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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2015

[Di quelle cose che succedono e...niente, sei contenta]

Ieri è successa una cosa strana. In realtà più di una. E poi, in verità, non così strana. Sono successe delle cose così normali, eppure così estranee alla vita di tutti i giorni che mi hanno fatto pensare a fine giornata che... cazzo , la vita sa sempre come lasciarti senza parole. E magari anche con un sorriso sulle labbra. Ho ricevuto un grazie, nel caos di un ipermercato, che non mi aspettavo. Ho passato una serata con delle persone care. Godendo del bene che un'amica può dimostrarti preparandoti da mangiare. Ho ricevuto una piantina di violetta da un uomo. E no, nessun spasimante impazzito. Solo uno slancio di affetto che mi ha fatto intenerire il cuore. Ho scovato una bugia nell'armadio delle sovrastrutture di un uomo. E allora mi sono chiesta che bisogno c'è di mentire. E che bisogno abbiamo di mostrarci per quello che non siamo se poi c'è comunque chi è disposto a sceglierci. I miei primi dosaggi proteici hanno rivelato, dopo mesi, i risultati attesi.

[Film] Io che amo solo te.

Brevi (almeno spero) considerazioni su IO CHE AMO SOLO TE ( il film ).  Vi avevo già parlato del libro , di cui ricordo con molto piacere la storia ma butterei volentieri nel cesso tutto il resto. Sorry, Luca...ma non è che mi fa impazzire come scrivi.  Comunque, ieri sono uscita contenta e allo stesso tempo con gli occhi umidi dal cinema.  Contenta perché non avevo regalato inutilmente 5 euro all'UCI, avevo sorriso per gran parte del film e mi sono innamorata di Orlando, il fratello dello sposo, interpretato da Eugenio Franceschini (che sarà pure del '91 ma è un figo da paura).  E con gli occhi umidi perché, Io che amo solo te , pur essendo un film leggero mi ha fatto riflettere un sacco, oltre che piangere un pochino. E questo per merito o colpa proprio di Orlando che durante il matrimonio fa un discorso che è vero e non c'è bisogno di aggiungere altro, se non andate a vedere il film.  Quindi le mie brevi considerazioni sul film sono: - es

Quando mi sento sola genero disastri.

Quando mi sento sola genero disastri. Tipo mandare all'aria il mio regime alimentare dietetico.  Tipo ficcare la testa nella dispensa alla ricerca spasmodica di qualcosa che abbia almeno l'odore del cioccolato. Tipo comprare cose che non mi servono per poi pentirmene. Tipo mandare messaggi a persone di cui non me ne frega un cazzo o perlomeno dovrebbe non fregarmene.  Come l'altra sera.  Pioveva e io mi sentivo tremendamente sola.  La pioggia non aiutava il mio stato d'animo e nei miei neuroni aleggiava un desiderio malsano di rivedere una persona che non mi ha dato niente e che, con molta probabilità, mi ha tolto qualcosa. Come il tempo e un indefinito concetto di me.  Ma in quel momento non ragionavo. Vedevo la pioggia scendere sul vetro della macchina e tremavo per il freddo. Nel mentre, continuavo a ripetere una sola frase.  Stasera avrei voluto rivederti.  Non era un desiderio di rivederlo, quanto più di non sentirmi sola in mezzo a quell

Oggi il mio lessico biologico è proprio questo.

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Sono andata al cinema per piangere e invece.

C'è che in questi giorni non voglio stare sola, come spesso succede, così sto facendo di tutto per riempire il tempo quando torno da lavoro.  Lunedì e martedì ho fatto sport e ho visto le mie amiche, ieri, invece, ho deciso di andare a cinema.  Per la sottoscritta, dovete sapere che guardare un film è un evento piuttosto raro. Ancor di più al cinema. Il problema non sono i film, che mi piacciono anche, ma il fatto che io, ferma, su una poltrona anche comoda, per due ore, NON CI SO STARE. Per di più in silenzio.  No, se posso, evito volentieri il cinema.  Ieri sera però avevo voglia di vedere il film di Muccino, Padri e Figlie.  Uno di quei film che, stando al trailer, mi avrebbero fatto piangere un po'. Sì, perché ieri avevo voglia di piangere e dovevo trovare un motivo banale per svuotare un po' i dotti lacrimali, ostruiti da lacrime accumulate per precedenti situazioni. Così ho chiamato una mia amica e le ho proposto il cinema. Tutto questo succedeva du

Stamattina, per esempio, ho di nuovo paura.

Passiamo anni a costruirci una corazza, poi ci accorgiamo, ad un certo punto, che la vera conquista è togliersela. Perché essere indifesi e scoperti di fronte alla vita, forse, è la soluzione migliore. Ci si fortifica dentro più che fuori.  Sì, lo so. Sono tornata con l'ennesimo pippone. Però pensavo a quanta bellezza nascondiamo dietro i nostri scudi. Io, per esempio, ho una corazza spessissima. Una lastra d'acciaio impenetrabile (all'apparenza). Mi piacerebbe toglierla, ogni tanto . Con tutte le sconfitte che ne deriverebbero.  Ché se ci mostrassimo per quello che siamo, forse, saremmo scelti lo stesso. O magari amati. E invece. E invece tornano in gioco sempre quelle fottute maschere. Perché nasconderci ci sembra sempre la soluzione migliore. Quella che appare più indolore. Mah. Io comincio a rovesciare le carte. Comincio a pensare che ho sbagliato tutto. E non posso tornare indietro. Neanche lo voglio. Voglio mettere dei però  come possibilità di scelta, com

MA PIACERE A CHI?

Stamattina mi sono svegliata piuttosto allegra. Ma la verità è che dentro stavo malissimo. Il mio fisico sembrava agire per inerzia. Sono entrata subito in doccia, mi sono lavata i capelli, ho messo le cuffie alle orecchie e ho ballato davanti allo specchio mentre me li asciugavo. Ho scelto con cura cosa mettermi e mi sono truccata cantando If I ever lose my faith in you .  Tutto come se dentro  non mi stesse succedendo nulla. Tutto come se fosse un banale giovedì di ottobre. E invece no. Avevo lo stomaco in subbuglio. E non era per il vino di ieri sera o la torta ai pan di stelle. Avevo un è sposato  incastrato nell'esofago che toglieva respiro al mio stomaco. Cazzo, io le bugie non me le merito.  Ma la cosa che mi fa più male è che chi mi gira attorno dovrebbe sapere che è meglio palesarsi subito con me, ché se voglio una cosa me la faccio piacere lo stesso con tutti i difetti che ha, che delle etichette mi piace leggerne il senso ma poi sovvertirlo. Che,

Mi merito solo uomini che

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Negli ultimi tre anni la mia vita sentimentale è stata un disastro. A volte divertente, altre volte noioso, altre volte pericoloso. Insomma, i disastri possono avere mille sfumature e i miei insuccessi sentimentali ne sono la dimostrazione.  A parte la storia con testadic , forse l'unica degna di nota, che mi ha portato via un pezzettino di cuore, così piccolo da non accorgermene subito ma sentirne le conseguenze dopo, tutti gli esemplari maschili che ho incontrato non hanno trovato una collocazione, se non provvisoria, in nessuna parte del mio corpo.  Forse qualcuno si è infilato nei miei ormoni, qualcun altro nel mio stomaco e qualcun altro nella mia vagina.  Gli ultimi esemplari sono quelli che sono andati via per primi.  Sono quelli per cui mi è partito subito l'ormone e, per evitare che mi partisse altro, ho bruciato tutte le tappe in poco tempo.  Mi sono difesa così negli ultimi anni. Non me ne fregava niente di nessuno.  Una mantide che faceva fuori