sabato 30 giugno 2012

Di quelle cose che non ti aspetti.

Ieri un mio ex compagno di liceo è diventato prete.
La cerimonia era alle 19.30.
Io sono uscita alle 21.15 da casa. Fate un po' voi.
Arrivo in basilica, con la speranza che sia tutto finito, così posso dare gli auguri e andare via.
No.
E mica può essere tutto semplice per la sottoscritta.
[Sono una bruttissima persona, ma scusatemi, io a certe cose....proprio no.]

Per fortuna c'era qualche superstite, compagno di buona sventura, che come me ha partecipato alla cerimonia.
E le chiacchiere prendono il sopravvento.
La messa finisce e comincia un'altra cerimonia.
Quella dei saluti e dei Ciao come stai? Domanda inutile. Stai come me, e ci scappa da ridere.

E insomma nell'ordine incontro:

la mamma del mio amico, prossimo prete anche lui;

il mio prof di filosofia che mi abbraccia e mi dice la mia bellissima [o Prof. tu sì che sai come tirarmi su il morale] e indicandomi alla figlia fa: Vedi, lei è l'artefice di quel cd di De André.
Ma davvero? Ormai si sta consumando. E' troppo bello.
[E ci credo. Un dvd su De André che mentre ascolti ti fornisce anche i testi delle canzoni, 'na roba figa, per pochi intimi, regalata al mio prof di filosofia al 4 liceo dopo aver scoperto che gli piaceva De André];

il prof di storia dell'arte -che secondo me si è dimenticato il nome ma pazienza- però che comincia a dirmi
ma ti vedo cambiata [si prof leggermente più grassa, ma questa è un'altra storia]
che cosa fai nella vita
sei diventata più buona
al liceo eri più innamorata
sai anch'io sono uscito da una storia, purtroppo quando incontri le persone sbagliate devi cercare di uscire dal marcio...
cose così e io che ciao non sto capendo più niente, e non posso essere la tua consulente psicologica, e non so davvero che dire...
Ovviamente me ne sono uscita con una delle mie perle:
Prof, sa, tutti prima o poi incontriamo gente sbagliata nella nostra vita, quelle che sono marce già dentro e che vorrebbero portare anche te nel marcio...ma l'importante è accorgersene e prenderne le distanze...
Sono esperienze, c'è chi le fa a 20 anni e chi a 40. 
Le posso dare del tu?
Ma sì diamoci del tu.
Poi mi ha messo lì una frase di Leonardo Da Vinci, sai che io amo Leonardo [Si prof, come no, ormai so anche che numero di scarpe porta], che più o meno diceva che prima di stare con gli altri bisogna imparare a stare con se stessi.
E morale della favola: adesso dopo 5 anni di solitudine, da sei mesi ha una nuova compagna.
[Prof. adesso che me l'ha detto sono davvero sollevata, almeno so che non ci proverà con me].
Sono contenta per te, forse è meglio andare, così diamo gli auguri...e ciao ciao.

Poi è arrivato la mia guida (non) spirituale.
Il mio fratello maggiore. Cheoracomevelospiegocosasiamo.
Diciamo un amico.
Oh, ma da quanto tempo! Ma come stai?
Ma fatti baciare, ma lo sai che stai proprio bona?
E sì...dicono tutti così.E poi...
Ma se vuoi possiamo scappare insieme. 
No, non possiamo. Basta storie instabili. Non posso averti tutto per me...e poi sei vecchio.
Ma io ho un sacco di cose da insegnarti...
...beh scusami ma chi dei due potrebbe insegnare qualcosa, quella sono io.
E ovviamente con una persona che non vedi da due mesi, che è stata un po' il tuo supporto psicologico le cose da dire sono tante, a parte le cazzate, come per esempio il diritto ad essere chiamata e cercata un po' di più, perché il bene a parole siamo tutti bravi a dimostrarlo...

Poi riesco finalmente a beccare il prete,
gli auguri,
i soliti convenevoli,
poi arriva una mia amica,
e andiamo tutti (io l'amica e altri tre) allegramente alla fiera di quartiere.

E lì giuro che ho finito di capirci qualcosa.
Perché incontrare tanta gente nel giro di pochissimo tempo è destabilizzante.
Soprattutto se con ognuno devi fermarti e dire Ciao come stai?
Soprattutto se hai uno stomaco che sembra essere stato messo ko da un carro armato.
Soprattutto se a due metri di distanza c'è il tuo ex che limona con la sua nuova fiamma ventenne.
Soprattutto se vedi gente indemoniata che balla Ai se tu eu pego in piazza senza alcuna inibizione. E tu con loro.

Ma per fortuna a tutto c'è un limite e come se non bastasse siamo finiti al Bananagialla.
Nella bolgia. Dove se non ti strusci con qualcuno non sei nessuno.
E fa anche rima.
Io, l'anima pia che non poteva bere, mentre tutti posavano con i loro mojito, al Bananagialla. Machecazzo, non si fa.

Alla fine ho implorato pietà perché stavo male, e sapevo che da un momento all'altro avrei chiamato il 118.
Sono tornata a casa, stanca ma felice.
Perché sul display c'era un messaggio che diceva più o meno così:

Ci sono vicinanze che sono distanze, e ci sono distanze che sono vicinanze. Questo per dirti che ci sono e ti voglio bene.




giovedì 28 giugno 2012

Random.

Sono dell'idea che le persone più pericolose sono quelle che lasciano dei vuoti.
Non quelle che ti prendono in giro, quelle che ti usano, quelle che si dimenticano di te.
Può capitare tutto questo.
Ma quando vivi qualcuno e poi ne rimane solo il vuoto, quello è il pericolo peggiore.

[deliri febbricitanti della sottoscritta] 



martedì 26 giugno 2012

iNpEnSiErO

Se prendessi il mio cuore e lo strizzassi, qualche goccia di te uscirebbe.
Ne sono certa.
Perché il sentimento è labile,
ma il ricordo persiste.



Odio.

La superficialità.
Quelli che non attraversano sulle strisce pedonali.
I precisini di stocazzo.
Quelli che ti incontrano e ti dicono ma sei ingrassata?
I presuntuosi e pieni di sé.
Gli incoerenti.
Chi cerca sempre di coinvolgermi in situazioni in cui non c'entro assolutamente nulla.
I semi dell'anguria che puntualmente ingoio.
Il tizio del bar sotto casa che mi saluta sbracciandosi davanti a sua moglie (che ovviamente non saluta).
Quelli che non riescono a schierarsi.
Chi non è puntuale.
I vostri abiti da sposa orrendi sbandierati su facebook. Sposarsi con un abito normale, magari jeans e maglietta, no?
E mi fermo qua per oggi.


lunedì 25 giugno 2012

La mia generosità del piffero.

Premessa.
Ieri pomeriggio nel mio quartiere hanno organizzato dei giochi (una specie di giochi senza frontiere) aperta a tutti i bambini/giovani/anziani e così via del quartiere.
A questa iniziativa hanno partecipato un gruppo di giovani africani del centro immigrati della mia città.
Io mi sono trovata a passare per caso di lì con una mia amica.
E va beh ciao ciao, come stai, oh ma che ridere, ma come ti trovi, stai aspettando il permesso, e così via.
Me ne vado.

Cosa succede.
Mentre torno a casa prima della partita [vista in casa di un inglese-che goduria :D] incontro per strada due di loro con il responsabile del centro [credo sia il responsabile]. Ero in macchina e non so per quale motivo mi fermano. Io immagino vogliano un passaggio visto che il centro è un po' fuori città. Accosto.

E' lei? [Il responsabile mi indica e io comincio a bestemmiare dicendo tra me e me e questi ora che vogliono?]
Il tipo nero mi guarda perplesso, si abbassa gli occhiali e mi da la mano: Ciao, come stai?
Bene tu?
Bene. Senti io visto fare foto tu. Come fare passare cellulare.
[Calma. Parliamo in italiano che sennò non capisco].Ah, ma ho fatto solo due foto dal cellulare. Forse dovresti rivolgerti a Tizio che aveva la macchina fotografica.
No, io voglio cd.
Oh Cristo Santo. Aspetta un attimo che scendo così mi spieghi meglio.

Scendo dalla macchina e cerco di capire cosa vuole.
Lui vuole lasciare la memoria del telefono per le foto.
No, foto, io voglio musica.
No aspetta, fammi capire bene. 


Mi mostra il suo telefono, mi parla di musica-cd-memoria.
Io lasciare memoria del telefono, tu puoi mettere su cd?

Ah,bene. Io??Scusa??
Insomma in un itaGliano zoppicante riesco a capire che dovrei passarli la musica dal telefono al cd, perchè vorrebbe ascoltarla alla radio.
E che musica vuoi? Come faccio? Quando te lo do poi il cd?
Vuoi un cd mp3? 
Non capisce, e ci credo. Ora spiegali cosa è un mp3 ad uno che non conosce bene l'italiano.

Ok, potrei fartelo ma quando te lo do?
Posso lasciarlo a tizio...
No, noi domani partita pallavolo alle 8.
Ah, ok allora domani vengo al campo e ti lascio il cd.


Ecco cosa combino con la mia generosità del piffero.
Questo mi ha lasciato la scheda sd del suo telefono con ventordici canzoni africane e qualcuna di Laura Pausini (che poi mi dovrà spiegare che c'entra) da passargli su un cd.
E un cd formato audio non le contiene.
E ora io non so se lui ha qualcosa per ascoltare un cd mp3.
E in ogni caso non posso farli 20 cd. Non ne ho.
Tra l'altro comprati dalla sottoscritta, mah.
E niente. Io glielo faccio mp3.
E via tutti questi dubbi.

Ora, a parte il nervoso, mi chiedo....ma solo a me succedono queste cose?
Solo io incontro per strada persone di cui conosco solo il nome che mi chiedono questi favori?
#uff







domenica 24 giugno 2012

Ho un orologio biologico che fa schifo.

Ho un orologio biologico che fa schifo. Lo ammetto.
E oggi sa quanto ho bestemmiato.
Poverino.

Ma, insomma, se mi facesse dormire gliene sarei grata, che non ho mica 15anni.
E delle otto ore ho bisogno anch'io. Almeno nel weekend.
Almeno quando faccio nottata e ballo fino a chiusura della pista.

Stanotte ho fatto l'alba, avrò chiuso occhio in un tempo indefinito tra le 5.30 e le 6, e indovinate a che ora li ho riaperti?
7.41. Si proprio così.
Ovviamente non avevo nessuna intenzione di alzarmi.

Dai cazzo, Michi, non vorrai alzarti a quest'ora?!
E allora proviamo a dormire un altro po'.
Ma proprio un'altro po'.
Perché alle 9.30 ero lì che mi preparavo il caffè.
Cristo Santo.


Quindi facendo un po' i conti, ho dormito più o meno 4 ore.
4 ore dico.
E poi mi chiedo perché ho delle occhiaie che sembro un Panda.
Ma cosa posso farci?




sabato 23 giugno 2012

Anche per correre ci vuole stile.

Premessa numero 1.
Chi scrive non è una maratoneta di professione nè vuole diventarlo.
Mi piace correre e lo faccio essenzialmente per due motivi: perché lo sport fa bene al corpo e alla testa. E poi correre mi aiuta a scaricare tutta la tensione che accumulo.
Ah per la cronaca, io quando corro partorisco pensieri degni di premio Nobel.
Giuro.
Peccato che poi torno a casa e dimentico tutto quello che il criceto del mio cervello è stato in grado di elaborare.

Premessa numero 2.
Non sono una fashion blogger, seguo la moda a tratti e lungi da me fare un trattato sull'abbigliamento sportivo.
Però. 
Però urgono delle precisazioni.
O meglio io ho dei dubbi. Ma DUBBI SERI. Tipo domande che mi lasciano perplessa ogni volta che metto piede sulla litoranea.

Io corro dai 30 ai 40 minuti per 3 volte a settimana quando riesco, altrimenti 2, per un totale di 5-6 km a corsa. Indosso le mie Nike running, e sottolineo running, comprate proprio per correre, leggins corti (da sotto il ginocchio) e t-shirt mezza manica rigorosamente maschile. Mi piacciono le maglie maschili, che ci volete fare? Vabbè dai, ogni tanto oso anche qualche t-shirt femminile, di quelle fighe che lasciano l'omero scoperto.
[E se proprio fa caldo canotta e poppe al vento, ovviamente quelle che non ho].
E poi capelli raccolti, zero trucco (non devo mica ritornare a casa con un fidanzato), mp3 e cellulare se proprio necessario (vedi quando lascio chiavi dalla vicina).

Ora, è da mercoledi 13 giugno che faccio tappa fissa al mare dalle 19.15 alle 21 circa, di gente ne ho vista, ho individuato i runners fissi come me (come me??), quelli che camminano, quelli che vanno in bici e così via.
Un po' come nella canzone di Jovanotti, ci si conosce tutti, come in un paese, sempre le stesse facce, mese dopo mese.

Arrivo al dunque.
Quello che mi chiedo è:
1. come fate a correre con gli occhiali da sole? Io di solito sudo in faccia, mi sembra ovvio, voi no? E poi non è antipatico stare sempre lì a tirarsi su gli occhiali? Beh a me darebbe parecchio fastidio.
[ovviamente, provate un po' ad indovinare a quale genere appartengono questi esseri così intelligenti e superchic del cavolo]

2.e il marsupio? Vogliamo parlarne? Che cavolo ci mettete dentro? Che poi io già me l'immagino quella striscia/cinta tutta inzuppata di batteri e sudore che manco lavate.
Per non parlare di donne che, facendo walking, con borse che farebbero concorrenza a quella di Mary Poppins. Ma dai!

3.le scarpe. Cristo santo, le scarpe sono fondamentali.
A meno che tu non voglia ritrovarti con delle ginocchia sfracellate e una distorsione alla caviglia.
Già correre sull'asfalto non è semplice, però, a voi, che correte con Adidas da tennis, Converse, Silver, N-balance modello 574 o affini, Superga, o addirittura cose improponibili come Hogan e Fornarina  (giuro!) vi faccio il mio applauso.

4.il trucco. Ieri per la seconda volta ho visto una con ombretto nero marcato, immagino avesse un blush, date le guance visivamente più scure, e matita sulle labbra. No, dico, era Halloween e io non lo sapevo? Oppure c'era un mega party in spiaggia dopo e non potevi andarti a cambiare?
E non è mica l'unica.
Applausi di scoraggiamento anche per loro.
Faccio già una faticaccia enorme a truccarmi d'estate (ovviamente perché io sono già bella :D) dato il caldo, figuriamoci se dovrei farlo quando so che non mi durerebbe neanche 30secondi.
E poi, dai, ma non vi sentite ridicole? Perché io mi sentirei così.

5.Qui, mi rivolgo a voi maschietti. LAVATEVI. Non è detto che, siccome dovete sudare, l'acqua e il deodorante sono banditi. Una bella rinfrescata serve, sempre.
Volete sorbirvi la mia faccia disgustata? Perchè non ci metto molto a farvi notare il mio disgusto. E qualcuno potrebbe darvene conferma.

6.l'abbigliamento. Premesso che andate a correre e non a sfilare per Prada, l'abbigliamento da corsa è importante. O meglio, si può sorvolare se non è proprio chic. Ripeto, vai a correre non ad una sfilata.
A me piace lo stile trasandato, della serie una t-shirt vecchia e maschile, ma indosso qualsiasi tipo di maglia, purché in cotone e lunga. Sì, lunga, i motivi potete immaginarli.
Non uso i pantaloncini perché davvero non posso permetterlo, e ne sono consapevole.
Ma anche qui, il buon gusto manca.
Ho visto donne correre con mongolfiere racchiuse a pressione in pantaloncini super aderenti, pinocchietti orrendi di quelli neri lucidi che usano i ciclisti su cosce che ciao....io sono magra e gli asini volano. Per non parlare della cicciulite. Bleah.
Dico, ma il pudore dov'è?
E ancora, di chi il seno ce l'ha per davvero e anziché indossare quei reggiseni sportivi (magari ve lo regalo, visto che da Decathlon non costano molto), mettono canotte super scollate con reggiseno in pizzo.
E vabbè, forse anche loro vanno al party di cui sopra.

Insomma...a quanto pare lo stile manca. Ma di brutto.



giovedì 21 giugno 2012

Maturità t'avessi preso prima

Sono passati 7 anni, ma ho ricordi ancora vivi dei miei esami di stato.
Nonostante lo stress e le mille preoccupazioni, posso dire e confermare che il periodo degli esami di stato è stato uno dei momenti più belli della mia vita.
Non è stato un periodo semplice, lo ammetto, e non solo per via dello studio, ma alla fine ne sono uscita pienamente soddisfatta.
Gli ultimi due mesi di scuola sono stati un incubo in tutti i sensi: lo stress per la tesina, problemi a casa e infine la (prima seria) rottura con il mio ex storico. [Come sempre i guai non vengono mai da soli!]. Studiare e concentrarmi non è stato affatto semplice, vivevo in isolamento e vedevo mia madre solo per il pranzo, il caffè e prima di andare a letto.
Avevo quasi sempre il telefono spento [per evitare di rispondere al mio ex che mi assillava] ed era bandita ogni forma di vita sociale, ad eccezione del weekend.
La prova di italiano è stata uno spasso. Ero tranquillissima, non avrei mai fatto l'analisi del testo. Tra l'altro l'anno in cui mi diplomai uscì Dante. Optai sin dall'inizio per il saggio breve, lo trovavo più stimolante, infatti scrissi un saggio sul viaggio.
Ora non ricordo esattamente cosa scrissi ma citai svariati autori a partire da quelli forniti dalla prova, fino ad arrivare a Ulisse, Baudelaire e Montale...insomma a mio parere un capolavoro!!
Quel giorno ricordo che eravamo tutti nel cortile aspettando l'apertura della scuola: le mie compagne, quelle più fighette, che ogni giorno si presentavano con tacchi, jeans aderenti e magliettine attillate che coprivano a malapena il seno [ragazzi in classe mia c'era davvero roba da vendere ;)], si presentarono con scarpe ginniche, t-shirt extra large e cinturoni stracolmi di bigliettini dei vari autori...
...sfortuna volle che nessuno aveva previsto che uscisse Dante Alighieri con il suo canto 17 del Paradiso, se non erro.
Io invece ero normale, come al solito: t-shirt e jeans. Senza cinture o robe simili, a parte pochissimi appunti su Quasimodo.[Non chiedetemi perchè proprio lui, ma il mio sesto senso (errato) mi diceva che sarebbe uscito lui].

Il vero incubo fu il secondo giorno con la prova di matematica.
Premesso che io in matematica non sono mai stata una cima, ma me la cavavo.
Amavo la matematica, ma studiarla da sola alla fine mi ha portato ad odiarla.
Avevo una professoressa incapace, ingrata e ignorante [è proprio il caso dirlo, oltre che naturalmente antipatica].
Quel giorno ero certa che avrei copiato, e in effetti andò così.
Ci eravamo organizzati con i posti a sedere in modo tale che i più bravi fossero al centro, accanto quelli come me che sapevano far qualcosa, e nelle prime file quelli meno bravi.
Forse un organizzazione sbagliata, ma fatto sta che era stata decisa dai geni in matematica e a me stava bene, purchè mi fosse arrivato qualcosa.
Invece andò diversamente. Non appena aprirono la scuola corremmo tutti in classe, e i 4 fisso in mate cambiarono tutta la disposizione...mandando in bestia i 4 che invece avrebbero fatto il problema e poi passato il compito a tutti gli altri.
Io finii al primo banco con il mio prof di storia dell'arte di fronte.
Scoppiai in un pianto come una cretina, presa dall'ansia e dalla paura, straconvinta che ormai mi sarei giocata la maturità e avrei consegnato in bianco [#momentodiprofondissimavergogna, scusate].
Il prof se ne accorse e cominciò con le sue teorie dicendo che in classe c'erano raccomandati, chi cercava di spuntarla come se niente fosse...il tutto per farmi rattristare ancora di più!!!
Da sola cominciai a svolgere il problema, al primo dubbio andai dalla prof per un aiuto, ma niente...non mi guardò neanche in faccia!![Prof. eri davvero stronza!]
Così tornai a posto e per fortuna dopo due ore cominciarono ad arrivarmi i primi bigliettini che passai a chi, come me, era finito in prima fila.
A 5 minuti dallo scadere delle 6 ore riuscii a consegnare un compito interamente copiato e ad assicurarmi così la sufficienza....

La terza prova fu tranquilla. Le domande più o meno si sapevano, poi erano argomenti che avevo studiato bene, per cui riuscii a cavarmela anche lì, assicurandomi il massimo punteggio.

Piccola chicca di quel giorno [della serie alla stupidità umana non c'è mai fine]: una delle mie compagne, quella con la maglia XL fighetta, riuscì a nascondersi il libro di storia dell'arte sotto la maglia, ad un certo punto nel bel mezzo della prova [immaginate un silenzio quasi tombale e tutti noi intenti a scrivere], lo tira fuori, lo mette sotto il banco, e comincia a strappare la pagina....beh potete immaginare l'incazzatura dei prof e la delusione del prof di storia dell'arte!!

Ma dico io come si fa ad essere così scemi e leggeri il giorno degli esami di stato?
Non riesco ancora a spiegarmelo.

Il giorno degli esami discussi una tesina sulle Illusioni (per me un lavoro fighissimo, del resto è MIO!): Pirandello [Disillusione di un'identità], Leopardi [A Silvia], l'illusione del comunismo e Marx, Orwell e Nerval per la letteratura francese.
Naturalmente chi si divertì a torturarmi fu quella di matematica che mi tenne lì per più di 45 minuti.
Uscii dalla classe con la bocca asciutta, un sorriso sulle labbra e la prof di francese che al mio Non so se farò ingegneria, mi diceva Volere è potere.

Quel giorno è stato il giorno più lungo della mia vita. Andai a dormire alle 2 di notte per svegliarmi alle 4 del mattino e riaddormentarmi quasi 24 ore dopo. Ma le emozioni provate...chevelodicoafare!

Quando uscirono i quadri io fui una delle ultime ad arrivare a scuola. Tutti mi guardavano strano, si complimentavano e sorridevano. Ma nessuno mi diceva nulla.

C'è da premettere che io avevo una paura fottuta di prendere 89.
Non so perchè, ma quel voto non lo volevo.
Piuttosto un 88 o 90, ma 89 no....invece tornai a casa con un inaspettato 95.
Non era un 100, ma aver superato persino i candidati al 100 che invece presero meno di me, per me fu una vittoria. 
E non per una questione di voti, ma ero felice perchè i professori erano stai davvero obiettivi, io quel voto me lo meritavo anche se mi sembrava di pretendere troppo...insomma dovevo solo credere un po' di più in me.


Questa è solo una sintesi di tutto quello che ho vissuto in quei giorni, fatto sta che gli esami di maturità sono davvero un'esperienza unica. 
Anche l'estate che ne è seguita è stata fantastica, mare, vacanze, feste in spiaggia, ritorni di fiamma....#evvai

mercoledì 20 giugno 2012

On air #49



Oggi mi disconosco.
Noia.
Umore altalenante.
Sonno.
Pigrizia.
Confusione mentale.
E non.
Inconcludente.
Voglia di fare e non fare.
Indecisione.
Incertezze.
Scazzi.

Ok, smetto perché la lista potrebbe essere lunga.
E allora me ne vado al mare, tanto per cambiare.

martedì 19 giugno 2012

[Film] 500 Giorni insieme

‎- Solo che, diciamolo... Mi mette a disagio essere la ragazza di qualcuno. Anzi, mi mette a disagio essere di qualcuno in generale! Ecco...
- Scusa, ma non riesco a seguirti...
- Sul serio?
- Ahah, ok, d'accordo, cerco di spiegarmi meglio...
- Illuminaci!
- Allora... La sottoscritta ama stare per conto suo. Il rapporto di coppia è un inferno, si finisce sempre per farsi male. Quindi perché soffrire? Siamo giovani, viviamo in una delle più belle città del mondo quindi finché si può tanto vale godersela! Per le cose serie c'è sempre tempo, non vi pare? 
- Domanda. Che succede se per caso ti innamori? 
- Non dirmi che ci credi. Ci credi? 
- Sto parlando dell'amore, mica di Babbo Natale. 
- Va bene, ma almeno spiegami cosa vuol dire. Ho avuto diverse storie nella vita, eppure non l'ho mai visto ti assicuro. 
- Forse... 
- E un'infinità di coppie sposate oggi divorziano. I miei per esempio. 
- Beh si anche i miei ma... 
- Io penso che la signorina faccia il grillo parlante un po' troppo. 
- Credimi, la signorina pensa a quello che vede. L'amore non esiste è pura fantasia! 
- Beh... Secondo me hai torto marcio. 
- Ok se lo dici tu ci sarà qualcosa che mi è sfuggito. 
- Quando c'è di sicuro non ti sfugge. 
- Se non altro, siamo d'accordo sul fatto che non siamo d'accordo. 


 [500 Giorni insieme- uno dei miei film preferiti]


lunedì 18 giugno 2012

Don’t forget that change will save you*

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo [Gandhi].


Molti pensano che per cambiare il mondo siano necessarie grandi imprese.
Io per esempio no. Cioè, sono necessarie anche quelle, ma anche no.
Ho sempre dato importanza alle piccole cose, alla semplicità e alla genuinità dei gesti che nascono dal cuore. Non da quello strato superficiale di cardiomiociti che tutti abbiamo, ma da quelli più interni, quelli che devono lavorare di più per far battere e contrarre quell'organo grande quanto un pugno.

E così in questi giorni, in realtà in queste due ultime settimane- facciamo 3 va', ho cominciato a stilare una lista di buoni propositi che, ok non cambieranno e salveranno il mondo, ma di sicuro potrebbero cambiare il mio.

Innanzitutto, con molta difficoltà, sto cambiando le mie abitudini alimentari [ieri per esempio ho sgarrato alla grande con pranzo in famiglia e cena post-teatro, però mi impegno a farlo sempre di meno]:
- cibo spazzatura, - carboidrati complessi, - carne rossa, - alcool,
+ frutta, + verdura, + yogurt
0 coca cola e bibite gassate, ho 26 anni, studio Biotecnologie mediche e mi sembra il caso di dire addio a certe porcherie.

Ho abbandonato del tutto le sigarette, non le compro da 2 mesi anche se nel mezzo qualcuna ammetto di averla fumata.

Sto evitando di usare la macchina e incrementando l'uso della bici o della Vespa (si lo so che consumo e inquino comunque, ma almeno non sono causa del traffico in città).

Ho ripreso a fare sport regolarmente dopo quasi 3 settimane di immotivato fermo.

Mi impongo di leggere almeno 10 pagine al giorno di un libro, di non comprare cose inutili (vestiti per esempio, che ne ho davvero tanti alcuni mai messi), di risparmiare, perché avere qualcosa per sé non fa mai male.

E poi tutte quelle fatiche per evitare che i pensieri di qualcuno o qualcosa possano cambiarti l'umore della giornata...insomma #sticazzi andate un po' a fanculo, no?
Scusate l'espressione degna di una studentessa di Oxford, ma ne ho le palle piene di tutti questi eventi/persone/fatti/misfatti/inculate/storie e chi più ne ha più ne metta che finiscono per condizionare sempre il mio umore.
Ricordo di essere stata sempre una persona libera, a tratti un cavallo con le briglie sciolte...beh io rivoglio quella libertà.
So che è un discorso un po' complicato, che buttato così non rende, che io con le parole non sono mica brava...però ciò che è mio, vorrei rimanesse tale #ecco [ormai l'hashtag sta prendendo il soppravvento-scusate].

Insomma niente di nuovo, ma quando cominci a fare sul serio quello che fino ad ora avevi fatto in maniera scostante...beh un pochetto più felice ti senti.

*



PS. ringrazio Adriana per il premio ricevuto!

mercoledì 13 giugno 2012

Piccolo promemoria.

Scusate oggi salgo sulla sedia (quella dell' Ikea che avete in cucina,che magari poi si rompe visto il fisicaccio che mi ritrovo).
Un po' come fanno i bambini quando devono recitare la poesia di Natale per ricevere i soldini dai nonni (io almeno facevo così quando ero piccola).
E vi dico che oggi è il mio onomastico
Si, va beh non è mica un compleanno.
E poi io di santo non c'ho niente.
Però mi piacciono questi giorni così, in cui qualcuno si ricorda di te.
In cui qualcuno che non senti da mesi e mesi ti chiama all'alba beccandoti con quella voce assonnata che proprio...ciao. [Erano le 9 meno un quarto ma ero sveglia da meno di due ore, ergo le sinapsi non funzionavano benissimo, da qui la collocazione delle 9 meno un quarto come alba].
In cui ricevi sms, auguri sulla tua bacheca di facebook e messaggi in posta privata e...e rimani sorpresa
Perché sembra che a questo santo ci credono tutti, tranne che tu.
Persino tua nonna sembra più convincente del solito, e la voce dei suoi 80 e passa anni è proprio bella, perché profuma di vissuto.
Perché pensi a quel nome che tua madre ti ha dato quando hanno tagliato il cordone ombelicale e tu hai pianto, il nome di una nonna che non hai mai conosciuto un po' modificato, con quelle a,o ed elle che si abbinano perfettamente a ciò che sei. 
E niente...io non vi scrivo il giorno del mio onomastico perché voglio i vostri auguri, ma solo perché, qui a casa mia, nel mio blog, si condivide tutto...persino la gioia genuina di un giorno semplice, con tanto studio ma anche con po' di mare, con il profumo dei fiori che nessuno mi ha ancora regalato (e per fortuna -visto che non ne vado proprio pazza) e quello di un buon caffè, con il sapore delle sorprese e la bellezza di un sorriso.

Ah, caspita...oggi sono proprio in versione peace&love. :D
Ma concedetemelo.



martedì 12 giugno 2012

Margherita Hack.

Ci sono poche donne le cui vite riescono a scuotermi, emozionarmi, farmi commuovere.
Dopo Alda Merini, Margherita Hack è una di queste.
La sua anima così pulita e così profonda mi ha sempre affascinato, sin dai tempi del liceo...
...che dire, io vorrei arrivare a 90 anni e avere anche un briciolo della sua intelligenza.

Auguri Margherita!


[qui potete trovare un piccolissimo riassunto di quello che è ed è stata Margherita Hack]

lunedì 11 giugno 2012

XX

Sono una donna, non sono una santa.
E va beh, non voglio mica mettermi a cantare, anche perché sono out of tune.
Però c'è qualcuno che si diverte a mettermi alla prova, quasi volesse donarmi un'aureola come premio di consolazione. La chiamano vita
E io ci credo. Però sono stufa. 
Sono stufa di queste continue prove che non fanno altro che aumentare la dose di incazzatura che mi porto dietro da anni.
E oggi, sì so che non è molto poetico e che se mi concentro so fare di meglio, ma oggi mentre lavavo i piatti e bestemmiavo gli dei dell'Olimpo per il mal di schiena, pensavo che sono anni che continuo ad essere incazzata con il mondo intero, che non è stato per un attimo clemente con la sottoscritta.
Ok, non è da me lamentarmi, infondo non c'è niente che non va: sono giovane, carina e intelligente...uhm, no, non sto parlando di me, ma di quella che vorrei essere. 

In ogni caso, davvero ringrazio di essere quella che sono...insomma a parte una paratiroide andata a farsi fottere sotto i ferri, dei reni che funzionano così e così, e poi storie andate a puttane e momenti di insopportazione verso me stessa (vedi questo)...beh tutto sommato sono fortunata: ho una casa, delle gambe che mi permettono di camminare, dei genitori che hanno pensato anche al mio futuro, nessuna malformazione (credo- a parte quella al cervello) ...sono una persona normale. E mi pare tanto, no?

Però come dicevo prima...sono una donna. Una XX
E come tale mi porto dietro tutte le fragilità che questo comporta. 
Ed è inutile che gioco a fare il maschio...che tanto non ci riesco.
E quindi, sì sono un'eterna incazzata...perché ho tanti tasselli che non mi piacciono, pezzi di puzzle che ho scelto io di incastrare in maniera sbagliata. 
Ho sempre demandato al tempo, vittima di quella cazzata che si dice molto spesso : il tempo aggiusterà tutto. Che poi sarà anche vero, ma il tempo ha solo peggiorato tutto. 
Perché io con il tempo ho rimandato, ho collezionato errori su errori, e so che sono alla fine tutte cose che posso tranquillamente aggiustare, che mi serve solo un po' di pazienza...ma...ma sono incazzata. E basta. 

Chi mi conosce dice che sono spietata, severa. Che non lascio margine di errore. Non si direbbe dalle cazzate che colleziono. Eppure è vero. Sono costantemente sulla bilancia dell'autocritica e come tale -purtroppo- critico spesso gli altri. 
Quegli altri che manderei a fanculo perché non sono quello che io voglio. 
Dicono che gli amici si scelgono...ma quelli che incontri e che ti entrano dentro senza che tu li scelga...quelli, dove li mettiamo? 
Ho un cuore troppo elastico, purtroppo. 
Slanci di generosità che farei meglio a tener per me. 
Ma non sono fatta per stare con me stessa.

La verità è che io mi aspetto sempre troppo, nonostante ho imparato che per amare la vita bisogna tradire le aspettative. E io ho imparato a farlo, perché ho capito che nessuno poteva aiutarmi a rialzarmi quando mi sarei trovata stesa per terra con i lacrimoni agli occhi. 
E alle volte ci sono riuscita così bene da sembrare quasi indifferente a quello che stava succedendo...
...ma ripeto, sono XX. Sono donna. Ho anch'io i miei film  in testa. Leggo romanzi e un po' ci credo a quelle storie. 
E così vorrei ogni tanto essere cercata, piuttosto che cercare.
Vorrei che mi si invitasse, piuttosto che stare lì ad organizzare, fare e strafare.
Cose così. Mica chiedo la luna.
Perché le mancanze le avverto pure io...e posso continuare all'infinito a fare la dura, quella che non chiama, quella che questa volta non cedo....ma a cosa serve tutto questo? A capire chi abbiamo accanto?

Non so perché vi scrivo questo, che un senso ce l'ha fino ad un certo punto...infondo se quando ero giovane non ho saputo usare la testa, ho disconosciuto me stessa in nome di un sarò come vuoi, se nelle relazioni non chiedo mai il conto perché mi hanno insegnato che dare è più importante di ricevere, è colpa mia, no?!

Sì, ed ecco perché sono incazzata.
Perché io mi butto di pancia, in tutto. E non so se voi avete mai provato a fare un tuffo di pancia...quando l'acqua ti si schianta addosso fa un male cane. 
E allora sarebbe più bello buttarsi di testa, che anche se rischi di farti più male e in maniera anche irreversibile, hai pur sempre la possibilità di proteggerti stendendo le braccia davanti. Insomma hai la possibilità di scegliere se farti male o meno.
Non so se mi sono spiegata...ma è un po' così. 
Ecco se magari applicassi alla vita quello che faccio in acqua...beh, forse sarebbe meglio.









Incantevole.

Voglio che questo giorno sia così.





sabato 9 giugno 2012

Facciamo finta che...

...John sia a casa mia, prenda una chitarra e si sieda di fronte a me, che sono stravaccata sul divano in canotta e pantaloni della tuta.
Questo ragazzo dalla faccia troppo (troppo) pulita,
prende i suoi accordi e mi dedica questa canzone bellissima,
poi io lo guardo, lui mi guarda,
io sorrido, lui canta...
...e vabbè sognare non costa nulla...
E' solo che cercavo una canzone per questo sabato mattina.




PS. Scusate, ho dimenticato di presentarvi il mio nuovo amore. Abbiamo una storia (ovviamente lui non lo sa), ennesimo amore non corrisposto, ma sono sicura che prima o poi anche lui si innamorerà di me #credici

PPS. Al momento è un amore...come dire...platonico/musicale. Lui non rientra in quel prototipo di uomo appetibile...però se passa a trovarmi mica dico NO! :D


giovedì 7 giugno 2012

Piccoli biotecnologi crescono.


So che a voi questa immagine non dice nulla, ma vi presento il frutto del laboratorio di oggi.
Un applauso per favore :D scherzo, ovviamente...anche perché sono un'asina patentata!

Però di questo mio lavoretto sono fiera...insomma non è un mistero che a me la genetica piace (soprattutto quella medica legata allo studio delle malattie o dei tumori), e in questi giorni dove ho giocato a fare i cariotipi di soggetti normali e non, mi sono appassionata...finalmente qualcosa CHE MI PIACE in questa facoltà l'ho trovata!

Comunque per farla breve questo è un esperimento di mappatura in cui-vedete quei puntini rossi?- dovevamo capire su quale cromosoma mappano le sonde (i puntini rossi appunto), e io ho indovinato al primo colpo...(cazzate ovviamente per un citogenetista) ma vuoi mettere che sei la prima nel gruppo a finire e finisci anche bene quello che ti spetta? Non fa niente che mi sono beccata un cazzotto in testa (molto soft) dalla prof perché ho detto che la sonda mappava in 21q11.2 (invece si dice 21q 1 1 2-cioè i numeri si leggono singolarmente!)...ma sì!!!!L'importante è non fare questa figura all'esame.

Domani finalmente avrò l'ultima lezione a cui parteciperà solo il mio corpo perché la testa sarà proiettata all'esame che avrò prima di pranzo...incrociate le dita per me!





mercoledì 6 giugno 2012

Adesso siamo solo amici.

Mi guardo allo specchio e mi chiedo come sto.
La mia faccia parla chiaro: sono sotto stress. Altrimenti questo sfogo di gioventù manco fossi un 14enne non si spiegherebbe.
Sto, sono, penso, cammino, studio, bevo (tanto), mangio (qui meglio non mettere le quantità altrimenti mi fucilo da sola), scrivo, ascolto,twitto, osservo, vivo. Un po' in stand-by, un po' in fase di work in progress.
Ora non so perché vi sto facendo la telecronaca delle mie azioni giornaliere, quando in realtà questo post voleva parlare di altro. E magari lo faccio senza troppi preamboli e giri di parole.
Insomma io e #ssa ci siamo rivisti. Che culo.
Un incontro che rimandavo (o che rimandavamo?) da tempo, al quale alla fine ho ceduto.
E niente sono contenta. 
Perché a me gli uomini che mi diventano amici dopo rapporti che non ingranano mi piacciono ancora di più. La vedo come una forma di maturità. Non siamo diventati amanti, costruiamo altro.
Poi magari sarò anche deviata nei miei pensieri, ma fa niente.
Tanto lo abbiamo sempre saputo entrambi che non potevamo aspettarci niente l'uno dall'altro. Che io con un uomo senza palle non avrei potuto convivere e che lui di me...boh.
E così ci siamo ritrovati come due vecchie puttane a raccontarci le nostre storie, tutto quello che era successo negli ultimi due mesi circa.
E...rullo di tamburi...lui ha una storia. Una di quelle finalmente serie dopo la fidanzata storica. Una di quelle che questa è la prima volta che non mi vergogno ad andare mano nella mano
E sono la prima con cui si è confidato. Wow. Che emozione. [che poi io a queste puttanate che mi dice non ci credo tanto...ma vabbè, magari sono la seconda, però dai...facciamo che sono la prima delle tante che ha frequentato a cui lo dice...#mah]
In ogni caso io ho esordito con un Finalmenteeeee. Sì, perché lo desideravo. Oddio, desiderare è un verbo inappropriato, ma al momento il mio vocabolario non mi permette di trovare sinonimi che abbiano la stessa efficacia.
Però, sì, sono contenta, perché è arrivato il momento che cresca. Cazzo, no?!
E so che magari dovrei fregarmene,che non dovrei essere io a dire/pensare che questa persona cresca... però il bene per questo stronzo che mi ha lasciato ritornare a casa da sola in una sera d'estate (e non solo) è una cosa seria. E' una cosa pulita, che c'è e basta.
Perché...io non l'ho mica più trovato uno che...mi mandasse il cervello in tilt in poco tempo.
Quindi, morale della favola...ora che si è sistemato, gli ho chiesto se gentilmente può presentarmi qualche suo amico.









lunedì 4 giugno 2012

Lunedì.

E' una di quelle mattine dove ti svegli, doccia, musica selezionata con delicata cura,accappatoio, piedi nudi e tazza bollente di caffè tra le mani...
...poi realizzi che è lunedì.
Sì, proprio così, e non c'è tempo per la lentezza.
Devi correre perché è lunedì.
Devi rimetterti in carreggiata perché le cose da fare sono tante e non hai tempo.

Ma io mi concedo ugualmente momenti di lentezza, sorseggio il caffè al balcone respirando il silenzio di un mattino di inizio estate.
Pianifico la settimana e penso a come rimanere a galla, tra esami, consegne e pensieri che non lasciano scampo.





sabato 2 giugno 2012

On air #48

Ma io passo troppo tempo a pensare al tempo stesso.

Lasciami guardare almeno un po' quello che potrei essere.

Vorrei avere occhi colmi di giudizio e di pensiero.
Vorrei avere occhi scevri da giudizi e notti insonni.



Una settimana fa...

...ero qui.

E adesso invece vado qui.


[Non c'entra nulla...ma entrambi i posti cominciano con la B. Sono malata lo so.]



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