venerdì 30 marzo 2012

Slanci alla peace&love

Confesso che a volte ho dei lampi di nonsoché (chiamarli di genio sarebbe troppo presuntuoso da parte mia).
Per esempio mentre stavo sistemando gli appunti sulla "valutazione della qualità spermatica"- compresa e soprattutto quella umana- ho pensato che potevo affrontare il mio ex. Ovviamente non per chiedergli di che colore, concentrazione o volume sia il suo seme.
Cioè, non ci parliamo dal lontano 2010. Lo vedo 1-2 volte a settimana, e dopo che ora è finita la sua storia con la ragazza più acida e ambigua che io abbia mai conosciuto, ha ripreso a salutarmi (il motivo per cui aveva smesso credo sia attribuibile alla data di scadenza di miss yogurtina acidella).
E allora stavo pensando che fermarlo, chiedergli come sta, proporgli una birra va', che fa, cosa non fa, perché è diventato più idiota del solito o perché decide sempre di mettersi con persone che sono mie amiche o che escono con me, non sarebbe una cattiva idea.
Poi ho pensato che questi slanci alla peace&love,volemose bene e fate l'amore non fate la guerra, devo tenerli per me, che la gente, lui in particolare, non ci capirebbe una mazza (in realtà non capisco neanche io perché dovrei farlo....però non so, ogni tanto la civiltà e i buoni rapporti non mi disgustano), che se sto al mio posto ci guadagno in salute, soprattutto mentale.
E quindi niente. Questa idea me la tengo per me. Che forse è anche meglio.

martedì 27 marzo 2012

On air #45



Avete presente quel genere di musica che snobbi quando sei adolescente e poi te ne innamori non appena cominci a capirne un po' di più?
Ecco, io ultimamente mi sono presa una cotta adolescenziale per Bruce Springsteen.
Tipo che sto lì a guardarmi i suoi video e mi immagino già in prima fila ad uno dei suoi concerti (assolutamente da vedere almeno una volta nella vita-cerco compagnia per l'impresa).

lunedì 26 marzo 2012

Ci vorrebbe un inizio particolare, o forse poetico, per questo post. 
In realtà con la lentezza e la svogliatezza che mi perseguita dalle 7 di stamattina, posso solo farvi l'imitazione di un bradipo che prova a scrivere un post decente.

Anyway, ieri sono uscita con un ragazzo. E sabato con un altro ancora
Tipo che non mi succedeva dai tempi adolescenziali una cosa così. 
L'altro ancora, esemplare di invertebrato che conoscete benissimo, mi ha portato in un posto fighissimo (nel senso che era frequentato da gente che si credeva figa...avete presente ragazze tirate a lucido con sigaretta in mano e cocktail dall'altra che posano manco fossero alla Fashion Week di Milano? Ecco quel genere di posto. Oppure quel genere di posto dove trovi una marea di ragazzi con mocassini, pantalone con risvolto e capello ingelatinato? Credo ci siamo capiti) , un' uscita a 4 che catalogherò tra quelle i sabato sera più noiosi della tua vita. Lui gentilissimo, mi ha offerto da bere, abbiamo parlato (visto che era da tempo che non ci vedevamo), nulla da dire,anzi. Ma...ma non so. Quando le situazioni cambiano e cambi pure tu...inevitabilmente si trova qualcosa che non va. Forse avevo semplicemente voglia di non passare un sabato qualunque con gente qualunque. 

Passiamo al ragazzo numero 2.
Piccola premessa: venerdì sono andata a sentire una cover band- dicuinonvidiròilnome. Arriviamo e la band stava sistemando gli strumenti. Noto il musicista (un tipo della band) e niente. Gli occhi sono fatti per guardare. Mi faccio la mia serata e il giorno dopo decido di aggiungerlo ad cazzum su facebook. Il tempo di qualche scambio di battute (tra l'altro non cominciate dalla sottoscritta) della serie grazie della richiesta di amicizia, che musica ascolti e cosa fai stasera, e ciao.
Ieri mi contatta e mi chiede ci vediamo?
Eh vediamoci! (penso che ormai sia chiaro a tutti che io e i rapporti virtuali non andiamo tanto d'accordo).

Ecco, credo che alle 20.15 di ieri sera io abbia firmato un contratto di morte anticipata.
Ci sta che io non sia piaciuta, però passati 3 ore con una persona poco curiosa, che non fa domande, e che al massimo si limita a rispondere alla tue. Duepalle. Non sono logorroica, ma mi piacciono i botta e risposta. Mi piace che vistochenonmiconosci mi chieda almeno cosa faccio nella vita. Mi piace scrutare e farmi scrutare. Bere, ridere e parlare di tutto. Mettere a suo agio chi ho di fronte cercando di essere il più naturale possibile affinchè possa esserlo pure l'altro. Ma tutto questo non è bastato. Ho fatto anche notare la cosa. Ovviamente nei modi consoni al contesto. E giuro che per un pò mi sono cervellata cercando di capire il motivo. Timidezza? Disinteresse? Piattume esistenziale? Mah.
Al di là di tutto, io se ho una persona che non conosco di fronte e ci devo passare del tempo, come minimo voglio sapere vitamorteemiracoli. E invece...mi sono dovuta ascoltare discorsi paranoici e incompleti sulla sua ex. Intervallati da dibattiti musicali. Unico argomento interessante della serata.
Forse ho semplicemente una visione distorta dei rapporti interpersonali. 

Ma parliamo di altro. Oggi è la giornata della lentezza, e come tale ho deciso di onorarla in pieno: sono ancora in pigiama, mi muovo come un bradipo per casa e ho disertato la palestra.
Leggevo l'articolo di Luca Bianchini su Vanity Fair, una sorta di decalogo sulla sua giornata ideale.
E allora pensavo che anch'io potrei scrivere il mio giorno perfetto ideale, che giustamente scriverlo e pensarlo di lunedì è davvero una tragedia.

Dormire.
Svegliarmi all'alba.
Andare al mare prima che il sole sorga. 
Entrare in un bar con il silenzio della calma mattutina, prendere un buon caffè con cornetto,ovviamente, e stare lì a leggere un libro o magari a chiacchierare con un'amica.
Andare al parco o al mare in bici, mettersi l'ipod nelle orecchie e tornare a casa per l'ora di pranzo.
Cucinare nonsochè e riposare sotto il piumone.
Cazzeggiare, leggere, fare shopping.
Bagno caldo e crema corpo.
Una passeggiata nel centro storico, una pizza -possibilmente offerta- e un gelato.
Tornare a casa, accendere la radio con un disco di Marvin Gaye e sorseggiare del vino rosso.
E poi andare a letto in dolce compagnia.

Si, lo so, guardo troppi film e leggo troppo Fabio Volo.
La realtà è un'altra. Purtroppo.


venerdì 23 marzo 2012

Succede.

Succede che sto attraversando un periodo di creatività e ispirazione pari a zero. 
Che scrivere quello che mi succede diventa una faticaccia mai provata.
Che dopo la laurea non so bene cosa mi sia successo, so solo che dentro ho un' entropia non quantificabile e fuori più o meno è lo stesso, con la differenza che, se quello che passa per la testa riesco a nasconderlo benissimo, quello che invece viene fuori attraverso le mille espressioni facciali e le parole mozzate sulle labbra è chiaro ed evidente ai più.
Ed è per questo che nell'ultimo periodo sto amando gli sguardi distratti e fuggenti della gente. Perchè solo così riesco a distrarmi e a fuggire anch'io.
Succede che in questi giorni, nonostante le corse quotidiane per prendere il treno, le imprese titaniche per svegliarsi la mattina all'alba, le lezioni depressive sui tumori e tutte le malattie genetiche inimmaginabili (che mi stanno mettendo in testa sul serio il pensiero di non farlo per davvero un figlio-qualora decidessi di farlo e soprattutto qualora ci sia la materia prima), arrivino telefonate inaspettate, regali che non mi sarei immaginata e proposte interessanti da concretizzare in estate. E io rimango spiazzata, perché tutto era chiuso. Tutto era morto e sepolto. E invece. 
E invece sono qua, che domani forse devo rimettermi in gioco ed essere meno acida del solito.

Forse nel Far West si vive meglio.

Capita che dopo una serata tra amici, alle 12 di sera qualcuno abbia voglia di qualcosa di dolce.
Ma no, a quest'ora! 
Va bene dai, vediamo.
E ci imbattiamo in una stradina che porta alla piazza delle meraviglie dove ci sono gelaterie e cornetterie varie. E invece...
...e invece incontriamo un tizio che ci dice: ma nooooo, non entrate (in piazza) è tutto chiuso...
...che ci guarda con aria strana, ma noi imperterriti proseguiamo e ci troviamo di fronte un uomo accoltellato!
Forse nel Far West di vive meglio!

martedì 20 marzo 2012

Scazzi.

Io certe volte non mi capisco.
In realtà non mi capisco mai. Mi sforzo di farlo, e con scarsissimi risultati cerco di comprendere dove  il mio cervello si inceppa. Poi però ci sono volte in cui mi sparerei un colpo di pistola e amen. Tipo che mi faccio paranoie assurde, che il mondo è un party di gente super allegra e felice al quale io non sono stata invitata. Che poi io non voglio essere felice, non voglio partecipare a questo party di gente super allegra senza un reale motivo, però stare lì a guardare proprio non mi va giù. Che poi, magari, gli altri non sono felici. E' solo che io sono un po' più triste del solito e allora vedo tutto nero.
E niente oggi mi sono incupita che sembrava essere arrivata la fine del mondo. Sapessi il perché, sarebbe tutta un'altra storia.


lunedì 19 marzo 2012

Lettera di un padre alla figlia.

Oggi parliamo bene del padre, di un uomo che non viene considerato molto,
ma che a un certo punto della sua vita NON ha preso una decisione
e ha fatto comunque un figlio,
o magari meglio per lui, una figlia, ed è a questa ragazza che vorrei parlare...
Quando parliamo di quest'uomo che ci conosce un po' meglio solo da grandi
dobbiamo considerare sempre il fatto che parliamo di un bambino che diventa ragazzo
e poi uomo suo malgrado, ma non diventa mai adulto
e tutte le cose della vita gli cadono addosso anche se lui non vorrebbe,
perché sa di doverle affrontare senza sapere come.
È quell'uomo che a volte non ha un posto dove stare a casa,
perché torna sempre per ultimo,
e solo da vecchio lo trovi sempre sulla poltrona con un giornale e lì ti farà finalmente tenerezza:
perché tuo padre è quell'uomo che ti ha insegnato ad andare in bicicletta tenendoti il sellino da dietro per non farti cadere.
È quell'uomo del quale ti ricordi solo all'ultimo momento di farti una foto con lui ai tuoi compleanni
e se invece al suo ti scordi di fargli gli auguri non ci rimarrà male perché lui lo sa che non l'hai fatto apposta.
Sappi che quell'uomo, quando uscirai per la prima volta con un ragazzo,
non dormirà tutta la notte aspettando il tuo ritorno,
e il giorno dopo non ti chiederà come è andata
non perché non gli interessa ma perché ha paura che tu ti sia trovata bene
con un ragazzo che con te non c'entra niente.
È quell'uomo che quando trovi una sua foto da giovane,
ti sembra sempre fichissimo e ti dispiace di non averlo conosciuto allora quando faceva lo scemo con tua madre.
È un uomo che ogni volta che esce con la macchina spera che piova per incontrarti e darti un passaggio.
Tuo padre è quell'uomo che quando tornavi troppo tardi
ti sgridava ma dentro ti voleva solo abbracciare.
È quell'uomo che può litigare con chiunque per tutta la vita
ma con te vorrà sempre fare pace in un attimo
perché è quell'uomo che ti amerà come non ha mai amato niente nella sua vita.
Tuo padre è quell'uomo che quando ti sposerai compierà l'ultimo sacrificio che la vita gli chiede:
portarti all'altare e guardarti da dietro mentre ti lascia la mano...
E ricordati, cara figlia mia, che se una volta, quando sarai una donna,
dovessi attraversare un momento difficile in cui ti sentirai sola come mai ti è successo
e non troverai nessuno accanto, dovrai girare la testa per guardare dietro di te.
E troverai un uomo solo. Tuo padre.

[Riccardo Rossi- l'ho sentita stamattina in radio ed era un peccato non farvela conoscere]

venerdì 16 marzo 2012

Post-it #18

C'è un sole quasi estivo.
I tedeschi in vacanza vanno in giro come pugliesi in pieno agosto.
Ho cominciato la palestra e ho le gambe con cumuli di acido lattico.
Sono raffreddata ed è venerdì.
Bene.

mercoledì 14 marzo 2012

Anche oggi ho qualcosa da raccontare.

Dovrei fare la scrittrice. O almeno provarci.
Scriverei tutte le microstorie di ogni giorno.
Dalla gente che incontro in treno a quella sull'autobus, dalle piccole fortune che mi capitano in maniera del tutto casuale ai neri del centro che mi scambiano per svizzera.
Scriverei della fortuna che ho ogni volta che scelgo il posto sul treno.
Se lo prendo alle 7 di mattina è matematico che io mi ritrovi di fronte una coppia che limona duro [che poi mi chiedo sempre come fanno. I miei muscoli al mattino non riescono neanche a muoversi per dire buongiorno, figuriamoci se dovrebbero sforzarsi per fare altro].
Il viaggio delle 9 invece è un viaggio chic. Logorroiche, vestite in maniera eccentrica e decisamente fescion quelle che mi ritrovo accanto. Le evito con un buon libro o con la musica a palla. Anche se a volte mi diverte ascoltare quello che esce dalla bocca di ragazze col pantalone bianco in pieno inverno. O quelle che vanno in uni con gli shorts. Vai all'uni, mica in discoteca. Oggi ne ho incontrata una che discuteva ad alta voce su Guglielmo Scilla. Io mi sarei sotterrata dalla vergogna. Che poi lui è pure bravo, ma rimanere 15 minuti al telefono a dibattere se il ragazzo farà strada o meno, non mi sembra il caso.
E poi c'è sistematicamente il vecchietto di turno che incontro sull'autobus (ogni volta uno diverso) che deve raccontarmi vita morte e miracoli. Io volevo solo cederle il mio posto. Ma mi piace anche così, è una forma di utilità sociale che non capisco, ma che mi piace. Infondo molti di loro hanno solo bisogno di parlare.
Signorina questo arriva a piazza xx? Il biglietto quanto dura? Sa ho una nipote come lei. E niente. Gioco a fare la nipote estemporanea dei vecchietti che incontro sull'autobus. La settimana scorsa ho persino accompagnato uno dalla fermata all'ospedale. Mi faceva così tanta tenerezza che lo avrei preso in braccio pur di non farlo affaticare.
Scriverei di ogni volta che passando dal centro per un giro nei negozi, sistematicamente c'è un nero che vuole fare amicizia con me. E non sono manie di persecuzione le mie, giuro. Forse devo smetterla di guardarli con un sorriso ebete. Oggi uno di loro mi ha chiesto una penna e se fossi svizzera. Io svizzera? No, ma mi hai visto bene in faccia? Nel frattempo che lui scriveva non so che, io ho cominciato a fare domande ai suoi due amici. A volte sono troppo curiosa. Ma viva l'integrazione nelle piccole cose. Che fate in Italia? Come siete arrivati? Lavorate? Biascicando un francese, misto ad inglese ed italiano, sono riuscita a capire che:

  • sono arrivati con un gommone a Lampedusa,
  • hanno girato un pò in Europa prima di arrivare in Italia e con molta probabilità se ne andranno nuovamente
  • la parola lavoro sembra un tabù e le loro risposte mi hanno fatto pensare a qualcosa di non così perfettamente pulito
  • sono in attesa di un permesso di soggiorno o non so quale altro documento e uno di loro mi propone di sposarlo per accelerare i tempi, ma anche no, sono fidanzatissima, non so con chi, ma lo sono.
Poi potrei anche scrivere di quelle che si vestono male, ma di un male, che....ci rimango male. Io a queste persone regalerei uno specchio. E anche un personal shopper. E anche un po' di ritegno.

E ancora quelle che al telefono raccontano epopee tragiche fritte e rifritte. Quelli che litigano con i loro partner e quelli che vanno avanti a monosillabi.
Oppure di quella che oggi mi ha regalato un biglietto dell'autobus vedendomi salire. Ma grazie, ho la faccia cosi disperata? Forse si.
E poi delle mie follie. Tipo che tra un mese faccio la valigia e ciao. Oppure che mi sono iscritta in palestra  ritrovandomi l'istruttore di cui andavo pazza quando ero una ragazzina (sposato e separato nel frattempo).
O ancora della mia esaltazione su Nick Hornby.
Insomma tutte quelle microstorie che rendono un giorno normale, un giorno speciale. Quelle storie che ti fanno dire: anche oggi ho qualcosa da raccontare. 

martedì 13 marzo 2012

Messing about.

In questi giorni di puro ozio ho capito che devo pur inventarmi qualcosa per ammazzare il tempo.
E allora ho deciso di dare sfogo a quella debole desperate housewife che c'è in me.
Ho cominciato con la scrivania che era invivibile (mancava poco che crescessero le formiche), per passare all'armadio, agli scaffali del ripostiglio, ai cassetti (segreti) e infine alla borsa.

Ed ecco cosa è uscito:


1. elastici e pinze per capelli
2. crema mani, klinex (in abbondanza direi), carte che non so per quale motivo metto in borsa e non nella spazzatura
3.lettore mp3 datato, quello che uso regolarmente è nella tasca del cappotto
4. ultimo libro acquistato Nick Hornby- Alta fedeltà
5.cappello- visto la bufera degli ultimi giorni...ma non era arrivata la primavera? 
6. labello del 15-18 rimasto in borsa a far compagnia ad una caramella scaduta
7. pseudo-portafogli (al momento direi quasi pieno...menomale)
8. gomme da masticare, un pessimo lucidalabbra, altra crema mani, tappo salvanonsochè per bottiglie di prosecco/spumante da conservare (non chiedetevi perchè è rimasto in borsa ma negli ultimi giorni circolando con bottiglie di prosecco madre ha pensato potesse servirmi)
9. cartacce varie: abbonamento treno, post-it, scontrini, appunti misti
10. assorbenti
11. quaderno per pippe mentali da trascrivere
12. soldi sparsi (non so come ma è spuntata una 5 euro), altre caramelle e un sacchetto portaorecchini
13. penne e porta-fototessere
14. cavo per collegare l'mp3 allo stereo della macchina
15. ombrello e la mia Georgina.

Il mio tempo di cazzeggio sta scadendo -nel pomeriggio ho lezione- sperando il/la prof si presenti visto che sono già due volte che decide deliberamente di non presentarsi, ovviamente senza preavviso...qui le cose si fanno per bene...altrimenti che Università del sud sarebbe? ;)




lunedì 12 marzo 2012

So proud. So stupid.

Vi dico chiaramente di chi sto parlando: testadic.
Della serie ogni tanto ritornano.
Come le serie televisive.
Come le saghe (o seghe se preferite) fantasy.
Come quegli ex che non si rassegnano al fatto che tra voi è finita.
Lui non è niente di tutto questo. O forse è qualcosa di più (tragico).
Ma ovviamente ci va molto vicino.
Diciamo che è come le fasi lunari: ha una ciclicità raccapricciante, pari a quella di un ciclo mestruale doloroso.
Ieri si è rifatto vivo.
E ti pare? Sono diventata dottoressa, vuoi che non mi faccia gli auguri!

Non starò a riportarvi tutto il discorso. Anche perché vi strappereste i capelli,voi ragazze, per il genere di uomini che c'è in giro, e voi uomini potreste vergognarvi di essere tali.
Morale della favola:
ha fatto la vittima cercando di farmi sentire in colpa per la mia acidità- no ma se vuoi che ti stenda un tappeto rosso dillo pure, magari posso pensarci, però poi stendo te e ci passo sopra
mi ha dato di quella che parla molto di cose che non conosce- eh scusami testadic ma io parlo delle cose per cui tu ti sei fatto conoscere e siccome non sono una stupida sono sempre pronta a ricredermi qualora mi fosse data la possibilità
sono l'unica che lo faccio innervosire in due minuti e così lui si chiude a riccio e non ha la possibilità di farsi conoscere - povero!
lui non ha voluto cogliere la possibilità di farmi ricredere - no, allora dico che cazzo ti lamenti a fare se io la penso in un certo modo su di te? Chi è causa del suo mal pianga se stesso.
io mi fisso su delle persone ed è difficile farmi cambiare idea - beh se ci avessi provato magari non dicevi questa grande cazzata
il mio modo di provocare è "errato" perché ottengo l'opposto contrario - e qui bello mio sei proprio fuori: 1)perchè io non ti provoco; 2) cosa vuoi che speri di ottenere da uno che porta una fuori in discoteca e poi non la bacia per mantenere la sua immagine di castità repressa?
il ragazzo è pure pezzente chiedendomi se ho ancora le chiamate gratis in modo tale da poterlo chiamare- e qui giuro che non ci ho visto più nulla: io le chiamate gratis le ho, ma il tuo numero è caduto nel dimenticatoio. Non mi serviva, cancellato.
Puoi anche cancellarmi da fb.
Detto fatto.
I pavoni che aprono la coda non mi piacciono, preferisco vederli allo zoo e starci lontana.
Ovviamente lui ha cercato di rimediare con un "ma perchè reagisci così? Cosa ho detto di male?"
Niente. Ho stroncato la conversazione con un ciao. Che non mi si dica che poi sono maleducata.
Sarò stata pure acida ma questo se la crede abbastanza e siccome non ho nessuna voglia di
ritrovarmi in mezzo ai casini per un invertebrato del cazzo
stare lì a dosare la mia ironia e soprattutto a spiegarla ad cretino che deve ancora imparare l'abc di come ci si comporta in tutti i sensi
portare avanti un qualcosa che non è nè amicizia, nè sesso, nè conoscenza, nè altro e allora quel tempo lo spendo in altro.
Amen.





domenica 11 marzo 2012

Domenica lunatica.

Oggi sono lunatica.
Un po' come il tempo. Prima il sole. Poi le nuvole. Poi nuovamente il sole. Poi un vento gelido. E poi le nuvole e il sole insieme.
Da impazzire.
E pensare che fino a mezzora fa io e una mia amica cantavamo a squarciagola canzoni anni 60 e parlavamo di sesso con i genitori di lei.
Roba da guardarsi e ridere per l'imbarazzo.
Due pazze.
Eh scusate, ma la domanda è sorta spontanea.

Emme ha chiesto a suo papà quanto ha aspettato.
3 mesi?
3 mesiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii? Seeee.
6? 
Nì. 5 anni! 
Ah, ma scusate come avete fatto?
Risata generale.
Vabbè avevi l'amante, ora puoi confessarlo. La mamma non si arrabbia.

Nuovamente scoppiamo a ridere tutti insieme.

Erano tempi diversi. 
Poi ha detto una cosa in dialetto che sinceramente non ho capito. Ma il succo del discorso forse era qualcosa del genere: facevamo petting spinto.

E vabbè, è inutile scendere nei particolari.
E' inutile dirvi che abbiamo riso come 4 scemi.
Mancavano solo le birre e saremmo passati per 4 ubriachi. In particolare io e la mia amica che sembravamo due indemoniate cantando Nel sole di Albano.
[Eh si ma questo non lo diciamo a nessuno sennò è sicuro che ci prendono per matte. Ora lo sanno quelle ventordici persone che passeranno di qui. Tanto per.]

E poi sono tornata a casa. Non chiedetemi perché. Infondo non c'avevo un caiser da fare.
E mi è venuto un attacco di depressione.
Una foto e boom.
Io la devo smettere. Chè a me ste foto mi mettono il magone. E allora devo non vederle più.
Devo farmi più i fatti miei.
Mapperò pure facebook. Tu e questa homepage del cazzo.

Ok ritorno in me che stasera festeggio la mia laurea con gli amici.
E c'è anche ssa.
Parliamone.
[Piccola postilla: ssa mi ha sorpreso. Beh diamo a Cesare quel che è di Cesare. Il giorno prima della mia laurea mi ha chiamato con l'intento di tranquillizzarmi e di farmi l' in bocca a lupo (non c'era bisogno ma ho apprezzato) e subito dopo la seduta, al quale non c'era per motivi di lavoro, mi ha chiamato volendo sapere come fosse andata. E' stato gentile, posso dire che le buone maniere non gli mancano. Peccato che poi gli manca tutto il resto. Ma questa è un'altra storia.]



Accidenti all'ipocrisia,
alla malinconia, 
alla noia che ci prende e che non va più via.

sabato 10 marzo 2012

On air #44

Io certe mattine mi sveglio con suoni dolci.
L'odore del caffè e tutti i buoni motivi per incominciare la giornata.

Quello di oggi è andare al mare a prendere il (non) sole.



venerdì 9 marzo 2012

Ciò che rimane.


Le scarpe da pulire, un forte mal di testa e un accenno di vomito.
Sono proprio messa bene.

giovedì 8 marzo 2012

Dottora!!!


La mia vittoria più grande è stata quella di essere capace di convivere con me stessa, di accettare i miei difetti. Sono molto lontana dall'essere umano che vorrei essere. Ma ho deciso che non sono tanto male, dopo tutto. 
[Audrey Hepburn]

Ebbene sì, oggi sono DOTTORAAAA!!!
Sono contenta...è andato tutto davvero bene, anzi moooolto bene.

Ieri sera sono andata a letto presto (22.30 circa) e ho dormito alla grande...mai dormito così bene! 
Di solito la notte prima dell'esame era un travaglio emotivo non indifferente.
E invece stanotte credo di aver anche russato. No vabbè, non esageriamo.
Ma è stato uno di quei sonni pesanti.
[Evidentemente la stanchezza si è fatta sentire]

Sveglia presto. In casa sembrava una di quelle scene da film. Avete presente Benvenuti al Sud, dove la moglie di Claudio Bisio gli prepara l'inimmaginabile per la sua partenza?
Beh, più o meno, mia madre era su quella scia.
Fuori pioveva a dirotto e io già mi vedevo bestemmiare in aramaico fuori alla sede della facoltà.

Colazione con cornetti, eh beh, non ci facciamo mancare nulla noi.

E poi un ultimo ripasso, giusto per fare le cose alla perfezione.

Per fortuna tutti hanno capito che stamattina dovevano lasciarmi in pace, e mentre mi guardavo allo specchio con il mio vestito nero, mi sentivo così seria quanto ridicola. Della serie, ci voleva una laurea per farmi scrollare i pantaloni di dosso e farmi salire sui dei tacchi a spillo.

Un viaggio in macchina e il diluvio sulle nostre teste.
Pare che anche il giorno in cui sono nata pioveva.
Laurea bagnata, laurea fortunata.

E così è stato.
Sono rimasta seduta al mio posto fino a quando la commissione non ha fatto il mio nome.
Calma, tranquilla, quasi attenta a quello che dicevano gli altri laureandi.
Salvo distrarmi ogni 5 nanosecondi per i flash che manco il red carpet del Festival di Cannes si sogna di avere.
E per non parlare della ragazza che era accanto a me e ogni tanto si girava, mi guardava, sorrideva e diceva: 
Sei calma? 
Si, perchè?
Ah beata te.
[Vabbè se vuoi farmi agitare sappi che non te lo permetto].

Mi sono alzata e sono andata dritto sicura.
Sapevo tutto, non potevo sbagliare.
E se qualcuno mi avesse fatto qualche domanda, avrei risposto.
Bocca secca permettendo.
Eh sì...perché era tutto ok, tranne che per la mia salivazione.

Finisco i miei 10 minuti. La commissione si ritira e 10 minuti dopo rientrano proclamandomi dottora con 101/110.
Sticazzi.
101.
101.
E' inutile che vi descrivo l'espressione della mia faccia.
Le mie amiche mi paraculavano.
Ma è stato più forte di me.

Era un yeah trattenuto.

E poi via con i festeggiamenti.
Prosecco a go go. Biscottini, cuoricini di cioccolato e confetti rossi.

Un 8 marzo che mi ha fatto sentire donna più degli altri giorni. Come ho scritto nei miei ringraziamenti, arrivare a questo punto è stato difficilissimo, nella vita reale pochi lo sanno. Qui invece vi siete dovuti sorbire le mie paranoie. Eppure, nonostante l'idea di quella che avrei voluto essere è lontana da quello che sono, questi anni di studio e di sacrifici mi hanno insegnato che infondo è bello anche così, accettarsi per tutte quelle fragilità che ci portiamo dentro, per quelle insicurezze che ci fanno sbagliare e per quelle ansie che non ci fanno dormire.

La vostra dottoressa MV.
[Ogni tanto è giusto darsi delle arie ;)]







mercoledì 7 marzo 2012

La schiettezza salverà il mondo.

Io guido poco. E non perché non lo so fare.
Guido poco perché sono ambientalista.
E anche perché,diciamocelo, la benzina costa troppo. Anche per me che non l'ho mai fatta di tasca mia. Però quando guido mi vengono sempre in mente perle di saggezza, che sto pensando seriamente di sfruttare.
Magari per le carte dei cioccolatini, oppure chiamo la Mulino Bianco e le faccio scrivere sui sacchetti dei tarallucci. Per dire.

E niente. Ieri mi veniva in mente che la schiettezza salverà il mondo. Che per dirla breve potrebbe essere un'equazione del genere: - pippe mentali, + sincerità, - problemi, + rilassatezza, - ansie, - bugie, +sorrisi = si vive decisamente meglio. 

Ora lasciamo perdere che io in matematica non valgo una cippalippa e che come psicologa/filosofa valgo ancora peggio, però quanto sarebbe bello se ognuno dicesse a colui che ha di fronte quello che realmente pensa? 

 Del tipo che se quella gonna ti fa il culo a papera, puoi anche evitarla di mettere.
Che se metti i tacchi ma cammini come un tirannosauro, allora fai prima a rimanere con un paio di sneakers.
Che se sei un cesso, ma vuoi fare a tutti i costi il figo è meglio che ti metti lo scotch sulle labbra.
Che se tra 106 giorni ti sposi e fai il conto alla rovescia su facebook a me non me ne frega un cazzo e te lo scrivo pure.
Che se sei frustrata perché non consumi con il tuo ragazzo, non è che devi per forza prendere come cavia me per le tue frustrazioni.
Che se, mentre sei in coda alla posta ed entra l'uomo dei tuoi sogni, potresti pure tentare un rapimento. Almeno per dirgli: eccomi sono la donna della tua vita.
Che se hai un'amica del cazzo che non ricarica il telefono e ti manda messaggi del cazzo su facebook, puoi sempre dirgli che è un'amica del cazzo. O comunque cose così.

Essere un po' più kamikaze con le parole. Che poi a me ha fatto sempre bene dire qualcosa così come la pensavo. Non credo le parole possano fare stragi. Se dette con criterio e sincerità, non ne vedo il male. Ah, ovviamente permalosi esclusi. Che quella è una brutta razza. E allora meglio tapparsi la bocca.

sabato 3 marzo 2012

On air #43

Statale buia.
Io ero rannicchiata nelle mie ginocchia.
Avevo sonno, tanto.
Pure tu.
Eppure ero così strafatta di te che avrei potuto non dormire per tutta la notte.
Un piccolo viaggio di ritorno.
Un saluto veloce prima di salire.
Cavolo quanto mi mancano quei momenti in cui non sapevo ancora chi fossi.
E ora che lo so, mi mancano ancora di più.


venerdì 2 marzo 2012

Sfogo libero

[mi scuso per la punteggiatura...la cosa è voluta #sappiatelo!]

non ce la faccio più...sono stressata, nervosa, incavolata...e vabbè mi sembra anche normale visto che tra una settimana mi laureo però come se non bastasse ci si mette

l'amica rompi che mi manda il msg se farsi liscia o riccia, stupidamente in attesa di un lui che non si farà vivo, o che se lo farà di certo non sarà per dirle "oh ma quanto sono fighi i tuoi capelli!"

l'amica che vive in culonia e che scesa nell'ameno paesello cerca di incontrarti...o meglio sei tu che dovresti incontrarla, lasciare tutto e via...ma vaffa...io sto incasinata di mio...tu cazzeggi alla grande...è più fattibile che sia tu a piegarti ai miei orari, no? [mi sto per laureare, ripeto laureare!]
eh no...capacità di adattamento e disponibilità non sono termini che tutti conoscono

l'amica che mi fa girare le scatole perchè già mi ha detto che non ci sarà...perché lei è così..."ci saranno i tuoi"
ma che cazzo significa?
no vabbè...e pensare che è una delle due persone, oltre i miei, che ho citato nei ringraziamenti...pure a te vaffa...
e questa volta mi incazzo per davvero
che stiamo a scherzare qua?

le persone che mi chiedono come, quando, dove.
NON LO SO.
So a malapena la data
OK? ci siamo capiti? quindi non mi mandate ogni giorno un messaggio chiedendomi a che ora è.
NON LO SO

e poi mia madre
lei che mi chiede pure se ho scelto il colore delle calze
se comprare i confetti (ma se ti ripeto da secoli che confetti non ne voglio, no eh!)
se comprare qualcosa (vedi ricordino) da dare a chi verrà alla seduta [e qui le ho già spiegato che se proprio ha soldi da buttare, potrebbe sempre darli alla sottoscritta]
quando chiamare i parenti
ahhhhhhhh i parenti....


i parenti che ti chiedono ma in cosa ti laurei?

Biotecnologie

Ah e cosa puoi fare?

Bella domanda....comincio con lo spiegare cosa sono le biotecnologie e loro concludono dicendo

ah allora puoi lavorare in un laboratorio analisi

e afflitta e sconsolata mi limito a dire di si.

Ecco
ora dopo tutto questo
voi come stareste?

io mio ripeto

giovedì 1 marzo 2012

Where the Hell is Matt?



E vabbè...io sono come i bambini mi esalto per poco.
Tipo che vedo questo video e mi si riempie il cuore di euforia.
Sono da ricovero, lo so.

Ah, questa volta ringrazio Fabio Volo per averlo postato su Twitter.
Ora chiedetevi perché io amo quest'uomo.

Un genio incompreso del power point.

Michi, magari questa slide potresti renderla più animata con dei disegnini usando le forme proprie del pp.
Ah....sì, perchè no.
Dai, così rendiamo la presentazione più divertente.
[prof ma lei sa che io e il power point siamo come il polo nord e il polo sud?]
Ah...va benissimo!
[Benissimo un caiser!]

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