mercoledì 30 maggio 2012

Piccolo spazio pubblicità #2


Sono giorni pesanti, di orari sballati per via dell'università e di tanta stanchezza che mi porto dietro ormai da più di un mese...e come se non bastasse il peggio sta per arrivare con la sessione estiva degli esami che si avvicina e tutte quelle domande sul mio futuro che mi ponevo prima della laurea...
...ma, nonostante tutto, nessuno mi toglie il sorriso, la voglia di fare e strafare, di pensare, di sorprendere, di leggere, di studiare, di godermi i tramonti, di ascoltare musica, di mangiare gelati, di raccontare...e anche di mettere su una maglietta come questa!

Non sono brava nel pubblicizzare un prodotto, ma se l'idea vi piace o se avete in mente qualche maglia con stampe particolari che non riuscite a trovare, potete sempre rivolgervi a 
Rosà di Rosaquilone Handmade, questa è realizzata direttamente da lei!
Vi invito a dare un'occhiata al suo blog per farvi un'idea!
A presto e soprattutto a tempi più tranquilli!

Dimenticavo...sono anche giorni in cui mi basta una canzone e il cervello va a ruota libera tra i ricordi del passato...che poi ho scoperto che in questo la mia memoria è infallibile! ]

martedì 29 maggio 2012

Coincidenze.

Strane, le coincidenze.
Sono un po' bastarde a dir la verità.
Hanno il potere di lasciarti senza parole, con il cuore un po' scosso e con gli occhi sbarrati.

Ho un po' di cose da raccontarvi.
Poi magari torno e lo faccio.
Per ora voglio stare un altro po' in silenzio.
E così...senza tempo.





PS. anche la canzone è una coincidenza.

martedì 22 maggio 2012

Emme.

Io ho un'amica bellissima. E non perché è mia amica. Perché lei è bella e basta, con tutti i suoi mille difetti. E' bella in tutti i sensi, fuori, dentro, nella testa, nel cuore e nell'anima.
Per farla breve, se fossi un uomo l'avrei corteggiata spudoratamente per mettermi insieme.

Se non l'avete capito questo è un post dedicato a lei.
Il nostro rapporto è un po' particolare, perché lei è particolare.
Vi dico solo che è sparita per più di un mese dalla mia vita, senza che io le avessi fatto nulla, lasciandomi impazzire perché si negava continuamente. Non rispondeva al telefono, ai messaggi, al citofono. Dispersa. Potete immaginare la mia incazzatura.
Così una domenica ho preso la macchina e sono andata dai suoi, con la speranza di trovarla.
L'ho trovata...e io mi sono sentita la persona più felice del mondo.
Ha passato uno dei suoi periodi in cui non voleva vedere e sentire nessuno (beata lei che ci riesce!).
E amen, il bene che provo per lei, sopporta anche questo.

Comunque non è dei suoi periodi lunatici che vorrei parlarvi.
Anche perché sono lunatica pure io, quindi, nessun moralismo.

Dicevo che lei è bella. Io non so che idea avete voi della bellezza. Quella interiore intendo.
Se io dovessi raccontarvi della mia idea, vi racconterei frammenti di quello che è Emme per me. Di quello che mi regala, in maniera così gratuita, di quello che mi racconta, di quello che mi fa vivere da amica e da donna. Piccola donna.

Emme è una donna indipendente,
un po' più grande di me,
con parole giuste al momento giusto,
che certe volte ti stronca con delle parole materne e allo stesso tempo è pronta ad accogliere i tuoi scleri, i tuoi momenti no, le tue gioie immotivate, i tuoi momenti di pazzia.
Una sorta di caresse et mitraille.

E' un'amicizia nata relativamente da poco (quasi 4 anni), in un periodo che più buio non si può della mia vita, così per caso, perché, una sera di inizio estate, ci siamo ritrovate a parlare della mia storia finita, sul dondolo della sua campagna. Una scena romanticissima se ci pensate, peccato che il tutto sia avvenuto con una donna, ma pazienza. E' stata comunque una piacevole serata.

Emme è l'amica con cui canti le canzoni di Vasco Rossi in macchina,
che ti suggerisce un film o un libro con la sua interpretazione,
che ha bisogno di uno sguardo o di una tua risata per capire come stai,
che non ama discoteche e posti molto frequentati,
ma che quando si trova in compagnia è di una socievolezza unica.

Giriamo in città che non conosciamo fino alle 4 di notte per poi ritornare in treno sole chiedendo al capotreno compagnia,
andiamo a fare colazione di domenica mattina alle 5 quando tutti rientrano dalla discoteca, e noi siamo lì belle e profumate con le occhiaie nascoste sotto gli occhiali da sole;
mangiamo il gelato nelle fredde serate invernali,
passiamo le notti in spiaggia sole ad aspettare l'alba rischiando la vita (purtroppo sì, è capitato anche questo!),
viviamo mesi senza vederci ma solo sentendoci al telefono,
facciamo shopping in giro per la Puglia.

Non voglio trovare una definizione alla nostra amicizia perché sarebbe limitante,
il nostro rapporto mi piace, anzi mi strapiace,
perché non è morboso,
perché c'è una diversità abissale che però è bella,
è rassicurante perché so che ho di fronte qualcuno che non sarà mai d'accordo con me ma dal quale non avrò mai un giudizio,
un rapporto che mi fa crescere ogni giorno,
che mi fa sentire fortunata,
che mi fa scrivere post così...con il cuore aperto e con un sorriso sulle labbra,
con il piacere di ricordi che mi porto dietro come tatuaggi sul cuore.

[PS. tutto è nato perché io le ho mandato un msg dicendole di avere voglia di un gelato, lei mi ha richiamato, mi ha detto ventordici cose tutte insieme (ovviamente io non c'ho capito una cippa), mi ha invitato a cena con i suoi (è il compleanno del padre), io ho rifiutato (semplicemente perché non vorrei disturbare), e poi mi ha fatto la solita domanda : novità? E non so perché, ma io mi sono sentita meglio, e mi è anche passata la voglia del gelato.Questo per dirvi che...queste sono le piccole cose che mi fanno stare bene.]


Queste siamo noi due, un annetto fa.
Ho dimenticato di dirvi che lei fa dei dolci buonissimi, che organizza feste e cene a tema, che prepara scenografie nei minimi dettagli...insomma è perfettina, troppo per i miei gusti!
Ma io le voglio bene!


lunedì 21 maggio 2012

Take me out tonight.


Oggi, mentre preparavo il mio topic per l'esame di inglese sugli Smiths (Oh, I love The Smiths!), mi è venuto in mente questo post, scritto più di un anno fa sul mio vecchio blog (26 marzo 2011). 
Era dedicato ad un invertebrato, uno a caso, che tempo fa mi ha portato via un po' di cose (tempo, voglia di amare, sorrisi, lacrime, pazienza, aspettative) e così sono andata a ricercarlo (non lui, il post!).
E volevo farvelo leggere, perché certi momenti sembrano delle fotocopie, si ripetono a ruota libera, così all'improvviso, si ripresentano nella tua vita, magari cambiano gli attori, le scene, ma il copione rimane identico.
E allora mentre canticchiavo la mia canzone preferita (credo sia la mia preferita in assoluto), pensavo al potere evocativo e rievocativo di certe canzoni, a come ti entrano dentro, a come scavano aggrappandosi ad ogni cellula, quasi come un qualcosa che non vuole andare via, che fa male, ma rimane.
There's a light that never goes out è una di quelle. Non solo per le parole che fortunatamente riesco a ricordare, ma per i momenti che mi fa rivivere.

L'altra me in questo momento ti scriverebbe : Portami fuori stasera. 
Si prenderebbe l'ennesima legnata in faccia, una dose di umiliazione, incasserebbe il colpo in silenzio e andrebbe a letto.
La vera me invece rimane qui, davanti a questo sterile schermo, con una canzone degli Smiths in testa, sforzandosi di partorire parole che abbiano un senso logico e soprattutto che possano dare voce a quel terremoto emotivo che scombussola lo stomaco e il cuore. Ho tutto in testa, flussi di coscienza che scorrono impazziti nelle vene, riaffiorano sulle labbra e muoiono nel silenzio. Avverto il pericolo di non riuscire a sentire niente, mi spaventa la mia noia, la mia aridità, la mancanza di concentrazione che mi perseguita in tutto quello che faccio, dalla lettura di un libro all'ascolto di una canzone, dal tg delle 20 alla telefonata dell'operatore Vodafone.
E' che nella testa ancora una volta mi frullano le mie paure che mi fanno pensare di aver amato senza che ce ne fosse stato bisogno, di aver costruito castelli in aria, di essermi fidata di chi non mi dovevo fidare, di aver dato senza pretendere, di non essere stata fino in fondo me stessa. Eppure io ci credevo. Credevo che per una volta la vita mi avrebbe ripagato di tutte quelle attese, di tutta quella pazienza, di tutto quel dare senza ricevere nulla in cambio. Credevo che se avessi lasciato perdere per una volta le strategie, sarei stata più forte di loro, avrei potuto dire non è come dite voi. Sì, perchè tutti ci avevano visto chiaro fin dall'inzio, tutti mi hanno detto lascia perdere. E invece no, io ho voluto insistere, perseverare, fino a sentirmi sbagliata. E ora mi sento arida, con una corazza impenetrabile, stupida nel raccontare ancora una volta di come mi sono fatta ammazzare dalle illusioni, dalle aspettative, da tutte le mie fantasie mentali.
Ma io ci credevo. Ci credevo quando ti ho guardato negli occhi e ti ho detto che questo rapporto- seppur strano- per me era importante, ci credevo quando ho cercato un tuo abbraccio, la tua compagnia, il tuo affetto superficiale. Ci credevo quando ti ho regalato quel cd degli Smiths, perchè è come se ti avessi regalato una parte di me. Ci credevo anche quando mi sono snaturata per piacerti, quando ho bevuto un pò di più per lasciarmi alle spalle la mia timidezza, quando incartandomi nei miei discorsi impossibili ho cercato di farti capire chi ero e cosa volevo.
Ci credevo, ma non è stato abbastanza.




PS. Si consiglia vivamente la visione del film- non a caso uno dei miei preferiti!

sabato 19 maggio 2012

E ti svegli una mattina, magari bestemmiando la sveglia perché oggi è sabato e, di andare a scuola, proprio non ti va.
Hai 16 anni e il mondo ti sembra un inferno, perché gli adulti non capiscono un cazzo e quel ragazzo che ti piace è uno stronzo patentato. Un classico.
A scuola comunque ci vai, controvoglia, ma ci vai.
Inconsapevole che oggi sarà l'ultimo giorno in cui vedrai quella facciata, incontrerai i tuoi amici, bloccherai la sveglia al telefonino, farai colazione di fretta salutando tua madre con un bacio sulla guancia.

Me la immagino così la vita di Melissa Bassi, ma magari è più bella e meno scazzata di quella che ho immaginato io. Anzi sicuramente lo è.
Perché le ragazzine di 16 anni hanno dentro un mondo sconosciuto e profondo, che solo ad affacciarsi ci si perde.
Mentre, riesco a identificare bene le vite, inutili, vigliacche, stronze, di quelle identità senza un perché e, al momento, senza un nome che con l'intenzione di uccidere, perché non ci sono altri motivi per cui tu possa mettere una bomba in un cassonetto e spostarlo appositamente, hanno deciso di intaccare uno dei luoghi più vitali che una città possa offrire: una scuola.
Deposito temporaneo di giovani vite, di menti creative, a volte annoiate e svogliate, culla di una formazione che la mafia teme.
Perchè la mafia teme più la scuola della giustizia, l'istruzione toglie erba sotto i piedi della cultura mafiosa [Antonino Caponnetto].

E allora ti chiedi il perché di questo gesto così insulso, così terrificante e terrorizzante,
ti chiedi perché la tua Terra, oggi, come tante altre terre, debba piangere la perdita di vite innocenti,
ti chiedi perché si raschia il fondo così meschinamente,
ti chiedi quale sia il motore di dinamiche così violente che vogliono incutere paura,
ma tutto ciò che riescono a smuovere è sdegno e vergogna.

Ho il cuore contrito,
è un dolore che non si può spiegare,
perché quando qualcosa ti colpisce così da vicino, le parole non reggono,
non reggono l'infamia di quel gesto immotivato,
rimangono sospese, mozzate tra la mente e le labbra.
E allora quello che puoi fare è solo sperare,
pregare che non si scrivano più pagine di storia così tristI come quella di oggi.
Pregare che la paura non diventi protagonista,
che non blocchi il nostro desiderio di voler e poter guarire questo cancro che lacera il nostro Paese.



giovedì 17 maggio 2012

Certe donne sono troie nel DNA.

Poco tempo fa ho scritto una frase un po' dura su Twitter, che forse da donna non dovrei dire...ma pazienza.
Certe donne per me sono troie e basta. Nel DNA, caratteri genetici che purtroppo sono indelebili.
Il tutto mi è nato guardando una tipa che ho incontrato sotto casa quando sono rientrata, e poi me la sono ritrovata in pizzeria mentre aspettavo Margherita, la mia pizza.
Donna che conosco benissimo, sui 40 anni, che bazzica nel mio quartiere e che è...insomma, non voglio giudicare, ma se giri con trucco eccentrico, tacco 12 e labbra super pompate anche alle 7 di mattina, costantemente al telefono e in compagnia di uomini diversi...beh non aspettarti che la gente possa avere un'immagine idilliaca di te.
Ma al di là di come uno possa vestirsi o apparire, fatti suoi, quello che più mi ha messo in imbarazzo era che parlava al telefono del suo amante (è sposata e ha figli)con un'amica, le raccontava di come lei lo stuzzicava e di come lui non sopportava più neanche che sua moglie gli stirasse le camicie. Beh, io lì mi sono un po' schifata.
Può essere pure che sto apatica e scazzata di mio, ma se io avessi sentito mia madre parlare così come minimo le avrei dato un cazzotto in testa per farla stare zitta.
E poi le avrei dato uno specchio per farla uscire di casa vestita in maniera decente...perché...no, hai pur sempre una certa età e pantalone blu elettrico, scarpa stesso colore e giubbotto di pelle...no, decisamente fuori luogo. Sei una bella donna, ma ricordati che non sei una ragazzina, e come tale meglio non esagerare.
Io non sono una santa...però ho un'immagine di donna bella, pura, con i controcazzi...che sicuramente non si identifica con quella donna che ho visto.
E' inutile raccontarsi balle....che l'apparenza inganna...perché l'apparenza è anche quello che ti porti dentro...e se dentro, la tua testa dice di mostrarti in un certo modo è perchè infondo, forse infondo infondo, lo sei.
E ora sono pronta a tutte le offese di quelle donne che penseranno che ho esagerato nel mio giudizio.

mercoledì 16 maggio 2012

Piccolo spazio pubblicità.

Se siete di Bari o dintorni io la mattina vi consiglio di andare a fare colazione qui.
Ovviamente perché fa delle paste buonissime 
(c'è davvero l'imbarazzo della scelta), 
mica perché lo chef è un figo da paura.
Sono due mattine che ci vado,
qualcosa mi dice che diventerò cliente fissa.

sabato 12 maggio 2012

Tutto su mia madre.

So che quello che sto per scrivere è il post più scontato che si possa scrivere a ridosso della festa della mamma. Ma le festività sono fatte per quello: per ricordarci di quelle persone, di quelle cose o di quelle situazioni che la vita di ogni giorno tende a farci relegare nell'angolino delle nostre preoccupazioni.

Domani è, a mio parere, una delle feste più belle che si possa festeggiare, anzi ricordare.
Perché il fare memoria è molto più nobile del mangiare un pezzo di torta, fare un regalo o dirsi Auguri.
E così volevo dedicare questo post a lei, a mia madre.

A mia madre, la persona più diversa e più lontana da me, alla quale ho scoperto solo negli ultimi mesi, purtroppo, di volere un gran bene.[Il purtroppo è riferito agli ultimi mesi]

Lei che sceglie per me vestiti che a me non piacciono mentre per lei compra cose fighissime,
lei che mette troppo formaggio nella frittata e poi non vuol sentirsi dire che fa schifo,
lei che rompe perché ho lasciato la giacca e la borsa sul divano,
lei che non mi chiama se all'alba non sono tornata mentre io vorrei che lo facesse,
lei che mi chiede consigli sull'oggettistica di casa pur sapendo che io non ci capisco una mazza,
lei che ogni giorno va al lavoro in un ambiente ostico solo per i suoi figli,
lei che disprezza la musica che ascolto,
lei che non mi chiede dove vado perché si fida,
lei che è ancora troppo legata alle apparenze e fa crollare tutte le mie sicurezze,
lei che la sera mi occupa il pc,
lei che rinuncia a qualcosa per sé per pagarmi le tasse all'università.

E ancora, lei che fa le tagliatelle alla stracciatella che sono la fine del mondo,
lei che quando era piccolina cuciva i vestiti per risparmiare,
lei che porta i pantaloni in casa,
lei che rovista tra le mie cose credendo che io non me ne accorga,
lei che la domenica mattina in pieno inverno, entra in camera e apre tutto per stendere la biancheria,
lei che non capisce che al mattino non deve fare 100mila domande,
lei che è causa della maggior parte delle mie ansie, che ha aspettative su di me che verranno tutte tradite,
lei che va ancora ai concerti di Biagio Antonacci come se fosse una ragazzina,
lei che è forte, che non guarda in faccia a nessuno,
lei che ha un modo di amare tutto suo.

Lei che cura i fiori che a me regalano,
lei che fa un babà buonissimo secondo gli altri ma che io non mangio,
lei che quando le dico mi scoccio, sbraita ma poi fa lei quello che io non voglio fare,
lei che quando sto studiando, entra in camera e mi regala cioccolato fondente dicendomi Aiuta il cervello,
lei che da quando mi sono laureata crede che io abbia acquisito dei super poteri e mi chiede consigli su tutto,
lei che se mi vede non studiare comincia a farmi le ramanzine chilometriche,
lei che se non esco si preoccupa, se invece sono troppo in giro rompe,
lei che pretende che alle feste si vada vestiti in un certo modo,
lei che beve troppi caffè e rimprovera me se riempio la tazzina fino all'orlo,
lei che è nordica nei gesti, ma terrona nelle intenzioni,
lei che è la fotocopia di mia nonna ma nega di esserlo,
lei che è la mia roccia,
i valori a cui mi affido,
il confronto e lo scontro.

A lei, il mio bene, il mio grazie...e tutto quello che il cuore pensa e prova.
Perché ai sentimenti non sempre si può dare una voce, ma il pensare di essere il prolungamento, la realizzazione di un amore,il suo, mi fa sentire viva, mi fa stare bene.
E nonostante tutte le diversità che ci fanno incontrare e scontrare, lei è mia madre e io me la tengo stretta, perché sono sicura che lei sarà l'unica ad esserci sempre.







giovedì 10 maggio 2012

Post-it #19

Ho scoperto che la vittima del mio innamoramento facile di qualche mese fa si è fidanzato.
Con una che veniva in biblioteca, che ha un nome orrendo e che ha un cervello pari a quello di un'oca.
No, l'oca è più intelligente, non andrebbe in biblioteca a far finta di studiare.
Rimarrebbe a casa, se non deve concludere niente.
Risentita? No, per niente. Io mi merito di più.
In ogni caso, quanto è piccolo il mondo.

Per la seconda volta di fila incontro uno bello in laboratorio. B E L L O.
Classici tipi che hanno un loro perché.
Firmerei un contratto a tempo indeterminato solo per avere un collega di lavoro così.
Ma lasciamo stare.

Ho prenotato le mie vacanze estive. Che vacanze non saranno.
Faccio un'esperienza particolare, di cui vi parlerò.
E nel frattempo cerco un posto per rilassarmi successivamente.
A chi mi offre un letto dico grazie.





martedì 8 maggio 2012

On air #47

Avete presente i colpi di fulmine?
Ecco questa canzone è uno di quelli.
Musicali ovviamente.

Io credo che l'AMORE non è quello che abbiamo, ma quello che ci manca.


lunedì 7 maggio 2012

Yes,weekend.

1-2-3...Pronti? Via!
Allora da dove comincio?
No, scusate è che sono un po' rinco...ho un sacco di cose da dire e non saprei da dove cominciare.

Premessa: forse questo è un post un po' lunghetto. Quindi lettore avvisato, mezzo salvato.

Partiamo dall'inizio.
Da sabato....pomeriggio.
Altra premessa, con botta di autostima al seguito.
Io ho una testa che mi piace. Nel senso che il mio modo di pensare mi piace, un po' meno quello di agire. Ma questi sono altri problemi.
Dicevo che il mio modo di pensare mi piace, cerco sempre di migliorarlo, cercando di rafforzare quello che sono e di farmi un'idea, nonché avere una personalità, che possa il più possibile non uniformarsi alla massa. Anche perché far parte di un pollaio o di un gregge non mi è mai piaciuto.
Detto questo, dico anche che sono iscritta a Facebook e Twitter [il che non è una novità], che mi piace pubblicare, scrivere, linkare, e tutto il resto, quello che penso, quello che mi piace, quello che mi passa per la testa e a volte quello che mi passa per il cuore.
L'essere iscritta a questi social network è uno stare gratuito, senza secondi fini e soprattutto non è uno stare reale. Nel senso che, un conto è la vita virtuale, un conto quella vera. E io preferisco di gran lunga la seconda.
Il fatto di essere iscritta a questi social network non mi rende immune da nuove conoscenze. Molte delle quali sono rimaste virtuali, altre ancora sono diventate fin troppo reali.
Fin qui nulla di male.
Ovviamente essendo una ragazza, ed essendo il mondo pieno di perversi, sono vittima anche dello scemo di turno che ci prova spudoratamente per masturbarsi davanti al pc.
Sì, per ben due volte sono stata vittima di questo tipo di esemplare di imbecille patentato.
Col cazzo. Scusate eh, ma certe cose le fai per conto tuo.
Comunque non è di questo che vi voglio parlare.
Ma del fatto che io non ho 15 anni, non ho gli ormoni così in subbuglio da dover per forza parlare di sesso con il primo che capita, e poi certi giochetti perversi o come li si voglia chiamare io li faccio quando e con chi mi pare. Ammesso che li voglia fare.
E niente. Ieri per essere stata un po' più acidella del solito, mi sono beccata dell' "ipocrita moralista che non vive la sessualità in modo giocoso e laico".
E come se non bastasse "tienitela stretta e conservatela...dovesse sgualcirsi".
Sì che me la tengo stretta, e la conservo per chi voglio. E' pur sempre la mia vagina. E come tale va tutelata e preservata.
Cosa voglio dire?
Io non sono snob, né santa, né altro. Però certi giochetti (chiacchierate virtuali con sfondo sessuale, guazzabuglio di provocazioni e battutine soft-porno e altro ancora su questo stile) mi divertono fino ad un certo punto, per il resto mi annoiano. Cioè mi divertono fin quando dall'altra parte c'è qualcuno di divertente, quando tutto è sano e scherzoso, quando tutto è senza pretese. Non so come spiegarmi.
Però se tu c'hai una certa età e ti diverti a passare il tuo sabato pomeriggio a provocare una sconosciuta, beh caro...forse non sono io quella che ha bisogno di scopare.
Ma diciamo che in tutto questo sono io che ho frainteso. Così non si offende nessuno.

Sabato sera.
Passa a prendermi un mio amico, conosciuto a Pasqua in quel di Assisi, e andiamo a Bari per una serata multiculturale. Stupenda.
C'era gente da ogni dove che si esibiva in danze tipiche del posto.
Molti africani, mauriziani, cubani e poi ballerine di danza del ventre a go go.
Ma anche pugliesi: in particolare un gruppo di nonsodove che ballavano tarantella e pizzica, perché se non lo sapevate c'è anche la pizzica barese, e un altro gruppo di percussionisti che si alternavano tra percussioni e materiale riciclato e di vario genere che trasformavano in musica (ho fatto un video, magari quando sono in versione geek lo posto).
Insomma, impossibile stare fermi.
Torniamo tardi, nella notte consumiamo all'incirca 35 km con discorsi profondi. Sul serio dico.
E io sono felice, perché trovare un uomo amico è raro.

Domenica mattina, cioè ieri.
Sapete benissimo che io dormo poco. Vorrei dormire in realtà, ma non ci riesco.
Le ore di sonno sono inversamente proporzionali all'orario in cui vado a dormire.
Dovrei denunciare il mio orologio biologico, ma non ho soldi per pagarmi l'avvocato. E quindi niente.
Esco di casa alle 9.
Sì, avete letto bene. NOVE.
Che di domenica mattina è un po' come uscire alle 6 di lunedì.
Un deserto insomma.
Però c'è un'aria bellissima. Quella che solo i quartieri di periferia sanno regalarti. Con le vecchiette al balcone, quelle che vanno a messa, e un sole timido che c'è e non c'è.
Cosa abbia fatto dalle 9 di mattina alle 13.30, ora in cui sono rientrata, ve lo dico subito: messa, colazione al bar, shopping al mercato e uscita con amiche.

Domenica pomeriggio.
Nuovamente fuori casa presto. Dalle 15.
Caffè con amiche, chiacchiere-tante, poi data la noia imperante, abbiamo preso la macchina e siamo andate al Fashion District - cantando Ogni Volta di Vasco Rossi. La depressione, insomma.
Ma al momento la mia macchina è monotematica: solo discografia di Vasco. Perdonatemi. E' che in un momento di depressitudine ho deciso di lasciare tutti i cd lì, e non li ho più tolti.
L'obiettivo è perdersi nella Lindt, mangiarsi un gelato e fare qualche acquisto.
Io per esempio ho comprato 4 smalti. E 4 paia di orecchini. E poi sono rimasta con 4 euro. E ciao, sono miss mani bucate.

Torniamo nell'amenopaesello, e non faccio in tempo a salire a casa ché giù mi attende Emme. Chiacchiere in macchina-ché è più di un mese che non ci vediamo-esco dopo un'ora dal quel bunker di Skoda e rientro nella mia, perché nel frattempo arriva un'altra M.
Inutile dirvi che ieri il concetto di giornata organizzata, relax e ordine è andato a farsi fottere.
Giro in centro -deserto- dove le uniche anime pie che passeggiavano erano donne.
Per giunta, né juventine, né milaniste, né interiste.
Capitiamo in un Juventus Club.
Allora come procede?
La Juve vince.
Ah, meno male.
E voi che ci fate qua?
I nostri ragazzi ci hanno lasciato sole, stanno vedendo la partita anche loro.
[mai bugià fu più falsa di questa]

Nel frattempo esce una signora dal balcone di fronte e grida 4 a 2.
Una roba surreale.Della serie, come trasformare una serata noiosa in una di quelle più divertenti della tua vita.
E non so perché-visto che io non sono juventina,precisiamolo- e non so per come ci ritroviamo in mezzo ad una bolgia di juventini ubriachi, con io che mi spingevo sempre più oltre tra bottiglie di peroni e petardi -che rischiavo mi sparassero in testa, per non dire altrove- e la mia amica che invece mi rimproverava per la mia improvvisata spavalderia.
Morale della storia: mi sono fatta un sacco di risate a vedere juventini che sbucavano ovunque, con una fede calcistica assurda. Non capirò mai questa logica dello sport.





[il carosello dell'amenopaesello-fa anche rima]














sabato 5 maggio 2012

#Buongiorno!


[foto dal sito di Andrew Howe- che manco sapesse avesse un sito...che ignorande che sono!]

Buongiorno!
So che è sabato e la gente normale a quest'ora dorme.
Ma io non ce la faccio.
Superata la fase, anzi s-fase, del cambio di stagione, sono entrata quasi perfettamente nel mood estivo: posso regalare dosi di attivismo ma anche di scazzo a volontà.
Non riesco a dormire bene e tanto, comincio a pensare che c'è qualcosa che non va.
Quindi potete immaginare come questo possa influire sull'umore della giornata.

In ogni caso i programmi della giornata sono:
ordinare la stanza ché non è mica un campo di battaglia
studiare studiare studiare
andare al mare
andare in palestra
mettere lo smalto
passare dal restauratore fisico e facciale
e per la serata dovrebbe esserci una festa africana (non a tema, ma con Africani in carne e ossa, più carne direi) alla quale sono stata invitata.

Quindi non mi resta che augurarvi Buona Giornata!


mercoledì 2 maggio 2012

A maggio il mondo è bello e invitante di colori*

*Serenata rap - Jovanotti



Ho un mal di testa che mi trascino da ieri.
Confesso di aver preso tanto, troppo sole.
Avete presente un peperone rosso? Ecco, gli assomiglio tanto.
E come se non bastasse oggi in attesa del treno, ho pensato bene che potrei imitare una lucertola e quindi farmi baciare ancora un altro po' dal sole.
Ieri ho cazzeggiato allegramente tra il mare e la piscina, suscitando l'invidia dei miei followers* su Twitter.
Ma che colpa ne ho se abito al Sud, ho il mare a due passi e una cugina con una casa che è un resort a 5 stelle?
Come se non bastasse ieri sera mi sono messa in macchina e sono stata in Paese delle meraviglie, per un'uscita a 4, che poi è diventata a 3, a tratti a 6, e poi nuovamente a 3.
In attesa di uno che non si è mai presentato. Perché? Non è dato sapere.

Detto questo, oggi ho realizzato che questo mese il mio mantra sarà maggio, dammi coraggio [se state pensando a quando l'ho pensato, ve lo dico subito: nel momento in cui ho versato 57,60 o giù di lì per l'abbonamento mensile Trenitalia-#sticazzi vale?]
Sì perché all'uni ho degli orari assurdi, tipo dalle 6 alle 12 ore fuori casa- normale amministrazione-, gli esami da preparare (almeno 3), la certificazione di inglese, la palestra, e poi sono sicura che se mi impegno qualcos'altro esce.
Tipo che mi sono promessa di leggere più classici stranieri, di trovarmi un lavoro, di pensare ad un trasferimento da studentessa fuori sede per settembre (ancora un bel punto interrogativo...per ora lo scoglio più grosso è superato, ovvero comunicare l'idea a mia madre).
E poi tante altre cose. Ché l'estate si avvicina.


*che strano parlare di followers, fa tanto fanatico.


martedì 1 maggio 2012

Bisogna perdersi per ritrovarsi?

Domenica mattina sono stata a trovare un'amica.
Una di quelle amiche molto sagge, poche a dire il vero, che ho.
Una di quelle che per necessità devo andare a trovare sempre e solo io, perché il contrario non potrà avvenire mai se non in rarissimi casi.
Inutile starvi a dire che è stata una chiacchierata piacevole, una di quelle che ogni tanto bisogna concedersi per mettersi a nudo senza vergogna, con la sicurezza che in cambio si può solo ricevere parole di conforto, ma anche cazziatoni, che poi a stento devi trattenere le lacrime.
Essendo 4 mesi che non ci vedevamo, potete immaginare la miriade di cose da dire.
Ma in questo caso non puoi metterti a fare un reso conto dettagliato della tua vita, sapendo per giunta di non avere altri 4 mesi per parlare.
E così il fulcro della conversazione si è ridotto ai soliti argomenti: laurea-uomini-storie non storie-amici e soprattutto Michi.

Come sta Michi?

Ah, bella domanda. So che non avrebbe voluto un bene, grazie.
E già lì fai una faticaccia enorme, perché stai bene, ma dentro di te c'è un casino enorme che difficilmente riesci a gestire. Nei momenti di pura razionalità ti senti wonder woman, ma purtroppo non siamo progettate per essere dei robot. Con un tasto di accensione on/off da usare a nostro piacimento. Almeno noi donne.
Perché vi sto dicendo questo?
Perché vi sto raccontando le mie ennesime pippe mentali?
Perché ieri mi veniva in mente questa conversazione, mi veniva in mente che lei ad un certo punto mi ha chiesto: e tu sei libera?

Eh, no. No, che non sono libera.

Perché quando dovevo esserlo, non sono stata me stessa. Non sono stata quello che mi porto dentro, quello che è la mia storia, la mia testa, il mio cuore, la mia bocca.
Scusate, lo so che sono poco chiara. Ma raccontarvi 4 anni su per giù di un percorso iniziato con me stessa, per me stessa e da me stessa non è semplice.
In tutto questo, ieri sera pensavo che- e l'ho anche scritto su Twitter- che è una minchiata quella frase che dice che bisogna perdersi per poi ritrovarsi. Maquandomai.
Io ogni volta che mi sono persa ho combinato macelli.
Anche perché, io e il senso di orientamento siamo come il giorno e la notte.
Ironia a parte, ho quasi sempre deciso di perdermi appositamente convinta che la violenza della stabilità è un modo di morire a metà
Afterhours a parte, sì, non ho mai amato la stabilità, la linearità delle convinzioni, la staticità delle abitudini, l'immobilità delle situazioni stantie, la monotonia dei luoghi comuni.

Ho voluto sempre fare di testa mia, avere un'idea diversa, perché io sono diversa.
Una sorta di auto-violenza per sfuggire a tutte quelle convinzioni e a quelle aspettative che noi donne siamo bravissime ad alimentare. Perché il fine ultimo era ritrovarsi. Era poter dire, cavolo se questo mi è servito, cavolo se ho imparato qualcosa. E invece.

E invece a volte ho avuto bisogno quasi di un viaggio all'inverso, per poter tornare al punto in cui mi ero persa, ma questa volta con la cartina.
E invece a volte ho rimpianto quella stabilità, quel luogo comune del si stava meglio quando si stava peggio.
E invece a volte ho dovuto ammettere che poi tanto diversa non sono, che quel perdersi non ha fatto altro che rincarare la dose di smarrimento.
E allora ha avuto senso perdersi, se poi ritrovarsi non è stato semplice? 

Ha avuto senso perdersi, se ritrovarsi non è stato il risultato di quel perdersi?

Ai posteri l'ardua sentenza - che poi quella è Il cinque maggio e io sono un po' in anticipo.

...Se un sogno si attacca come una colla all'anima
tutto diventa vero tu invece no
ma puoi quasi averlo sai
puoi quasi averlo sai
e non ricordi cos'è che vuoi
Ha ancora un senso battersi contro un demone
quando la dittatura è dentro te?
Lotti, tradisci, uccidi per ciò che meriti
fino a che non ricordi più che cos'è 
puoi quasi averlo sai!
e non ricordi cos'è che vuoi
fare parte di un amore anche se è finito male
fare parte della storia anche quella più crudele
liberarti dalla fede e cadere finalmente
tanto è furbo più di noi
questo nulla questo niente
puoi quasi averlo sai...




LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...