martedì 28 gennaio 2014

Alloggio, no grazie.

Quando la prof. mi ha offerto un posto in foresteria per un mese aggratis mi si sono illuminati gli occhi. Luccicavano dalla gioia perché avrei avuto un mese di affitto e spese incluse in meno sulle spalle (dei miei). Ecco ora, all’inizio della mia terza settimana nello scatorcio in foresteria, non vedo l’ora di andare via. 
Ok, ho risparmiato un sacco di soldi (magari mi faccio un viaggetto), ma ho fatto una vita di merda.
Non voglio sembrare la solita ingrata, ma se sapeste come mi sono mossa nei pochi metri quadri della mia stanza in questi giorni, beh...forse forse un po' di ragione me la dareste.
Sabato prossimo avrò una stanza tutta mia e, sebbene ci saranno un po’ di faccende da sistemare (mancano tv e internet), non vedo l’ora di: 
poter dormire in un letto pulito; 
farmi la doccia e non desiderare due minuti dopo di farmene un’altra perché gli asciugamani sono stati appoggiati su una sedia all’apparenza pulita; 
poter appoggiare la roba sul letto non pensando che le coperte siano cumuli di acari e sporcizia varia, 
non preoccuparmi se qualche briciola cada per terra tanto non si formerà mai un cumulo di formiche; 
poter mangiare tutto quello che mi va, senza disinfettare tutto ventoridicimila volte; 
non passarmi l’amuchina sulle mani ogni volta che tocco qualcosa; 
non svegliarmi la notte pensando che spunti un topolino da qualche parte; 
insomma avere una vita normale
Perché la vita in foresteria sarà pure comoda (sono a 30 secondi di orologio dal laboratorio, visto che si trova proprio sullo stesso pianerottolo), ma non è vita. 
Non sono fissata con la pulizia, ho dormito per 10 giorni per terra, in palestre sporchissime, in mezzo a scarafaggi e topolini, ho fatto docce in bagni incrostati di ruggine e altre porcherie, ho fatto vita da campeggio, ma diciamo che avere queste esperienze paranormali per 1-2-3 anche 10 notti, non è come avercele per 3 settimane. Direi proprio di no. 
Quindi… arrivasse in fretta sabato!

mercoledì 22 gennaio 2014

Va bene, va bene così.

Oggi mi sento bene.
Ho le cellule tutte esaltate. Sarà stata la corsa tra la nebbia.
Certo, non è come correre lungo la mia litoranea, ma va bene così.
Almeno la testa è impegnata per un po'. Poi mi mancava fare sport.
Sono tornata tardissimo dal laboratorio. Ormai ho uno stomaco di ferro con tutti quei topi che vedo ogni giorno. Mi sto facendo passare lo schifo.
Ho lasciato la borsa, mangiato due waffel alla vaniglia (forse erano più di due :D), mi sono sfilata i jeans, ho messo su l'unico pantalone sportivo che ho portato qui, la felpa e sono andata a correre.
Snow Patrol e un po' di nebbia mi hanno fatto compagnia.
Poi c'era anche un tipo carino, rossiccio, ma carino.
Niente contro i rossi, anzi. Però preferisco quelli bruni.
Adesso sono distrutta, non so cosa preparare per il pranzo di domani e mi sa tanto che andrò a letto così, con questa canzone di Vasco e un sorriso ebete sul viso.


martedì 21 gennaio 2014

La vita è tutta qui?

Da quando sono a Verona, immancabilmente la mia mente, manco fosse un appuntamento prescritto dal medico, comincia a fare voli pindarici. 
E' ovvio che ne seguono pipponi dalle dimensioni cosmiche, ma ormai ci sto facendo l'abitudine e, in realtà, tutto questo a volte non mi dispiace, perché mi scopro abile in pensieri profondi e mi sento un po' la Pascal de noantri. 

In primis è il cuore che parla. Mi mancano i miei affetti, mi manca persino litigare con mia sorella, mi manca tantissimo la mia amica Emme. Il telefono, purtroppo, non sopperisce a queste mancanze, né ne allevia i sintomi. Per fortuna subentra sempre la ragione, che mi tengo stretta stretta e che rimette in riga tutte le mie cellule nervose.

Quando ho cominciato a scrivere questo post avevo tutt'altro in mente, ero appena tornata dal laboratorio, ho appoggiato la borsa sul letto e con la mano alla fronte mi sono detta la vita è tutta qui?
Mangiare, dormire, lavorare, andare in palestra, fare la spesa, fare l'amore - se si è fortunati, andare a cinema, fare shopping, mandare un messaggio su whatsapp agli amici lontani, lavare la roba, leggere un libro, guardare un episodio della nostra serie tv preferita. Davvero la vita è tutta qui?

No. Io non ci credo poi così tanto a questa ciclicità di azioni che si susseguono, scandendo le ore della nostra giornata. Della mia, della vostra.
Poi sono andata a farmi una doccia, ho cenato, ho preparato il pranzo per domani e ho lasciato che tutti i pensieri fluissero via.
Ma quando sono ritornata davanti al pc, ci ho ripensato. Davvero la vita è tutta qui?

Quando ero giù, sentivo che la mia vita era speciale. Ero fiera di come gestivo il mio tempo, di come incastravo i doveri e i piaceri, senza scontentare nessuno, nemmeno me stessa. Certo, molto spesso ne uscivo distrutta, perché non (mi) concedevo troppi no.

Adesso non posso tirare somme. E' prematuro e sciocco, ma ho paura che la mia vita si fermi a questo: la casa, il lavoro, la stanchezza che mi prende e che annienta tutti i buoni propositi. Forse è la paura più grande che ho da quando sono qui, ancor più di quella di non riuscire nel mio lavoro.

Ci vorrebbe un'altra doccia, forse renderebbe questa sera più leggera.

Mi sento pure stupida, perché sono sempre lì che penso e lascio che la vita scorri senza fare nulla.
Ma poi mi fermo e mi dico che non posso farci nulla, che questi pensieri ci sono ed è normale che mi vengano. Che è solo un periodo, che sto imparando l'abc della mia nuova vita, che sto conoscendo la mia nuova me, che ho deciso io di mettermi in gioco ed è giusto che sia così.

....forse è meglio che mi faccia un'altra doccia e vada a letto.


domenica 19 gennaio 2014

Fragile nelle relazioni

...ieri vedevo in tv (Le Invasioni Barbariche) l'intervista di Valeria Bruni Tedeschi che si definiva fragile nelle relazioni, in particolare definiva terribile questo modo di dimenticarsi, di abbandonarsi, di perdersi di vista, di lasciarsi andare, soprattutto se si è condiviso qualcosa (lei faceva riferimento alla sua storia con Louis Garrell, quel gran pezzo di figo!!)...e mi è venuto in mente quello che ho scritto l'altro ieri...che strana coincidenza...io mi sento così fragile nelle relazioni, e non me ne vergogno, anzi mi piacerebbe dirlo alle persone che frequento, che incontro, che conosco...ed è per questo che poi ho chiamato testadic, non sentivo la sua voce dal 2 gennaio...e guarda caso l'ho chiamato proprio oggi, ad un mese dal giorno in cui ci siamo visti...gli avrei voluto dire che non voglio perderlo di vista, che non voglio che ognuno si dimentichi dell'altro, ma poi sono rimasta così, come mio solito zitta, a tirar parole dalla bocca che non avevano alcun senso...
Verona, mi stai facendo un po' male.

giovedì 16 gennaio 2014

Verona, eccomi.

Eccomi!
Ho fatto un po' fatica a ritagliarmi del tempo per scrivervi, ma adesso che ci sono vi racconto tutto.

Allora...dove eravamo rimasti?

Nell'ultimo post ero più o meno nelle stesse condizioni in cui sono adesso: poche ore di sonno, ancorata agli occhi e agli abbracci delle persone care e in preda a mille faccende burocratiche da sistemare.
A questo aggiungeteci una tosse bestiale che manca poco che ci sputo i polmoni.

Ma andiamo con calma.

Sono arrivata a Verona. E questo può sembrare banale, ma non lo è. Trenitalia non delude mai, soprattutto quando deve fare ritardo. In questo lei è magica, fenomenale. 
Non mi sono ancora ambientata del tutto, anche perché sono qui da qualche giorno. L'unico tragitto imparato a memoria è quello policlinico-casa (che tra l'altro è proprio sullo stesso pianerottolo, roba da non crederci), casa-supermercato, casa-fermata dell'autobus. 
Il resto è tutto nuovo e, come tale, ancora da conoscere. 

Non ho ancora una sistemazione definitiva, sto cercando casa. 
Pensavo che la cosa fosse semplice, che le bacheche pullulassero di annunci e invece no. 
Ho visto 4 case fino ad ora, mi sono innamorata di una, ma come tutte le cose belle, aveva un po' di nei che sapevano di fregatura. E ho lasciato stare. 
Due erano decisamente da scartare, mentre quella che ho visto stasera è abbastanza bella che ho deciso di bloccarla. L'unica cosa che non mi convince è la zona.
Abitare a Borgo Roma non è bellissimo. Soprattutto per una che viene dal Sud come me, abituata ad uscire ad un orario in cui qui dormono già da un paio di ore.
La zona è tranquilla...ma non c'è nulla.
A dir la verità, tutti me l'hanno un po' sconsigliata, ma considerando che ci devo stare solo per 10 mesi, alla fine ho deciso che posso anche sacrificarmi un po'. Male che vada, leggerete dei post deprimenti e verrete a trovarmi per tirarmi su il morale!
Poi sono sicura che riuscirò a crearmi anche qui il mio angolino di mondo. O almeno ci spero.

Il tirocinio assorbe quasi tutte le mie energie, ma è ancora presto per lamentarmi.
Per ora posso dirvi che sto allenando molto bene il mio stomaco: nel mio laboratorio si lavora esclusivamente con topi e vederli sezionare alle 8.30 di mattina non è una bella cosa.

Per il resto è ancora troppo presto per poter dire qualcosa. Al momento sto zitta e osservo, mi guardo attorno, respiro quest'aria uggiosa, mi ritaglio dei momenti per me, come adesso che sto bevendo un the caldo per calmare la tosse.

Ogni tanto mi prende un magone incredibile, mi salgono le lacrime, poi guardo il mio tutor e mi dico che non è proprio il caso. 
Non è questione di mancanze, quelle credo ci saranno sempre, ma mi assalgono mille dubbi, mille pipponi, mille PAURE. A volte penso di essermi buttata in qualcosa di più grande di me e questa cosa mi blocca in una maniera assurda.

E poi...e poi niente. Penso ad un mese fa, a come stavo bene tra le braccia di qualcuno e come, invece, adesso non siamo che due estranei in due città diverse, con due vite diverse, con pensieri diversi e, magari, con persone accanto diverse.
Come è strana la vita. 
Non mi abituerò mai al senso di estraneità che si prova quando tutto finisce. Forse in questo sono ancora poco cinica. 
Voglio dire...come si fa a condividere un qualcosa di così intimo come un abbraccio, un bacio, uno sguardo e poi dimenticarsi di tutto come se nulla fosse?
Mah. Questi per me rimarranno i dubbi esistenziali che non troveranno mai una soluzione.
Fosse per me chiamerei anche l'ex più odiato e gli direi ti ricordi di quando ci baciavamo in macchina sotto casa? Alla fine è normale che le storie finiscano, ma diventare estranei è una cosa che odio.
Forse dovrò abituare i miei neuroni a non vivere più in modalità peace&love, chissà....magari la sera non mi ritrovo a fare a cazzotti con i magoni che mi prendono e mi bloccano lo stomaco.

Buonanotte!





martedì 7 gennaio 2014

Assenza giustificata.

Venerdì mi trasferisco.
Lascio l'ameno paesello (finalmente).
La testa è proiettata alla partenza, ma il cuore pensa agli occhi e agli abbracci di cui sto facendo scorta in questi giorni.
Sensazioni strane a go go e poche ore di sonno.
Vorrei mettermi a letto e svegliarmi domenica mattina, ma le valigie e le faccende burocratiche, ancora da sistemare, mi ricordano che c'è poco tempo per dormire.
Quindi perdonate la mia assenza, quando tornerò vi racconterò un sacco di cose belle!


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