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Visualizzazione dei post con l'etichetta la mia vita in mille pezzi

[18/365] La verità spietata di alcune sere

Pochi giorni prima di rientrare in Puglia, quando ero a Milano e la vita sembrava sorridermi, ho fatto una playlist su Spotify raccogliendo tutte le canzoni legate a dei momenti e anche non. In realtà ho creato la playlist pensando ad una persona in particolare e alle canzoni che avrei voluto fargli ascoltare.  Ci ho ricamato su una serie di momenti che avrei voluto vivere o anche solo immaginare. Un po' come quando la realtà si impasta alla fantasia. Nella combinazione del pensiero, tutto diventa luminoso.  Inutile dire che quella playlist è rimasta su Spotify e che al momento ad ascoltarla sono solo io. Come stasera.  Mentre scrivevo la mia tesi, ho cliccato play lasciandomi andare ai ricordi.  Non ho pensato solo a quella persona, ma mi sono venuti in mente alcuni particolari, belli e taglienti allo stesso tempo. Come quando apri un armadio e ci trovi tante scatole da dover rimettere in ordine. Sono loro, i ricordi, che si susseguono in un ordine tut...

[14/365] Manuale di istruzioni.

Che la vita non sia semplice lo sappiamo. Ci vorrebbe un manuale di istruzioni.  Come gestire le relazioni, pag. 1.  Come sopravvivere agli urti della vita, pag. 2.  Come uscire da situazioni che non ci piacciono, pag.3.  E così via.  Sarebbe bello avere le istruzioni a portata di mano. Le soluzioni e le FAQ per qualsiasi situazione che nella vita non sappiamo gestire. Non sarebbe vita, ma ci illuderemmo comunque che lo sia.  Una strada in discesa che ci toglierebbe dalla fatica di dover decidere, pensare, prendere posizioni, anche difficili. Ci toglierebbe dalla fatica di doverci leccare le ferite, di cucirle, punto per punto, per non perdere pezzi di noi, per ritornare sani nel più breve tempo possibile. Ci farebbe risparmiare un sacco di tempo. Ci sentiremmo più giovani per tutto il tempo guadagnato e non speso per capire come si fa. Come si sopravvive. Come se ne esce. Come si impara ad essere se stessi senza dover incombere al giud...

Tema: la mia prima settimana di ferie.

Ho passato la mia prima settimana di ferie in un clima di disperazione misto a voglia di suicidio.  Ho provato a fermarmi, a fare le cose con calma.  Risultato? Ho sfiorato la depressione almeno 10 volte al giorno.  Non sono abituata a stare in modalità offline. Ma evidentemente il mio corpo ne aveva bisogno.  Ho dormito tanto, consumato le lenzuola, adagiato le mie ossa su qualsiasi oggetto che prevedesse una posizione orizzontale.  Poco mare. E poche uscite. Vita sociale pari a zero. Non ne avevo tantissima voglia.  La verità è che, dopo il weekend scorso, dove mi sono ritrovata l'innominato , sulla stessa spiaggia in Salento, e dopo esserci ignorati a sufficienza, io sono ritornata con una tristezza immane che ho fatto fatica a togliermi di dosso.  Non pensavo che un saputello cafone potesse condizionare a tal punto la mia vita e il mio umore. Poi sono rinsavita.  Ho un mese di ferie e non posso mica passarmelo così. Mi son d...

C'è un tempo, nella vita, in cui bisognerebbe fermasi un attimo.

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C'è un tempo, nella vita, in cui bisognerebbe fermasi un attimo. Lasciare andare tutto. Spogliarsi. Rimanere con se stessi. Anche se ci farai a cazzotti. Ti maledirai, forse ti benedirai. Dirai, in ogni caso, qualcosa di te. Ti racconterai, forse ti scoprirai. Ma dovrai fermarti. Condicio sine qua non. Non riesco a fermarmi. Corro veloce. Fuggo. Da cosa non lo so. So solo che un moto perpetuo governa i miei stati d'animo. Vorrei fermarmi. Rimanere. Stare. Ci provo. Costantemente. Adesso sta diventando un imperativo. Cercherò con le ferie di staccare sul serio da tutto. Non sono felice, ma non so cosa mi rende tale. Non riesco a capire cosa mi manca quando, apparentemente, credo di avere tutto. Non riesco a capire cosa non va quando, apparentemente, credo che vada tutto bene. E' un continuo collezionare di non so . Non so come si fa a rilassarsi un attimo. Non so non pensare al futuro, a cosa sarà di me tra un anno. A come andrà questa mia vita, che si consuma t...

Sulla panchina.

Non pensavo che sarei mai arrivata ad un punto in cui avrei tirato le somme della mia vita e ci avrei visto tutto nero. Non ci siamo proprio. E' come se stessi tirando i fili della mia esistenza con i denti, trascinando tutto quello che sono con la sola forza della parte più fragile del mio corpo. Sento che mi sono crollate addosso le torri gemelle dell'infelicità.  Sono letteralmente sepolta da una forte insoddisfazione che mi sta togliendo, un sorso alla volta, tutta la gioia di vivere di cui ero portatrice sana.  Sorrido, ma fingo. Perché è più semplice fingere che vada tutto bene. Del resto, nessuno capirebbe. Neanche tu, mio caro lettore o lettrice. E non prendertela se ti dico che non puoi neanche lontanamente sapere cosa provo. Perché l'insoddisfazione e l'infelicità sono le neoplasie dell'anima, di cui ognuno ha un modo tutto personale di provare e sentire. Io pensavo che fossero curabili. Con lo sport, con il mare, con i tramonti, con il ...

Digitalism mode on.

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Sono piuttosto abitudinaria nei miei momenti di pausa a lavoro (in realtà non si tratta di una vera e propria pausa, ma di due ore di incubazione del mio solito esperimento). In ordine sparso: 1.coccolo un po' la macchinetta del caffè e le concedo di viziarmi a sua volta; 2.mando messaggi random su whatsapp; 3.accendo spotify e scrivo; 4.controllo la posta; 5.lavoro, ovvero leggo paper che potrebbero tornarmi utili per quello che sto facendo; 6.mangio (e a dismisura anche). Lo so, sono degna di un Pulitzer del fancazzismo.  Oggi, per esempio, sono arrivata al punto 3. Ho messo su musica elettronica, e non chiedetemi perché, ma ultimamente mi piace più del solito, e ho cominciato questo post. Che in realtà non doveva cominciare proprio così. Ma chi mi legge sa che io soffro di anoressia dialettica quando si tratta di cominciare un post. E se non lo sa, adesso ne sarà consapevole. Che volevo dirvi? Niente. Che oggi sto messa male più del solito. E che la mu...

Mi merito solo uomini che

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Negli ultimi tre anni la mia vita sentimentale è stata un disastro. A volte divertente, altre volte noioso, altre volte pericoloso. Insomma, i disastri possono avere mille sfumature e i miei insuccessi sentimentali ne sono la dimostrazione.  A parte la storia con testadic , forse l'unica degna di nota, che mi ha portato via un pezzettino di cuore, così piccolo da non accorgermene subito ma sentirne le conseguenze dopo, tutti gli esemplari maschili che ho incontrato non hanno trovato una collocazione, se non provvisoria, in nessuna parte del mio corpo.  Forse qualcuno si è infilato nei miei ormoni, qualcun altro nel mio stomaco e qualcun altro nella mia vagina.  Gli ultimi esemplari sono quelli che sono andati via per primi.  Sono quelli per cui mi è partito subito l'ormone e, per evitare che mi partisse altro, ho bruciato tutte le tappe in poco tempo.  Mi sono difesa così negli ultimi anni. Non me ne fregava niente di nessuno.  Una mant...

Prima di partire per un lungo viaggio.

Nessun lungo viaggio mi attende, ma una valigia è pronta sul mio letto per essere riempita.  Questo weekend volerò per la seconda volta a Londra. Ho un sacco di paure perché parto sola e dovrò arrivare sola , in piena notte , a casa della mia amica che mi ospiterà. Ma sì, cosa sarà mai, direte voi. Eh no, perché io l'inglese lo so alla ad cazzum e in più ho una paura fottuta di non riuscire a trovare un taxi che mi porterà a destinazione.  Va beh, se mi dovesse succedere qualcosa, se non tornerò più qui a scrivervi, sappiate che  1) pur non conoscendovi tutti, vi ho voluto bene;  2) sono a favore della donazione degli organi, ditelo ai miei, e se nel caso non si possano donare, che li donassero alla scienza; 3) pur essendo un mostro con le sembianze da femmina , ho un cuore pure io.  Però, siccome noi siamo ottimisti, l'aereo non cadrà, io riuscirò a prendere il taxi, arriverò sana e salva a casa della mia amica e vi racconterò di questo weeken...

Un anno fa e i magoni che non sono spariti.

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Viaggio spesso con i ricordi.  Oggi è stato ancora tutto più facile. Ho letto la data sul calendario e con la mente sono volata subito ad un anno fa.  Al 13 gennaio del 2014. Alle 9.30 di quel lunedì mattina uggioso, mi presentai in laboratorio. Un laboratorio che non conoscevo affatto e che avevo visto solo di sfuggita, qualche mese prima, quando ero andata per fare il colloquio con quello che sarebbe poi diventato il mio capo. Fu un giorno particolare. Me lo ricordo ancora. Era il PhDay , ovvero il giorno in cui tutti i dottorandi presentavano i loro progetti e i risultati conseguiti all'intero dipartimento.  9h di full immersion in conversazioni scientifiche e in inglese .  Passai l'intera giornata accanto a quello che si sarebbe rivelato il collega più scorbutico e orso del laboratorio, ma anche (forse) il più bravo.  Tornai a casa con un mal di testa allucinante e, chissà per quale motivo, i nervi a fior di pelle.  Ora che ricordo, ...

Domenica distratta.

Guardo irrequieta l'orologio. Vorrei che questa giornata finisse al più presto. Poi penso che domani sarà lunedì e ho mille cose da fare e cambio idea. Ma la noia di questa giornata è arrivata al midollo. E io mi sento inquieta. Oggi ho scoperto che la mia patente scade tra 4 giorni e non so se ho tempo di fare la visita per il rinnovo. Questa settimana dovrei cominciare sul serio a lavorare e non so se è il caso di chiedere mezza giornata di permesso (considerando che per arrivare in università ci metto un'ora e mezza tra treno e autobus). Sono distratta, molto in questo ultimo periodo. Ne sono consapevole. Ma non riesco a farci nulla. E' un periodo in cui è la gente a fermarmi per strada, a dirmi ciao, a mettermi la mano in faccia per farmi ritornare con i piedi per terra. La vergogna. Il disagio. E altro. Non so cosa mi succede. Dormo più del solito, mi sembra di essere in un'altra dimensione. E poi con la testa proprio non ci sto. Vorrei una vacanza. E...

Pausa sigaretta.

Avevo ormai dimenticato cosa significasse passare intere giornate sui libri. Credo che l'ultima volta risali al 6 maggio, il giorno prima dell'ultimo esame all'università. Le ore spese per la stesura della tesi non le considero, anche perché nonostante fossi visivamente stressata, il periodo è volato così velocemente, che ora faccio fatica anche a ricordarlo. Dicevo, in ogni caso, che ho quasi dimenticato cosa significhi studiare un intero giorno. E infatti, ieri e oggi, sto facendo un' enorme fatica a rimanere incollata alla sedia. Come una minchiona professionista, mi sono ridotta agli ultimi giorni a studiare come una matta per il concorso di domani. Quale concorso? Quello per cui i vincitori sono già noti, e ovviamente io non rientro nella graduatoria. In ogni caso, incrociamo le dita della mano, e anche quelle dei piedi, non si sa mai. Proverò il terzo concorso di dottorato, con una modalità tutta diversa da quelli che ho già fatto.  Il colloquio v...

La rabbia, questa sconosciuta.

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Sono una persona abbastanza pacifica. E non lo dico perché voglio vantarmi del mio essere peace&love, ma perché il sentimento della rabbia è a me sconosciuto. O quasi. Insomma, sono poche le volte in cui mi vedrete sbraitare contro qualcuno perché incazzata nera. Sì, mi incazzo come tutti gli esseri umani su questa terra, ma con molta moderazione. Così tanto che dopo 5 minuti ho già dimenticato tutto. Alcuni mi parlano di oggetti lanciati in aria, di pugni alle pareti e altre cose del genere. Ecco, io ste cose le vedevo fare al mio ex e scoppiavo a ridere (ovviamente con un rincaro dell'incazzatura di quel poverino). Ho sempre pensato che arrabbiarsi non ha senso. Che poi a stare male sei tu che ti porti quel groviglio sullo stomaco. E quando ho capito che stavo più male se mi incazzavo, piuttosto che se non lo facevo, ho smesso. Peccato che la delusione, quella proprio non sono ancora riuscita a capire come gestirla. Quella fa un male cane. Mi sento profondamente del...

Giornata lunga di depressione AKA domenica.

Come ci si sente quando si è (o forse si crede) di essere nel posto sbagliato?  Ricordo vagamente la sensazione che ho avvertito quando ero in un posto non giusto. Avrò provato un disagio momentaneo e poi come al solito sarò scappata o me la sarò fatta passare, magari stando in compagnia, prendendo la bici o facendo qualcosa che potesse tenere occupati i miei neuroni.  E’ da quando ho saputo che devo laurearmi (molto probabilmente) a luglio che sto male.  Dovrei essere felice, si sta chiudendo un cerchio, sto aggiungendo un altro tassello al puzzle della mia vita.  E infondo lo sono. Ho fatto gli esami in tempi record, con una media che non mi sarei mai sognata in vita mia, ho sfidato la mia ansia, le mie paure, le mie insicurezze. Ho imparato a gestirle e a gestirmi. Sono felice per questo.  Eppure dentro di me si è aperto un buco nero che piano piano sento mi sta risucchiando e quello che temo di più è che poi arrivi ad un punto di non ritorno di ...

Pensieri assurdi che vengono fuori dopo una rimpatriata.

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Ieri sera ho incontrato i miei ex compagni di liceo.  Su 24, eravamo 8. Tra gli assenti c'erano quelli giustificati perché espatriati dall'ameno paesello, i pacchisti , i fantasmi, i perennemente impegnati e quelli che, causa attack , non si scollano dai loro partner. Il numero non era importante ma se ci saremmo stati tutti sarebbe stato davvero bello.  Il problema però non è questo. Il problema è che io ieri per una buona parte della serata mi sono sentita un' inadatta . O forse un'inetta. Avete presente La coscienza di Zeno ? Ecco più o meno così. Ero l'unica non ancora laureata, non ancora stipendiata, non ancora fidanzata, non ancora maritata, non ancora con prole, non ancora realizzata .  Ok, forse neanche i miei compagni che hanno lavoro, mogli/mariti, fidanzati/e, figli e suocere scassapalle lo sono. Però avevano qualcosa .  E io improvvisamente mi sono sentita vuota , forse rimasta ancora con quell'aria leggera dei miei 19 anni dopo la...

E' un periodo del cazzo.

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Sono diversi giorni che vorrei scrivere un post. Lo vorrei scrivere per diversi motivi.  Uno , perché starei sicuramente meglio se tutto il groviglio di emozioni negative che mi si è posizionato sullo stomaco si sciogliesse un po’; due , perché ricevere un conforto, seppure virtuale (o illudermi di riceverlo), non mi fa schifo; tre , perché almeno, così facendo, capirete che sono ancora viva, anche se questo può fregare a pochi, se non a nessuno. Punto uno . Questo è un periodo del cazzo. Oh, la dico proprio come mi viene. Non sono una persona negativa, anzi, ma direi che tutto l’entusiasmo che avevo quando sono arrivata qui di colpo è sparito.  Non voglio lamentarmi, ma comincio a sentire le fatiche di questo lavoro. E non parlo di stress, di turni assurdi o di stanchezza fisica, a quello credo si possa ancora trovare rimedio.  E poi chissenefrega se la sera torno stanca! Non è questo il problema.  Il problema è che questo è un mondo dove devi imparare a co...

La vita è tutta qui?

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Da quando sono a Verona, immancabilmente la mia mente, manco fosse un appuntamento prescritto dal medico, comincia a fare voli pindarici.  E' ovvio che ne seguono pipponi dalle dimensioni cosmiche, ma ormai ci sto facendo l'abitudine e, in realtà, tutto questo a volte non mi dispiace, perché mi scopro abile in pensieri profondi e mi sento un po' la Pascal de noantri.  In primis è il cuore che parla. Mi mancano i miei affetti, mi manca persino litigare con mia sorella, mi manca tantissimo la mia amica Emme. Il telefono, purtroppo, non sopperisce a queste mancanze, né ne allevia i sintomi. Per fortuna subentra sempre la ragione, che mi tengo stretta stretta e che rimette in riga tutte le mie cellule nervose. Quando ho cominciato a scrivere questo post avevo tutt'altro in mente, ero appena tornata dal laboratorio, ho appoggiato la borsa sul letto e con la mano alla fronte mi sono detta la vita è tutta qui? Mangiare, dormire, lavorare, andare in palestra, fare...

Fragile nelle relazioni

...ieri vedevo in tv (Le Invasioni Barbariche) l'intervista di Valeria Bruni Tedeschi che si definiva fragile nelle relazioni , in particolare definiva terribile questo modo di dimenticarsi, di abbandonarsi, di perdersi di vista, di lasciarsi andare, soprattutto se si è condiviso qualcosa (lei faceva riferimento alla sua storia con Louis Garrell, quel gran pezzo di figo!!)...e mi è venuto in mente quello che ho scritto l'altro ieri...che strana coincidenza...io mi sento così fragile nelle relazioni , e non me ne vergogno, anzi mi piacerebbe dirlo alle persone che frequento, che incontro, che conosco...ed è per questo che poi ho chiamato testadic , non sentivo la sua voce dal 2 gennaio...e guarda caso l'ho chiamato proprio oggi, ad un mese dal giorno in cui ci siamo visti...gli avrei voluto dire che non voglio perderlo di vista, che non voglio che ognuno si dimentichi dell'altro, ma poi sono rimasta così, come mio solito zitta, a tirar parole dalla bocca che non avevano...

In ritardo.

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Mi scuso con tutti i lettori che passando di qua hanno trovato chiuso. Lo so, sono una padrona di casa piuttosto maleducata, non vi ho fatto manco gli auguri di Buon Natale.  Ne approfitto adesso, anche se con un leggero ritardo.  Anche se, forse, dovrei più che altro farvi quelli di Buon Anno.  Ma vabbé, accettatemi (in tutti i sensi!) per quella che sono! Il mio Natale? Vorrei scrivervi che è stato un Natale bellissimo, uno di quelli che non passavo da una vita, con le persone che amo e in tutta serenità. Beh...diciamoci la verità: tutto sto idillio si è realizzato solo nella mia testa.  Ma non voglio lamentarmi, anzi riconosco che tutto sommato, nonostante alcuni momenti proprio down, è stato comunque un bel Natale. Non vi scrivo da una settimana e, qualcuno di voi si sarà anche accorto che sui social sono stata poco presente. Se state pensando ad un rapimento da parte di qualcuno, vi sbagliate di grosso. 23 Dicembre. Ho fatto il mio...

Post stracciapalle del sabato sera.

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Sapevo che sarebbe successo. Io mi conosco troppo bene. O almeno credo. E conosco anche gli uomini per i quali provo un certo interesse. Ma il problema sono io. Sono io che mi annoio subito, che vivo con il freno a mano tirato, che non cambio le marce, che non cambio registro, che non cambio copione. Magari è solo un sabato sera sfigato che mi costringe a stare a casa, oppure il magone per un esame che non riesco a preparare, o la partenza e le mille cose da fare, insomma tutto mi sembra un carro armato che appiattisce il mio cuore. E allora mi viene da prendermi la testa tra le mani e staccarmela dal collo, chissà passino in fretta questi pensieri, chissà passi in fretta il pensiero di lui, questa sensazione di sentirmi completamente stupida. Perché poi tutti questi pensieri sono una bella presa per il culo, sono scuse, sono distrazioni, sono le bugie che mi racconto e vi racconto, sono le motivazioni che mi spingono a lasciar perdere. Sono un po' tutto e sono un po' ...

Apatia portami via.

Cominciano i weekend di scazzo. Quelli in cui non ho voglia di fare nulla, sono tremendamente asociale, pigra, ma soprattutto apatica. Fondamentalmente il problema è uno: MI ANNOIO. Ma di brutto eh. Non so che fare. Magari vorrei fare tante cose, ma niente. Riesco solo a pensare che potrei farmi un giro in bici o un giro per negozi, poi se penso che devo vestirmi o semplicemente lavarmi i denti, infilarmi la giacca e uscire mi prende una sconfidenza che ciao. Magari ho anche da studiare, ma è da sfigati studiare il sabato pomeriggio. Così come è da sfigati rimanere a casa. E io che faccio? Rimango a casa e faccio finta di studiare. Semplice, no?! Elementare Watson.  O cosa peggiore...passo ore davanti al pc. Impassibile. A leggere tweet e ascoltare musica. Che tristezza infinita. Però oggi ho fatto una cosa diversa. Ho preso il tappetino e ho fatto 9 serie di addominali (3 alti, 3 bassi, 3 laterali). Quanto sono triste?? Domani, prometto, mi invento qualcosa di più al...