venerdì 21 agosto 2015

Chiuso per ferie.

Non si torna mai uguali dopo un viaggio. Ma la verità è che si cambia ancor prima di partire.

Questo blog osserva un doveroso periodo di ferie. 

Ci vediamo a settembre!



venerdì 14 agosto 2015

Quella sbagliata.

L'altra sera ero al solito locale notturno dell'ameno paesello (banana gialla). 
Un locale che io amo tantissimo per svariati motivi e che non mi stanca mai, sebbene lo frequenti da una decina d'anni.
Diciamo anche la verità: è un locale dove ci si mette in mostra e si flirta tantissimo. E devo ammettere che le due cose insieme non mi fanno affatto schifo, anzi. Mi divertono tanto, ovviamente se assunte nelle giuste dosi.

L'altra sera ero, appunto, in questo locale appoggiata ad una delle scale da dove si vedeva benissimo la situazione (per la serie, se dobbiamo metterci in mostra, facciamolo bene). 
Non ero al massimo del mio splendore, ma i capelli in piega e le labbra rosse hanno saputo fare la loro parte.
Dopo essermi sistemata, io e i miei amici, in questa collocazione provvisoria ma molto in vista, un tipo, che era accanto a me, mi ha dato il la per cominciare una conversazione. 
Su cosa, non lo ricordo esattamente, ma non erano discorsi profondi. Del resto, come si fa a parlare con la musica alta e un miliardo di gente stipata in pochi metri quadri? 

Niente, abbiamo cominciato a parlare come se ci conoscessimo da una vita, scoprendo anche di avere delle amicizie in comune. Nel mentre, ho sentito una mia amica dire all'altra Ecco, abbiamo perso Michi. Possiamo anche andare via. 
Ad un certo punto ho dovuto tagliare corto perché davvero le mie amiche mi stavano abbandonando. E così, quando l'ho salutato, il tipo mi ha chiesto un contatto. 
Momento di panico, perché io preferirei che quella domanda non mi fosse mai fatta se non in casi eccezionali. 
Tra FB e Whatsapp, in un momento di poca lucidità come quello, ho fatto la cazzata più grande: gli ho dato il numero di telefono. E non che la cosa sia un male, anzi, io preferisco dare il numero piuttosto che il mio contatto FB, da dove uno può risalire praticamente anche all'orario in cui esco di casa e quando vado in bagno (ora sto esagerando). Però è un periodo sociopatico, dove di flirtare con il primo che capita (ma anche l'ultimo) proprio non me ne frega un cazzo.
Il problema è che -come dicono i miei amici maschi- io sono una persona accomodante, una che non se la tira, che mette a proprio agio e poi...poi, cazzo Michi, hai quello sguardo, è normale che vengono tutti a te! 
E niente, pare che io sia una calamita per casi clinici, umani, patologici, persi. Hai un problema? Parla con la sottoscritta. Ovviamente mai che si avvicini un figaccione brasiliano. Mai eh.

E niente, dopo avergli dato il numero, un po' dispiaciuta a dire il vero, sono andata via. 
Del perché ero dispiaciuta, leggi sopra. 
Dopo neanche 10 minuti ha incominciato a scrivermi, facendomi la telecronaca dei suoi spostamenti. Madonna. Ecco, io non sono per niente abituata a quelli che mi cagano (perché se lo fossi, la mia vita sentimentale sarebbe molto più semplice). 
Ho risposto un po' a singhiozzo e in maniera piuttosto sintetica, come se di colpo avessi perso tutta la mia dialettica.
Non contento, ha continuato a scrivermi ieri e oggi mi ha invitato ad uscire. 
No, ma te pare che alla vigilia di ferragosto mi chiedi di uscire? Ovviamente gli ho detto di no. Perché non mi sembra la serata opportuna per uscire. Mi aspetta un free drink ad una festa in campagna dove siamo appena 100 persone. E poi diciamo la verità...non ne ho tanta voglia. 
E il tipo non sembra neanche male, è educato, carino, interessante ma...ma quella sbagliata, ancora una volta, sono io. 

Con una data di scadenza stampata sul palmo della mia mano.

E' il 14 agosto e lo so che siete tutti al mare, dovrei esserci anche io...e infatti tra un po' ci vado. 
Ma mi sono alzata con uno strano magone addosso, tanto per cambiare. 
E' sempre colpa di quei messaggi che arrivano al momento sbagliato e che mi ricordano tutta la miseria di cui sono capace. 
Prima, un messaggio del mio capo che mi diceva di smetterla di cambiare immagine su whatsapp...no, per fortuna era solo un brutto sogno, ma potete immaginare lo spavento nel svegliarmi con quest'ansia inutile addosso. 
Poi, ho controllato sul serio il telefono. E sì, c'erano dei messaggi. I suoi messaggi. Avrei tanto voluto non leggerli, ma come facevo? Sono giorni che aspetto la sua voce, e sì, sono patetica perché io di queste caramellate di tenerezza non ne sono capace. Ma capita che, ogni tanto, pure io voglio sentirmi come gli altri, desiderosa di affetto e dirlo.
E niente, ho letto questi messaggi e in un attimo sono passata dalle braccia di Morfeo a quelle della strega cattiva, la realtà.
Ci ho pensato un po' prima di rispondere, non sapevo che parole usare, non sapevo neanche se fosse il caso di rispondere. 
Ma poi ho pensato che forse potevo sprecarmi un po', sbottonare la camicia della mia rigidità e dire che...sì, in fondo ci sono, anche se non dovrei. 
Non lo sapevo fosse così complicato esserci, ma soprattutto non sapevo fosse così difficile dirlo. E quindi niente, caro ci sono, con tutte le complicanze del caso. Ci sono con una data di scadenza stampata sul palmo della mia mano.

mercoledì 12 agosto 2015

[Libri] Letture estive e non.

E' da un po' che non recensisco le mie letture. Ne ho accumulate un bel po' in questi mesi e così, apparentemente priva di argomenti per questo blog, ve le recensisco. 

LE AFFINITA' ALCHEMICHE - Gaia Coltorti

Comincio con il dire che questo libro non mi è piaciuto affatto. Ma mi sono impegnata nel portarlo a termine, andando contro il mio mantra la vita è troppo breve per leggere libri che non mi piacciono. 
Ha una trama affascinante per alcuni versi, ma non appena lo si comincia a leggere va via il desiderio di portarlo a termine. Almeno per me è stato così.
Scritto in seconda persona singolare (e già qua non va bene), il libro è ambientato a Verona -motivo per cui mi ha attirato- e parla di due diciottenni, fratelli gemelli, Giovanni e Selvaggia. 
Giovanni ha la sua vita, i suoi amici, i suoi allenamenti in piscina e vive a Verona con il padre.
La bella Selvaggia, invece, vive a Genova, fino a quando sua madre, intenta a ritornare con l'ex marito -padre di Giovanni e Selvaggia, decide di sconvolgere la sua vita: ritorneranno a Verona e proveranno ad essere una famiglia felice. Ma le cose non vanno proprio così: Giovanni, alla vista di sua sorella Selvaggia, si innamora perdutamente di lei e quindi ciao. I due cominciano una storia clandestina fino a quando....va beh, non vi dico come finisce, solo per rispetto di coloro che vogliono leggerselo (se proprio non avete niente da fare eh).


CHE TU SIA PER ME IL COLTELLO - David Grossman

E' il libro più bello che abbia mai letto. Scritto in maniera impeccabile, ha una storia tagliente per alcuni versi, per altri così profonda che finisce con l'abitarti l'anima. 
Yair intravede Miriam nel cortile di una scuola, in mezzo ad altra gente, e ne rimane affascinato pur senza stabilire nessun contatto con lei. Comincia così un rapporto epistolare passionale, libero, talmente intimo che sviscera tutta la profondità che un essere umano racchiude. 
Un susseguirsi di lettere, prima di lui, poi di lei, dove si dà potere all'immaginazione e alla sensualità delle parole, fino a quando Yair  si rende conto che questo raccontarsi così, senza filtri, tramite fogli di carta, non è più sufficiente...
Un libro che ti prende a morsi il cuore e che ti mette a nudo di fronte alla potenza delle parole che scavano l'anima. Insomma, un libro che lascia il segno.


SETTE BREVI LEZIONI DI FISICA - Carlo Rovelli

Questo è un libro per pochi intenditori. Non è proprio un libro da leggere sotto l'ombrellone e con leggerezza, anche perché molto spesso sarete costretti a tornare indietro per capire cosa c'è scritto.
Si tratta di sette lezioni sulle principali tappe che hanno segnato la fisica del XX secolo: teoria della relatività di Einstein, meccanica quantistica, architettura del cosmo, particelle elementari, lo spazio, il tempo e i buchi neri e infine noi
Se siete degli appassionati di fisica questo è un libro che fa per voi. E se non lo siete, potete sempre provare a interessarvi di ciò che apparentemente sembra incomprensibile.


IL BUDDA, GEOFF E IO - Canfor Dumas Edward

Per questo libro devo ringraziare Domenico (@guineja su Twitter) che me lo ha spedito, facendomi un regalo molto gradito. 
Ogni situazione di crisi, Ed, rappresenta anche una preziosa opportunità di cambiamento. Ciò che conta veramente è avere dentro di sé le risorse per affrontare i momenti difficili. Questa frase di copertina credo che racchiuda appieno il senso del romanzo. 
Non è propriamente un libro sul buddismo, a mio parere, è più un utile vademecum per i momenti difficili della vita. Un'infusione di positività che male non fa. Un romanzo carino, denso di consigli da mettere in tasca senza dimenticarsene, che spinge a riflessioni più profonde su di sé e sulla vita in genere.


LO POTEVO FARE ANCH'IO -Francesco Bonami

Sicuramente, almeno una volta nella vostra vita, avrete messo in discussione il senso dell'arte contemporanea. 
Quanti di voi di fronte ad una tela tagliata di Lucio Fontana avranno esclamato "ma questo posso farlo anch'io?" 
E quanti si saranno chiesti che senso avesse l'orinatoio di Duchamp?
Immagino tutti. Bene, questo è un libro che vi spiega perché quelle che a voi sembrano cagate da quattro soldi sono invece arte. Sì, sono arte. E guai a chi dice il contrario. Perché io amo Fontana, così come Duchamp, Pollock, Warhol e l'arte contemporanea in genere. 
N.B. Come il libro Sette lezioni di fisica, anche questo necessita di una certa passione per la materia, altrimenti vi ritroverete a leggere di artisti e opere senza sapere di cosa si sta parlando. 

Come vedete, non ho letto molto, ma credo di aver fatto il possibile. Adesso sono in cerca di un libro che mi prenda l'anima, un po' come Grossman. 
Avete consigli da darmi?



martedì 11 agosto 2015

Per fare a meno di te.

Vorrei contare i giorni in cui riesco a fare a meno di te. 
Con precisione, segnandoli uno per uno sul calendario delle parole non dette. 
Ad ogni giorno ci aggiungerei una frase da dedicarti che non ti scriverò. 


Ogni giorno mi ricorderò che le distanze non sempre fanno male. 
Che le parole non dette nascondono grandi verità.
Che si respira lo stesso, anche se sembra che ti esploda il petto. 
Che per meritarsi qualcosa di grande, bisogna essere grandi.


Ogni giorno segnerò quel numero in rosso, facendo un passo in avanti senza avere la tentazione di tornare indietro, neanche per prendere la rincorsa. 
Senza avere il rimpianto di non poterti guardare mai più.


Ogni giorno imparerò a fare a meno di te, per avere più bisogno di me.



sabato 1 agosto 2015

Agosto.

Ho ripreso ad ascoltare Ligabue. Non lo facevo da un bel po'. 
Conosco perfettamente il motivo di questo ritorno musicale a canzoni che ho odiato e amato allo stesso tempo.
Così come conosco benissimo tutti i modi per sentirmi vicina e dentro contemporaneamente a quello che non mi appartiene, ma che -in fondo- vorrei mi appartenesse. 
E così adesso mi sono messa in testa che fare un salto a Campovolo il 19 settembre non sarebbe una cattiva idea (se solo trovassi una compagnia).

Sono in ferie, anche se con la testa non ho ancora staccato del tutto. Sono preoccupata per il mio lavoro e per il mio futuro in generale. Ho provato a non pensarci, ma i problemi se non li risolvi, ritornano. E, in fondo, settembre arriva subito. Ergo, urge trovare soluzioni. O perlomeno la pace dei sensi. 
Niente paura, ci pensa la vita, mi han detto così. Parafrasando Liga. E spero davvero che la vita offra risposte e soluzioni che da sola mi è difficile trovare.

Per fortuna tra venti giorni parto. Il mio primo viaggio da sola. O quasi. Passerò 5 giorni a Dublino da un'amica e 5 a Parigi da sola. 
Ne approfitterò per staccare da tutto e tutti e per scrivere. 
Sarà un viaggio catartico, è per questo che ho deciso di farlo in una città e non al mare. Ho bisogno che i miei occhi incontrino qualcosa di nuovo, che mi entri per poi buttar via quello che di marcio si è accumulato in questi mesi. 
E' stato un inverno intenso, duro per alcuni versi, per altri il più importante degli ultimi anni. Ho scoperto nuovi limiti e nuovi spazi dentro di me, che ho amato esplorare, anche se con molte remore. 

Come sempre, questo è il periodo in cui raccolgo tutti i pezzi del puzzle e comincio a metterli in ordine, cercando di far venire fuori l'immagine che desidero. Incastrarli non è semplice, ma con un po' di impegno riesco ad arrivare dove voglio. In fondo agosto passa in fretta e per settembre voglio essere pronta.
Ho già pensato a quello che vorrei fare e a tutti i buoni propositi, che spero non siano disattesi come al solito.

Agosto, sarà un mese di cambiamenti, me lo sento. Lo è stato l'anno scorso, nel pieno di un'insanità mentale che mi ha accompagnato per 31 giorni, e sono sicura lo sarà anche quest'anno.

Mi vado a mettere all'opera su una spiaggia, bevendo the freddo e guardando il tramonto.




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