domenica 30 settembre 2012

La domenica è il male.

Io odio la domenica. 
L'avrò scritto quelle centordici mila volte. Abolirei questo giorno, lo cancellerei dal calendario.
E sticazzi che ora tutti quelli che lavorano mi daranno addosso. Ma io preferisco di gran lunga i casini settimanali, almeno quelli sanno tenermi lontana da me stessa. 
Perché scoprire di non sopportarsi e di non sopportare gli altri, non è una cosa bella eh.


sabato 29 settembre 2012

Voglio vestirmi così.


Mi sono innamorata di questo outfit della Pausini (eh si, siamo arrivati a questi livelli!) e mi piacerebbe riprodurlo, ovviamente non considero neanche lontanamente l'ipotesi di ottenere lo stesso effetto (qui lei secondo me sta proprio bene!).
Allora...
le scarpe ci sono,
i pantaloni no...ma potrei ripiegare su uno arancione, che dite va bene?
la maglia dovrebbe riprendere il colore delle scarpe...e anche qui...
mi sa che passo all'estate prossima per questo outfit.


mercoledì 26 settembre 2012

Play

Mi fai guidare che ho voglia?
Non fare la scema, non sai guidare.
Sì che lo so fare. Stiamo andando a Roma, non ad Amsterdam.
E perché non potremmo andare ad Amsterdam? Dai facciamo colazione, e andiamo lì.
Ho riso e siamo partiti.
Ho preso la borsa e ho tirato fuori un cd.
Per l'occasione di questo nostro primo viaggio ieri sera ho fatto un CD con alcune delle nostre vecchie canzoni preferite. Anzi, in realtà sono più mie che nostre. Ma tu lo sai come sono fatta.
Sì, lo so che la musica che ti suggerisco io non ti piace.
Non è vero. Sono venuta anche al concerto di Ben Harper e mi è piaciuto un sacco. Poi anche di tutti quei gruppi che non si caga nessuno...
Ho inserito il cd.
A te l'onore di schiacciare play.
In macchina si sentono subito le note di una canzone che conosciamo benissimo. Sorride e io pure.
E' Bianca degli Afterhours, la prima sua dichiarazione musicale.
Nel CD ci sono altri undici pezzi, però non gli dico quali sono per non rovinargli la sorpresa.
Ogni attacco di canzone è una fucilata al cuore perché ognuna porta con sé una marea di situazioni e di ricordi che ci uniscono. Dopo gli Afterhours la compilation continua con:

Jeff Bucley- Everybody here wants you
Max Gazzè - Cara Valentina
Franco Battiato- La cura
Ben Harper - Diamonds on the inside
Dave Matthews Band - Crash into me
Francesco De Gregori - Vai in Africa, Celestino!
Jack Johnson - Better together 
Jack Johnson - Flake
Patrice - Sunshine
Duran Duran- Save a prayer
Daniele Silvestri - Occhi da orientale

Praticamente il viaggio dell'andata lo abbiamo fatto cantando. Mentre la macchina raschiava l'asfalto, i nostri occhi si raccontavano quello che avevamo già vissuto.
Fuori dal finestrino il tempo nel frattempo cambiava.
Dalle campagne pugliesi imbiancate da una timida neve dicembrina, eravamo passati al caldo sole romano.
Avevamo valigie pieni di sogni, speranze, illusioni.
Eravamo immaturi e fragili. Innamorati a modo nostro.
Amanti e indifesi.
Eravamo tutto, inconsapevolmente.







lunedì 24 settembre 2012

Post-it #22

Volevo scrivere un post. Uno di quelli concreti. Ma le parole sono andate a farsi un giro non so dove. Forse hanno deciso di prendersi qualche giorno di ferie.
Io nel frattempo vi dico che nel weekend non ho fatto nulla,
non ho aperto libro nonostante la mole da studiare non indifferente,
ieri sono stata tutto il giorno fuori in un paesino sperduto vicino Bari che per arrivarci avrò chiesto informazioni quelle centomila volte,
ho rivisto quasi tutti i ragazzi con cui sono stata in Molise quest'estate, compreso ragazzodacapelloosceno che si è pure scusato per non essersi fatto sentire [mai scuse furono così tanto inutili, infondo ha fatto solo il suo dovere, ovvero quello di non darmi fastidio],
al ritorno ho deciso di fare una strada tutta mia impiegandoci il doppio del tempo impiegato all'andata,
mi sono persa per le campagne pugliesi, tra ulivi, curve e un tramonto bellissimo,
ho guidato senza stancarmi,
e la sera sono finita in spiaggia per una chiacchierata con Emme, come ai vecchi tempi, in totale versione free: camicia stile premaman, leggins e infradito.
Eh già, qui è ritornata l'estate.
Oggi nuovamente biblioteca dove con la P. stiamo preparando il famoso esame.
Sigaretta (lei, io ho smesso) e poi shopping.
Ed eccomi qui, in canotta e pantaloncini a reclamare l'autunno!




PS. Questa canzone è una droga.

sabato 22 settembre 2012

Ciao Estate.

Ultimo giorno di estate, o almeno così dicono.
Sarà che io l'estate me la porto nel cuore, soprattutto per vivere meglio i lunghi mesi invernali, ma per me questo non è l'ultimo giorno.
Se tutto va bene ci sono ancora un paio di bagni al mare che mi aspettano.
Però ho pensato fare un po' un resoconto (sia scritto che fotografico), per raccontarmi/vi questa estate che tutto sommato non è stata deludente.
Non è iniziata nel migliore dei modi, ero parecchio stanca e delusa. La laurea mi ha creato un po' di vuoto, quel classico limbo che spero di non esser stata l'unica a vivere.
Che faccio? Chi sono? Cosa voglio fare da grande? E adesso? Insomma, domande così. Semplici, eppure in grado di mandarti in tilt il cervello.
Di ritorno da un viaggio molto deludente a Milano (eh non ve l'ho raccontato, ma meglio lasciar stare le pazzie che ogni tanto faccio), ho cominciato sul serio a rimboccarmi le maniche. La primavera era passata tra vari viaggi (Assisi, Roma, Milano appunto) ed era ora di cominciare a far qualcosa per la sessione estiva. Non a caso sono andata fino a giugno in università, con molto piacere a dire il vero. Visto che il motivo di tale frequenza erano dei laboratori con un assistente che dire bello è poca cosa.


Si studiava, tanto. Nonostante nel mezzo mi sia beccata una gastroenterite, nata da non so cosa.
Ho avuto il mio primo 30 (della specialistica si intende, terzo della mia carriera universitaria). E non ci credevo. 
Nel frattempo non mi sono fatta mancare nulla. L'obiettivo era riuscirsi a vivere comunque l'estate. Ovvero mare, corse, bici, sport, tramonti, passeggiate, qualche libro. Senza strafare, perché a quello ci avrei pensato ad agosto.
Ed ecco i risultati:






Poi sono partita e quello che ho vissuto l'ho già raccontato. Ho conosciuto tante storie diverse dalla mia, belle, ricche, profumate di Vita.
Sono nate belle amicizie, purtroppo molte confinate all'esperienza vissuta, ma non per questo da sottovalutare.
Siamo molto bravi quando ci dobbiamo raccontare con degli sconosciuti, è come se tutte le barriere che ci costruiamo giorno per giorno con le persone che amiamo e che fanno parte della nostra vita venissero meno. 


(Da notare la faccia distrutta)


Non vi nascondo che al ritorno ho pianto un po', sono stata male, e per quasi una settimana ho vissuto in modalità pubblicità costa crociere.
Perchè condividere 12 giorni con più di 60 persone diverse e poi ritrovarti da sola, nel tuo letto....insomma vi ho già detto tutto.
(PS.domani ci si rivede tutti o quasi!)


Per fortuna agosto è stato generoso, leggero, spensierato.
20 giorni di puro relax. Infondo dopo due estati in cui ho studiato anche il 14 agosto, me lo meritavo.




E' stato il tempo per dedicarsi alle amiche, alle feste in spiaggia, al gelato, agli aperitivi, alle nuove conoscenze, a qualche concerto, a qualche serata in discoteca...


Leggermente ubriache direi...


Qui avevamo bisogno della neuro...(da precisare che i tipi non li conoscevo e non so per quale motivo mi ritrovo in questa foto!)

Nel frattempo ci siamo messe a lavoro per una cosa importante....


Ovviamente con scarsi risultati, visto che sono ancora (felicemente) single.

E così, eccoci arrivati a questo triste settembre. Nuovamente sui libri, con tantissimi progetti per questo inverno.
Nessun rimpianto, nessuna nostalgia, nessun malessere. Sono certa che l'estate è dietro l'angolo. Bisogna solo avere un po' di pazienza...il tempo purtroppo passa in fretta.




giovedì 20 settembre 2012

Cronache di un giovedì mattina.

Stamattina esco di casa di corsa.
Bestemmio perché la vespa da un po' di giorni mi fa brutti scherzi: non si accende.
[Ah, già che lo scrivo, glielo dico a mio padre chissà trovi un rimedio]
Insomma vado di fretta anche se nessuno mi mette fretta. E' solo che voglio arrivare presto in biblioteca e mettermi a studiare, altrimenti concentrazione ciao.
[Anche se lo studio quello vero e proprio comincia sempre dopo il secondo-terzo caffè, ovvero dopo le 10.30-11]
La selezione random dell'mp3 stamattina ha scelto Wonderful di Gary Go e io sotto il casco la ascolto, anche se la giornata non prevede nulla di wonderful
So che non è corretto guidare e avere gli auricolari, ma sono prudente. 
Arrivo al semaforo e davanti a me c'è una che si è piazzata con la sua macchina grigia sulle strisce pedonali e davanti al semaforo.
Scatta il verde e lei non parte. Aspetto, roba di secondi, e suono il clacson.
Non parte. Forse è stupida e non ha capito che è scattato il verde.
Risuono impaziente. 
Parte, io dietro di lei.
Subito dopo rallenta, facendomi accostare e mi guarda male.
Non so cosa mi dice, ho gli auricolari.
Le rispondo solo: se ti metti davanti al semaforo non vedi quando scatta il verde.
Questo è un problema mio. Mi risponde.
Sono andata via, non rispondendole.

Cara, non è tanto un problema tuo. Se tu perdi tempo al semaforo per la tua idiozia di metterti davanti e non renderti conto di quando scatta il verde, diventa un problema anche mio, e di chi, come me, la mattina ha una certa fretta. Sai non tutti ci facciamo la passeggiata alle 8.30 di mattina. Io per esempio vado in biblioteca a studiare, poi c'è chi va  a lavoro e chi deve fare altro di importante. Come se non bastasse, tu, cretina, occupi un posto riservato ai pedoni, ovvero le strisce, e poveretti, loro per attraversare sono costretti ad andare per strada, rischiando magari che qualcuno li metta sotto.
Ok, sono esagerata, ma la saccenteria di questa ragazza mi ha dato ai nervi.
Poi dicono che le donne sono imbranate al volante, ci credo! 

martedì 18 settembre 2012

L'unione fa la forza.

Sto preparando un esame triste e angoscioso: ONCOLOGIA (per essere precisi Biotecnologie in oncologia).
Roba che ogni 5 minuti mi immagino 40enne con il carcinoma alla mammella.
Tristissimo.
E ansia a mille.

A tutto questo aggiungeteci che la mole di lavoro non è affatto trascurabile, che ho cominciato a prepararlo da poco e che il prof ha spiegato con i piedi, che tradotto significa: prendi le cose che non capisci e
a) interpretale a modo tuo;
b) cerca qualcosa su internet;
c) saltale.

Non so quanto la cosa sia fattibile, ma ci voglio provare. Anzi vogliamo provarci. Siamo in due, io e una mia collega. In questi giorni stiamo studiando insieme in biblioteca, navighiamo più o meno nelle stesse acque. Ma la determinazione al momento non ci abbandona.
Ci siamo promesse di studiare insieme anche nel weekend, quando la biblioteca sarà chiusa.
E tra una pausa e l'altra stanno nascendo anche delle confidenze che non parlano di esami, geni, università&co.
E' proprio il caso di dire: l'unione fa la forza!

sabato 15 settembre 2012

Ed è ancora estate.









Mi piace pensare che l'estate non sia ancora finita 
nonostante il tempo non sia poi così favorevole, 
le spiagge deserte,
le ferie finite,
i locali sul lungomare chiusi,
le scuole riaperte, 
e le maniche lunghe di sera.
Nonostante tutto questo...
io continuo a godermi il mare.

venerdì 14 settembre 2012

Il bisogno di reinventarsi.

Settembre è il mese della ri-creazione per me.
Nuovi progetti che prendono vita sul finire dell'estate e l'affacciarsi dell'autunno.
Ho ancora una de-forma mentis scolastica che mi spinge a fare, progettare, organizzare, pensare, creare e reinventare, tipica di quello spirito che per anni mi accompagnava nei primi giorni di scuola e che mi sono portata dietro negli anni dell'università (a dire il vero con scarsi risultati ).
Di solito stilo la lista delle cose da fare-progettare-organizzare-pensare-creare e reinventare il primo dell'anno quando, dopo la sbronza del 31, sono lucida e serena per rimboccarmi le maniche e pensare ai buoni propositi.
Ma ultimamente ho riscoperto il piacere di fare progetti che abbiano scadenze più brevi, desideri che possano lasciarti nel cuore la bellezza di aver goduto di piccole cose in maniera lenta e profonda.
E allora eccomi qui, con un foglio di carta dove nei momenti più improbabili delle scorse giornate estive ho appuntato tutto quello che mi sarebbe piaciuto fare per vivere meglio questo tempo invernale.
Piccoli momenti come intervalli dalla vita di tutti i giorni, quella frenetica, quella impostata sul binomio casa-studio.
Leggendo il post di Nina , mi è venuta subito voglia di pensare che forse anch'io ho bisogno di piccoli lavoretti per la manutenzione dell'anima, ancor di più dopo ieri, quando mi è venuto un forte attacco di ansia ingiustificata sulla parola f u t u r o.
Emme dice che sono la tipica persona che tende ad accantonare, a non darsi risposte giuste al momento giusto, convinta che il tempo possa lenire tutto quello che scorre e raschia dentro. Vero, ma preferisco darmi risposte concrete, toccare con mano i problemi, rimandare e possibilmente eliminare le ansie.
Tutto ha una cura e questa passa nella capacità di poter fare scelte concrete che possano realizzarsi nella vita di tutti i giorni, oltre che di prendersi dei veri e propri momenti per se stessi, quei rituali del sè, dove provare anche a darsi delle risposte, e perché no, farsi anche delle domande. Infondo nel cammino che fai è anche giusto verificarsi di tanto in tanto.

Ho cominciato con le corse/passeggiate al mare. Attività che non ho mai interrotto da quest'estate, ma che vorrei poter continuare anche in inverno con una certa costanza.

Decluttering. Una parola magica per stare bene con lo spazio, il tempo, le cose. Vorrei cominciare dall'armadio, troppo pieno di vestiti che non uso più e altri che non credo metterò. Poi i trucchi, che come suggerisce Clio, se non li usi da tempo è meglio gettarli. E decluttering per tutte quelle cose accantonate negli angoli più nascosti della casa, vecchi regali, cose mai usate, soprammobili che non servono a niente, oggettistica inutile accumulata semplicemente per il gusto di riempire.

Dare una parvenza di normalità e soprattutto ordine alla mia libreria. Ho libri che circolano ovunque: nel bagno, in cucina, sulla scrivania, giù in garage, in macchina. Libri e libri che non so dove mettere. Urge una sistemazione piuttosto sensata della mia libreria. Non è enorme (molti libri ho dovuto metterli in scatola e portarli giù in garage), però vorrei che i miei libri avessero un ordine. Per ora la sistemazione è piuttosto grossolana: libri letti, libri non letti/lasciati a metà, libri da leggere.

Palestra. Anche questo un proposito da valutare bene. Sono indecisa se iscrivermi ad un corso, in tal caso opterei per zumba (dicono si smazzi, e qui ne abbiamo tanto bisogno!), oppure palestra free, senza vincoli di orario o lezioni, come ho già fatto in primavera.

Ho pensato anche di riprendere a ballare caraibico. No, tranquilli, rimango sempre una mazza di scopa che tenta invano di muovere il bacino. Però potrebbe essere una buona alternativa per fare qualcosa nelle sere morte di inverno. E poi qui il venerdì ci sono locali dove si balla esclusivamente caraibico...quindi non si sa mai che ci scappa pure la serata e incontro un cubano dal culo d'oro #perdire.
Vedremo, al momento fantastico. Anche perché lo scoglio più grande è andare a chiedere informazioni (#pigriziamodeon), cominciare il corso da sola, e soprattutto non sapere a quale livello collocarsi visto che comunque i passi base dovrei saperli.

Mi sono data un compito per non annoiarmi la domenica. Un nuovo sport tutto mio: educazione musicale. Educazione all'ascolto, alla lettura e ricerca dei testi. Ho cominciato domenica scorsa con i cantanti/gruppi/cantautori che mi piacciono. In pratica si tratta di scegliere un cantante, prendere un suo album e ascoltarselo dall'inizio alla fine con testi sotto mano. Ho cominciato con Alice non lo sa di De Gregori, Backspacer dei Pearl Jam,  Pablo Honey dei Radiohead e Antidotes dei Foals. 
Nell'elenco ci sono anche Battiato, Nirvana, Patti Smith, Niccolò Fabi, De André, Fossati, Fiorella Mannoia, Matisyahu, Cammariere, Battisti. Artisti che conosco e mi piacciono, ma che vorrei ascoltare con più attenzione.
Ovviamente è un elenco in espansione giorno dopo giorno.

Leggere. Ho una serie di libri ancora non aperti. Comprati e lasciati lì, ad accumulare polvere. E' tempo che intensifichi le letture, la pioggia, il the caldo, il freddo e la copertina sul divano mi aiuteranno.

Ho pensato di riprendere il volontariato, quello serio. Nell' ameno paesello c'è un centro di minori a rischio con il quale ho collaborato negli ultimi due anni per la chiusura a giugno (organizzazione e preparazione di uno spettacolo teatrale, feste e eventi per far conoscere il centro). Sono dei ragazzi/bambini favolosi (dai 6 ai 17-18 anni) provenienti da diversi vissuti familiari, molti dei quali davvero drammatici. Mi piacerebbe fare qualcosa per loro. L'attività più fattibile nella quale potrei inserirmi potrebbe essere il doposcuola. Non appena saprò l'orario delle lezioni, mi organizzerò. Nell'attesa, coltivo comunque alcuni rapporti, soprattutto con due ragazze 14enni. Il loro problema principale si chiama strada (cattive compagnie, distrazioni, gente dalla quale è meglio stare alla larga) e solitudine, nonché famiglia, ma lasciamo perdere. Stasera, per esempio, le accompagno a mangiare un gelato.

Un corso di fotografia. E' più di un anno che mi riprometto di imparare ad usare quella macchina fotografica che mi sono regalata ormai un anno e mezzo fa, ma continuo a rimandare. Forse è il caso di pensarci sul serio.

Un corso di inglese. Parlare, parlare, parlare. Che qui se non sai la lingua universale non ti prendono da nessuna parte e io me ne vado nel pallone.

Insomma di cose da fare ce ne sono, e anche tante. E in tutto questo devo incastrare lo studio, le lezioni, gli esami da preparare, i caffè con gli amici e qualche viaggio.

Vorrei proprio non farmi mancare nulla.





mercoledì 12 settembre 2012

Sola a sentire l'odore del mare.


In questi giorni sto scoprendo il piacere di fare lunghe passeggiate da mare.
Dopo la corsa o lo studio mi piace rilassarmi così.
Carico l'mp3 e macino chilometri. In completa solitudine. Io e le 400 e passa canzoni caricate nel lettore mp3.
Camminiamo e pensiamo insieme.
E così oggi sono scesa in spiaggia, per sentire più da vicino l'odore del mare.
Quel sapore salmastro che impregna le narici, quel dolce andirivieni delle onde, con un cielo che si oscurava sempre più.
Ero sola. In spiaggia non c'era nessuno. Per un attimo ho avuto paura perché, se qualcuno avesse voluto farmi fuori, avrebbe avuto campo libero.
Ma poi mi sono seduta e mi sono fermata a pensare, come se tutti i pensieri avuti nella giornata non fossero stati abbastanza.
Eravamo io e il mare, e una quiete che nessuna parola può descrivere.
Guardavo l'orizzonte con la Cattedrale di Trani illuminata e questa immensità che si estendeva davanti ai miei occhi facendomi sentire piccola piccola.
Tremavo, mentre le mancanze passavano davanti ai miei occhi.
Tante piccole crepe che non sono riuscita a tenere a bada.
Ferite che non si sono cicatrizzate bene.
Paure e silenzi assordanti.
E sono fuggita come sempre.
Mi sono alzata e sono andata via, lasciando al mare tutte quelle domande a cui non ho voluto rispondere.


martedì 11 settembre 2012

Pillole di saggezza #13




Non ci si libera di una cosa evitandola, ma soltanto attraversandola.
[Cesare Pavese]


[Foto presa da qui]

Dall'altra parte.

Quando preparavo la tesi e gli ultimi esami, mi sentivo sola.
Stavo male, avevo paura di non farcela e le ansie erano infinite.
Piangevo per ogni piccola cosa e il resto lo sapete.
Insomma paranoie a go go.
Oggi mi trovo dall'altra parte, a dover sostenere amiche che sono nella stessa situazione in cui ero io un anno fa.Ultimi esami e tesi da scrivere.

C'è D, alla quale passo tutti i miei appunti. Le mancano 6 esami (quelli più difficili tra l'altro), la tesi e il tirocinio. Un lavoraccio, ma non glielo mai detto.
Lei ha allentato la presa perché ora è a Roma, studia danza e vorrebbe seguire quella strada.
Oggi quando le ho mandato un messaggio dicendole che avevo delle slide da passarle, mi ha risposto dicendomi che non saprebbe come fare senza di me e che il mio nome è già nei ringraziamenti della tesi, nel caso dovesse laurearsi.
Le ho risposto che non deve minimamente prendere in considerazione l'idea di non farcela.
L'ho incoraggiata perché mentre le scrivevo, quelle parole le dicevo a me, ancora incerta se intraprendere la specialistica o meno.
E mi sono sentita utile, perché il lavoraccio fatto per preparare esami orribili come fisica o biochimica, adesso può essere disponibile per qualcuno.

E poi c'è Checchina.
Ha 35 anni, fuori corso, ha ripreso a studiare da un annetto.
Oggi ha fatto un esame importante, e quando ha finito mi ha mandato un messaggio: Michiiiiii sono felice.
Ho capito che era un 30 (a scienze delle merendine non è difficile prenderlo) e sono contenta, perché gli scogli non sono difficili da superare. Basta un po' di volontà, spirito di sacrificio e tanta fiducia.
Mi sono sorpresa perché di solito io con le parole non ci so fare, incoraggiare la gente non è stato mai il mio forte. Piuttosto rimango in silenzio.

Però oggi sono contenta per la Checchina, e spero che D. non si lasci andare, anche perché, come le ho detto, io voglio andare alla sua festa e bere litri di birra! :-)


lunedì 10 settembre 2012

Sergio.

Sergio è un uomo di circa 45 anni, o forse qualcosa in più, alto, con una corporatura normale, bruno e la barba semincolta.
Incontro Sergio ogni mattina mentre vado in biblioteca.
Non so dove lui vada esattamente, so solo che cammina sempre nella direzione opposta alla mia.
Sergio parla da solo, molte volte bestemmia, puzza tanto, è sempre sporco e fa paura perché ha degli scatti violenti incontrollabili.
Urla, gesticola, si dimena dicendo cose senza senso.
Oggi l'ho beccato che spaventava i piccioni ed era arrabbiato, tanto.
Io non ho paura di Sergio, basta solo non incrociare il suo sguardo perché, molto spesso, è uno sguardo pieno di rabbia. Ma molta gente lo schiva, non so se giustamente, ma forse lo fa semplicemente per precauzione. O almeno così mi piace pensare.
Non so se si chiama realmente Sergio, però quando lo vedo mi fa una rabbia che non riesco a gestire. Perché sono sicura che Sergio non era così, ma qualcuno l'avrà fatto impazzire.
E' una sensazione, qualcosa che senti a pelle, una specie di sesto senso. Magari pure sbagliata.
Ma ogni volta che lo incontro mi chiedo come un uomo possa ridursi in quello stato.
Perché dire è nato così è solo una stupida scusa per giustificare l'indifferenza di quelle persone che l'hanno lasciato solo e continuano a farlo.
Non so come si chiama quella sensazione che, ogni mattina per una manciata di minuti, mi fa restringere lo stomaco quando vedo Sergio urlare, parlare da solo e arrabbiarsi.
Sicuramente tristezza, ma insieme a Sergio mi arrabbio anch'io.
Mi arrabbio perché ci sono fiumi e fiumi di storie simili che vengono lasciate nel dimenticatoio dell'indifferenza comune, anche la mia. E nessuno fa niente.
Neanche la pietà è in grado di smuovere il nostro cuore.
Ci viene più naturale disgustarci, cambiare lato del marciapiede, avere paura.
Quando, invece, sono sicura che un sorriso basterebbe.
Io almeno ci provo.





sabato 8 settembre 2012

4-9 settembre

In questi giorni nell'ameno paesello si sta tenendo una specie di sagra paesana di comparse che si spacciano per scrittori.
Un'iniziativa interessante se non fosse che le personalità di spicco che vi hanno partecipato quest'anno (anche gli anni scorsi in realtà) sono degli pseudo-scrittori che solo per avere un portafoglio pieno o un nome prestigioso hanno avuto la possibilità di scrivere un libro.
[Giusto per farvi qualche esempio: Tiberio Timperi, Martina Colombari, Marcello Veneziani, Fausto Bertinotti, Angelino Alfano- che tra l'altro ho scoperto aver scritto un libro sulla mafia - La mafia uccide d'estate- (superflui i commenti) e qualche altro pseudo-scrittore].
Pochi gli incontri-dibattito di valenza culturale, ai quali quest'anno personalmente ho deciso di non partecipare. Di solito cerco di stare lontana da quelle manifestazioni troppo politicizzate, soprattutto se le personalità politiche che sono coinvolte non mi piacciono. 
E così quella che dovrebbe essere una rassegna di dialoghi fra autori e giornalisti, ambientata nel centro storico per trasformarlo in "un contenitore culturale a cielo aperto", è finita per essere una "passerella politica e politicizzata, oltre che di soubrette". 
Si è persino scomodato il concetto di libro e di cultura solo per richiamare l'attenzione di cittadini che, animati da curiosità -almeno così mi auguro, hanno animato le vie del centro storico. 
E allora, come ha detto qualcuno, non era forse meglio una Sagra del Polpo Antico?


On air #50



Io e Ssa abbiamo più o meno gli stessi gusti musicali.
Diciamo che i miei sono migliori ;-)
Però, per questa canzone impazziamo entrambi.
E niente oggi me l'ha ricordata.

venerdì 7 settembre 2012

La vita incandescente.

Passi le giornate a studiare.
Lo fai con calma, a volte con avidità perché il tempo sembra non essere mai troppo.
Tra un caffè ed un altro, sottolinei, prendi appunti, guardi la tua amica nella tua stessa situazione e scambi qualche parola con il tipo seduto al tuo fianco in biblioteca.
Poi chiudi i libri, torni a casa beccandoti una pioggia settembrina che semina solo umidità e capelli mossi, ti togli le scarpe e fai respirare i piedi.
Prendi una bici, metti le cuffie e macini chilometri nell'attesa che il vento e il mare possano dare risposte a quelle domande che, infondo, sono le domande di sempre.
E nel frattempo lasci ai tuoi polmoni la possibilità di farsi penetrare da aria salmastra, ti distrai con un libro e torni a casa più stanca di prima.
Sembrano giorni densi di routine e invece riesci a cogliere i particolari delle piccole cose che la mente distratta di solito non fa.
Una canzone nuova, una frase a cui non avevi fatto caso, una telefonata che non ti saresti aspettata.
E' la vita incandescente, quella che ti toglie il fiato nelle sere di fine estate, quando l'umido e il fresco ballano lo stesso valzer nell'aria.
Scrivi poesie che nessuno mai leggerà, mentre posticipi le consegne di quelle cose a cui ti eri promessa di dare priorità.
Settembre sembra essere lontano quando è tempo di fare progetti, e invece è arrivato da un po', e sono proprio i progetti che rimandi, il sole che si nasconde, i cardigan usciti dai cassetti a ricordartelo.
E poi gli esami che arrivano e passano, mettendo a tacere ansie, lasciando invece parlare paure più profonde. Perché forse stai pretendendo troppo da te stessa.
Ma lo hai sempre fatto, essere severi è una tua dote naturale.
E allora preghi quel Cristo personale che possa giustificarti e perdonarti.



giovedì 6 settembre 2012

Tutti i sogni del mondo

Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso volere d'essere niente.
A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo

[F. Pessoa]

martedì 4 settembre 2012

Cade la pioggia e tutto lava.

Beccarsi la pioggia mentre sei in Vespa è un'esperienza mistica.
Di totale adesione alla natura.
Un po' come D'Annunzio ed Ermione ne La pioggia nel Pineto.
Solo che io, a differenza di Ermione, non ero con D'Annunzio in una pineta, non avevo un volto ebro e molle di pioggia e la mia chioma non aluiva come chiare ginestre (semicit.).
Altro che.
Con il picchiettare dell'acqua sulle braccia, i vestiti che via via diventavano fradici, i capelli che, nonostante il casco, cominciavano a ribellarsi alle prime gocce, c'era ben poco di poetico.
Anzi. Mi sentivo un po' Bridget Jones, investita dagli schizzi di una pozzanghera al passaggio di una macchina. Ora non so se effettivamente questa scena esiste, però la mia mente la ricorda.
In ogni caso ecco a voi una cretina che invece di aspettare che finisca di piovere o ripararsi, si mette su uno scooter e torna a casa sotto la pioggia, rischiando persino la vita.
Però che bello.
Ridevo come una scema, mentre mi bagnavo nel traffico.
Una specie di catarsi che mi faceva sentire libera, incurante della maglietta che era diventata trasparente, dei jeans inzuppati, dell'orologio che chissà se è subacqueo ma sì costa un fottio di soldi vuoi che non sia subacqueo,delle scarpe che ora diventeranno di chissà quale colore, della borsa...oh forse è meglio che la chiuda altrimenti ciao appunti, ciao esame.
E niente. Per 10 minuti sono stata felice, ingenua, bambina, leggera.


lunedì 3 settembre 2012

Post-it #21

Oggi ho fatto un esame e il mio libretto vanta di un altro trenta.
E io non ci credo che sono diventata brava così all'improvviso.
Non ci credo che ho imparato a calmare le ansie, mentre non riesco ancora a mangiare un gelato senza sporcarmi.
Esattamente come i bambini che poi devono leccarsi le dita e le mamme devono pulirli la maglietta.
Ecco siamo più o meno a quei livelli.
Fuori piove e settembre è arrivato prepotente.
E' uno stronzo se pensa di portarmi via l'estate così in fretta, ma gli voglio bene lo stesso.
Almeno mi permette di non uscire e rimanere a casa a studiare.
Anche se poi faccio altro.
Guardo le foto di un'estate fa, e quelle di maggio, aprile e marzo.
E poi quelle del mio compleanno e quelle di Natale.
E mi viene un attacco di nostalgia misto a malessere perché so già che, qualche distrazione e, dicembre sarà arrivato. E dovrò fare i conti con i miei ormoni che non sopportano le feste comandate.
Però poi ascolto Girls in their summer clothes e mi sento una persona diversa, perché sono convinta che, in un'altra vita, io sono passata accanto a Bruce con uno dei miei vestiti estivi e lui ha deciso di scrivere questa canzone per me.




domenica 2 settembre 2012

Perché il mare scorre nelle vene.

Mi verrebbe di prendere la mia Vespa e andare al mare. 
Raccogliere i capelli e mettermi una di quelle camicie leggere, bianche, che sanno di estate e di sale.
E invece guardo l'orologio e alzo gli occhi al cielo.
Un cielo plumbeo, un sole che ormai sembra essersi ritirato, un tramonto che non c'è, una casa in disordine e un esame da ripetere, perché domani è arrivato.
Niente Vespa, niente mare, niente camicia bianca.
Però il mare vive nei miei pensieri, scorre nelle vene, rallegra la visione dei miei occhi.
Ricordo le corse con la fronte sudata quando ancora la primavera non era andata via, il sapore di quei tramonti lunghi e silenziosi di un giugno distratto, che, spensierata, contemplavo al muretto satura di fatica.
Le limpide acque del mare di luglio, assaporato con il contagocce in fugaci weekend.
Gli sguardi e i sorrisi dei primi turisti, quelli che ci mettono ore per tuffarsi mentre tu sei già al largo.
E poi quelli degli ultimi, quelli che arrivano puntuali nella prima settimana di agosto, quelli con i quali ti ritrovi a condividere un pezzetto di mare che pensavi fosse solo tuo, e ti scopri gelosa, perché qualcuno restringe i tuoi spazi sui ciottoli erosi dal mare. 
Ciottoli levigati nella loro essenza, sbiaditi dal sole, messaggeri di piccoli ti amo adolescenziali.
E nel frattempo il mare scorre al posto del sangue, si impossessa dei ricordi, riporta alla luce quelle guance arrossate che ho lasciato in spiaggia, quegli occhi ridenti nascosti dietro gli occhiali da sole, quelle vite rese trasparenti dal sole. 
La chiamano nostalgia, ma è solo la cattiveria di una domenica lunatica e pesante che rende tutto più difficile.
Infondo è solo settembre, è solo una stupida giornata passata sui libri che di certo non fermerà al mio mare di scorrere nelle vene.


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