mercoledì 30 gennaio 2013

La bellezza è negli occhi delle persone che incontri.


Ci sono cose belle che succedono e basta.
Non sai perché né come. 
Riesci a malapena a catturarne il quando.
La vita è strana. Ti sorprende proprio quando meno te l'aspetti. E a volte lo fa in maniera così poetica, così teatrale, che davvero pensi che, infondo infondo, non è male viverla.
E' un po' come ritrovarsi in un film e improvvisare seguendo solo il flusso della propria coscienza, della propria irrazionalità. Senza avere in mente nessun copione, nessuna frase o gesto preimpostato.

Incontri un uomo in treno, ne sei incuriosita per via della sua camicia di jeans, delle sue cuffie verdi decisamente da teenager, delle sue converse dello stesso colore della giacca. 
Ti siedi accanto, fai finta di nulla e intanto da sotto le lenti scure sbirci quegli occhi assorti in chissà quali pensieri. 
E' strano quest'uomo, ha una certa età, ma sembra un ragazzino. Mi sorride mentre porgo il biglietto al controllore. Vorrei chiedergli qualcosa, qualsiasi cosa. Magari cosa ascolta. Ma rimango in silenzio, con la testa china sul libro.

Quando incontri qualcuno che ti sorprende e non sai perché vorresti rimanerci accanto per un'infinità, perché la curiosità è qualcosa che a volte stenta ad uscire. E allora vorresti prenderti tutto il tempo che hai per aspettare che venga fuori. Abbiamo sempre troppa paura di dimostrare agli altri quello che siamo.

Ma l'ho detto che la vita è strana
E per ogni viaggio c'è sempre un andata e un ritorno. I treni passano sempre due volte. Ed è giusto che sia così. Non si può andare in un posto senza la possibilità di poter tornare indietro.

E allora basta poco, basta davvero poco per trasformare quel viaggio in qualcosa di magico.
Una camicia di jeans, delle cuffie verdi, delle converse. Degli occhi che già conosci.
Basta un Buongiorno, questo viaggio mi sa lo faremo in piedi.
Basta un libro in mano, un sorriso e un che studi?.
Ché poi quando ti lasci andare di fronte a gesti semplici, quando le parole le lasci uscire, scopri quanto l'imprevedibilità, le coincidenze siano fatte di attimi di bellezza.
Riesci persino ad assaporare un po' di felicità. Ché trovarla tra tutte le parole, i suoni, le immagini che inondano le nostre giornate non è semplice. 

Caro Sig. Luigi, 
le nostre parole sono in crisi, le emozioni anche, ma in tempi duri come questi, dove non ci si fida neanche di se stessi, trovare persone sensibili come lei è davvero una fortuna. 
Io non so bene chi lei sia, ma mi è bastato guardare nei suoi occhi mentre mi parlava del suo lavoro, della campagna elettorale di Obama, dei suoi viaggi per il mondo, dei bambini del Zimbabwe, della sua passione per l'arte e di quella per lo sport, per capire che lei è davvero una di quelle rare persone che non incontri tutti i giorni.
Se appena scesa dal treno mi avessero chiesto cosa è la bellezza, avrei fatto il suo nome, avrei raccontato della sua sensibilità, della sua profondità d'animo, del suo coraggio e della sua ecletticità.
Avrei mostrato il mio sorriso migliore, quello che lei mi ha lasciato impresso sul viso.
Avrei citato Dostoevskij, e avrei fatto riferimento a lei parlando della bellezza che salva il mondo.
Perché la bellezza è negli occhi delle persone che incontri.

Qualcuno mi ha detto che io sono matta, può essere, ma quando qualcuno mi regala qualcosa di bello voglio condividerlo. Ed è il motivo per cui ho scritto questo post, perché tenere compresse nel cuore le emozioni che lei mi ha regalato, so che non mi avrebbe fatto bene.
Ci siamo lasciati dicendoci che nella vita è importante condividere con qualcuno.
E io la ringrazio per aver condiviso la sua storia con me.


sabato 26 gennaio 2013

On air #63



Penso che sia semplicemente bellissima.
Ah attenti alla nostalgia, alla malinconia, alla tristezza...potrebbero essere in agguato.
Ma vale la pena rischiare.


Come state crescendo i vostri figli?

Ero a lezione di zumba quando ho visto due bionde finte arrivare. 
Lì per lì non ho capito che fossero madre e figlia, anche perché la prima sembrava una 14enne e la seconda pensavo avesse la mia età (in realtà solo dopo ho cominciato a realizzare che era una teenager che si portava male i suoi anni).

Chi fa zumba sa benissimo che si suda. E non una gocciolina sulla fronte.
Roba da strizzare le t-shirt e giocare a miss maglietta bagnata. 
Quindi mi sembra naturale raccogliere i capelli (questo per dirvi che bionda finta figlia aveva dei lunghi capelli sciolti che poi si è fatta raccogliere da sua madre e meno male...perché non so cosa mi abbia trattenuto dal dirle legati quei cazzo di capelli che non è il momento di fare la figa, anche perché non lo sei). 
Come mi sembra ovvio essere provviste di una bottiglietta d'acqua. 

Va beh. Ma queste sono abitudini.
La pseudo-teenager, quando la sua bottiglietta (500mL) condivisa con sua madre era finita, ha cominciato a lamentarsi.
-Mamma ho sete.
-Non puoi aspettare? Tra 20 minuti ci viene a prendere papà e bevi.

Dopo 3 minuti.
-Mamma ho sete.
La madre la guarda, prende la bottiglietta vuota  e si dirige verso una ragazza.
-Non è che potresti darmi un po' d'acqua?

Ecco, non è successo niente di grave. Ma io sono rimasta con la bocca aperta per almeno 5 minuti.
Sorpresa. Sì, S O R P R E S A.
Ho pensato...ma come cazzo state crescendo i vostri figli?

Vi siete accorti che i vostri figli sono viziati? Che sono mammoni?


Se una ragazzina di 16 anni o poco più non riesce a stare senza acqua (quando in realtà la palestra è dotata di distributori) e sua madre le dà corda chiedendo acqua a perfetti sconosciuti, quando questa ragazzina si troverà a che fare con i veri problemi della vita (dove magari -ovviamente sto esagerando- senz'acqua si dovrà trovare per altre ragioni) che farà chiamerà sua madre?

Sarà che io sono stata abituata a crescere senza una presenza materna costante affianco, ma sono davvero intollerante verso queste madri così premurose e onnipresenti. E spero di non esserlo un giorno, perché essere indipendenti nella vita è fondamentale. 

Già dalla prima elementare andavo da sola a scuola. 
In quinta avevo le chiavi di casa, sapevo farmi il letto e aiutavo mia madre nelle faccende di casa.
Durante gli anni del liceo ho fatto i più svariati lavoretti.
Non so fare un sacco di cose, non conosco la gestione di alcune situazioni che mi piacerebbe (e soprattutto dovrei assolutamente) imparare a gestire, eppure stasera ho benedetto i miei per l'educazione e gli insegnamenti che ho ricevuto.
Gli ho benedetti perché mi hanno insegnato la pazienza, mi hanno insegnato ad essere indipendente e risolutiva. Mi hanno insegnato ad essere quella che sono, e dopo tutto, per fortuna, non sono così male.

venerdì 18 gennaio 2013

Questo blog è in crisi.

Questo blog è in crisi, come la sottoscritta.

Allora, prima di impelagarmi in discorsi farfuglianti e inconcludenti, faccio una piccola premessa.

Questo blog nasce un po' come uno sfogatoio (non si era capito, eh?!). 
Da piccola ho sempre coltivato la passione per la scrittura, e vi posso assicurare che negli anni passati ho scritto certe cose che, seppur paranoiche, erano davvero dei bei gioielli in confronto alle cagate che scrivo ora. E non lo dico per vantarmi, o per demolire quello che ho scritto finora, ma semplicemente perché davvero credo di aver perso tutta la poesia che mi sono portata dietro fino ai 20 anni. Non perché ora mi manchi, ma il fatto di essere cresciuta e divenuta più disillusa rispetto a prima, ha sicuramente impoverito tutto il mio lessico poetico, nonché tutta l'ispirazione che mi coglieva anche nei momenti più improbabili e che prontamente riversavo su carta.
E poi ve lo dico...io scrivevo così bene, che al tempo, quando ero moooolto giovane, fui selezionata per uno stage alla Holden di Baricco. E ora non chiedetevi come sia stato possibile, posso solo dirvi che con gli anni si cambia. E io credo di averlo fatto in peggio, in questo senso.

Comunque, dicevamo che questo blog è nato un po' come uno sfogatoio. 
Chi mi segue da più tempo, forse sa che avevo un altro blog- la famosissima sospesanelviola (mi avete riconosciuto, eh?!)- nato in un periodaccio della mia vita e poi chiusosi così, semplicemente perché quella me raccontata in quel blog non mi apparteneva più.
Poi è nato questo spazio, una nuova versione virtuale di me (e direi anche reale), una colletta di pensieri, paranoie, ansie, parole, musica, cazzate, e tanta altra roba.

Ora, però, questo blog è un po' in difficoltà. Arranca. Nessuna chiusura, per ora, all'orizzonte. Ma confesso che sono in crisi. Che le parole mi sfuggono di mano, che sinceramente vorrei dirvi un sacco di cose ma per vari motivi non posso scriverle, che l'ispirazione mi manca, così come il tempo, la voglia, la pazienza, lo sguardo attento di chi osserva tanto e immagina mettendo insieme chilometri e chilometri di pensieri.

E' un periodo un po' così, e non chiedetemi cosa ho, che non ve lo so spiegare neanche io. Perché per i moti interiori non c'è nessuna legge fisica in grado di spiegarne le cause e i principi.
E' come se qualcosa si fosse rotto dentro, e allora mi sforzo di tenere insieme tutte quelle parti di me che non vorrei perdere ma che sinceramente faccio fatica io stessa a sopportare.
Non si finisce mai di conoscersi, e in questi mesi, per fortuna, ne sto avendo la conferma. Potrei riassumere quello che sto vivendo con una frase di Tolstoj - avvertivo dentro di me una sovrabbondanza di energia, che non trovava sfogo in una vita tranquilla. 
E anche se faccio le mie cose, un'apparente normalità che coltivo giorno per giorno non mi assicura una vita tranquilla. Perché non so se è quello che vorrei, perché le inquietudini sono un po' il motore del nostro cercare, del nostro desiderare...e allora se svanissero, sarei felice lo stesso? Non lo so.

E quindi niente. Questo spazio rimane sospeso un po' così. Le mie parole rimangono, io non so.



giovedì 17 gennaio 2013

Sole, cuore e amore.

Di anni ne sono passati, eppure ricordo benissimo quella mattina di fine agosto, quando di fronte ad uno specchio imitavo lei.
Cantavo, stonando, 3 parole mentre Mary mi guardava e sorrideva scattandomi foto che non avrei più rivisto.
Eravamo al nostro primo camposcuola in un paesino sperduto del Salento.
Mentre tutti erano al mare, noi, con le fronti sudate, pensavamo a quale amore potesse volerci.
Non avevamo istruzioni per sopravvivere ai nostri amori non corrisposti.
Eppure eravamo felici così, ridendo davanti ad uno specchio, con tre parole sole, cuore e amore.


lunedì 14 gennaio 2013

Voglio fare la modella.

No, non prendetemi per seria. Ché io ogni tanto scherzo.
E comunque mi sono iscritta in palestra. E non per dimagrire.
Anche se quando l'istruttore mi ha chiesto qual è il tuo obiettivo? L'ho guardato e gli ho detto dimagrire!
Colta dalle mille buone intenzioni ho fatto l'abbonamento a tutto: zumba, gag, tonificazione, fit boxe, spinning, sala attrezzi e nuoto libero.
In pratica ho deciso che mi stabilirò in palestra.
Io e il mio acido 2-idrossipropanoico.
Farò diventare un modello anche lui.
Ah...dimenticavo di dirvi il motivo per cui mi sono iscritta in palestra: per incasinarmi di più con i tempi, avevate dei dubbi?



martedì 8 gennaio 2013

Sono una donna anche io, ed è questo che mi frega.

A volte credo di pretendere troppo da me stessa. 
Ho sbagliato tante di quelle volte nella mia vita che non riesco a perdonarmi il tempo perso dietro ai miei errori. E allora cerco di indossare il vestito impeccabile di una desiderata precisione.
Ho una vita che sembra un orologio svizzero, eppure ci sono tante, troppe cose che lascio in sospeso.
Oggi, per l'ennesima volta mi sono trovata di fronte ad una me che non riesco a gestire.
Eppure io non sono questa. O almeno così credo.
Mi basterebbe nascondermi in un abbraccio e sono sicura che il mondo sarebbe un posto migliore.
Sono una donna anche io, ed è questo che mi frega.



lunedì 7 gennaio 2013

Partenze.


Sei seduta di fronte all'ennesima tazza di caffè ché ormai hai perso il conto. 
Di fronte a gente che fino a qualche mese fa non avresti pensato mai di frequentare.
Vite diverse, strade che forse faranno fatica a incontrarsi in tempi migliori. 
Eppure sembra che gli anni non vissuti insieme non contino affatto.
Ci siete voi, quel caffè, gli ultimi momenti passati insieme e le partenze in arrivo.
Sì, perché la vita è così. Ti toglie il bello proprio quando ne cominci ad assaporare il gusto.
Si parla come se le distanze non possano ferire ciò che di bello abbiamo costruito, perché i legami, quelli veri, riesci a costruirli anche con chi non puoi viverti appieno. E ti rendi conto che non importa la quantità di tempo che hai trascorso insieme, ma la qualità di quel tempo.Che anche se è stato poco, ti ha dato tanto. 
Abbiamo tutti in mano una parola che ci fa tremendamente paura, si chiama futuro e qualcuno di noi comincia a costruirlo in una terra che non è più l'Italia. Abbiamo gli occhi pieni di dubbi, ma siamo bravi a spegnere le ansie con un sorriso. Lo abbiamo imparato insieme, come se quel piccolo trucchetto avesse un potere taumaturgico. E dobbiamo sfruttarlo al meglio, perché le partenze si avvicinano e gli abbracci a volte non bastano. Sono un po' false promesse che non riusciamo neanche a pronunciare.
E allora ci guardiamo negli occhi e sorridiamo, perché infondo quello che passa dentro ce lo siamo detti così, senza troppi giri di parole.









sabato 5 gennaio 2013

Speed date.

Era come in uno di quei film americani.
Occhi negli occhi come in una forma di speed date nostrano.
Poche parole. Molti dettagli.
Come un orologio, un viaggio a San Francisco, battute dette sottovoce per non esporsi troppo.
Chissà perché c'è sempre l'imbarazzo dopo aver osato.
Sarà una specie di vergogna.
3 minuti e poi cambio.
Il verdetto non è positivo. Hai perso.

giovedì 3 gennaio 2013

Controvento.


Ho il vento in faccia e il sole che mi bacia la pelle.
Sembrano giorni belli ché ho paura a dirlo.
Eppure dentro ho ferite che sanguinano. 
Ma le cellule fuori sono così compatte che non traspare nulla.
Ho lasciato andare via un po' di etichette, tagliato i fili della pazienza, bucato le trame della costanza.
Con un filo di voce e gli occhi umidi sono riuscita a dire quello che pensavo.
Riesco ancora a commuovermi. Pensavo non fosse possibile.
Scomode verità, che fanno male anche a pronunciarle. Eppure il senso di libertà rende leggeri.
L'ho imparato ieri sera, mentre fumavo seduta su quella panchina come se fosse estate.
E' stata una notte intensa, fatta di risate e chiacchierate nostalgiche.
Forse riusciamo ad essere migliori solo quando ci impegniamo ad essere più veri.
Così, schiena dritta, controvento.








mercoledì 2 gennaio 2013

Buon DuemilaCredici.

Voglio credere che quest'anno sarà un bell'anno.
Niente paranoie. Niente ansie. Niente pippe mentali.
Per quello c'è sempre tempo.
Pensiamo al bello. Chè la bellezza salverà il mondo.
E la poesia pure.

Sono particolarmente positiva. Nonostante il mio corpo mi ha abbandonato la notte del 31 e fa fatica a riprendersi. Della testa non ne parliamo. 
La famosa notte del 31. Voi che avete fatto?
Io meglio che non ve lo dico. Altrimenti perdo tutta la mia credibilità. E diciamo che mi vergogno anche.
Ho davvero esagerato. Però.
Però ho capito che
-non berrò per i prossimi 20 anni
-le cose improvvisate sono le più belle
-volere è potere e funziona se ci credi
-non serve fare la gatta morta, strusciarsi addosso a qualcuno per ottenere un bacio o chissà che
-lo sguardo è tutto
-è bello avere accanto qualcuno che si prende cura di te quando stai male.

Io a questo 2013 ci credo.
Non sarà l'anno della svolta, o forse sì, ma viverlo senza aspettative e prendere quello che viene mi sembra un buon proposito per viverlo al meglio.

Quindi Buon DuemilaCredici :-)

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