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Stiamo vicini, amici pendolari e non.

Pensi che non possa succedere a te. A te che prendi il treno ogni giorno alla stessa ora. A te, pendolare seriale, maniaco nella scelta della carrozza. Che è sempre la stessa. Perché è quella dove incontrerai gli altri pendolari seriali come te, con i quali ti fermerai a parlare, a raccontare la tua giornata lavorativa, i tuoi problemi, le tue felicità momentanee. Magari con qualcuno ci flirterai pure. Poi uno scontro. Bam. E sei finito. Rosso e nero. Non capisci più niente. Chi sei. Dove ti trovi. Cosa sta succedendo. Le voci, le urla, il sole che brucia la pelle e le ferite che ti ritrovi addosso. Piangi. E preghi Dio che qualcuno ti venga a tirar fuori da lì. Pensi che non possa succedere a te. E infatti non è successo a me.  A me che quella linea non la prendo.  A me che oggi sono andata in macchina a lavoro.  Però. Però è come se su quel treno ci fossi salita anche io. Perché la voce mi trema. Così come le mani. Perché la disperazione e la paura si sono ...

Dal regionale 12504 è tutto.

Uno pensa che il treno sia un luogo anonimo dove la gente ama scambiarsi sguardi su sedili che sanno di umanità. E in effetti è così per chi sui treni ci sale ogni tanto. Ma per quelli che del treno fanno una seconda casa, quelli come me affetti da pendolarismo seriale, il treno diventa un posto dove si raccontano storie, ci si meraviglia delle abitudini, si osservano pregi e difetti, si presumono vizi e virtù, si scoprono tradimenti.  Sì, tradimenti. Perché la gente tradisce e ormai non è più una novità.  Qualche giorno fa fui colpita da una coppia che discuteva cercando di tenere bassa la voce. Ci riuscirono benissimo, perché il climax arrivò solo quando lui le disse SEI UNA STRONZA per tre volte. E io, nonostante i miei auricolari, non riuscii ad evitare di leggere il labiale e ascoltarne la pseudo pacata voce.  Entrambi avevano la fede, quindi pensai subito ad un vacillamento coniugale, una di quelle solite discussioni che ogni tanto fa scricchiolare il...

Luigi.

Vi ricordate la storia del Signor Luigi? Sì? Che gioia! No? Tranquilli, non mi offendo. Potete sempre dare una ripassatina qui . Perché ritorno a parlare di lui? Ve lo spiego subito. Prima però un piccolo preambolo. Ieri sono andata a Bari, non è stata una giornata facile, soprattutto per la mia autostima vacillante.  Per farvela breve, per la prima volta nella mia carriera universitaria magistrale non ho passato un esame. Anzi no, specifichiamo, per rendere la cosa ancora più chiara. Non ho passato un' IDONEITA', di economia per giunta. L' IDONEITA' è un esame senza voto, serve solo per racimolare crediti.  Ecco, la sottoscritta, minchiona e superficiale non è stata in grado di superare un'idoneità di economia.  Ho fatto esami difficilissimi, che solo nominarli ci vuole una laurea, e non ho passato economia. Ma va beh. Ho capito che io ad un esame in cui non sono preparatissima non devo presentarmi. Per fortuna ho uno spirito piuttosto ze...

La bellezza è negli occhi delle persone che incontri.

[ Wonderwall - Oasis ] Ci sono cose belle che succedono e basta. Non sai perché né come.  Riesci a malapena a catturarne il quando. La vita è strana. Ti sorprende proprio quando meno te l'aspetti. E a volte lo fa in maniera così poetica, così teatrale, che davvero pensi che, infondo infondo, non è male viverla. E' un po' come ritrovarsi in un film e improvvisare seguendo solo il flusso della propria coscienza, della propria irrazionalità. Senza avere in mente nessun copione, nessuna frase o gesto preimpostato. Incontri un uomo in treno, ne sei incuriosita per via della sua camicia di jeans, delle sue cuffie verdi decisamente da teenager, delle sue converse dello stesso colore della giacca.  Ti siedi accanto, fai finta di nulla e intanto da sotto le lenti scure sbirci quegli occhi assorti in chissà quali pensieri.  E' strano quest'uomo, ha una certa età, ma sembra un ragazzino. Mi sorride mentre porgo il biglietto al controllore. Vorrei chiederg...

Foglie sulla neve #6

E' venerdì.   Me lo dico tirando su un sospiro di sollievo mentre attraverso il campus deserto.  La lezione è finita un'ora prima e per fortuna posso andare tranquilla in stazione.  Ormai sembra che la mia vita sia dettata dagli orari di Trenitalia. 7.15, 13.13, 19.05, 19.35.  E ogni tanto, soprattutto quando sono di corsa (cioè sempre), mi sento un po' come Helen di Sliding Doors . Della serie: riesco a salire sul treno per miracolo e mi chiedo cosa sarebbe successo se lo avessi perso o se avessi preso quello successivo. Per fortuna i miei viaggio sono allietati da incontri tutto sommato piacevoli. Ieri ho conosciuto un iracheno. Doveva scendere a Bari e chiedeva informazioni in inglese alla signora che le stava accanto. Peccato che la signora non capiva e ha chiesto a me se sapessi parlare inglese. Next stop. Almeno l'abc riesco ancora a dirlo. Old people don't speak English. E te credo. Anche young people . Vedi me. Però mi sono sfor...

Quando un libro può essere occasione di conquista.

[Conquista è un parolone, ma lasciatemelo passare va'] La foglia sulla neve di oggi è un'esperienza degna di un telefilm (prossimamente su michi channel ). Calma, niente di particolare. Semplicemente uno di quei momenti che donano un tocco di colore al grigiore di tutti i giorni e soprattutto ti fanno sorridere in maniera del tutto gratuita. Insomma cose che fanno bene. Ho preso il treno delle 13.13, il solito di quando ho lezione alle 15. Mi sono seduta al primo posto libero adocchiato, e mentre appoggiavo la borsa e mi toglievo la giacca, sono rimasta colpita dalle scarpe che aveva il tipo di fronte a me. Erano scarpe Quechua , o qualcosa di simile. Una via di mezzo tra sandalo e scarpa chiusa. Una merda, insomma. Ma mi colpivano perché ad indossarle era un uomo, mentre mi sembravano prettamente femminili. Guardo il tipo in faccia e devo ricredermi perché ha un non so che di affascinante. Un tipo un po' naif, riccio, con occhi celesti e barba incolta, di...

Io non ho paura del diverso.

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L'altro giorno mi è capitata una cosa strana, che mi ha lasciato con un amaro in bocca, ma non solo...sono rimasta quasi indignata e anche un po' schifata . Ero in treno, seduta come al solito dalla parte del finestrino, e dall'altra lato del vagone c'erano due musulmani, non so dirvi con precisione di quale nazione fossero, so solo che lei portava un hijab in testa e parlavano entrambi una lingua a me sconosciuta. Quasi a metà viaggio salgono tre ragazzine ventenni, puzzetta sotto il naso , borse firmate (ovviamente tutte e tre uguali), Hogan ai piedi e french alle mani. Si siedono accanto a me e dopo 5 minuti una di loro, A, dice: ci spostiamo ? B le chiede perchè. E lei risponde facendo segno con la testa verso i due musulmani. B le dice di restare perché sono quasi arrivate, mentre A insiste per spostarsi. Si sente una puzza . B le dice: Va bene alla prossima fermata ci spostiamo . E neanche dopo 3 minuti sono lì che fanno finta di scendere e invece si sposta...