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[6/365] I fiori che ti porti dentro

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Se mi dovessero chiedere Ti sei mai innamorata? Credo che risponderei di no.  Ci sono andata vicino, molto, ma non credo di aver mai perso completamente il cuore e la testa per qualcuno. Neanche quando ci ho speso i migliori anni della mia vita accanto a colui che credevo di amare. Potrei sembrare una pessima persona, ma ho da sempre avuto un'idea così nobile dell'amore che ho trovato difficile si potesse concretizzare facilmente.  Però è successo che, in età adulta e non molto tempo fa, conoscessi una persona. Una di quelle che quando ho visto per la prima volta ho subito pensato che non avrei più rincontrato. E non chiedetemi perché, ma se lo avessi beccato per strada non li avrei dato due soldi per una serie di motivi che non sto qua ad elencare.  Però poi mi ha baciato in una maniera inaspettata dopo qualche calice di vino. E io mi sono sentita diversa.  Non so spiegarvi cosa esattamente è cambiato dentro di me, ma ho sentito lo stomaco restringersi in...

[4/365] Te lo ricordi lo zucchero filato?

C'è un profumo d'estate che arriva dalla finestra in questa sera umida di gennaio. Il freddo lo preserva, il naso ne avverte l'essenza. E' il profumo di una serie di sere che se ne stanno allineate nei ricordi. Te lo ricordi lo zucchero filato?  Di quando eravamo sotto il palco a cantare a squarciagola quel motivetto così scemo, dall'accento psichedelico e dai ritmi adolescenziali? Ti raccontai, dopo il concerto, di quando, da piccola, mia madre non mi comprava mai lo zucchero filato perché aveva paura delle carie ai denti. E io avevo paura dei dentisti. Che poi in realtà ce l'ho anche adesso questa assurda paura. Siamo scoppiati a ridere. E allora ho cominciato a comprarmi lo zucchero filato da grande. Quando di sabato sera andavo al luna park con le mie amiche di scuola. Era buonissimo. C'era anche al gusto fragola, ma io preferivo il classico. Mi piaceva sporcarmi le labbra di zucchero appiccicoso e poi leccarmi le dita. E poi mi hai dato un...

[3/365] Bolivia.

Il nuovo disco della Michelin mi piace. Non lo avrei detto come non avrei mai detto che avrei ascoltato la Michelin. Ma è successo. E devo dire che non mi dispiace. Bolivia è una canzone dell'ultimo album, una di quelle che ho ascoltato con più attenzione. All'inizio dell'anno mi sono promessa di farmi un regalo. E' un periodo di merda, sono due mesi senza lavoro, anche se scrivere una tesi può essere considerato altrettanto un lavoro. Soprattutto se ti costringe a stare 8-9 ore davanti al pc. Non vedo l'ora che questo periodo si concluda.  Se mi dovessero chiedere, in questo momento, qual è l'errore più grande commesso nella tua vita?  Risponderei sicuramente il dottorato . Sto pensando di fuggire solo che fino alla discussione dovrò restare qui. E allora dicevo....all'inizio dell'anno mi sono promessa un viaggio. Soldi permettendo, certo. E' il regalo che voglio farmi per essere riuscita a sopportare questo periodo per 3 anni...

[10/365] Milano, ventricolo destro, piano di sopra.

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Da quando sono rientrata da Milano, mi capita spesso di volgere i pensieri al contrario, di arrotolare il nastro di questa esperienza e rivivere i momenti che ho lasciato alla voce Milano, ventricolo destro, piano di sopra.  Faccio questo esercizio più o meno tutti i giorni, mi basta guardare il calendario o l'agenda, guardare un numero e dirmi un mese fa ero qui, tre settimane fa stavo facendo questo. Insomma, l'app Accadde oggi di FB, ce l'ho anche io, nella mia testa. (Ma per favore non ditemi che sono una persona che guarda al passato perché io nella mia vita riconosco di avere il problema opposto).  Oggi, per esempio, è un giorno di quelli. Uno di quei giorni che mi hanno riportato violentemente indietro di un mese. A quando ero seduta in un baretto sui Navigli a sorseggiare uno spritz. Con il sole alle spalle e di fronte una persona che non avrei più rivisto. A quando, nonostante la mia jumpsuit fiorata, le zanzare si cibavano di me. A quando sorseggiavo Falag...

[9/365] Una bugia.

Il brutto di chi non riesce a mentire è che glielo si legge in faccia. E se hai degli occhi che non passano inosservati, perché lo dico, lo ammetto e me ne vanto, io ho degli occhi così trasparenti, così grandi, così sinceri che delle menzogne non conoscono neanche il significato, capire che non stai bene viene facile. Ed oggi è così. Sarà per via del ciclo. Sarà per via delle canzoni che sto ascoltando. Sarà per via dei libri che sto leggendo. Sarà per il lavoro che continua a non piacermi ma ad affascinarmi (questa poi un giorno ve la spiegherò). Sarà per una serie di motivi che è presto scrivere, raccontare e sviscerare. Ma oggi ho degli occhi gonfi, stanchi, distrutti, struccati, pieni di lacrime. Perché sì, non mi vergogno a dirlo che proprio nel mezzo di una mattina che sembrava togliermi tutte le energie, sono scoppiata in un pianto senza freno. E ho ringraziato lo schermo del pc dietro il quale mi sono nascosta. Mi sono detta che passerà, perché tutto passa , del re...

La torretta.

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Ci sono dei posti, più dell'anima che di altri luoghi, che riescono a conciliarti con te stesso. Una specie di assoluzione senza peccati e senza preti. Avvolta nella misericordia del dio delle piccole cose. Dove il rumore delle onde e il sole caldo fanno da cornice. Sono i posti in cui mi piace andare, dove ci passerei le ore, rischiando persino di perdermi proprio con l'intento di trovarmi. Per me questo posto è una torre che affaccia sul mare, si trova proprio sull'ultima spiaggia, quella che segna poi la fine della litoranea del mio ameno paesello. E' un posto a cui mi sono affezionata negli ultimi anni, quando ho scoperto che di lì si vedono dei tramonti spettacolari e che molto spesso puoi goderti la vastità del mare in totale solitudine. E' il posto dove spesso mi rifugio per riflettere, per buttare giù qualche riga, per fare qualche foto, per parlare con me stessa (sì, nei momenti di pazzia faccio anche questo), ma soprattutto per ascoltarmi...

La mia malinconia è tutta colpa tua.

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Che io abbia un problema con i cambi di stagione ormai è un dato di fatto. E di fatto, nei mesi di transizione come settembre, ma anche aprile, io e un mocio vileda abbiamo più o meno lo stesso aspetto. E direi anche lo stesso destino. Ora, non chiedetemi perché a me sia venuta in mente questa immagine. Sarà per via dei capelli che in questi mesi si sono letteralmente bruciati al sole che mi danno questo aspetto. Anyway. Sto male. Non sopporto questo settembre del cazzo che sembrava cominciare con le migliori intenzioni del mondo e che invece si è rivelato un mese decisamente NO. Mi salva solo l'idea che tra qualche giorno dovrò partire e tornare in Italia quando ormai sarà ottobre. Anzi a dir la verità non mi salva neanche questa idea, perché se penso che potrei tornare con un clima decisamente più autunnale, i magoni aumentano. Ma so benissimo che non è solo questo. Settembre che scivola via, insieme agli ultimi strascichi estivi, si sta portando tutto quello che ques...

Pochi giorni.

Amore mio lo so che sono ancora pochi giorni però mi manchi da morire Non te lo dirò mai  ma fino a che non torni io rischio di impazzire [ Pochi giorni - Daniele Silvestri, Diodato ] Cari lettori, eccomi qui.  Non sono sparita ma la mia vita ha subito una lieve impennata che non mi aspettavo. O forse sì. Sono stata a Lisbona. E mi sono innamorata. Di Lisbona. Ma non solo.  Però per fare le cose per bene, ora vi spiego tutto con calma cercando di essere il più breve possibile. A inizio dicembre scorso, mentre un altro strappo mi bruciava i muscoli dell'anima, una mia amica mi ha parlato di un suo amico che era riapparso nella sua vita dopo anni di silenzio.  Michi, lo devi conoscere. Secondo me ti piace e poi vive a Lisbona. Coooosa??  Credo che in quel momento tutti i miei neuroni si siano svegliati di colpo alla parola Lisbona. Insomma, per farla brevissima, lui in quell'istante mi ha chiesto l'amicizia su FB (su consiglio-...

Digitalism mode on.

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Sono piuttosto abitudinaria nei miei momenti di pausa a lavoro (in realtà non si tratta di una vera e propria pausa, ma di due ore di incubazione del mio solito esperimento). In ordine sparso: 1.coccolo un po' la macchinetta del caffè e le concedo di viziarmi a sua volta; 2.mando messaggi random su whatsapp; 3.accendo spotify e scrivo; 4.controllo la posta; 5.lavoro, ovvero leggo paper che potrebbero tornarmi utili per quello che sto facendo; 6.mangio (e a dismisura anche). Lo so, sono degna di un Pulitzer del fancazzismo.  Oggi, per esempio, sono arrivata al punto 3. Ho messo su musica elettronica, e non chiedetemi perché, ma ultimamente mi piace più del solito, e ho cominciato questo post. Che in realtà non doveva cominciare proprio così. Ma chi mi legge sa che io soffro di anoressia dialettica quando si tratta di cominciare un post. E se non lo sa, adesso ne sarà consapevole. Che volevo dirvi? Niente. Che oggi sto messa male più del solito. E che la mu...

Abbi cura di te.

Mi avvicino alla finestra e sposto la tenda. Tu sei steso sul letto e dormi beatamente. Non ti accorgi del vuoto lasciato da me sul lato destro. Osservo il traffico che scorre di sotto, non pensavo che di notte ci fossero così tante anime in giro. La città si colora con tutte queste macchine e luci e da lontano io riesco a vedere il buio del mare. Percepisco il suo odore e per farlo mio respiro più forte. Appoggio la fronte al vetro e mi accendo una sigaretta. Lo so, non sopporti il fumo. Ma dopo questa notte ho così tanta adrenalina che voglio sbagliare un po'. Con il mio cuore, con il mio corpo e con te. Ti vedo riflesso nel vetro, continui a dormire e ti invidio un po'. Hai il viso segnato da quella serenità che vorrei fosse un po' mia. Apro la finestra per far uscire il fumo e noto con la coda dell'occhio la tua mano distendersi dalla parte destra del letto. Senti il vuoto e apri gli occhi. Non mi giro, ma avverto tutta la geografia dei tuoi movimenti. Con...

Tutta colpa di Mary.

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C'è che ogni tanto mi prendono dei momenti di angoscia esistenziale ingiustificati. Penso al futuro, proprio nel momento in cui il presente che vivo mi piace e mi fa stare bene. Eppure fermare la macchina dei pensieri che scorre a tutta velocità non è affatto impresa semplice. Niente. Io devo vivere inquieta, altrimenti non vivo . Devo pensare al dopo, andare sempre oltre, farneticare l'impossibile. Sono questa, devo arrendermi. Mi porto dentro questo groviglio di pensieri e lo nutro ogni giorno come posso, come fosse una pianta bisognosa di acqua costante. Le radici nella pancia e i rami nella testa.  Per fortuna è estate e riesco a mettere da parte le mie paturnie per un po'. Almeno nel weekend, quando mi allontano da tutto e tutti. Persino da me. Ieri, per esempio, è stata una serata leggera. Quelle sere che non programmi e che sono le migliori. Sono uscita con tre mie amiche marchigiane. Le ho portate in un locale sul mare. Abbiamo bevuto, quel...

GNUT.

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Ogni tanto Spotify mi regala qualche canzone così bella che mi si appiccica addosso per un po’ di giorni e non va più via. Anzi, diventa quasi una colonna sonora della mia banale vita, facendomi vivere in una sorta di cortometraggio in loop. Questa volta è capitato con la canzone di GNUT, artista che non conoscevo, ma che adesso adoro fino al midollo. E’ come se avesse dato musica alle parole che ogni tanto scrivo qui. Si chiama Fiume Lento e dovete ascoltarla. La sua voce, un po’ graffiante, mi ha fatto innamorare al primo ascolto. Inutile scrivere che ho pensato a quell’odore sulle mie dita e a tutti quegli odori annidati nelle narici che non ho cancellato. Fuori piove, rubo tempo al lavoro scrivendo. Ogni tanto mi affaccio alla finestra controllando se passa ragazzotreno . Non passerà, né oggi e né forse nei prossimi giorni. Era una bella distrazione di cui ho dovuto privarmi senza troppi sforzi. Forse sulle mie dita ci deve essere anche il suo odore, perché nei miei occhi r...

[Eravamo così soli, di quella solitudine che germoglia disastri]*

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Sono appena tornata da un weekend intenso passato tra Pisa, Firenze e Lucca.  Non ho la forza fisica di scrivere, né tanto meno di pensare, ma il magone che si è posizionato all'altezza dello stomaco mi obbliga, prepotente, a sviscerarlo e raccontarlo. A Firenze ci sono finita per la mostra multimediale di Van Gogh, mentre a Pisa mi sono fermata per dormirci. Non ho scelto un albergo, ma un letto comodo che già conoscevo e che, in un certo senso, era a me già familiare: quello di testadic .  Adesso potete capire benissimo perché ho questo groviglio nello stomaco che mi spinge a scrivere.  Pensavo che entrambi ci fossimo messi il cuore in pace - e non solo - quando a dicembre siamo usciti per l'ultima volta insieme da semplici amici.  E invece forse mi sbagliavo. Forse ho sottovalutato qualcosa, se poi con molta tranquillità siamo finiti a letto insieme senza che nessuno dei due l'avesse programmato.  Non c'è niente di male nel fa...

Due-tre cose. Anzi quattro.

1. Sono stanca. Ma stanca stanca. In questa settimana ho stravolto la mia vita. E ogni giorno mi chiedo se ho fatto la cosa giusta. Ma va beh. Non ho avuto una sera libera. E mi sto seriamente chiedendo per quanto tempo posso mantenere questi ritmi. Sveglia presto-fare la pendolare-passare una giornata fuori-teatro e palestra non sono associazioni vincenti. Vorrei avere risposte entro martedì, data di scadenza dell'abbonamento in palestra, così decido se rinnovarlo e andare con una flebo a lavoro, oppure no. 2. Mi sono innamorata di Giovanni Caccamo. Sì, lui, il vincitore di Sanremo Nuove Proposte. Ah, ora che ci penso avevo scritto un post che non ho ancora pubblicato. E che non pubblicherò. Qui si dice passato il santo, passata la festa . 3. Ho ricevuto i primi due mesi di borsa. Yuppi. Ho già prenotato un weekend a Firenze per il Van Gogh Alive, e ne sto progettando un altro. 4. Oggi sono riuscita a parlare con Rosso Malpelo ed è stata la mia dose di serot...

CRISTINA

[ Tell her you love her - Echosmith ] Era il 18 settembre. Ricordo bene quel giorno, uno stupido giovedì di metà mese, con l’estate che ormai salutava la nostra pelle e l’autunno che si affacciava nelle nostre vite. 40 scatoloni, un sacco di soldi spesi per impacchettare una storia durata due anni, le lenzuola sfatte dopo l’ultima notte passata insieme. Fumavo quella che avevo deciso essere l’ultima Camel light della mia vita, mentre, distratto, guardavo fuori dalla finestra la città svegliarsi. Raccoglieva i suoi vestiti con i capelli che le scendevano sui seni. Quei seni che avevo stretto e baciato per tutta la notte. Sentivo ancora il dolce sapore della sua pelle mischiato al fumo nella mia bocca. Lo avrei tenuto stretto nella mia saliva per tutta la vita. Non avevo il coraggio di guardarla andare via. Avrei voluto fare ancora una volta l’amore con lei, sentirla mia, entrare dentro la sua anima, penetrarle i pensieri, il cuore, la mente. La valigia era già pronta vici...

Sure I can accept that we're going nowhere, but one last time let's go there.

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My Bob.

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Ho conosciuto Roberto Angelini. Non poteva esserci San Valentino migliore. Il concerto era alle ore 22 in un circolo Arci. Sono andata lì alle 21.30 circa quando ancora stavano facendo il soundcheck. Non c'era nessuno a parte gli organizzatori e Bob ci ha salutato con un ciao a 32 denti. Dopo mi ha confessato che pensava fossimo dello staff. E va beh. Il concerto è iniziato 3 ore dopo. Rendiamoci conto . Per fortuna l'attesa non è stata così noiosa: ci siamo dilettate in chiacchiere femminili, ho conosciuto una tipa che promuove eventi culturali in Puglia e in Italia (in genere presentazione di libri), e abbiamo ascoltato qualche pezzo della Municipal, che ha aperto il concerto di Bob. Alle 12.30 ha cominciato a cantare lui. Un metro e 90 di pura bellezza, di testosterone raffinato e di una bravura fotonica.  Un concerto molto intimo che mi sono goduta stando in prima fila con lui di fronte. Lui è un mostro con le chitarre e la cosa bella è che fa tutto da solo...

Canzoni tristi per un San Valentino triste.

A San Valentino io non ci ho mai creduto. Ricordo che il mio primo 14 febbraio da non single lo passai a casa mentre il mio ragazzo andò a giocare a calcetto (ovviamente dopo il mio consenso). I successivi furono più o meno simili. A 'ste cazzate non ho mai dato peso. Anche perché l' ammmore , quello vero, non ha bisogno di un giorno particolare per essere ricordato. Va beh. Lasciamo stare i pipponi , che oggi è sabato e bisogna essere leggeri. Stasera vado al concerto del mio Bob. Ho gli ormoni in fibrillazione. Quell'uomo mi fa proprio perdere il controllo. Mi istiga alla barbaria . Ma tanto lo so, perché è già successo, che quando lo vedrò rimarrò in silenzio come un pesce. Muta e immobile per l'imbarazzo. Sto perdendo il senso di questo post. Voglio delle canzoni tristi per un San Valentino triste. Tipo I love you di Cremonini. Una bellissima canzone, però... Un giorno, non so dirti quando, ci rincontreremo io e te!  Tu per la strada coi dischi e...

Di gennaio.

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Mi piacciono i bilanci. Quelli che però sono lontani da un tirare le somme.   Diciamo che mi piacciono i bilanci che non sono veri e propri bilanci, ma solo carte ben spiegate sul tavolo della vita. Fogli e storie da leggere, osservare, studiare, ricordare. Per un gioco che si chiama manutenzione dell'anima, ma che in parole povere vuol dire vita. Avere davanti agli occhi il semplice fluire di tutto e poterlo così avere sotto controllo e a debita distanza, ma non perché non voglia farlo mio, anzi. Semplicemente perché voglio che sia mio. Qui, ora e per sempre.  E così ho deciso, sperando che l'incostanza non prenda il sopravvento, di dedicare un post al mese, che sia un po' un riassunto di quello che ho vissuto, visto, sperimentato, conosciuto, annusato, letto, percepito e tutto quello che con i sensi si può fare. Così, per stendere un nitido ricordo in questa sterile pagina bianca. Di gennaio, mi ricorderò il lunedì 5. Di quando stavo scegliendo un pai...

Cose del weekend e riflessioni serissime.

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Ho passato un weekend da sballo. Roba da impasticcati doc. Sì, ma di paracetamolo, al massimo. Non sono uscita se non per un caffè con un amico che dovevo salutare prima che ritornasse in Inghilterra. Non avevo tantissima voglia di incontrare laggente . E così mi sono rifugiata tra le mie cose: il pc, il divano, Spotify, i libri e Sky Arte. Ho finito di leggere Avrò cura di te di Gramellini&Gamberale e ho cominciato Gli amori difficili di Calvino. Ho scritto tantissimo, ma non sul blog ovviamente. Nel mio cervello alberga una nuova idea, che per ora è stata solo condivisa con la mia Minnie Moleskine , qualche file word e il mio amico che è ritornato in Inghilterra. Ho visto qualche puntata di Fargo che avevo lasciato in sospeso, un documentario su Veermer e uno su Ciampi (Piero). Conoscevo Ciampi solo di nome, la sua fama di artista maledetto ed ubriacone mi è stata resa nota in seguito ad una canzone dei Baustelle (Baudelaire). Non conoscevo i suoi testi e sapevo pochi...