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Nel fantastico mondo delle chat.

[ Per un'ora d'amore - Antonella Ruggero & Subsonica ] Qualche pomeriggio fa ero annoiata e in preda ai sensi di colpa. Avrei potuto spendere il mio tempo in miglior modo, ma una strana apatia mi pervadeva i sensi. Avrei dovuto studiare, per esempio, cominciare a stilare il report dei miei primi (quasi) due mesi di dottorato. E invece mi sono piazzata davanti al pc, sperando che il monitor mi ispirasse qualcosa di logico. Dopo una mezz'oretta passata inutilmente su FB, a pregare che qualcuno mi considerasse mentre andavano in sottofondo i video di Fabi su youtube, ho avuto la brillante idea di entrare in chat (ovviamente rincarando la dose dei sensi di colpa per il fancazzismo dilagante). Ve le ricordate le chat dei primi anni 2000? Io quasi. Le usavo pochissimo. All'epoca non avevo il tutto illimitato e neanche il wi-fi (credo non esistesse tra l'altro). La navigazione in internet era a consumo e per evitare bollette salate, mi limitavo all...

Sospesi.

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Di gente conosciuta in discoteca, che il giorno dopo mi contattava, ne ho incontrata poca nella mia vita.  Per fortuna aggiungo. Tra questi c'è il famoso siamosoloamici. Ma va beh.  Non faccio tanti giri di parole. Io e il pezzo grosso - che chiamarlo così proprio non mi piace- ci siamo visti. Una, due, tre, quattro volte. Forse saranno cinque. Forse sei. O forse i nostri incontri si fermeranno qui. Io mi sento impreparata. Per ora è tutto così indefinito. Non ci conosciamo e mi sta bene così.  Le mie barriere di difesa sono tutte erette. E io mi sento sicura. Perché questa volta è tutto diverso. Ho di fronte un uomo che ci sa fare, che mi riempie di attenzioni, non troppe ma sufficienti a farmi stare bene. Un uomo per il quale ci sono prima io e poi lui. Non ne voglio parlare, ma un lieve sorriso ebete mi accompagna ormai da giorni. Sto bene, anche se le classiche domande me le faccio ogni giorno. E' una storia senza inizio e senza fine. Viviamo ...

Incantevole.

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Voglio che questo giorno sia così.

Non mi indurre in tentazione, amen.

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Dai, morbido è il frutto, sai la tua tentazione ormai è nel mio regno. Dai, sono il nome dei tuoi guai Nessuno saprà mai, solo per noi. Vuoi, sbucciare la tua colpa Vuoi, strisciare un po' ancora qui con me Vuoi, gridare chi sei Vuoi, sibilare che vizio hai Sai, la virtù porta rimpianti e sai Che non si dissetano mai I suoi fantasmi insonni Ieri sera per una manciata di minuti ho creduto alle coincidenze. Ero ad una specie di sagra nel centro storico dell'ameno mio paesello. E come potete immaginare mezzo paesello era lì. Ma non solo. Ad un certo punto tra la folla, guardo un viso che conosco molto bene. Mi guarda anche lui. Sì, avete capito bene, è lui, testadic . Ci passiamo accanto facendo finta di niente. Io purtroppo in questo non ho molto i riflessi pronti, ma giuro che gli avrei dato volentieri una spinta, dicendo il suo nome sarcasticamente, che tradotto significa : ehi testadic, che fai adesso, fai finta di non vedere? E così caso vuole che ci ribecchiamo dopo ...

Liberi tutti.

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E' chiaro che ormai su internet non si parla di altro. Io non voglio esprimere nessun giudizio, nè su queste due persone, nè sulla giustizia italiana.  C'è sicuramente un lato positivo in questa faccenda (la liberazione di due innocenti-almeno per la legge italiana) e uno negativo (una famiglia che non ha trovato giustizia per questa ragazza così trucidamente uccisa). C'è sicuramente una pressione mediatica in tutto questo non indifferente, se probabilmente Sollecito non fosse stato figlio di un medico legale, fratello di un commissario di polizia e Amanda non avesse goduto di una protezione e interessamento da parte dello stato americano, probabilmente, e ripeto probabilmente, i due fidanzatini di Perugia non avrebbero avuto i riflettori accesi su di loro per molto tempo, e magari sarebbero anche morti in carcere. Con questo sto dicendo che la giustizia italiana fa schifo? Anche. Ma credo che la cosa sia ben più complessa dal limitarsi a dire "vergogna" o ...