venerdì 14 marzo 2014

Uno di quei post che non hanno titolo.

Sono belle le giornate in cui in laboratorio c’è poco da lavorare e puoi gestirti il tempo come vuoi. 
Oggi ho studiato, non tanto in verità, perché ogni tanto spuntava fuori qualcosa da fare. E poi ho scritto sulla mia Moleskine, ho ascoltato un sacco gli Afterhours come ai vecchi tempi, mi sono distratta guardando le montagne dalla finestra, ho fantasticato parecchio sulla vita che non ho. 

Ecco, oggi ho pensato spesso proprio a questo. Alla vita che non ho. A volte, mi capita di pensare che la vita che sogno e immagino per me non sia possibile. Eppure non pretendo troppo. Non aspiro a felicità passeggere, né a quelle eterne. Perché si sa, la felicità è solo un’invenzione per tenerci sempre attivi, pronti a costruire e fantasticare. Vorrei qualcosa di più semplice. Vorrei amare ed essere amata. Lasciare andare tutti i pensieri negativi, guarire dalle mie fissazioni e ossessioni, curare le mie ferite ed essere più serena. 

Ieri sera, mentre parlavo con la mia coinquilina, le ho chiesto se il ragazzo con cui sta da ormai cinque anni è la persona con cui intende passare il resto della sua vita. E’ una domanda intima, lo so, forse un po’ troppo per una persona che conosco a malapena. Ma lei è così giovane, che mi è venuto spontaneo fargliela. E lei mi ha risposto che non lo sa, ma che al momento è così innamorata e che sta bene con lui. Ecco, io in quel momento le ho sorriso e sono stata contenta per lei. Ma sul serio. 
Poi, però, stamattina mi sono sentita un mostro, e non per la domanda che le ho fatto, ma per i pensieri che mi balenano ormai da mesi nella testa e che mi hanno spinto a porle quella domanda. 
Forse dovrei smetterla di pensare che tutto fa schifo, che tutti gli uomini tradiscono (per carità, lo fanno, ma forse non tutti), che le storie d’amore non durano, che si sta insieme solo per usarsi, che tutto ruota intorno al sesso e basta. Pensieri così, qualunquisti e inutili. Che a lungo andare possono anche logorarti. 
Io ormai non mi entusiasmo neanche più. Non riesco neanche ad innamorarmi, se è per questo. Perdo la testa per una manciata di settimane, a volte mesi, e poi tutto cade nel dimenticatoio. Senza provare nulla di veramente profondo e serio. Fuochi fatui che si spengono con la stessa velocità con cui si accendono. 
Le mie amiche dicono che le mie storie falliscono perché adotto sempre lo stesso copione, che forse dovrei agire un po’ di strategia, che dovrei lasciar perdere quei tipi che ce l’hanno scritto in faccia che sono stronzi e maledetti. 
Forse hanno ragione, ma io con le strategie proprio non ci so fare. Manco il copione riesco a cambiare (ammesso che io segua sul serio un copione). Io sento di essere semplicemente me stessa, sicuramente sbaglio, sicuramente qualche ingrippo c’è. Però boh. Forse dovrei smetterla di farmi tante domande, vivere come quelli che non si pongono minimamente alcun problema, non stanno lì a farsi pippe mentali e soprattutto non conoscono punti interrogativi. Pare siano felici. Pare.

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