martedì 24 luglio 2012

Sì, viaggiare.

Un post velocissimo per dirvi che ci vediamo di qui a...non so!
Parto e fino ai primi di agosto non ci sarò.
Faccio la marcia francescana...eh sì, chi l'avrebbe detto.
Zaino in spalla, sacco a pelo e go!
Sono un po' terrorizzata dalla precarietà che vivrò in questi giorni ma alla fine confido nella mia capacità di adattamento/sopravvivenza.
Poi mi aspettano 10 giorni di mare qui in Terronia :)
e infine il triste ritorno sui libri...
ma a questo non ci pensiamo!

Ci sentiamo su Twitter per quanto mi sarà possibile cinguettare.
Ora vado che tra un'ora ho il treno.
Un bacio a tutti
A presto



lunedì 23 luglio 2012

Il non mio pensiero su Amy.

Vi riporto questa email che ho ricevuto l'anno scorso dopo la morte di Amy Winehouse.
E' un po' intima, ma tutto quello che c'è scritto è così vero e così attuale che, anche se risale ad un anno fa, è pur sempre qualcosa che fa effetto ancora oggi.

Ciao, A.

prima che iniziassi a scriverti questa mail, ti ho inviato un piccolo mess su feisbuc a proposito di un video della Winehouse,quando ho letto la notizia della sua morte sono rimasta scioccata, ho sempre avuto la sbagliata convinzione che le persone talentuose, avessero come una sorta di antivirus contro la morte o meglio contro ciò che ad essa conduce.

Se uno ha un talento,è come se desse a tutte le sensazioni ,le emozioni negative una via di fuga ..... Munch ha dipinto nel suo più celebre quadro "l'Urlo" tutta la sua angoscia per la vita,la Winehouse nelle sue canzoni ha raccontato tutta la sua fragilità nei confronti dell'amore, della vita in generale, BACK TO BLACK,WILL WOU STILL LOVE ME TOMORROW,LOVE IS LOSING GAME .....ecc ecc, non basta allora gridare il proprio dolore, ci dev'essere qualcuno\altro che se ne fa carico insieme a te.

Ho sempre  pensato che se avessi avuto un talento specifico,sarei stata diversa;che pensiero assurdo,quando ho smesso di pensare a a ciò che non avevo ho cominciato a scoprire cio che invece avevo già, magari "poca cosa"(vedi scrollarsi di un pensiero negativo mi è anche adesso difficile),ma è tua, è esclusivamente tua, ma ho dovuto e sto violentando la mia mente per far questo;  chissà perchè, i pensieri che ci portano verso il fondo sembrano sempre più accoglienti, più comodi, più caldi, più avvolgenti, ti fanno restare come in un limbo ovattato dal quale intravedi il mondo, ma senza  sentirti parte di esso, come uno spettatore a teatro.

Chissa perchè mi hai suscitato questi pensieri, vabbè, non sto lì a chiedermelo, te li ho scritti e li leggerai :-)

Sai A., ci sono tante cose che non pronunciamo, non raccontiamo, e per assurdo sono le cose più importanti, quelle che renderebbero l'altra persona diversa, sia agli occhi di chi l'ascolta , e soprattutto   agli occhi della  persona stessa.

Stamattina mi auguro e ti auguro, che tu riesca sempre a pronunciare ciò che alberga dentro di te, senza paura di essere giudicata, che tu possa farlo con qualcuno che diventi custode fedele delle tue confidenze, tutto il resto è poca cosa A. ; serve a farci sentire vivi ma non a farci vivere, tu devi volare alto, rischiando anche brusche cadute :-) lasciando a quei rapporti miseri, la  libertà di essere ciò che sono e dando a te stessa la libertà e la coscienza di giudicarli per quello che sono e non per quello che vorresti che fossero, solo così, ridai a questi rapporti la giusta misura,il giusto valore, guardandoli con la "giusta distanza"(bel film) 

Dunque , questo non è un sermone,le ho scritte a te e anche a me :-)

Ora potete capire perché io voglio tanto bene ad Emme?


 


venerdì 20 luglio 2012

Domande.



Cosa meritiamo dalla vita? 
Mi merito qualcosa?
Chi stabilisce cosa dovremmo meritarci e cosa no?

[Scusate il momento di pessimismo cosmico, è il ciclo che non arriva, tranquilli]

giovedì 19 luglio 2012

Tra i due litiganti, io sto decisamente meglio.

Oggi mentre tornavo dal mare, ho incontrato due che litigavano pesantemente.
Si agitavano, urlavano, gesticolavano.
Mi sono un attimo vergognata per quei due esseri incapaci di parlare pacificamente.
E mi è venuto spontaneo pensare che litigare è un affanno inutile, quando abbiamo un cervello per poter, in maniera del tutto pacifica, esprimere le nostre ragioni.
Che poi in fin dei conti tutte le nostre liti a cosa servono?
E' un vano desiderio di gloria che si consuma subito dopo aver sentito dire avevi ragione
Ma ragione di che?
Con gli anni ho imparato a costruire i dialoghi, con non poche difficoltà, perché quando hai di fronte il diverso tutti i buoni propositi, il più delle volte, restano tali.
Però io sono una di quelle che si incazza difficilmente, piuttosto mi innervosisco, mi zittisco il tempo di sbollire e poi dimentico.
Tutte le volte che ho provato a litigare alla fine sono scoppiata a ridere, chiedendomi Michi, ma che cazzo stai facendo? E non potete immaginare quanto questo potesse ancor di più infastidire chi avevo di fronte. Ma io sono così, la violenza, la rabbia, il dover a tutti i costi alimentare fuochi inutili, non mi appartengono.
Anche con mia madre sono secoli che non litigo.
Ogni tanto ci becchiamo, io mi incazzo due nanosecondi, ma finisce lì.
Se si discute, si cerca di farlo in maniera civile.
Qualcuno dice che io sono flemmatica, che lascio che le cose mi scivolino di dosso come se nulla fosse.
Sarà, ma ho imparato che così si vive decisamente meglio.

sabato 14 luglio 2012

In sintesi.

E' una settimana che non scrivo e mi sembra passata un'eternità.
E non perché in questi giorni la mia mente abbia partorito chissà quali capolavori letterari, ma il fatto di essere stata senza pc per un bel po' di giorni, ha dato sfogo alla mia fantasia (ovviamente quel briciolo che il criceto del mio cervello ha lasciato) che ho dovuto tenere a bada su miseri fogli di carta finiti nella raccolta differenziata.

Comunque il rumore dei tasti e la loro consistenza sotto le dita mi sono mancate.
Perché io scrivo anche se non pubblico.
Scrivo sempre.
E il fatto di non aver avuto questi tasti, questo pc...beh ha dato i suoi frutti.
Buoni, tra l'altro.

Punto primo.
Lo studio. Tra i miei neuroni svogliati e la scrivania occupata da soli libri, appunti ed evidenziatori, ho preparato un esame nel giro di 4 giorni. Interessante, ma mi sono beccata un 25. Che ho rifiutato.
Il mio primo esame rifiutato.
Sorrido.
Perché un tempo avrei ringraziato se avessi preso un voto del genere per un esame preparato in 4 giorni.
Anzi un tempo, un esame in 4 giorni non l'avrei neanche osato.
E invece, ho trovato anche il tempo per concedermi mezza giornata di shopping.
Ovviamente con scarsi risultati.

L'esame non so ancora quando rifarlo, visto che ne sto preparando un altro e il prossimo appello cade proprio il giorno dopo e, tra l'altro, il giorno in cui dovrei partire.
Facendo due conti, se parto di sera chiedo alla prof il favore di sostenere l'esame la mattina, altrimenti dovrei rimandarlo a settembre (controvoglia).
Vedremo. In ogni caso prevedo una settimana di fuoco.

Punto due.
Il 24 dovrei partire. Dico dovrei perché non so niente.
Forse domani saprò orario e destinazione di questo viaggio che farò.
So solo che mi porterò zaino in spalla e sacco a pelo.
E sarà tutto on the road.
Una novantina di km a piedi attraversando il Molise in stile coast to coast.
Si salvi chi può.

Punto tre.
Parliamo dei saldi.
Ma solo io sono riuscita a non comprare niente?
Volevo dei sandali neri con tacco stratosferico ma niente.
Un abito lungo che non fosse di quei colori tipo Barbie anni 80 ma niente.
Delle bermuda carine, ma niente (tristemente ho dovuto ripiegare su quelle di mio padre e ora sembro una rapper di periferia #yeah).
Qualcosa di fluo ma che non fosse eccessivamente eccentrico. Ok, è un ossimoro pensare di poter indossare qualcosa fluo senza essere eccentrici...però che ne so, magari qualcosa si trova.
Un costume con la fascia ma niente. Fasce con qualcosa che potesse reggere il seno (non che ce ne fosse bisogno, ma non si sa mai) sono sparite. E se ci sono fanno...insomma ci siamo capiti.
Le converse. Al momento non le ho trovate di un colore decente. Confido in una ricerca un po' più fruttuosa.

Quindi di tutto quello che avevo in testa non ho comprato una cippa.
Il bottino di questi saldi è davvero misero se confrontato agli anni passati: qualche completino intimo, un abito H&M (stile nonna, ma con tacco e accessori dovrebbe essere carino), e tre t-shirt.
Insomma niente. Ma c'è tempo.

Punto quattro.
Mi godo questo weekend di cazzeggio, perché il prossimo so già come starò, e me ne vado al mare con le mie nuove infradito, sperando che il sole si ricordi che anch'io ho il desiderio di abbronzarmi.
[Non so per quale strano motivo io non mi abbronzo. Divento rossa e il giorno dopo ciao, nuovamente color latticino.]















venerdì 6 luglio 2012

Non ci guarderemo indietro mai *

Lunedì mentre ero al concerto è successa una cosa strana.
Niente di grave.
Una di quelle cose che dici toh,ma che vuol dire?
Il concerto era appena iniziato, mi giro e mi accorgo che c'è uno che mi osserva.
Va beh. Saranno le luci.
Sarà una mia visione. Magari non sta guardando neanche me.
Il tempo di qualche nanosecondo.
Mi rigiro. Mi sento osservata.
Cazzo, è lui.
Non non può essere.
Sì, è lui.
Ma no, che cazzo dici Michi. 
Guardo bene.
No, non è lui. Matematicamente impossibile.
Però era identico. Così identico che ho pensato fosse davvero un suo clone.

Poi il giorno dopo nuovamente la stessa faccia impressa davanti agli occhi.
Non può essere.
Eppure è lui, che è venuto a disturbarmi.
Nei sogni ovviamente.
Ma che cazzo vuoi? Dimmelo così la facciamo finita.

E poi stanotte. Non avevo neanche due ore di sonno.
E mi sono ricordata di quella giacca buttata lì sul letto.
Di quelle chiacchiere fasulle perché, quando non ci si conosce, si tira fuori il meglio di sé.
Peccato che poi la realtà è altro.
E' stronza, la realtà, bastarda e cattiva.
Perché tira fuori il peggio.
Quello con cui adesso sto facendo i conti.

*

martedì 3 luglio 2012

Rotolando verso Sud.

La mia estate si chiama Sud.
Non c'è niente da fare o da dire.
Il caldo mi ammazza, ma io scelgo il Sud.
La gente del Sud.
Il mare del Sud.
Il cibo del Sud.
La musica del Sud.



[Pau che canta Transalcolico -da notare le bottiglie in mano- dove io ho perso la dignità, quel poco che mi era rimasta]

lunedì 2 luglio 2012

My body tells me no o o o

Ciao sono Michi, quella che stamattina si è alzata con due borse formato famiglia sotto gli occhi.
Quella che è uscita di casa già mezza sudata,
che è andata in biblioteca
e poi è dovuta ritornare indietro perché telefono e libri erano rimasti a casa.
Insieme al cervello sul cuscino.
Santa Vespa che accorcia le distanze e mi permette di sgattaiolare nel traffico.

Si. Eccomi sono proprio io oggi.
Io che canto My body tells me no o o o perché proprio non ce la faccio.
Sonno tanto.
Caldo idem.
E i neuroni che fanno ciao con la manina.
Ciao Michi.
Ciao.




P(R)S. Piccola riflessione sportiva.
Ieri ho visto la partita. Beh io di calcio non me ne intendo. Di calciatori sì, però. Ma questa è un'altra storia.
Però devo dire la mia.

L'Italia ieri sera non ha giocato benissimo. Erano un po' spompi (tipo me oggi), la stanchezza si sentiva e le scelte di Prandelli non sono state azzeccatissime (magari un Diamanti e Nocerino a inizio partita non ci avrebbero fatto male al posto di un Dormolivo - che ditemi tutto ma non lo sopporto).
Pazienza, quando diventerò io CT della Nazionale metterò su una squadra fortissimi. E vi farò vedere come facciamo anche noi la tripletta.

Ma quello che mi lascia un po' sconcertata è che, gli stessi che tre giorni fa riempivano le loro bacheche virtuali con prosopopee sulle straordinarie capacità calcistiche di Balotelli, sulla forza divina della nostra Nazionale che aveva sconfitto il più acerrimo nemico e quindi Siamo in finale,olè, oggi sono gli stessi che sparano a zero su una squadra che effettivamente ha arrancato un po', ma che tutto sommato è pur sempre arrivata in finale!
Ecco a queste personcine qui vorrei dire...beh ragazzi decidete da che parte stare!




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