giovedì 27 ottobre 2016

Prima o poi.

La vita mi ha messo a dura prova in questo ultimo periodo.
In realtà continua a farlo. La guardo in faccia, la osservo con attenzione e con aria di sfida le faccio capire che ci sono e che io sono più forte di lei.

Forse è cominciato tutto da quest'estate, quando ho disconnesso i neuroni prima e il cuore dopo, per E. Volevo lasciarmi andare. Ma con scarsi risultati.
Per l'ennesima volta ho sbagliato persona.

Sì, mi assumo tutte le responsabilità di questa scelta. Che a dire quanto sono stronzi gli uomini siamo brave tutte. Ma dire quanto siamo stupide noi è un po' più difficile.
Ho pensato, sbagliando, che il tempo potesse far evolvere le cose. Che la vita mi avrebbe dato una possibilità. Quella di ricredermi. Quella di crederci. Per davvero.
Non è stato così.

Ho faticato, tanto. Non ho dormito. Ho cercato mille modi per distrarmi. Per portare il mio corpo, e la mia mente, lontani. Weekend, fiumi di alcool, sole, viaggi, immersioni nei libri e a lavoro.
Niente.

Che se hai un fantasma che ti porti dentro ti devi abituare a conviverci. Non se ne andrà mai. Potrai ammazzarlo, forse, un giorno. Ma dovrai essere più furbo di lui.
E io in questo momento non lo sono.

Poi il lavoro. Il mio più grande problema dopo me stessa.
Che la vita di dottoranda non sarebbe stata facile lo sapevo. Ma volevo sfidarmi, come sempre.
Perché non voglio essere da meno, non voglio che le paure mi blocchino ancora una volta.
Ma con tutto quello che vivi, con quello che costruisci e demolisci, prima o poi devi farci i conti.

E sapevo che, prima o poi, sarebbe successo qualcosa.
Un terremoto della mia anima un po' più violento. Qualcosa che avrebbe fatto crollare i muri delle mie sicurezze: un attacco di panico.
In realtà siamo a quota due.

Mi sono sentita impotente.
Per la prima volta ho fatto i conti con la mia razionalità. Che mi ha abbandonato.
Mi sono arrabbiata, ho pianto, ho persino pensato che non avrei avuto possibilità di uscita. Che forse abbandonare la nave era la soluzione migliore.

Ma no. Non è da me.
E allora eccomi. Con questa nuova battaglia da affrontare.
E con l'imperativo di vincerla.

venerdì 21 ottobre 2016

Ciao sono Michi Volo.

Ciao, sono Michi Volo e un tempo avevo questo blog.
Mi piaceva scrivere e qui sopra ci passavo le ore, tirando fuori dalla mia pancia, ma anche dalla mia amigdala, tutto quello che mi attraversava.
Poi che cosa è successo non lo so.
Un po' il tempo.
Un po' la voglia.
Un po' la vita.
E ho cominciato a scrivere meno.
Anche se i pensieri non mi hanno mai abbandonato.
E lo stomaco ha continuato a fare i suoi giochi di contrazione.

Ritorno, datemi solo un po' di tempo. Perché la mia testa non fa altro che viaggiare ed è giusto che io vi racconti un po' dei suoi viaggi.

PS. Questo post è stato scritto dopo aver letto il commento di Magnolia al post precedente. Mi sono sentita in dovere di passare per un saluto.
Un abbraccio a tutti voi!

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