venerdì 29 marzo 2013

Perché sei così bello?

Ho dormito poco, sarà per quello che ho un mal di testa assurdo e che stamattina fatico a fare tutto. 
Perfino a respirare. 
E' una bella giornata di sole, alla faccia di chi ha detto che sarebbe arrivato il brutto tempo.
Ho tante cose da fare, ma le rimando.
Oggi voglio vivere così, senza preoccupazioni, senza fare programmi.
L'unica cosa certa è il letto sfatto su cui posso appoggiarmi quando voglio, la roba da stirare e la palestra a pranzo. 
Rimarrò così sospesa...infondo è appena cominciato un weekend di festa. O quasi.

Penso a ieri sera. E sorrido.
Cavolo se sono stata bene. 
Sarà l'effetto che hanno certi uomini di farmi sentire a mio agio subito.
Eppure ero imbarazzatissima. Ho avuto gli occhi puntati addosso per più di un'ora e ho fatto finta di niente.
Fanculo tutti i complessi che una si fa venire quando si guarda allo specchio.
Altro che Mr Grey. Ieri ho conosciuto un tipo bellissimo. Ovviamente uno di quelli belli e impossibili che piacciono a me.
Quelli che ti fregano con uno sguardo. 
Che hanno quel modo di parlare che la tua testa nel frattempo fa mille viaggi.
Che sono in grado di farti risvegliare le farfalle nello stomaco poggiandoti la mano sul ginocchio o scostandoti i capelli.
Che li guardi e dici cavolo ma perché sei così bello.

Ecco perché sei così bello?

Ma ovviamente io non mi smentisco mai. Mi innamoro sempre di situazioni impossibili.
Il belloccio in questione, singol brillante con la classica aria del Don Giovanni (che purtroppo ci frega) sulla soglia dei 40 ...non vive qui.

Sembrava tutto bello, vero?


martedì 26 marzo 2013

E chissà quando guarirà questo cuore anoressico *

* Nuvole senza Messico - Giorgio Canali & Rossofuoco

E' un periodo nuovamente così. Infondo non ci vuole molto a capirlo. Non so a quanto risale l'ultimo post sensato. Non vi biasimo se mi dite che non state capendo una mazza, perché infondo non ci sto capendo niente neanche io.
Però.
Però ci sono cambiamenti che io non so come gestire. Essere e fare gli adulti è difficile. Soprattutto se sei donna. Soprattutto se devi dividerti tra quello che dice la testa e quello che dice il cuore e il fegato.
C'è che sto vivendo una situazione strana. E non ci vuole molto a capire che c'è un uomo di mezzo.
Una situazione indefinibile.
E io mi odio, perché non riesco a prendere una decisione. Neanche l'altra persona se è per questo (infatti odio anche lui).
Perché forse non c'è nessuna decisione da prendere.
Ma mi odio lo stesso. Perché so che questa non sono io.
Mi sento sdoppiata, meccanica, vuota.
Boh.
Delle volte è più semplice amare, innamorarsi, invaghirsi, infatuarsi e magari stare male.
Il problema è quando succede il contrario.
Quando la tua testa vorrebbe uno slancio affettivo, mentre il tuo cuore lo vieta.
Un'altra me si sarebbe incazzata.
E invece rimango così, sul vago, senza sapere se voglio tutto questo, se mi sta bene, se mi diverte, se mi piace. Prendo quello che viene e il giorno dopo ci sto male. 
Accumulando magoni di dimensioni cosmiche. Ma quanto è difficile essere donne?
Bisogna sempre dividersi tra quello che dice la testa e quello che dice il cuore.





domenica 24 marzo 2013

Cuore nero

Spalle larghe. Occhi azzurri. Parole pesate.
Non mi aspettavo nulla. Eppure è successo tutto così, all'improvviso.
La pioggia, le mani di benzina, i discorsi esistenziali per spegnere i rossori dell'imbarazzo.
Desideri consumati in pochi metri quadri.
Tanti perché senza risposta.
Ero riuscita a tenere sotto controllo i pensieri fino a ieri.
Poi ho rivisto quelle spalle.Quegli occhi.
Ed ora eccomi, io e il mio cuore nero.



lunedì 18 marzo 2013

Ad cazzum

Ho messo i Tiromancino come sottofondo musicale per questo post. E vi ho detto tutto. 
Poi uno si chiede perché scrivo poco e le parole non escono.
Pazienza, abbiamo tutti degli scheletri dentro l'armadio. Il mio in questo momento sono musiche di merda e canzoni pseudo-esistenziali. Ah, dimenticavo i chili di troppo che ovviamente con tutte le abbuffate di dolci non vanno via.
Sono lontana da questo blog, lontana dai vostri e sinceramente non faccio nulla per cambiare lo stato delle cose. E' un periodo in cui teoricamente sono un po' più libera, non ci sono esami imminenti e le lezioni si sono ridotte. Eppure è come se tutto questo tempo non basta mai. 
Per il cazzeggio, ovviamente. 
Il problema è che è un cazzeggio fine a se stesso, inutile.
Ma lasciamo stare, che altrimenti stasera finisco per litigare con me stessa.

Cosa succede? Eh, già. Succedono tante cose. Così tante, che mica posso scriverle tutte.
Per questo mi sono comprata una Moleskine, che certe libertà è bello tenersele per sè.
E poi volete sapere la verità? 
Questo mondo virtuale, fatto di gente con la testa ripiegata sullo schermo del telefono a controllare le notifiche, di questi rapporti ambigui che sono pieni di parole che in faccia non si direbbero mai...beh mi ha un po' stufato.
Prima di partire per Londra mi è preso uno di quei soliti magoni da SPM (sindrome pre-mestruale) per un deficiente che non ho capito che parte ha avuto nella mia vita (adesso però lo so: un bravissimo attore che una volta dimenticate le battute ha deciso giustamente di ritirarsi dalle scene). E mi sono chiesta se è giusto stare così per gente che infondo non conosciamo. 
E ho avuto la stessa sensazione questa mattina, anche se per motivi diversi.

Ieri senza averlo programmato mi sono ritrovata con un tipo conosciuto qualche mese fa (e baciato la notte di capodanno con litri e litri di alcol nelle vene). 
Oh cavolo, quanto mi mancava passare del tempo con un uomo e con gli ingredienti giusti: i luoghi deserti, la pioggia, il mare, le follie, i baci sul collo.
Ma stamattina mica sapevo che c'avevo in testa.
E' stato un po' come dormire con qualcosa di scomodo addosso e allo stesso tempo fare finta di nulla.
Cumuli di sensazioni ibride che...boh. Proprio non saprei spiegarvi.
E ripetevo a dirmi non sono io, non sono io.
In un altro momento della mia vita mi sarei svegliata canticchiando Love is in the air e invece stamattina zero romanticismo, zero buon umore, solo apatia.
Apatia e paura. 
Paura che forse sto diventando troppo meccanica. Che forse il cuore l'ho così maltrattato che non è più in grado di provare niente. Nemmeno una minima gioia per una serata fuori dal comune.
E se tutta questa meccanicità può essere un vantaggio, perché così almeno riesco a tenere separati mente e cuore, delle volte può distruggerti. Sentirsi automi non è bello.
E ignorare, fino a quasi dimenticare, quello che ti è successo rende delle merde.
E poi questi magoni che mi prendono così senza motivo.
Come al solito mi perdo dietro le mie pippe mentali e venirne fuori è un macello.
Il cervello ce la mette proprio tutta per essere complicato, eh!

Per il resto, ho ancora la sindrome di Stendhal dopo essere stata a Londra.
Ho un sacco di ore di sonno da recuperare e zero voglia di studiare.
E' stato un weekend pesante, soprattutto perché ho dormito pochissimo (8 ore in 2 giorni), ma per fortuna non mi sono fatta mancare nulla: sono andata a ballare, mi sono divertita, ho cercato di fare shopping con scarsi risultati e purtroppo, ho mandato a farsi fottere i sacrifici di una settimana di palestra, con dei buonissimi dolci siciliani.
Ah, la palestra. Penso che a breve mi farò una tenda lì.




martedì 12 marzo 2013

Marzo

Uscirò a comprarmi una Moleskine.
Ho voglia di carta pulita, bella e profumata.
Di Bic nere e nuove.
Di evidenziatori, post-it e pensieri.
Mentre passeggiavo per le strade di Londra, la mia testa elaborava poesie alla velocità della luce.
E' stato odio e amore. Angoscia e gioia.
Un misto di emozioni che raramente ho provato nella mia vita.
Ho bisogno di raccontare. Ma questo schermo mi sembra così sterile.
Andrò al mare, al mercato, in posta.
Voglio vedere gente, sorridere ai vecchietti, rimettermi sui libri.
Fare programmi e organizzare il prossimo viaggio (meno di un mese).
Disfarmi del vecchio, svuotare gli armadi nonostante sia ancora freddo, lasciare spazio per il nuovo.
Prendere quello che viene. I tuoi discorsi strani, la tua pancetta, i tuoi occhi che mi scrutano.
Non so cosa stia succedendo, lascio che la vita accada.


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