lunedì 30 aprile 2012

Wow.

Io non faccio ponte.

All'università abbiamo deciso di non andare. Io e i miei colleghi. Il prof non voleva fare lezione nell'aula stabilita perché troppo scomoda per lui e ha incaricato noi di trovarne un'altra. Ma anche no. E così oggi abbiamo deciso di fare ponte in modo del tutto autonomo.

Io mi sono svegliata all'alba,chenovità, ho già studiato un pochetto. Dovrei riprendere a momenti per un altro po'.
Poi palestra, parrucchiera-sperando non mi combini macelli in testa-, lezioni private fino a pomeriggio inoltrato e poi...e poi voglio andare a ballare. 
Oggi c'ho sta voglia. 

domenica 29 aprile 2012

Pillole di saggezza #12


Non sopporto più le persone che mi annoiano anche pochissimo e mi fanno perdere anche un solo secondo di vita. 
[Goffredo Parise]

sabato 28 aprile 2012

Mi concedo attimi di depressione.

Emotivamente instabile, viziata ed insensibile. 
Secondo me quando i Baustelle pensavano a questa canzone, senza saperlo hanno pensato a me. 
O a qualcuno che mi somigliasse. Tanto.
Perché vi sto dicendo questo?
Perché oggi è uno di quei giorni in cui ho l'umore altalenante. Tipo montagne russe. Su e giù. 
Mi sono svegliata che potevo regalare pacchetti di buon umore in promozione. E ora ho una depressione che posso scavarmi una fossa e seppellirmi per intero.
Poi magari tra mezzora mi passa tutto.
O almeno lo spero.

Ah, tutto è partito da qui:





 Quando si dice che certe canzoni hanno un potere distruttivo. Ecco questa ce l'ha. Che poi a me non manca nessuno. Sia chiaro.

Checazzocifaccioqua? E invece.

C'è che ieri sono stata ad una festa. Ho bevuto un long island e fiumi di prosecco. Ho 5 ore di sonno e quindi ora sparerò cazzate a go go. O anche no.
Una festa a cui ho partecipato trascinata dalla mia coscienza. Non potevo dire di no ai 30 anni di cugina. La famigghia è la famigghia. E così via la stanchezza, su i tacchi, un po' di mascara e via.
Conoscevo il posto, c'ero già stata, più o meno sapevo che tipo di gente ci avrei trovato.
Ma appena arrivata sono scoppiata in una risata isterica. Una di quelle che nascondeva un checazzocifaccioqua. Falsi cubani che muovevano tutto. Orecchie comprese. Peccato che di cubani non c'avevano un cazzo. E tra una salsa, una bachata e un merengue io canticchiavo tutti ballano tranne me. Che poi io so anche ballicchiare il caraibico.
E al terzo tipo che mi chiedeva Balliamo? Non ho potuto dire no. E così via con la rueda. Ma le mie esibizioni danzanti lasciamole ad un altro post. Che qui dobbiamo parlare di cose serie.

Una marea di ragazzi. Pantalone allagato e mocassino. Da denuncia praticamente.
Ma vogliamo parlare delle ragazze? Sembravano uscite da un video delle Spice Girls.
Mi vergognavo io per loro. Io lo dico che per salvare l'umanità devo cominciare a dare lezioni di stile.

Però alla fine mi sono divertita. Il long island ha aiutato. I tacchi anche.
Via ogni freno inibitorio, ero in pista anch'io.
Cercando di ricordare quei passi: dille que no, enchufla, dame, sombrero, 71, e così via.
E pensando che, infondo, non mi dispiacerebbe ritornare a ballare.





giovedì 26 aprile 2012

Il primo bacio che ho dimenticato.

Leggevo il post di Calzino. Non ho potuto non pensare al mio primo bacio.
E, cazzo, mi è venuto un vuoto di memoria.
Che novità.
Ricordo benissimo a chi l'ho dato.
Ma per un attimo il mio cervello era un buco nero, in cui si erano persi tutti i ricordi. Faticavo a focalizzare il dove.
Ero al mare. Fine agosto. Lui era in vacanza. Ci siamo conosciuti e non so quanto tempo dopo limonavamo  in acqua. Romantico, il mio primo bacio. Avevo 14 anni. Un po' in ritardo direi.

Il secondo è stato ancora più romantico. Ma stavolta sul serio. In riva al mare, di sera, su una di quelle stuoie che ricordo benissimo fecero diventare neri i miei pantaloni bianchi. Mi vergognavo da morire. Chissà perché. Stavo con uno di cui non sapevo nulla. Se non che baciava benissimo.

Poi su una panchina. In una piazzetta del centro. Nascosti in un posto lontano da sguardi indiscreti. Pessimo. Quelli che ti baciano e nel frattempo ti lavano il viso. Meglio baciare un cane. E' meno invadente.

E poi (in ordine sparso) in macchina, su un terrazzo, al concerto di Samuele Bersani, in una piazzetta di fronte alla stazione, in una strada sperduta di Trapagaran,  in discoteca, al boschetto di Trani con vista panoramica, in treno, sulle scale del portone di casa, su una panchina e , infine, sul balcone di una camera d'albergo.

Certi non li ho più rivisti. E meno male. Però mi fa piacere ricordarli. E voi? I vostri primi baci?

PS. si ringrazia Calzino per l'ispirazione di questo post...e soprattutto per avermi "costretto" a rispolverare ricordi piacevoli.

martedì 24 aprile 2012

C'è che ogni tanto vinco qualcosa.

Sono contenta. Qualche giorno fa ho ricevuto un premio. Anzi 2. Perché io sono così: le cose belle preferisco prenderle e godermele tutte. Non si sa mai.
Shaina, quella stronza, mi ha premiato perché ho scoperto tanti blog interessanti che meritano di essere conosciuti. 
E grazie. Come posso non essere felice di questo? 


Ed ecco i premi: 


My beautiful lipstick award.


Questo premio dovrebbe andare a quelle blogger che hanno una certa predisposizione nel truccarsi o cose simili. Quindi io dovrei essere fuori. Perché se oso con matita e mascara è già una forza.
Però impazzisco per gli smalti e ogni tanto faccio qualche acquisto esagerato riguardante i cosmetici.
In ogni caso io sono fiera di prendermelo e ne approfitto per raccontarvi 7 cose di me (ovviamente 7 cose a caso, come se già non sapeste abbastanza di me):


1. Ho la fobia dei piccioni. E dei volatili in genere.


2. Soffro spesso di mal di testa e se non li blocco subito finisco per vomitare.


3. Adoro gli Smiths e i Cure.


4. Non amo particolarmente i luoghi chiusi e affollati.


5. Colleziono cianfrusaglie di vario genere, come scontrini, pacchetti di sigarette, carte di cioccolatini o cose affini.


6. Amo i quaderni con la copertina rigida.


7. Soffro di perdite di memoria che curo con post-it colorati sparsi ovunque, persino in bagno.


I Love Your Blog Award


Questo premio invece è per tutti quelli che hanno un blog qualsiasi. E io ci entro benissimo in questa definizione.
Devo rispondere alle seguenti sette domande.

  1. Qual è la tua rivista di moda preferita?
    Leggo Vanity Fair- se si può considerare una rivista di moda- e raramente Cosmopolitan.
  2. Qual è il tuo cantante/band preferito?
    The Smiths.
  3. Qual è la tua youtube guru preferita?
    Youtube-guru?! E che è?
  4. Qual è il tuo prodotto di make-up preferito?
    La matita celeste o verde o viola sotto gli occhi.
  5. Dove ti piacerebbe vivere?
    In un posto al mare. Magari a Capo Verde.
  6. Qual è il tuo film preferito?
    Bella domanda. 
  7. Quante paia di scarpe possiedi?
    Tante, ma non abbastanza.
  8. Qual è il tuo colore preferito?
    Il blu.
I vincitori li salto. Mi perdonate, vero? 



Pillole di saggezza #11

Qualche giorno fa, mentre pensavo alla mia vita, mi sono chiesta quanti uomini ci sono voluti perché potessi essere pronta per quello di oggi. In realtà ho capito che la domanda era sbagliata: quante donne ho dovuto indossare per essere pronta per l'uomo di oggi? 
[FV]


L'ho trovata per caso sulla bacheca di una mia amica e non potevo non condividerla. Anche perché so benissimo in quale libro si trova e a che pagina (più o meno).

lunedì 23 aprile 2012

Di compliblog, fughe per la capitale e cambi di stagione.

Il 20 aprile questo blog ha spento la sua prima candelina.
La sua padrona è abbastanza sbadata e smemorata da ricordare le date. In più girovagava per l'Italia e quindi oggi si è degnata a passare di qui per fargli gli auguri.
Perdonatela voi che siete più clementi.
Un anno di cazzate, di pippe mentali che vi siete sorbiti, di musica condivisa, di paranoie...e diciamolo, anche di cose serie. Perché io ho un'anima. E un cervello che ogni tanto accendo e faccio funzionare. Mica pizza e fichi.
Però sono contenta. Perché questo blog mi piace, perché è mio, perché ci siete voi che mi leggete e mi fate compagnia, e soprattutto perché qui sono io. Senza etichette. Senza freni. Senza bugie. Scrivo, ergo sono.

Ho passato una settimana impegnativa. Oddio, impegnativa è un termine inappropriato, visto che cazzeggiavo allegramente per la capitale. Però ho dormito pochissimo e camminato tantissimo. 
Il motivo di questa mia fuga magari ve lo racconto un altro giorno. Per ora vi dico che è stata breve ma intensa. Come un giro sulle montagne russe. Senza vomito ovviamente.
Una di quelle cose che fai senza pensarci. Prenoti un biglietto e parti. 

Domani riprendo l'università dopo 20 giorni di pausa. Sarà dura, lo so. 
Ecco, sarà uno di quei giorni in cui il cervello deve essere per forza in funzione, altrimenti rischio che mi ritrovo con la testa china sul banco e con la bava alla bocca. E non mi sembra il caso. 
Il cambio di stagione mi sta uccidendo. Ho sonno, ma la notte non riesco a dormire.
Sono strana, eh. E mica poco.
Il giorno sono un bradipo che si trascina, bestemmiando chi ha inventato questo passaggio chiamato mezza stagione. Di mezzo c'è solo la mia volontà che si riduce drasticamente di giorno in giorno.
Per fortuna che l'estate comincia a farsi sentire. 
Che di scarpe chiuse non ne ho più voglia.
E poi c'è la notte. Parto in quarta, mi addormento stremata e poi mi sveglio nel bel mezzo e ciao.
Addio sonno. Addio possibilità di avere un aspetto dignitoso il giorno dopo. Sono portatrice sana di borse sotto gli occhi. Se volete ve le presto. Anzi ve le regalo, ché io sono generosa.
La Kiko mi sta premiando come migliore cliente. Ho fatto scorte di correttore. Avessi solo la costanza nel metterlo. Ché comincio e poi me ne scordo di farlo il giorno dopo.
Credo di aver sparato già tante cazzate. Ho ancora la scrivania da sistemare e la borsa da preparare.
E forse è meglio che vada. 
Notte. Ovviamente a chi dorme.



Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore.

Amo leggere. Non leggo tanto e quando lo faccio sono lenta. Però mi piace avere sempre un libro a portata di mano, mi piace l'odore della carta e ogni volta che entro in libreria ne esco sempre carica. [Ecco perché negli ultimi anni compro tramite posta]. Non sono tipa da letture impegnative, ma cerco sempre di alternare libri seri (vedi classici o saggi) a libri meno seri (letture della serie: come essere una perfetta stronza o Fabio Volo- uno a caso,eh!).
Pensando a questo giorno non potevo non pensare al mio libro preferito, anzi ai miei libri preferiti.

1. Quello che ho amato di più: L'insostenibile leggerezza dell'essere di Kundera.
L'ho letto nell'estate del 2009 al mare. L'ho riletto un anno dopo, ancora più convinta che quel libro traccia in maniera chiara la dinamica dei rapporti tra uomini e donne, e tra questi e la vita.
Un libro nel quale mi sono identificata, a tratti nel personaggio di Tereza, a tratti in quello di Sabina.

Non si può mai sapere che cosa si deve volere perché si vive una vita soltanto e non si può né confrontarla con le proprie vite precedenti, nè correggerla nelle vite future.
Non esiste alcun modo di stabilire quale decisione sia la migliore, perché non esiste alcun termine di paragone. L'uomo vive ogni cosa subito per la prima volta, senza preparazioni. Come un attore che entra in scena senza aver mai provato. Ma che valore può avere la vita se la prima prova è già la vita stessa' Per questo la vita somiglia sempre a uno schizzo. M a nemmeno "schizzo" è la parola giusta, perché uno schizzo è sempre un abbozzo di qualcosa, la preparazione di un quadro, mentre lo schizzo che p la nostra vita è uno schizzo di nulla, un abbozzo senza quadro. [...]
Quello che avviene soltanto una volta è come se non fosse mai avvenuto. Se l'uomo può vivere solo una vita, è come se non vivesse affatto. 


Non è un libro leggero, anzi. Però mi piace. Insomma, leggetelo. E leggendolo, farete come me, che nella testa ripetevo Cazzo, è vero.


2.Altro libro che mi torna in mente spesso è Il piccolo principe  di Antoine de Saint- Exupéry.
Ne conoscevo la storia ma non l'avevo mai letto fino all'anno scorso. E direi che è stata una fortuna. Perché quel libro si legge quando si è grandi. Quando la tua vita è così incasinata che cerchi disperatamente un senso a quello che fai e non lo trovi, perché l'essenziale è invisibile agli occhi. Quando sei lì con la cartina e cerchi di ridefinire i confini dei tuoi rapporti. A partire da te stessa. Giudicherai te stesso. E' la cosa più difficile. E' molto più difficile giudicare se stessi che gli altri. Se riesci a giudicarti bene è segno che sei veramente un saggio.
Quando sei lì che ti guardi allo specchio e aspetti che qualcuno asciughi le tue lacrime. Perché si arrischia di piangere un poco se ci si è lasciati addomesticare. E invece devi asciugartele tu.
Anche questo leggetevelo, e portatelo con voi come promemoria. Io l'ho fatto.

3. Venuto al mondo  di Margaret Mazzantini. Ecco, questo è il classico libro che ti fa piangere. Io sono rimasta giorni a pensarci. E forse è meglio che non ci pensi ora, altrimenti ricomincio a pensare a quanto cazzo è strana la vita e mi sale il magone.

Questi sono i libri a cui non rinuncio. Che sono lì, gli intoccabili. Quelli che regalerei, quelli che consiglierei.
Ah, sì, non c'è il mio amato Fabio. Ma solo perché lui non è uno scrittore. Lui è di più. Scherzo.

domenica 15 aprile 2012

Pensieri random della domenica sera.

Stasera ho ritrovato un mio "ex" [la nozione ex in questo caso non è corretta, anche se a causa dei 140 caratteri di Twitter ho dovuto chiamarlo così].
Era un ex corteggiatore. Ovviamente uno di quelli che si è beccato un mio no.
Non ce ne sono tanti in realtà. Ma tutti quelli che ci hanno provato, si sono presi un no secco.
Ero una stupida, lo so.
E infatti stasera mentre aspettavo l'ascensore e avevo le pizze in mano, sbattevo la testa contro il muro, ripetendomi "Ma quanto eri cretina?". Tanto.
Perché almeno prima qualcuno c'era che si avvicinava e mi faceva pure il filo.
Forse ero in un eccesso di bellezza mai più manifestatosi.
Sono cose che capitano.
Ora mi tocca vederli tutti fidanzati e, come si suol dire, darmi il morso dove non arrivo [che per farvi capire sarebbe all'altezza del gomito].
Che poi sono diventati tutti più fighi. Mah.
E niente mi sono mangiata la mia pizza con questo rimpianto estemporaneo.

Che poi stasera la pizza me la meritavo proprio.
Ho passato l'intero pomeriggio in uno stato rinco con mia cugina di 9 mesi, che sono riuscita a gestire facendole ascoltare Baustelle e facendola partecipare ad una discussione attiva sugli uomini con un mio amico. Le peggiori babysitter della provincia: eccomi. Ma non avevo alternative. Io con i bambini non ci so fare.
E come se non bastasse sono finita a fare anche la babysitter a mia madre che aveva bisogno di una compagnia per il suo nuovo acquisto: un lettore dvd portatile.
Ho una madre moderna, io. 
E così giro a  MediaWorld con il commesso che mi ha disgustato a tal punto da farmi impietosire.
Cazzo, lavori in un luogo pubblico, a contatto con la gente, il minimo che tu possa fare è lavarti e possibilmente usare un buon deodorante, no?
Vabbè, chiudo. Sennò divento troppo cattiva. E mi dispiace.

Queste siamo io e cugina che smanettiamo davanti al pc. Siamo da ricovero. Soprattutto quella che vedete a destra. Quella un po' più grande diciamo.

On air #46

venerdì 13 aprile 2012

Se fossi una scrittrice a quest'ora avrei già dichiarato fallimento.
E' un periodo in cui vorrei scrivere tutto, ma tutto per me significa niente. E quindi la sterilità comunicativa è diventata mia compagna fedele. In realtà è un po' sterile ovunque. Anche se...oh, cazzo! E' primavera, e io penso positivo. Prima o poi ci sarà una zolla della mia vita che fiorirà. Ovviamente si spera per il prima più che per il poi.
Sono di ritorno da un viaggio semi-spirituale che mi ha dato tantissimo, ha sbloccato un po' di emozioni che mi portavo dentro a suon di canti, balli, risate, vino rosso e tante storie, così diverse tra loro, che ho impacchettato teneramente nella mia testa, ma soprattutto nel mio cuore.

Sono apparentemente contenta, felice, serena...anche se so che dentro tutto questo puzzle manca un tassello importante...ma io sono fiduciosa, e poeticamente sono pronta ad accogliere tutto con un sorriso.

Buona giornata...la mia è troppo lenta per ingranare!

martedì 3 aprile 2012

Ti regalo volentieri una personal shopper.

E' primavera. [Oddio, stamattina non si direbbe, visto che ho i piedi gelati, c'è vento, e giro per casa con il plaid incorporato.]
Dicevo che è primavera, è oltre alle temperature c'è qualcos'altro che me l'ha fatto notare: la cellulite di noi donne overXXXXXXL. No, dico. Ho capito che fa caldo. Ma scoprire ciò che non è bello, non mi sembra giusto. Soprattutto per gli occhi di quelle/i come me che devono trattenere conati di vomito.
Ti serve una personal shopper? Eccomi. Posso offrirmi per l'occasione. Anche senza essere retribuita.
E' solo per insegnarti un po' di buon gusto. Sì, perché girare con leggins e cellulite che straborda persino dalle ginocchia, non mi sembra il caso.
Se proprio ci tieni a metterti questo capo, che a quanto pare consideri un pantalone, osa con una maglietta un po' più lunga.
Mentre a te che metti calze color carne, quelle che dovrebbero farti sembrare le gambe abbronzate, ti suggerisco che Calzedonia ha una stupenda collezione primaverile di calze colorate, e se proprio i colori non dovrebbero andarti a genio, ci sono quelle ricamate dai colori naturali, ovviamente sempre che tu possa permettertelo. Sì, perché direi che...no, non ci siamo.
Insomma, ironia a parte, donne (ovviamente l'appello è riferito anche alla sottoscritta), una guardatina allo specchio prima di uscire di casa non guasta. Non sono una fescion blogger, anzi, il massimo per me è uscire con jeans e t-shirt anche di sabato sera, ma il buon gusto non deve mai mancare. La consapevolezza di ciò che ci si può permettere e di cosa invece no, anche. Fisico o non fisico, ci sono capi che non sono adatte a tutte. E forse è il caso che qualcuna di voi cominci a farne un comandamento di vita. Perché è anche vero che chi mostra gode e chi guarda crepa, ma se io o qualcun altro crepasse davanti a voi vi toccherà soccorrerlo!

domenica 1 aprile 2012

La valigia sul letto.

Ho una valigia da preparare. Un treno da prendere. E un po' di problemi da lasciare a casa.
Tante risate da gustarmi e belle parole da conservare.

[Il viaggio - Daniele Silvestri]

forse in fondo è vero che 
per essere capaci di vedere cosa siamo 
dobbiamo allontanarci e poi guardarci da lontano

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