venerdì 28 giugno 2013

Prima o poi torno.

L'ho promesso a me stessa. Devo tornare qui. 
Devo raccontarvi la mia vita. 
Devo scrivere qualcosa. E mica perché voglio sputtanarmi così, in modo gratuito. Ma perché ho bisogno di distendere i fili della mia esistenza. 
Prendere i fotogrammi uno per uno e guardarli da vicino. 
Analizzarli con quella meticolosità di cui solo uno scienziato è capace. 
E non perché mi sento tale, anche se vorrei esserlo.
Eh, già. Quella parola fa così paura. 
Vorrei. Un tempo verbale tra futuro e desiderio.
Nel frattempo accumulo stanchezza, la porto con me, peggio di un segno indelebile sulla pelle.
La coccolo, la nutro, la bestemmio. E lei rimane con me.

A breve ho un esame, ne avrò fatti una quarantina nella mia vita. Ma le sensazioni non cambiano.
Le ansie restano.
Le domande esistenziali pure.
Sembra che non si cresce mai abbastanza di fronte alle prove della vita.
Che poi chissà che cosa può succedere. Potrò incassare una bocciatura e tornare a casa sconfitta.
E non mi spaventa questo. 
Mi spaventa il fatto di poter pensare di me di essere una fallita, di aver speso il mio tempo inutilmente. Di aver preferito un po' di sole alle pagine stropicciate dei miei appunti.
Come se tutto questo sistema non contribuisse abbastanza a farti sentire una merda.

Ma torno. Prima o poi ho promesso che lo faccio.
Se non altro per dirvi che l'esame l'ho superato. 
[Incrociate le dita nel frattempo]


lunedì 17 giugno 2013

Che vita di merda.

Vorrei lamentarmi.
Vorrei gridare che la vita è una merda.
Che non mi piacciono le macchie che mi sono uscite sulla faccia.
Che la bioinformatica fa schifo.
Che sono stanca di vedere chiappe piene di cellulite in mostra con molta nonchalance sulla spiaggia, mentre io mi faccio mille problemi per indossare uno slip normale.
Che pure io voglio un uomo. Di quelli seri. Di quelli che mi danno un bacio sulla fronte e mi guardano negli occhi quando mi parlano.
Che mi sono già rotta le palle dei weekend tutti uguali.
Che è frustrante vivere pensando continuamente a cosa pensano gli altri di te.
Che sono un po' invidiosa della felicità altrui. Perché la vorrei anche io. Almeno un po'.
Che tu sei uno stronzo, però mi piaci.
Che questi brufoli sul mento non me li merito, non ho mica 14 anni.
Che le mie amiche non possono sposarsi facendomi sentire ancora più sfigata. E mica perché non ho un marito...no, no. Manco lo voglio, un marito. Però...provate ad immaginare come mi sento, io, a 27 anni, ancora sui libri, senza un lavoro, senza soldi e senza sogni.
Che vita di merda.

sabato 8 giugno 2013

The summer is magic oh oh oh


Confido nel potere dell'estate. Intanto oggi sono ritornata al mare dopo quasi 20 giorni di astinenza.

domenica 2 giugno 2013

Domenica mattina.

Domenica mattina. Il caffè è ancora sul fornello. Sento il suo odore dalla cucina. Ho il telefono tra le mani. Racconto la mia serata ad una delle poche amiche sveglie, fatta di Grey's Anatomy, Herman Hesse e Jeff Buckley. Santo Whatsapp. Fa sentire più vicini. Minimizza le distanze.
Mi alzo, ho bisogno di una ricca colazione, anche se nel frigo non ci sono yogurt e l'unica cosa buona sono i biscotti integrali, rigorosamente biologici. Adesso mangiare bio è diventata un'ossessione.
Ne prendo 3. Contati, come i desideri per questa mattina: buona musica, bici e mare. Ho bisogno di lasciare andare le gambe, insieme ai pensieri.
Bevo il caffè, mentre leggo distratta il corriere che mio padre ha portato stamattina. Sempre belle notizie da questo paese allo sfascio.
L'Italia derubata e colpita al cuore, viva l'Italia, l'Italia che non muore. Però mi piace questo paese, perché sa resistere. O forse mi illudo che sia così.
Ma per oggi niente discorsi seri. In queste ultime settimane mi sono fatta odiare parecchio. Sapete, alla gente dà fastidio la verità. Dà fastidio che ci sia qualcuno che stia lì a puntualizzare, che si informa, che ha il coraggio di rompere gli schemi con la forza del proprio pensiero. E non voglio fare la Bastian Contrario della situazione, ma questo paese deve svegliarsi. E lo dico soprattutto per il mio ameno paesello, così riluttante al cambiamento.
L'altra sera stavo per mangiarmi viva una ragazzina (in realtà non molto più piccola di me) che diceva: è facile criticare la politica dal di fuori (e fin qui nulla di male, c'hai ragione!), ecco perchè ho deciso di starci dentro. Mi sono iscritta al partito del PDL, per capire... Al momento in Italia è l'unico partito forte...
Cosaaaaaaaaaaaaaaaa??? Ma cosa devi capire che non sia stato spiegato??? Vi giuro che quando sento parlare la gente così, soprattutto se quasi mia coetanea, mi parte l'embolo. Ma che cazzo dite?!
Il clou è arrivato quando ha detto Penso che Angelino sia un ottimo leader...dovrebbe governare lui.
Eh??!! Angelino??? Ma è tuo fratello che lo chiami così?! No, e allora!
E poi non ho potuto trattenermi dal dirle Ma lo sai che ci sono delle controversie su di lui in merito alla sua associazione con l'ambiente mafioso?! No, perché certe cose è bene ricordarsele, o  meglio saperle! E sarò anche pervenuta, però checazzo!
Ok, ho detto niente discorsi seri. Anche perché ne ho poca voglia. Ho poca voglia di incavolarmi e rattristarmi anche oggi.
Voglio rimanere leggera. E allora finisco il mio caffè, indosso le mie converse gialle, inforco la bici e vado al mare.
Buona domenica!


sabato 1 giugno 2013

Lover, you should've come over.

Piove dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse, 
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove sui mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
sui ginepri folti
di coccole aulenti,
piove sui nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggeri,
sui freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
sulla favola bella
che ieri 
t'illuse, che oggi m'illude
o Ermione.


Mi vengono in mente questi versi mentre guardo la pioggia cadere dietro i vetri della mia finestra. 
E' dalla terza media che me li porto dietro.
Ricordo ancora la spiegazione del mio professore di italiano delle medie. Fu così passionale e poetico, che   ho ancora in mente la sua voce mentre leggeva i versi di D'Annunzio. E ricordo anche quella della mia professoressa del liceo. Una lagna che mi costrinse a cimentarmi in una lettura solitaria. 
D'Annunzio è uno di quegli autori che o ami o niente. Lo ignori, arrivi persino a detestarlo. Non ci sono vie di mezzo. E io un po' l'ho detestato. Insomma mi sembrava un saputello, irriverente, ambizioso e competitivo. Oltre che un erotomane pervertito. E poi le sue ideologie...insomma, non è mai stato amore.
Eppure questa è una delle poesie che amo di più. Che ricordo con piacere. Un po' come La ginestra di Leopardi. Ma ci pensate? Tutti lì a pensare che Leopardi era un pessimista del cazzo, uno che se avesse copulato un po' di più nella sua vita (Giacomo, io al tuo posto a Silvia l'avrei invitata a cena, altro che poesia!) avrebbe risolto il 90% dei suoi problemi...e poi scrive La ginestra.
Quella botta di realismo sulla condizione umana.
Nonostante il terreno ostile del Vesuvio, sulle sue pendici spunta un fiore: la ginestra.
Ora ditemi voi se questo è pessimismo. Certo che no.

E niente, mi venivano in mente questi versi.
Mi veniva in mente una favola bella, quella che ieri mi illuse, quella che oggi continua a illudermi un altro po'.
Il ricordo di una camicia maschile indossata per caso, i capelli spettinati, quell'aria indolenzita che solo un risveglio in un letto non tuo sa darti.
E poi l'odore del caffè mentre tu scrutavi i miei nei, li toccavi uno per uno, segnando i confini di una mappa immaginaria con le tue dita. 
Maledetta pioggia. Ha il potere di farti venire in mente ricordi che tagliano. E tagliano a fondo, quasi fino a squarciare un cuore già malandato.
La osservo cadere, e continuo a farlo mentre Lover, you should've come over passa in sottofondo. Ho deciso così questa sera. E senza volerlo questa canzone di Jeff sembra perfetta. E' mia, e me la sento addosso come un abito che mi calza a pennello.

Maybe I'm too young to keep good love from  going wrong
but tonight you're on my mind so you never know

E' un pensiero martellante, scava, amplifica il senso di solitudine. Eppure so che non dovrebbe essere così, non dovrebbe esserlo per me, per il mio bene. Vorrei che il pensiero stesso uccidesse la mia capacità di pensare, e invece no. Il cervello diventa un groviglio di cellule e pensieri scomodi che si intrecciano voluttuosamente l'un l'altro, fino a sposarsi alla perfezione.

Sometimes a man must awake to find that really,
he has no-one
so I'll wait for you...and I'll burn
will I ever see yout sweet return 
oh will I ever learn
oh lover, you should've come over
'cause it's not too late

Non è troppo tardi per desiderare un ritorno. Infrangere questo sogno sarebbe un delitto. 
E così rimango lì, ad ascoltare queste note, che nel frattempo riempiono le mie vene, arrivano al cuore, e poi allo stomaco, per poi risalire fino alla bocca. Canticchio, dondolandomi su me stessa, scalza, con i piedi sul pavimento freddo, quasi a ritmo di pioggia. La stessa pioggia che adesso entra dalla finestra che ho lasciato aperta.

It's never over, my kingdom for a kiss upon her shoulder
It's never over, all my riches for her smiles when I slept so soft against her
It's never over, all my blood for the sweetness of her laughter
It's never over, she's the tear that hangs inside my soul forever

Non è mai finita. I ricordi sono vivi. 
Ho ancora il sapore dei tuoi baci sulle mie labbra. Sento l'eco del tuo sorriso nei miei neuroni. Immagino ancora i tuoi occhi che fissano i miei.
Amore saresti dovuto tornare. 
E' tutto vivo qui, come l'hai lasciato l'ultima volta che sei andato via.
C'è ancora quel libro di Shakespeare sul comodino. Le tue Pall Mall sul tavolo. Gli yogurt in frigo. I calzini a righe nel cassetto. Il pigiama sotto il cuscino.
E poi io con la tua camicia addosso.

Lover, you should've come over
'cause it's not too late



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