo ti ha colpito, che ieri sera sei stato lì e che oggi stai pensando che forse è meglio non lavorare/studiare ma cazzeggiare. Si chiama condivisione. Ne sono vittime quasi tutte, compresa me.

E allora mi sono data la risposta. E' un bisogno di condividere le nostre vite, di sentirci meno soli, anche se abbiamo centomila amici fuori pronti a passare del tempo con noi. E' sete di conoscenza, di confronto delle nostre con le vite altrui, di sbirciare e spettegolare, di ridere o piangere sulle nostre e le altrui storie. E' semplicemente un desiderio di vita che si incarna in una sequenza di bit.

venerdì 7 ottobre 2011

Hoppipolla.

Prima pioggia d'autunno.
Panico, traffico, gente che corre al riparo, mentre io con i miei sandali ai piedi mi godo le gocce d'acqua che finalmente inumidiscono il viso e la pelle.
Non me ne frega dei capelli, del mascara che può sciogliersi, dell'acqua che entra nelle scarpe.
Piove. Piove. Piove ma non abbastanza.
Ma non importa. 
Questa timida pioggia mi piace.
Rinfresca l'aria, lava i pensieri, purifica l'animo.
Ennesima giornata dura, ferma e immobile a trattenere le lacrime, a reprimere la tristezza, a farmi domande dalle risposte segrete.
Piove, piove, non è abbastanza ma per fortuna piove.

giovedì 6 ottobre 2011

Vorrei darmi per dispersa.

Per un giorno vorrei darmi per dispersa.
So che non è impossibile, basterebbe spegnere il telefonino e non connettersi a facebook.
Ma è più forte di me, accendere il portatile appena mi sveglio è ormai diventata un'abitudine.
Non spegnere il telefono la notte, quasi un dovere. 
In attesa di cosa poi?
Di niente. 
E quando poi sei tu a cercare gli altri, gli altri si permettono pure di scomparire per poi risorgere e pretendere che tu sia lì a dargli il tuo tempo.
Meno male che in questo ho ancora la capacità di saper dire NO.

ogni tanto Youtube mi consiglia qualche buona canzone]

Grazie Steve.

Forse di questo uomo si è detto di tutto e di più. I blog sono pieni di post e le testate giornalistiche non fanno altro che citare il suo nome.
Ancora una volta, un male di cui non siamo riusciti a trovare una cura, un rimedio, una soluzione, (per quanto l'uomo sia folle e geniale), ha reciso dall'albero della vita una mela così bella, così "affamata", così grande, geniale, bislacca, particolare, amata e odiata.
Non sono brava con le parole, ancor di più in queste occasioni, dove l'unica cosa che conta è il silenzio. 
La vita di quest'uomo parla da sola e parla soprattutto a quei cuori, a quelle vite, a quelle storie che hanno bisogno di speranza, che hanno bisogno di sentirsi dire che il potere della volontà, dell'amore per ciò che si fa sfida e supera qualsiasi cosa.
Grazie Steve.

mercoledì 5 ottobre 2011

Visioni d'estate.




Due scatti di questa estate.

In sintesi.

Ieri ho passato una piacevole serata in compagnia di amici che non vedevo da una settimana [so che è poco ma in periodi super stressanti come questo sembra un'eternità].
Avevo rinunciato a fare l'esame e ho scoperto casualmente che è stato posticipato di una settimana, quindi da oggi mi tocca mettermi sotto sul serio e provare a darlo. [Nel frattempo se nei paraggi dovesse capitare un genio di fisica, un ingegnere o affini, mi contatti perchè con l'elettromagnetismo sono brava nella pratica ma non nellla teoria].
Dal blog di Popale ho scoperto questo artista qui, e ora nessuno me lo toglie dalla mia playlist di Youtube.
Buonagiornata.

martedì 4 ottobre 2011

Ai Francesco della mia vita.

Ho "conosciuto" diversi Francesco nella mia vita.

Quello per cui ho perso la testa l'ho conosciuto due estati fa. Classico colpo di fulmine che mi ha lasciato stecchita al suolo manco fossi una sottiletta sciolta in un mezzo ad un toast [bella metafora, eh?].
Alto, magro, sportivo e avvocato non praticante. Di poche parole ma molti sguardi. Bello ma non troppo. Parentesi chiusasi dopo l'estate, dopo che il tipo è uscito con una delle mie migliori amiche (anche con la mia amica la parentesi si è chiusa per un pò).

Poi c'è stato Francesco quello conosciuto alla vigilia dei miei 24 anni, bello anche lui. Attore di professione e anche nella vita reale. Classico tipo che ci sa fare e nel giro di pochi minuti diventi una pera cotta che non vede l'ora di intrufolarsi nella sua bocca. Altra parentesi infelice, chiusa per fortuna in maniera indolore.

Poi spunta fuori da una pagina di diario del liceo che ero innamorata folle di un certo Francesco. Cazzo, non ricordo proprio chi sia. L'ho scoperto l'estate scorsa, grazie sempre a quella famosa migliore amica di cui sopra.

Francesco il mio ex vicino di casa che non potevo vedere perchè quando eravamo piccoli mi sfotteva dalla mattina alla sera. Era un incubo uscire di casa e avere paura di trovarselo per le scale.

Francesco, il ragazzo che era seduto dietro di me, al liceo. Ero una delle sue suggeritrici personali durante el interrogazioni. Oggi un figo della madonna, 5 anni fa un cesso ambulante, che facevi prima ad immaginarti il mostro di Loch ness.

Poi gli ultimi due, Francesco C., "un uomo di altri tempi" [parole sue], che mi ha detto di non essere iscritto a facebook, ma che Bob Sinclair mi ha fatto scoprire il contrario [Eh, caro Francesco, lo sai che le bugie hanno le gambe corte?] e Francesco G. l'ultimo caffè di quest'estate con uno conosciuto in discoteca. Casi archiviati, per fortuna. Non ci siamo piaciuti. E meno male, aggiungo.

Un elenco di Franceschi per dire cosa? Che oggi è il vostro onomastico, e io vi faccio i miei sentiti auguri.

Liberi tutti.

E' chiaro che ormai su internet non si parla di altro. Io non voglio esprimere nessun giudizio, nè su queste due persone, nè sulla giustizia italiana. 
C'è sicuramente un lato positivo in questa faccenda (la liberazione di due innocenti-almeno per la legge italiana) e uno negativo (una famiglia che non ha trovato giustizia per questa ragazza così trucidamente uccisa).
C'è sicuramente una pressione mediatica in tutto questo non indifferente, se probabilmente Sollecito non fosse stato figlio di un medico legale, fratello di un commissario di polizia e Amanda non avesse goduto di una protezione e interessamento da parte dello stato americano, probabilmente, e ripeto probabilmente, i due fidanzatini di Perugia non avrebbero avuto i riflettori accesi su di loro per molto tempo, e magari sarebbero anche morti in carcere. Con questo sto dicendo che la giustizia italiana fa schifo? Anche. Ma credo che la cosa sia ben più complessa dal limitarsi a dire "vergogna" o "la giustizia fa schifo".
Mi lascia molto perplessa come la giustizia abbia fallito in primo grado ribaltando la situazione al secondo, le lacrime liberatorie di questa ragazza, la gente pronta a sputare fango su questa vicenda.
Perplessa, è l'unica sensazione che riesco a descrivere.



lunedì 3 ottobre 2011

Love is in the air.

Lunedì mattina. Tragico come al solito. Soprattutto se la sveglia suona prima del normale perchè devi andare in facoltà e il giorno prima hai vissuto una tipica giornata pugliese in un tipico agriturismo pugliese (e non aggiungo altro, credo che le nostre "mangiate" non le batte nessuno) con tipica gente pugliese- per la cronaca sono stata ad un battesimo durato quasi quanto un matrimonio, poco mancasse che restassi a dormire lì, nel prato verde inglese.

Mi preparo con calma a ritmo di lumaca, sorseggio il mio caffè, due biscotti, e pronta per uscire di casa.

Arrivo in stazione, apprendo dello sciopero. Nessun ritardo per fortuna, nessun treno soppresso. Una signora mi guarda come se fossi ET con sembianze umane (un mostro praticamente) e cerca di attaccare bottone con scarsi risultati. Apro e chiudo parentesi: ma se io ho le cuffie del mio ipod sparate non so a quanti hertz un motivo ci sarà, no? Pare che nessuno riesce a comprenderlo, il motivo.

Arriva il treno delle 8.45. In realtà ce ne sarebbe un altro, ma preferisco prendere questo. Stamattina voglio arrivare in anticipo, non si sa mai. E gli occhiali scuri ingannatori e il troppo sole (infondo di lunedì a quell'ora per me è come se fosse alba) e il mio perenne status "Alice nel Paese delle meraviglie" mi fanno salire su un treno super affollato che il treno merci a confronto è uno sputo. 

Ok, ennesimo viaggio della speranza, decido di rimanere in carrozza, e mi faccio questo santo viaggio in piedi. Il tempo di sistemarmi, di trovare l'angolo giusto dove appoggiarmi, di lasciare la borsa ed è fatta. Alzo lo sguardo e comincio a sorridere come un ebete. Forse c'è un errore, forse sono salita senza saperlo sul treno Bellissimo Sud Italia.
Tra i concorrenti: il tipo alla mia sinistra, occhialini CK, studente di ingegneria o qualcosa di simile (ho sbirciato nei suoi appunti di matematica), converse bianche, calzini blu (io adoro i calzini blu!), tracolla in pelle blu, jeans chiaro, t-shirt bianca e davvero, davvero carino. Meritava il primo posto. [Ora non mi prendete per pazza se vi ho fornito questa descrizione dettagliata].

Sempre alla mia sinistra il sosia di Sergio Muniz, figo anche lui, ma non so per quale ragione non mi sono concentrata su di lui; di fronte un biondino (che pur non rientrando nei miei canoni estetici) aveva occhi color cielo mozzafiato dentro i quali ho deciso volontariamente di perdermi per qualche secondo. E potrei continuare con la sfilza di descrizione di altri tipetti intravisti. 

Dopo aver sondato il terreno ho cominciato a studiare l'esemplare maschile numero 1...ero in totale shock da colpo di fulmine istantaneo che ho cominciato a raccontare via sms ogni gesto del mio prediletto ad una mia amica.  Dopo 35 minuti il viaggio è finito, sono scesa, ho guardato per l'ultima volta il mio ingegnere e mi sono incamminata verso l'università in modalità love is in the air, mancava poco che mi mettessi a ballare in mezzo al traffico di Bari.

E così un lunedì tragico, svogliato, confuso e bestemmiato è diventato un lunedì da film di Moccia. 
Queste sì che sono soddisfazioni! (A parte l'incipit da film io e te tre metri sopra un treno!)

sabato 1 ottobre 2011

Around the sun.

Sono uscita in bici a schiarirmi un pò le idee e scattando qua e là.
E' stata una giornata dura, una giornata dai confini indefiniti, proprio come questa foto che stavo per cestinare e invece credo sia la più bella che mi sia riuscita oggi.

Mi sono iscritta a twitter.

Qualcuno mi spiega come funziona???

On air #27



Strane sensazioni....
il cuore è in tumulto,
e io per rimanere in tema con l'esame che sto preparando sono l'incarnazione del secondo principio della termodinamica (enunciato sull'entropia).
Meno male che i capelli stanno crescendo (per la cronaca oggi sono ritornata al mio castano scuro-che come dice qualcuno, mi rende più aggressiva) e che c'è sempre della buona musica a farmi stare più tranquilla.

[Perdonate le chiacchiere e le cazzate sparate in queste 5 righe, ma è un periodo davvero strano, sono insopportabile].

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