mercoledì 30 novembre 2011

Post-it #12

Siamosoloamici mi ha invitato a bere una birra. 
Ho accettato con molti tentennamenti. Sto per mandargli il pacco con la solita scusa, ma non mi sembra giusto. E poi dopo aver litigato con mia sorella, forse uscire mi farà bene. 
Ma giuro che se stasera mi fa spazientire pure lui, domani ci scrivo una sfilza di parolacce e gliela pubblico sulla bacheca di faccialibro, oltre che qui sul blog.
E intanto sono davvero stanca e in crisi perché non so cosa mettermi.
E questo non è una novità.

La lezione di Steve Jobs sulla bellezza, un esempio per i politici

Quando Steve Jobs raccontava d’aver lasciato l’università per seguire un corso di calligrafia, non svelava soltanto un aspetto del proprio carattere e di una biografia straordinaria. 

La madre studentessa, com’è noto, aveva abbandonato il piccolo Steve dopo la nascita per finire gli studi. Jobs ricorda a tutti quanto è importante la bellezza nelle scelte della vita e quanto sia al centro del mercato. Senza quella scelta bizzarra e in apparenza futile, Apple non avrebbe avuto caratteri tanto belli. Quando, da ragazzo, ho cominciato a fare il giornalista, indeciso fra altri mestieri, la scelta estetica ha contato almeno quanto la formazione politica e perfino più del bisogno di trovare in fretta un lavoro finito il liceo (all’epoca, in Italia si veniva assunti anche a diciannove anni). La mia Olivetti 22 mi sembrava l’oggetto più perfetto del mondo. Almeno fino a quando non ho visto la linotype, una specie di macchina magica per trasformare le parole in piombo. Il giornale in sé miè sempre parso un’opera d’arte e provo una fitta allo stomaco ogni volta che penso all’estinzione del quotidiano su carta. Gli italiani nell’editoria hanno avuto un ruolo centrale, hanno inventato con Gianbattista Bodoni i caratteri moderni. Più o meno gli stessi che 250 anni dopo hanno fatto la fortuna della Apple e di Jobs, quindi di Windows e di Bill Gates, imitatori dei primi. Prima avevamo fatto la fortuna della Olivetti, che avrebbe potuto diventare come la Apple. Se esistesse un grande politico in Italia dovrebbe fare un discorso sulla bellezza. Perché è da qui che bisogna ripartire per uscire dalla crisi. Dalla capacità storica italiana di produrre bellezza. Quando si scorre l’album del boom economico anni Sessanta, quello che rimane è un’infinita serie di oggetti magnifici: la Vespa, la Giulietta, la Lancia, la 500, le lampade Fontana e Castiglioni, le plastiche Moplen, i frigoriferi Ignis, la poltrona Sacco, le cucine e si potrebbe continuare per pagine e pagine. Ancora oggi le quattrocento medie industrie esportatrici sulle quali si fonda la ricchezza nazionale, devono gran parte del successo al senso del bello, che producano vestiti o macchinari, occhiali o simulatori di volo. A un giovane ambizioso, oggi bisognerebbe consigliare di seguire un corso di calligrafia, invece del master alla Bocconi per imparare a far soldi in Borsa. Tanto, se andiamo avanti così, presto non ci sarà più niente su cui speculare.

(Curzio Maltese)

lunedì 28 novembre 2011

Fa' rumore camminare fra gli ostacoli del cuore.

Ieri vi accennavo che ho passato una giornata bellissima. E oggi, sicuramente più sveglia di ieri, provo a raccontarvela.
Innanzitutto non aspettatevi di leggere che sono stata sulla luna o che ho visto un asino che vola. No, niente di così magico.
Sono stata ad un incontro tenuto da una psicoterapeuta (che giuro aveva tutte le carte in regola: brava, bella e intelligentissima, per l'esattezza una psicologa militare) sulle PAURE. 
Non vi farò il riassunto di quello che ha detto, ma vi dico solo che dopo un'oretta del suo discorso, quando abbiamo fatto la pausa caffè, io non avvertivo alcun bisogno di alzarmi, anzi mi ha quasi infastidito interrompere, tanto ero presa da quello che diceva.
Ha analizzato 4 tipi di paure: paura di noi stessi, la paura dell'altro, la paura della morte e la paura dell'io in relazione a Dio. Ovviamente per ogni paura c'era una trattazione specifica con tante altre paure.
Io non ero lì per caso. Insomma, se leggete il mio blog, sapete benissimo quali sono le mie paure con le quali convivo ormai da mesi. E in questi giorni per una serie di cose che mi sono successe, ho deciso che qualcosa deve cambiare sul serio. A costo di non piacere. A costo di soffrire ulteriormente o soprattutto di far soffrire i miei, che purtroppo è una mia preoccupazione frequente.
La psicoterapeuta ieri ci diceva che per riconoscere le paure, per prima cosa, bisogna togliersi le MASCHERE che portiamo, il FALSO SE'. E io credo che per me sia arrivata l'ora di cominciare a togliere queste maschere, di scavare dentro, anche se come dice la canzone che ho postato ieri, fa rumore camminare tra gli ostacoli del cuore. E allora devo pensare seriamente a cosa fare della mia vita, quale direzione attribuirle. Ho quasi 26 anni, sto prendendo una laurea che non mi piace e non sono felice. Per nulla. Vorrei tanto persone sincere al mio fianco e invece mi rendo conto che trovare chi mi vuole bene veramente è come cercare un'oasi nel deserto.
Ho pensato di darmi delle scadenze (3 mesi per laurearmi, visto che non ce la faccio perchè mi mancano ancora tre esami), e a marzo quando tutto sarà finito, di trovarmi un lavoretto per cominciare a mettere qualcosa da parte. Anche fare la cameriera (che tra l'altro ho già fatto negli anni passati). Ricominciare a studiare, questa volta seguendo le mie passioni e non quello che detta il mercato o la facoltà che offre più prospettive come ho fatto in passato. Affrontare i miei: la PAURA più grande. Dovrò sicuramente deluderli, ma spero riescano a capire il senso di tutto questo mio ribaltamento, che per mia madre arriverà ad un'età che per lei è sicuramente quella di pensare ad un figlio piuttosto che ad un nuovo cammino universitario. So che tutto questo sarà difficile, ma ho bisogno di verità e chiarezza nella mia vita, perchè solo così potrò essere felice. O almeno spero.

domenica 27 novembre 2011

On air #32



Fa' rumore camminare fra gli ostacoli del cuore.

Oggi ho passato una giornata bellissima, sono stanca ma "quasi" felice.
Piano piano sto scoprendo la mia strada.
Non appena avrò i neuroni un pò più svegli vi racconterò quello che ho vissuto oggi, e tutto il travaglio interiore che ne è scaturito.
Per ora vi lascio questa canzone, e soprattutto questa frase, che riassume quello che sto provando in questo periodo.

Il giveway di Zelda.


Vorrei segnalarvi un'iniziativa carina dal blog di Zelda.
Si tratta di un giveway molto particolare e davvero originale.
So di essere un pò in ritardo, ma purtroppo l'ho scoperto poco fa!
Allora pensate a una persona a voi cara o semplicemente alla persona che vi viene in mente in questo momento. E pensate di scrivergli una lettera, che poi magari potreste anche dare, o semplicemente far rimanere nei vostri appunti personali.
Una volta fatto questo (basta pensare semplicemente 3 righe) lasciate un commento sul post di Zelda e il gioco è fatto. In premio ci sono i taccuini di Roberta Rizzi (che potete trovare sul suo shop online) e che vi assicuro sono davvero carini! E poi visto che si avvicina il Natale sono un'ottima idea per chi piace scrivere (come me per esempio!).
Avete altre 4 ore di tempo, poi il giveway verrà chiuso!Mi scuso per il forte ritardo!
Un bacio a tutti!

sabato 26 novembre 2011

Quanto possono mentire le fotografie?


Quanto possono mentire le fotografie? Me lo chiedo guardando la foto che ho tra le mani...
Oggi mentre rovistavo nei profili altrui su facebook, ho trovato una foto di due persone, due fidanzati, o almeno credo tali, che per discrezione non vi dirò chi sono, abbracciati e sorridenti. E mi è venuta in mente questa frase di Fabio Volo. Non so se c'è una connessione logica e motivata tra la foto che ho visto e questa frase, però nuovamente mi si è stretto un pò lo stomaco, perchè con presunzione ho pensato che un pò di falsità sotto sotto c'era. Insomma per farla breve, sto ancora parlando di testadic. Ora chi precendentemente ha scritto che io sono sotto per questo tizio, starà sicuramente, mio malgrado, credendo di avere delle conferme. No, vi sbagliate! :)
E' solo che mentre vedevo quelle foto ho pensato a come a volte i nostri rapporti sono fittizi, un pò artefatti, un pò consumati dal tempo e dall'abitudine. Pensavo a come si fa a mentire, o meglio omettere certe cose a se stessi spudoratamente. Io non voglio passare per la presuntuosa di turno, ma come "giudichereste" voi una persona che si comporta così con la propria ragazza? A mente molto lucida ora, capisco di essermi trovata di fronte ad una persona con mille paure e che tra il certo e l'incerto, sceglie sicuramente il primo. Meglio un porto sicuro che un viaggio in alto mare. Però quello che mi chiedo, perchè l'uomo (inteso come specie) si comporta così? Perchè c'è sempre questa paura di fondo che non ci fa rischiare? Non so perchè tutte queste domande, in sintesi volevo solo dire che non si conosce mai bene fino in fondo la persona che abbiamo al nostro fianco. E che ci sono persone che preferiscono vivere nel limbo piuttosto che dare una direzione alla propria vita. O altre che preferiscono avere una vita ordinata fuori, mentre dentro è tutto un casino. Io non so qual è la storia di testadic, di certo lui per ora mi offre solo spunti di riflessione. Ancora una volta riesco a guardarmi dentro grazie a terzi e a capire quanto districati, complessi  e indecifrabili sono i rapporti umani. Tutto questo mi fa paura, mi mette un magone incredibile addosso, persino una tristezza. Ma al tempo stesso mi fa alzare lo sguardo dove i limiti diventano puntini e mi fa intravedere speranze più belle, vite più profumate, persone che sono e saranno sicuramente in grado di sapermi regalare il meglio.
Testadic è stato un paragrafo un pò triste della mia vita, vuoto e inconcludente, ma per fortuna come tutti i paragrafi è stato breve. Sicuramente o magari anche no, mi ritroverò a parlare di lui, a guardare le sue foto, a pensare alla mente indefinibile che è nascosta nella sua testa. Perchè io sono così, alla fine di tutto, nonostante alcuni riescano a tirare fuori il peggio di te o comunque a creare situazioni che preferiresti cancellare, piuttosto che ricordare, io sono lì che ripenso a tutto e sorrido, quasi provando un senso di tenerezza. E' per te, caro testadic, è così. 

[la foto è della sottoscritta]

venerdì 25 novembre 2011

Un post per un commento.

Ieri ho scritto questo post.
Innanzitutto ringrazio davvero di cuore chi ha avuto parole di conforto per un momento decisamente no, che ho scelto di raccontare, e poi pubblicare, semplicemente perché in quel istante pensavo fosse il rimedio migliore. [Poi ho optato anche per una passeggiata con un'amica e guida libera sulla superstrada per cercare di sentirmi meglio].

C'è un commento anonimo che riporto fedelmente:

A 25 anni già ti senti al capolinea? Certa gente che non ha reali problemi se li deve per forza creare e fare le seghe mentali...ma va a c...
...aggiungo...vuoi la mia situazione? Marito disoccupato e senza la minima prospettiva di un nuovo lavoro visto che ha passato gli "anta". La mia ditta è sull'orlo del fallimento, spese fisse come affitto e rata auto stratosferiche ed una bambina che ha appena iniziato la prima elementare...facciamo cambio?

Innanzitutto non condivido quel va a c...che starebbe per va a cagare, non me lo merito perchè, cara anonima [ visto che anche se non ti firmi, capisco che sei una donna] tu non conosci la mia situazione, per te i miei problemi sono bazzeccole, e infatti lo sono rispetto al tuo affitto o alla disoccupazione di tuo marito, ma questo non toglie che chiunque entra qui dentro, visto che si tratta di casa mia, mi porti rispetto, altrimenti questi commenti sciatti possono rimanere benissimo sulle tue labbra, piuttosto che nel mio blog. 
Però siccome rispetto l'opinione altrui, pur non condividendola, quel commento non sarà cancellato.
Detto questo, voglio fare una precisazione sul perchè non mi merito quel va a c.

Non sono una malata terminale, non ho nessun mutuo da mantenere, nessun marito disoccupato senza prospettiva di lavoro, nè un figlio che pesa su un'economia familiare già precaria. Non ho nessuno di questi problemi, nè tanto meno sono una che se li crea. Conosco benissimo la mia situazione personale, la mia storia e le mie preoccupazioni, che non sono altro che quelle di una 25enne in una profonda crisi esistenziale, che ai più come te, risulterà una cazzata, ma che a mio parere merita di attenzione tanto quanto le tue finanze. La differenza dov'è allora? Io credo che il problema vada relazionato alla persona e alla sua vita. Credo che le nostre storie siano molto diverse, come le nostre preoccupazioni, o per usare il titolo del post, i nostri magoni. Ma nè io, nè tu possiamo permetterci di sminuire il problema dell'altro. 
Sicuramente la mia obiettività mi porta a pensare che al di là dei miei malesseri, legati anche a stupidaggini, ci siano problemi più seri, come mi piacerebbe che anche la tua obiettività pensasse che c'è chi ha un modo diverso di relazionarsi alla vita e che tutto ciò che magari per te è una cazzata, per un altro potrebbe essere un problema grande quanto una casa, senza dover necessariamente alterarsi o offendere chi ha una diversa preoccupazione, magari più futile della tua.
Detto questo io non devo giustificare a nessuno i miei malesseri, se li scrivo qui, è solo perché è un angolo di sfogo molto personale, dove per fortuna c'è gente che non mi giudica, ma mi è di aiuto. Non c'è nessuna mania di protagonismo, nè vittimismo autolesionistico che mi spinge a creare problemi quando non ce ne sono. Io credo che a 25 anni sia normale avere dei momenti no, così come a 15 o a 40, ma nessuno, e ripeto nessuno, può permettersi di dire che quei momenti siano meno importanti di altri o che non abbiano la necessità di esistere.

giovedì 24 novembre 2011

Magone.

Ho un magone. Uno di quelli grandi come una casa che ti schiaccia senza respiro. 
Non so perchè, o meglio lo so benissimo. Ma mi vergogno talmente tanto a pensare che la causa del mio magone è un particolare così scemo, che preferisco non dirlo. Oppure ve lo dico, pronta a confidarvi quanto sia stupida. Ho appena saputo che la ragazza di testadic si è laureata. Bene, e che cazzo c'entra con il mio magone? Non lo so. Ma mi è venuta una tristezza immensa. Si perchè ho subito pensato alla mia di laurea, che non arriva, e poi ho pensato a tutta quella gente presuntuosa e falsa che mi gira attorno. A quelli che fanno finta di amarsi, a chi senza titoli critica invece quelli che ce li hanno, a me che stasera sarei voluta uscire, invece per una serie di cose mi ritrovo qui con ancora con la sciarpa e gli stivali, davanti al pc. Poi ho pensato, e mentre scrivo la mia testa continua a farlo, alla mia vita, a come potrei cambiarla, al fatto che non mi basta più una corsa o un gelato per sentirmi felice. Che la teoria delle piccole cose ora me la metto sotto i piedi. Che fanculo tutti quelli che mi dicono "ma c'è di peggio". 5 anni fa, quando avevo a malapena 20anni, sognavo che avrei fatto strada, che sarei andata a testa alta davanti a tutti, che avrei realizzato i miei sogni e guardandomi allo specchio avrei pianto di gioia per loro. E invece ora mi guardo e penso che ho sbagliato tutto, che per fare la diversa mi sono messa addosso un abito troppo stretto che ora mi lascia senza respiro. E allora quel fanculo lo dico pure a me stessa con un odio che nessuno potrà cancellare. 

Il 7 links projects.

Finalmente trovo un pò di tempo per scrivere questo post su invito di Iris e Eleanor Rigby (grazie ragazze!). Devo confessarvi che tra le tante cazzate che scrivo, fare una cernita dei miei post è stato davvero un lavoraccio. Uno, perchè sono indecisa e quindi attribuire un'etichetta ad un post mi ha messo davvero in crisi, due, se avessi potuto avrei scelto più post per ciascuna categoria.
Il giochetto credo lo conoscete: 7 categorie per mettere in rilievo 7 post del vostro blog. Una volta fatto, scegliete 7 blog a cui passare il testimone.

1) Il post il cui successo mi ha stupito
Forse era meglio se facevo la shampista. Mi ha stupito per il vostro incoraggiamento, per come con delle semplici parole siete stati in grado di starmi accanto in un periodaccio della mia vita, che purtroppo non è ancora finito.

2) Il mio post più popolare
Scrivo. Più o meno sulla stessa scia del precedente.

3) Il mio post più controverso.
Qui ho davvero avuto dei dubbi. Ma alla fine ho scelto quello sul libro di Fabio Volo, che mi ha offerto un nuovo punto di vista per l'interpretazione di quel libro.

4) Il mio post più utile.
Dimmi cosa pensi e ti dirò chi sei. Per la riflessione che ne è seguita nei vostri commenti. Se mi verranno ancora dubbi riguardo al soggetto in questione, credo che lo rileggerò. E poi è stato utile per me, per tirare fuori quello che provavo in quel momento.

5) Il post che secondo me non ha avuto l'attenzione che meritava.
Qui ci metterei l'intero blog. Scherzo. Credo che ogni post abbia avuto l'importanza che si meritava. Forse uno dei pochi che mi sarebbe piaciuto fosse valutato di più è stato Conoscersi è luce improvvisa. Poteva nascerne un bel dibattito.

6) Il mio post più bello.
Sembrare Dorothy ma non esserlo abbastanza. Magari è un post privo di senso, ma a me piace per le sensazioni che mi ricorda.

7) Il post di cui vado più fiera.
Non ce n'è uno in particolare, ma scelgo : Perchè stare con me non è bere un caffè? Perchè mi racconto per quella che sono.

Ecco dunque i 7 blog:
1) Hob03
2) D'Aria
3) Laura
4) In-coscienza
5) Popale
6)Alice
7) Anakin

mercoledì 23 novembre 2011

Post-it #11



Avete presente la sensazione che si ha non appena fatto una cazzata, dalla quale difficilmente puoi tornare indietro? O quella sensazione di apatia che ti fa sentire impotente di fronte a qualsiasi soluzione che potresti perlomeno cercare di pensare, piuttosto che metterti sul serio a pensarla come possibile soluzione?
Sì, ammetto, è un pensiero contorto quello che ho appena scritto, ma giuro che oggi mi è preso un attacco di non so cosa che mi sento persa.

[immagine dal web]

lunedì 21 novembre 2011

Fine di un pietoso capitolo.

Certi uomini hanno il potere di farti sentire sbagliata. Di far passare te dalla parte del torto. E no, questa volta non ci casco. Fosse anche che mi sento dire che sono una provocatrice, antipatica, odiosa, stronza e viziata.
Il capitolo testadic si è concluso oggi. O almeno mi auguro sia così.
Sono stanca di questi uomini che lanciano il sasso e poi nascondono la mano.
Stanca fino a sentirmi smidollata.
Non hanno le palle neanche per giocare, neanche per accettare una provocazione.
Morale della favola: io sono la stronza, quella che ci ha provato e quella che giudica senza conoscere. Perchè? Perchè non ho peli sulla lingua, perchè se incontro uno stronzo non ci penso due volte a dirglielo in faccia, perchè se qualcosa non mi quadra non mi faccio problemi a farlo notare.
Sono pronta ad assumermi la responsabilità di aver portato avanti il gioco per troppo tempo, però credo sia giusto dare a Cesare quel che è di Cesare. 
Caro testadic, sappi che di fronte a me non ho trovato un muro, ma piuttosto uno disposto a fare le 3 di notte pur di stuzzicare chi aveva dall'altra parte del telefono.
Sappi che io non sono la classica ragazzetta che magari ti fai o corteggi in discoteca ad insaputa della tua ragazza e il giorno dopo non ricordi neanche il nome. E ancora, sappi che con me quelli che fuggono sono targati a vita come senzapalleinvertebratidelcazzo.
E così fine di questo pietoso capitolo della mia vita.

sabato 19 novembre 2011

Non mi indurre in tentazione, amen.

Dai, morbido è il frutto, sai
la tua tentazione ormai è nel mio regno.
Dai, sono il nome dei tuoi guai
Nessuno saprà mai, solo per noi.

Vuoi, sbucciare la tua colpa
Vuoi, strisciare un po' ancora qui con me
Vuoi, gridare chi sei
Vuoi, sibilare che vizio hai

Sai, la virtù porta rimpianti e sai
Che non si dissetano mai
I suoi fantasmi insonni



Ieri sera per una manciata di minuti ho creduto alle coincidenze.
Ero ad una specie di sagra nel centro storico dell'ameno mio paesello. E come potete immaginare mezzo paesello era lì. Ma non solo.
Ad un certo punto tra la folla, guardo un viso che conosco molto bene. Mi guarda anche lui. Sì, avete capito bene, è lui, testadic. Ci passiamo accanto facendo finta di niente. Io purtroppo in questo non ho molto i riflessi pronti, ma giuro che gli avrei dato volentieri una spinta, dicendo il suo nome sarcasticamente, che tradotto significa : ehi testadic, che fai adesso, fai finta di non vedere?
E così caso vuole che ci ribecchiamo dopo qualche minuto. Lui non so per quale strana ragione (forse per evitare situazioni imbarazzanti) si distacca dal suo gruppo per venire vicino al nostro a salutarci, lasciandosi alle spalle quella povera ragazza da sola [lui era con la fidanzata e altri suoi amici].
Saluta tutti, me per ultima. Ovviamente visibilmente imbarazzato. Evitava il mio sguardo, mentre il mio si faceva insistente e incalzante, quasi fastidioso. Lo osservavo. Mentre parlavamo tra di noi (io, lui e i miei amici-che sono anche i suoi), ogni tanto volava qualche battuta al vetriolo, sia da parte mia che da parte sua. E in queste situazioni a me basta darmi il la, che ribatto senza peli sulla lingua.
Ad un certo punto guarda la mia amica e le dice, sorridendo:
Perchè mi guarda così? 
Della serie: che vuole da me?
Ridiamo per nascondere l'imbarazzo.
Mentre si continua a parlare, non so a quale battuta, dice: E' terribile.
Ah, terribile ora è un modo carino per dire che sono...
Stronza.
Allora siamo sullo stesso livello.
Ci lasciamo, ognuno prosegue sulla propria strada.

Quando torno a casa comincia una sfilza di sms, che mi costringe a rimanere sveglia fino alle 3.
Per vostro rispetto e per non triturarvi le palle alla julienne eviterò di riportarvi per filo e per segno quello che mi ha scritto. Anche perchè i ragazzi ,si sa, non sono di molte parole, e quelle poche che dicono lasciano il tempo che trovano. Poi lui è uno di quelli che fa tante domande...miiiiiiiii che pizza!*
Comunque per onestà ammetto che il gioco l'ho cominciato io mandando un messaggio del tipo [nonostante avessi cancellato il numero, ma sono riuscita a trovarlo]: Terribile è un nuovo appellativo che mi spetta?
Certo che no, stronza mi si addice si più, a detta sua.
Fatto sta che non mi lascio sfuggire nulla: quando voglio ho una lingua tagliente e provocatoria.
Il gioco finisce dopo una 15ina di messaggi, ovviamente con lui in netto svantaggio che come al solito cerca di ribaltare la versione dei fatti.
Giuro che un tipo così snervante non l'ho mai trovato.

Oggi guardavo un pò le foto su facebook della sua ragazza. Non potete immaginare che tristezza mi sia venuta. Sicuramente sto facendo qualcosa che potrebbe fare male a qualcuno, molto probabilmente me in primis. Però è chiaro che io uno così a fianco non ce lo voglio [le ultime parole famose].**
Lei mi fa tenerezza, forse perchè pur essendo quasi mia coetanea, mi sembra così piccina. Classica ragazza acqua e sapone, casa e chiesa. Non perchè io sia da meno, ma c'è una visibile differenza che ci fa sembrare molto diverse. Poi magari che ne so...sotto quel viso d'angelo potrebbe nascondersi una zoccola da film porno. So che non è il caso, ma mai dire mai.

Di lì potete immaginare le traiettorie carambolesche dei miei pensieri.
A volte penso che la mia ironia e la mia razionalità, quando c'è, fa miracoli grandiosi.
Insomma...non per ritornare sull'argomento, ma se io una settimana fa l'avessi baciato? Se mi fossi spinta anche a tal punto da beccarmi un no, come sarebbe andata a finire? So che è inutile cominciare il processo del se, ma quello che mi fa più paura è come certi omuncoli possano cambiare la versione dei fatti solo per non ammettere a se stessi che hanno di fronte una che ha le palle al posto loro. Non perchè io sia la wonder woman della situazione, ma riconosco che certe situazioni pur intrigandomi e pur potendole evitare, mi incattiviscono un pò da far entrare in funzione tutti i geni della mia stronzaggine.
Alla fine testadic mi fa anche tenerezza, perchè sarà il classico ragazzo che magari non riesce a venir fuori da una storia che è stata importante, che lo è tutt'ora, ma che non ha più quel lato passionale dell'inizio. Ovviamente queste sono solo mie supposizioni. Psicologia spicciola, insomma.

Detto questo, non credo che il gioco continuerà a lungo, anche perchè viaggiamo su due lunghezze d'onda diverse. Io alla fine stuzzicherei semplicemente un ragazzo impegnato, magari ci starei pure per qualche scambio affettivo, ma nulla di più. E lui, continuerebbe il gioco per sfizio o per intrigo. E allora meglio lasciar perdere.

*fa tante domande del tipo: se io gli dico ti ho guardato, lui ribatte: e cosa hai guardato? Ora potete immaginare quanto, alle 2 di notte, un messaggio del genere possa scartavetrarti i maroni.

**Non ce lo voglio anche perchè ho scoperto che si veste malissimo. Mamma mia...sembra mio padre da giovane. Sempliciotto, con t-shirt che non sanno nè di fighetto, nè di snob, nè di puzzabestia. Magari se gliele passasse al padre farebbe più bella figura...per non parlare del fatto che indossa la canotta, o mio dio! E delle scarpe nere allacciate tipo prima comunione o cresima? OMG! :)

giovedì 17 novembre 2011

Sentimenti contrastanti.

Oggi mi sono presa della stronza gratuitamente.
Mi tange relativamente se a dirmelo è testadic, che forse è un pò  stronzo come me, o forse qualcosa di più.
Come sospettavo, ci siamo sentiti. Prima via sms, poi telefonicamente.
Mi ha chiesto come mai su facebook non ci sono le nostre foto. Quelle mie e sue.
"Siamo troppo belli insieme e qualcuno potrebbe essere invidioso". E' stata la mia risposta.
Lui pensa che sia gelosa. E che quelle foto voglia tenerle per me.
Forse gelosa potrebbe diventarlo qualcun'altra, o forse ci è abituata perchè ci provi con tutte.
Sei una stronza e poi sei tu che ci hai provato con me.
Eh, no. Non ci sto.
Non ci sto a prendermi della stronza da te, invertebrato che non sei altro.
Parliamo al telefono, non so con quale logica mi sia venuto in mente di chiamarlo. Ma certe cose meglio dirsele, che scriverle.
36 minuti e altrettante 36 versioni di come sia andata quella sera. Io che tra sarcasmo e ironia cerco di spiegare cosa penso, lui confuso, prepotente, incerto, narciso.
Alla fine i toni si calmano, si scherza, si ride, ci si lancia battutine.
E' inevitabile, ma un clima di serenità traspare.
Dice di provare stima nei miei confronti, ecco perchè non vuole che io pensi di lui che è uno stronzo. Ma i fatti restano quelli. E io alle parole credo poco.
Non so quale insano desiderio prenda il sopravvento, ma vorrei averlo qui con me. Vorrei ridere e scherzare guardandolo in faccia. Vorrei non avere quell'idea che ora ho di lui. Vorrei vederlo, incrociare il suo sguardo, stare bene.
Cazzarola, l'effetto di certi uomini è proprio dannoso.
Mi ha promesso che mi richiamerà.
Voglio conoscerti meglio.
Ma so già che a me non basterà.
Ok, scusate ritorno in me e cerco di mettere a tacere questi sentimenti contrastanti.

L'oroscopo.

Secondo il mio vecchio professore di filosofia Norman O. Brown, “l’unica scelta che abbiamo è tra la follia sacra e quella profana. Guardatevi intorno, la follia è ovunque”. Prendi questa ipotesi come punto di partenza, Acquario. Nelle prossime settimane, cerca di abituarti all’idea che tutto il mondo è in preda alla più totale follia. Quando ti sarai rassegnato a questo, spero che sceglierai la follia sacra, che compie miracoli incredibili, persegue la bellezza irrazionale e coltiva la forza risanatrice dei piaceri inconsueti.


di Rob Brezsney

Oggi anche l'oroscopo ci azzecca! :))

Pillole di saggezza #7

Chi vive senza follia non è così saggio come crede.

François de La Rouchefoucauld.

lunedì 14 novembre 2011

Appena rientrata.

Giornata pesantissima. Sono fuori dalle 7 di questa mattina, tra università, studio, biblioteca, corso di inglese, e per finire sono qui, stanchissima e distrutta!
Vorrei leggervi tutti, commentarvi, sapere un pò di fatti vostri....
Vorrei raccontarvi di che giornata di merda che ho passato a causa di quel giovane narciso testadic... spero veramente di non incontrare più un uomo del genere. Preferisco quelli che fanno gli stronzi per divertirsi a quelli che non hanno le palle neanche di scegliere che fare di fronte ad una ragazza...
Sono davvero delusa, a volte penso di essere sul serio io quella sbagliata, ma poi mi riprendo e mi dico che non posso stare come uno straccio per un deficiente del genere. Sarà stato pure un bel momento, ma le conseguenze sulla mia salute mentale non sono state positivissime....ma passerà, non crolla di certo il mondo per uno così!
Spero domani di passare con calma nelle vostre vite virtuali, ora mi tolgo gli stivali dopo 15 ore non stop, mi metto il pigiamino e vado a letto!
Notte!



PS. Anche questa canzone non è messa a caso.

domenica 13 novembre 2011

Dimmi cosa pensi di me e ti dirò chi sei.

Ieri sera. Festa di laurea in discoteca. Mi tiro a lucido: ceretta, fondotinta, matita nera, mascara, capelli super lisci, tacchi e forse un esagerato rossetto rosso. Non me ne frega nulla, devo rimorchiare. Non foss'altro che sono 3 mesi che non entro in una discoteca.
Nessun rimorchio, al massimo un carro attrezzi per metterci su l'ennesimo imbecille di turno.

Alla festa c'è un ragazzo che conosco da un paio d'anni. Mi piaceva, e ieri sera scopro che infondo (a suo tempo) non gli ero indifferente. Parliamo, balliamo, beviamo. Mi accendo una sigaretta e me la toglie dalle mani. Lo guardo e gli dico : E io che pensavo fossi un bravo ragazzo, sei come tutti gli altri. Ovviamente questa frase la dico semplicemente per scherzare e poi con l'alcol che ormai sembra prendere il posto del sangue, non posso che sparare cazzate.

Scusa cosa vuoi dire?*
Che all'apparenza sei un bravo ragazzo, ma che sotto sotto sa il fatto suo. [Ennesima cazzata]
Cioè? 
Poi te lo dirò in privato.

Continuiamo a ballare, rimaniamo vicini per tutta la serata, ci fumiamo un'altra sigaretta, mi imbocca la torta con una forchetta, beviamo prosecco e io nel frattempo perdo tutta la lucidità facendo un pò la gatta morta (non mi reggevo in piedi, ma ero pienamente cosciente delle mie azioni, precisiamo!).

Ad un certo punto mi fa: allora mi dici in privato cosa pensi di me?
Un giorno te lo dirò. 
Ero in netto imbarazzo, anche perché non sapevo cosa intendesse dire con quel "in privato".
Cerchiamo un posto un pò privato e me lo spieghi. 
Mi prende per mano, usciamo dal privè, con me che barcollo. [Vi giuro che camminavamo come due fidanzatini, dita incrociate nelle sue, e io che avevo un pò gli occhietti a cuoricino, quanto mi mancavano questi momenti!]
E' difficile trovare un posto privato e soprattutto tranquillo in discoteca, così usciamo fuori, nell'area all'aperto. Fa freddo, ma tutto sommato sto bene. Saranno le emozioni chimiche del momento e il rum con coca (e non coca e rum) che sta facendo il suo effetto.
Comincia a farmi domande, puntando i suoi occhi nei miei.
Ma io, giuro, non so cosa rispondergli. Gli dico che per me è un bravo ragazzo, che per quelle poche volte che l'ho incontrato, mi ha sempre fatto una buona impressione.
Si crea un clima strano, di sguardi intensi, abbracci e io che mi rannicchio sulla sua spalla cercando di resistere al freddo, mentre lui mi dà un bacio sulla fronte.
Sembra una scena da film e a un certo punto lo è pure. Ma...

Gli chiedo perché mi ha portata fuori, a cosa gli serve sapere cosa penso di lui...
Siamo davvero vicini, naso contro naso, mi ripete che lui è un bravo ragazzo, che io gli piaccio, e che nota in me qualcosa di diverso dalle altre ragazze...
A questo punto ci sta un bacio, ma... [testuali sue parole, ecco perché a me sembrava una scena da film]
Ma non me lo dai perchè sei fidanzato.
Esatto. Non posso. Mi piaci, ma non sono stronzo come tutti gli altri. Per te stasera non potrebbe cambiare nulla, ma per la mia coscienza si.Se fossi libero ti avrei portato sicuramente a letto, ma non posso.
[Giuro che ha detto proprio così, e mi ha anche scritto un sms con testuali parole].

Al che, credetemi, un pò spazientita, un pò lusingata, ho cominciato a tirar fuori tutta la razionalità possibile.

Perché a me non me ne fotte un cazzo di quello che potrebbe pensare un ragazzo che mi ha visto e sentito un paio di volte nella sua vita. Perché, se io una persona non la voglio baciare, non creo neanche una situazione romantica/illusoria. E soprattutto perché se sono fidanzata, non mi verrebbe neanche per l'anticamera del cervello di appartarmi con uno, solo per sapere che pensa di me e per dimostrargli la mia integrità, fisica e mentale.

Non so se mi spiego.
Non è la reazione di un rifiuto, anche perché non l'ho vissuto come tale. Giuro. Non c'erano le premesse per sentirmi rifiutata e poi sinceramente in quel momento ho davvero apprezzato l'onestà di testadic. Perché, infondo a modo suo, mi ha dimostrato che non è come tutti gli altri. Un altro al suo posto avrebbe potuto approfittarne dei miei occhioni a cuoricino, magari portarmi a letto e il giorno dopo scomparire. E invece non l'ha fatto.

Non nego che sono stata bene, e come ho detto anche a lui, quel bacio da parte mia ci sarebbe stato per un semplice desiderio. Non so se ci sarei andata a letto, anche perché in quel momento non sentivo questo genere di pulsione. Però per me è stata tutta una questione di ego: lui ha messo alla prova me, mettendo alla prova se stesso, tornando a casa si sarà guardato allo specchio e si sarà detto: bravo testadic hai dimostrato che riesci a rimanere lucido in situazione del genere, e in più ti sei portato a casa i complimenti di una ragazza che a te piace.

Ovviamente quando gli ho spiegato nella maniera più lucida e romantica il mio punto di vista è rimasto lì a guardami, a smentire quello che pensavo, e per un attimo ha anche cercato di rigirare la situazione spingendo me a baciarlo.

E sì, caro ti piacerebbe! Così tu mi respingi e hai doppiamente la coscienza a posto. E no, questa volta mi sono rotta le scatole di uomini che non prendono posizione. O mi corteggi, o smamma.

Sono stata bene e non è un mistero, come non lo è il fatto che davvero ho apprezzato la sincerità e l'onestà di questa persona. Ma non mi piacciono questi giochetti, se decidi di buttarti devi farlo fino in fondo. E non lanciare il sasso e nascondere la mano, o far di tutto affinchè siano gli altri o la situazione a decidere per te.

I giudizi lasciano il tempo che trovano, e se sei un uomo dovresti imparare a fregartene...quindi cara testadic, come ti ho già scritto, per me sei doppiamente stronzo, forse uno stronzo diverso, ma rimani sempre tale. Nonostante ciò se avrò occasione di rincontrarti, ti guarderò come ho fatto stanotte prima di andare via, ti sorriderò e penserò tra me e me che sei uno stronzo come tutti gli altri, a dispetto di quello che hai voluto dimostrarmi e che sinceramente non me ne fregava nulla.

*Ho cercato di riportare fedelmente il dialogo, anche se sono sicurissima che c'è qualcosa che mi sfugge.





La canzone non è messa a caso.

venerdì 11 novembre 2011

Emozioni.

 [Foto web]

Anche una delle tue amiche più datate si è laureata. Tu ti senti un po' giù perché il tuo turno non arriva mai, vedi sempre gli altri laurearsi mentre tu non ti laurei mai. Complice anche il tempo che gioca con i tuoi ormoni sballati. Ma in un giorno importante per la tua amica, giocare con le ovaie impazzite non ha senso. Come non ce l'ha deprimersi perché il tuo turno non è ancora arrivato. E allora mordi un po' di cioccolata fondente perché la serotonina aiuta, leghi i capelli disordinati, metti il cappotto, prendi il treno e vai in università che la tua amica sta per laurearsi. 
Il treno come al solito è in ritardo, ma poco importa perché sei in anticipo. E poi se accanto a te, proprio sulla panchina dove sei seduta, leggendo Un giorno, c'è il potenziale uomo della tua vita, ma [forse] con la fede, il ritardo non è più un problema. E se in treno fai conoscenza di una ragazza salentina che ha viaggiato per mezza Italia, ma non ha mai visto Polignano, le attese si accorciano e il viaggio diventa meno solitario. Poi lui, l'uomo con la fede [forse], in attesa di scendere, ti guarda nuovamente, insistentemente, e tu in imbarazzo sorridi e volgi lo sguardo altrove pensando che forse Trenitalia non è poi così odiosa. 
E poi scendi anche tu, aiuti la ragazza salentina, e corri a prendere l'autobus per andare in università. Ma l'autobus è già passato, e non ti va proprio di camminare, e allora aspetti il prossimo. Si tratta solo di qualche decina di minuti. E nel frattempo pensi che nonostante il tempo potresti mangiare un gelato, ma per fortuna non lo fai. 
La stazione ha un' aria strana, nostalgica, quasi natalizia con tutte quelle luci. Tutti che escono dagli uffici, qualche barbone già con la sua birra in mano, stranieri che si incontrano e poi quelle coppie che piacciono tanto a te, che si rivedono dopo un viaggio, lungo o breve che sia. E allora incontri sempre il lui di turno che è arrivato con la sua macchina, lasciata rigorosamente fuori posto con le quattro frecce, che è pronto ad abbracciare la sua ragazza, a baciarla e a farci l'amore con gli occhi, poggiandole le mani sul sedere e aver paura di essere beccato. 
Qualche minuto e sei già sull'autobus. Con Jeff Buckley in loop. Credi che sia la canzone adatta per quest'atmosfera che stai respirando. E poi sei in università. E' strano entrarci alle 7 di sera, quando ormai si è quasi completamente svuotata e gli unici superstiti sono i laureandi e i loro parenti, o qualche ricercatore imperterrito nel continuare a studiare quando ormai in biblioteca non c'è più nessuno.
La discussione, la proclamazione e sorrisi bagnati da qualche lacrima. Chissà come sarà il tuo giorno, se ci saranno i tuoi amici, se ci sarà chi ti regalerà un mazzo di girasoli o chi semplicemente ti abbraccerà dicendoti "ce l'hai fatta".
Rimandi il pensiero e condividi la gioia, scatti un centinaio di foto, perché a te piace farlo, bevi spumante e poi torni in macchina con uno sconosciuto mentre ricevi la telefonata di uno che sconosciuto non è. L'ennesima promessa di vedervi alla quale ormai non credi più. Sorridi e scacci via qualsiasi pensiero.
Ritorni a casa, con un mal di testa allucinante, ma hai voglia di prepararti la cena. Leggi qualcosa, mangiucchi caldarroste e vai a letto. 
A modo suo è stata una giornata densa di emozioni.


mercoledì 9 novembre 2011

Di film sotto il piumone.

Commedia davvero carina. Alice è una donna ricca, superficiale e razzista. Fino al giorno in cui muore suo marito che la lascia sul lastrico. Costretta ad abbandonare tutte le sue certezze e a rimediare ai debiti del marito si mette a fare il mestiere più antico del mondo. Ma come in tutti i film, ci sarà il lieto fine, pronto a smentire ogni nostro giudizio.
Se la Cortellesi non ci sa fare come escort, come attrice incalza benissimo la parte, insieme a un Raul Bova, che come prima volta devo dire che mi è letteralmente piaciuto. Io l'ho sempre pensato che i film "mocciosi" e diabetici non fanno per lui. Raul ha un animo casciarone e in questo film lo tira fuori tutto!


Altro film d'amore. Alex, professione "sfasciacoppie", è bravissimo a far innamorare le donne già fidanzate. Obiettivo: separarle dai loro partner sbagliati. Ma non tutte le ciambelle escono con il buco: esistono donne restie a cedere alla lusinghe di un uomo che fa di tutto per farle perdere la testa, come imparare il passo di Dirty Dancing o farsi infilzare una forchetta nella coscia. E allora il gioco si fa più complicato. 
Commedia romantica con un finale davvero sorprendente, o forse no, in ogni caso, un finale carino.

PS. si vede che mi piacciono i film d'amore?

martedì 8 novembre 2011

Momenti di trascurabile felicità.


Se entri in libreria non puoi non comprare questo libro.
Se sei in un periodo in cui il vuoto è il padrone dei tuoi giorni, non puoi non leggere queste pagine. 
Non ti sconvolgeranno la vita, nè ti sveleranno il segreto per vivere meglio. 
Ma sicuramente ti faranno guardare alle piccole cose in maniera diversa. 
Con un occhio più attento e sereno. 
In cerca di quei momenti di trascurabile felicità. 
E quali sono? 
Per esempio entrare nel bagno di sconosciuti e rovistare tra gli armadietti (ora non mi dite che non l'avete mai fatto! Oddio, neanche io, ma di solito mi soffermo ore e ore a notare le mensole, la disposizione dei prodotti o quale shampoo usano), gli sms dopo le 23  che dicono "dove sei" ma che in realtà vogliono dire molto di più, la domenica mattina quando la città è vuota e silenziosa. 
O ancora quando ti soffermi al supermercato a guardare i carrelli delle persone, alcuni gesti insensati, la prima e l'ultima pagina di un libro, o quei discorsi inutili ed effimeri che ti accorgi essere tali solo alla fine.
Leggendo questo libricino verrebbe a chiunque in testa di cominciare a fare un catalogo dell'allegria del vivere, proprio come Francesco Piccolo, autore del libro. 
Unico neo: il prezzo. L'ho trovato davvero eccessivo.

lunedì 7 novembre 2011

[Film] Fratellanza


Film pesantuccio. Ma da vedere assolutamente, magari non di sabato sera come ho fatto io. 
E' la storia di un amore omosessuale calato in un contesto originale: la realtà neonazista in Danimarca.
E' un film dove il sentimento fa da padrone in tutte le sue sfumature. 
Ideale per riflettere sull'amore, sull'omofobia, sull'estremismo politico,sulla violenza, sull'uomo e tutte le sue paure più infondate.
Crudo e sconvolgente.

sabato 5 novembre 2011

E' che oggi è sabato.

Quando andavo al liceo avevo la mia vita ordinata.
Mi svegliavo controvoglia dopo le urla di mia madre,
andavo a scuola entrando sempre in anticipo con delle occhiaie che sembravano borse da spesa pesanti,
mi sedevo al mio banco, il primo ( e non perchè fossi secchiona, ma semplicemente sfigata),
ero (quasi) sempre attenta [al primo banco non potevi fare altro],
mi piaceva la filosofia e il professore di filosofia [ma non in quel senso lì, semplicemente perchè era l'unico 9 assicurato] e la prima cosa che facevo quando rientravo a casa
era andare in bagno a lavarmi le mani e a svuotare la vescica.
Poi pranzavo, facevo i compiti, all'epoca non avevo neanche internet,
e il massimo che potessi fare come alternativa al cazzeggio virtuale era dormire o uscire.
Leggevo poco e messaggiavo molto.
Facevo l'amore con una cadenza piuttosto regolare con il fidanzato da allora,
e a 18 facevo la vita di una 40enne.
Così normale, così stazionaria,
che sono scoppiata e mi sono ripresa tutte le libertà che volevo nel giro di un'estate.
Quella della mia maturità.
Poi ho cominciato l'università,
sono tornata con l'ex storico per allontanarmi definitivamente 3 anni dopo.
Esattamente nel periodo in cui cominciavo a sostenere gli esami più difficili,
che guarda caso ho dato senza farmi troppi problemi.
Della serie, più stavo male, più studiavo.
Poi dopo quella rottura calma piatta.
Nessun fidanzamento, ogni tanto qualche sporadica frequentazione.
Solo due persone che mi hanno stravolto la vita, o semplicemente gli ormoni.
E tanti invece che mi hanno stravolto qualcos'altro.

Non so perchè questo excursus sulla mia vita, ma oggi pomeriggio oltre a pensare al mio ex (pensiero che ultimamente sta diventando troppo frequente e non ho nessuna intenzione di piangermi il morto per altri mesi [non so se si dice così anche da voi, ma permettetemi questo aforisma dialettale]),
pensavo quale fosse la parte sbagliata di me che non mi permette di dare una svolta alla mia vita.

Ieri per l'ennesima volta, l'ennesima persona di turno mi ha chiesto come mai io non abbia un ragazzo.
"Sei così bella!"
Grazie signora di turno per questo complimento gratuito di turno,
forse vuole un paio di occhiali, ma per rispetto della mia autostima le lascio passare il fatto che io sia "una bella ragazza".
Allora vediamo....perché non riesco a trovare un ragazzo.
Ma sa che non lo so neanche io?
Ho un carattere di merda.
Spigoloso, rompipalle, polemico, severo, rigido, freddo. Forse sarà per questo.
Peccato che il carattere di una persona viene fuori nel corso di una conoscenza che abbia almeno il tempo di essere tale, quindi scarterei il mio caratteraccio.
Anche perchè se mi impegno so dare la parte migliore di me.

Quindi vediamo...perchè sono single?
Forse perchè il principe azzurro non esiste, e non inventiamoci il contrario.
O forse è la sfiga che mi fa posizionare lo sguardo solo su persone affidabili.
O forse i giri sbagliati.
Che dice lei...se entro in una discoteca, mi metto tacchi e scollatura profonda, così, lo trovo l'uomo della mia vita?
E' insicura anche lei su questo. Eh già. Non riesco a capire dov'è l'ingrippo.
Facciamo anche che io non mi voglia sforzare di capire se c'è o meno.
Ho passato molti mesi della mia vita a dirmi che forse avevo sbagliato a comportarmi in un modo,
che forse avrei dovuto essere un'altra persona.
Una sorta di autoflagellazione per essere stata me stessa anche mostrando la parte peggiore.
Ma vede, cara signora, sono stanca, sono stanca di questo mondo che ti vuole per forza con un'etichetta. E non un'etichetta qualsiasi, un'etichetta firmata.
Perchè sembra quasi che ora non basti più essere figlia, moglie, amante, amica, mamma, compagna,fidanzata,
ma devi essere figlia di, moglie di, amante di, amica di, mamma di, compagna di, fidanzata di.
Come se quello che viene dopo il di possa cambiarti la vita.
Possa dare dignità ai tuoi discorsi o alle persone che frequenti.
Sa che cosa mi è successo ieri? Mi è stato dato della pettegola semplicemente
perchè ho chiesto alla mia amica del suo ex.
Semplicemente perchè quando io vado al bar con le mie amiche e il soggetto,
ospite delle nostre chiacchierate, mi ascolta,
io so vita morte e miracoli di tutte le persone che conosco.
Peccato che non sia la sola a saperlo,
visto che c'è chi pubblica apertamente su social network anche l'ora in cui va in bagno a lavarsi i denti.
O semplicemente perchè ho uno spirito da curiosona che mi spinge persino a chiedere come fosse vestito il ragazzo o la ragazza di cui si parla.
Certo, particolari di cui potrei fare a meno,
ma se nel mio DNA il gene della curiosità sembra primeggiare non è colpa mia.
Però mi tolga una curiosità,
lei quando si incontra per un caffè o un aperitivo con le sue amiche
parla della politica estera del Burundi?
O della crisi finanziaria della Grecia?
Forse si, ma sarà un'eccezione,
o forse sarà come me, che prendendo spunto dalla cazzate che dicono in tv, filosofeggia dicendo la sua.
Ebbene siccome io non credo di essere l'unica donna a spettegolare davanti a un caffè,
ieri ho tirato le unghie.
E forse sarà per questo che non riesco a trovare un ragazzo.
Perchè non parlo di politica estera o di mercati finanziari.
O forse perchè tiro fuori gli artigli se qualcuno insinua qualcosa che non ha nessuna rilevanza scientifica.
O forse perchè mi permetto di curiosare nella vita dei miei interlocutori facendo domande stupide.
Sì, ieri mi è stato detto pure questo.
E sa chi me l'ha detto?
Un uomo, anzi facciamo un ragazzo,
uomo mi sembra una parola rivestita di troppa importanza.
"Tu che fai di solito domande profonde e intelligenti, come mai te ne esci con queste domande stupide?"
E scusami se a volte l'intelligenza e la profondità passano anche dalle cose stupide.
Scusami, eh.
Ora non creda che io sia arrabbiata con lei, anzi mi fa piacere che la mamma di una mia amica si preoccupi del mio status relazionale.
Ma vede, purtroppo non sempre la bellezza,
ammesso che ci sia,
e l'essere una brava ragazza
è prerogativa di una vita felice e "sistemata".
Anzi a volte sembra quasi che sia una condanna.
Perchè, scommetto, che era così anche ai suoi tempi: la davi subito e tutto era più semplice.
Ora non so perchè tutto questo discorso.
E' che oggi è sabato, ho le scatole girate, e in più si mettono questi soggetti a metterti in discussione,
più di quanto tu già non lo sia.

E il tumulto del cielo ha sbagliato momento.

C'è un senso di impotenza mentre penso che dall'altra parte dell'Italia c'è un cielo grigio che scarica acqua e una terra che si sgretola trascinando via tutto, cancellando vite ordinarie, sbriciolando un paese e riducendo a poltiglia tutto ciò che potesse capitare sotto la violenza di un cielo indifferente al destino di vite normali.

giovedì 3 novembre 2011

Caro Fabio ti scrivo...così mi distraggo un pò.

Caro Fabio, ti amo da quando ho letto Esco a fare due passi. Esattamente nel lontano 2002. E se la matematica non mi tradisce sono 9 anni. Sì 9 anni, di cui gli ultimi 5 passati praticamente a monitorare ogni cosa che tu potessi fare: film, libri, radio, televisione. Tutto direi. Infondo tu sei un artista poliedrico. E in questo non ti sto prendendo per il culo, fidati. E' vero, il mio giudizio potrebbe essere non obiettivo, infondo nei tuoi confronti provo lo stesso sentimento che proverebbe un'adolescente coi brufoli di fronte ad un poster di Zac Efron o chi per lui (scusami ma non sono molto aggiornata sulle tendenze dei giovincelli). Ma è anche vero che le emozioni che provo quando ti ascolto o quando ti leggo, fanno di me una donna ancora in grado di sorridere se legge frasi stile perugina. O forse qualche cosa di più di semplici frasi perugina. La tua banalità è il tuo successo. Ma per onestà devo ammettere che la tua non è solo banalità, altrimenti sarei io banale a perdere la testa per te e a costringermi ad alzarmi presto per ascoltarti in radio quando potrei dormire fino a tardi, o ad andare a lezione con un auricolare nell'orecchio o ancora a ridere da sola in treno mentre ti ascolto o ti leggo. Perchè vogliamo parlarne di quando decido di uscire di casa dopo le 10 perchè prima ci sei tu in radio? O di quando vado al mercato, sorrido alle tue battute e c'è sempre un ragazzo di fronte che pensa che stia ammiccando con lui? Se una come me fa tutto questo non è banale, questo si chiama amore, oppure si chiama amore paraculo, ma è sempre amore, sia chiaro. Diciamo che la tua è una semplicità che arriva dritto al cuore, un misto di ironia, bellezza, talento, follia e razionalità che a mio parere pochi hanno. E poi detto sinceramente, dove lo trovi uno che con un attestato di terza media ha un bagaglio culturale come il tuo? Io non l'ho ancora trovato, ovviamente questo non esclude che si possa trovare. Detto questo, nonostante tutto quello che di te si dice, e quello che si potrebbe dire di me che ti amo alla follia (e credimi che le mie amiche me ne dicono di tutti i colori), tu mi piaci. I tuoi libri sono gli unici che riesco a divorare in pochi giorni e finisco sempre per disegnarci storie parallele, come se fossero le mie. Però, c'è un però, questa volta mi hai deluso. Un libro con una copertina bellissima ma dal contenuto pari allo spessore di una sottiletta. Eh no! Non mi piace che il tuo libro costi 19 euro e tu mi deluda così. E so che ora vuoi anche sapere il perchè. Ebbene, non farò come Matteo Renzi con i suoi 100 punti, ma ne elencherò giusto qualcuno per spiegarti che questa volta devo dire che non mi sei piaciuto.
Innanzitutto il libro mi sembra un manuale di Kamasutra, sesso e solo sesso. Sul tavolo, in cucina, sul letto, sul pavimento, con un bicchiere di vino, a tre, in bagno e nella vasca. E io, che mi ero abituata a pensieri più profondi,anche se non tutti tuoi, questa volta mi sono sentita enormemente a disagio, e ti confesso che più volte ho avuto la tentazione di chiudere tutto e riporre il libro sulla mensola insieme agli altri. 
Poi non mi puoi parlare di un matrimonio fallito e metterci una storia di sesso che non va neanche a buon fine come l'ingrediente che dà una svolta alla rinascita di questa povera donna. Eh sì, povera, perchè se una si illude di poter cambiare la propria vita partendo dal suo corpo o da una storia di sesso con uno sconosciuto si illude alla grande. Non sono bigotta, ma credo che per la rinascita di una donna ci voglia ben più di un uomo o di una trombata felice (scusami il francesismo). E' vero, questo mi sembra che tu lo abbia scritto, ma forse non lo hai sottolineato abbastanza. Non a caso lei finisce per diventare una pazza isterica. 
E poi...dove sono tutte quelle citazioni, quelle canzoni, quegli odori, quei sapori e quei colori che mi facevano immedesimare nella storia che stavi raccontando, come nei precedenti romanzi?
Fabio, mi dispiace ma mi hai deluso.
Ogni volta che leggevo un tuo libro era un'iniezione di adrenalina, una scorta di positività, una dose di piccola felicità. Questa volta rimpiango solo di essermi catapultata in libreria di domenica e aver speso 19 euro.

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