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Visualizzazione dei post con l'etichetta estate

[4/365] Te lo ricordi lo zucchero filato?

C'è un profumo d'estate che arriva dalla finestra in questa sera umida di gennaio. Il freddo lo preserva, il naso ne avverte l'essenza. E' il profumo di una serie di sere che se ne stanno allineate nei ricordi. Te lo ricordi lo zucchero filato?  Di quando eravamo sotto il palco a cantare a squarciagola quel motivetto così scemo, dall'accento psichedelico e dai ritmi adolescenziali? Ti raccontai, dopo il concerto, di quando, da piccola, mia madre non mi comprava mai lo zucchero filato perché aveva paura delle carie ai denti. E io avevo paura dei dentisti. Che poi in realtà ce l'ho anche adesso questa assurda paura. Siamo scoppiati a ridere. E allora ho cominciato a comprarmi lo zucchero filato da grande. Quando di sabato sera andavo al luna park con le mie amiche di scuola. Era buonissimo. C'era anche al gusto fragola, ma io preferivo il classico. Mi piaceva sporcarmi le labbra di zucchero appiccicoso e poi leccarmi le dita. E poi mi hai dato un...

[8/365] Di ritorni.

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Il ritorno in Puglia è stato traumatico. A dire il vero lo è stato anche la partenza da Milano, che mi ha lasciato un'amarezza in bocca e non solo. Ho le ossa impregnate di delusione mista a stupore, ma va beh, è la vita, gli strappi non sono stati mai facili da sopportare, le distanze ancora meno. Del resto era tutto preventivato e altri luoghi comuni che continuo a ripetermi ormai da cinque giorni. Ho disfatto la valigia il giorno dopo essere tornata, non avrei voluto farlo, non ero pronta. Era il gesto conclusivo di questa esperienza durata così poco per le innumerevoli emozioni che il mio muscolo cardiaco ha dovuto sopportare. E non volevo concludere proprio nulla. Ma dovevo. Mi scorrevano in mente i momenti vissuti a Milano, più o meno intensamente, riponevo la roba nel mio armadio ricordando esattamente il momento in cui l'avevo indossata. Ho chiamato qualche amica, chiedendo aiuto. Lo so, sono plateale quando devo affrontare il dolore. Ma la verità è che f...

La mia malinconia è tutta colpa tua.

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Che io abbia un problema con i cambi di stagione ormai è un dato di fatto. E di fatto, nei mesi di transizione come settembre, ma anche aprile, io e un mocio vileda abbiamo più o meno lo stesso aspetto. E direi anche lo stesso destino. Ora, non chiedetemi perché a me sia venuta in mente questa immagine. Sarà per via dei capelli che in questi mesi si sono letteralmente bruciati al sole che mi danno questo aspetto. Anyway. Sto male. Non sopporto questo settembre del cazzo che sembrava cominciare con le migliori intenzioni del mondo e che invece si è rivelato un mese decisamente NO. Mi salva solo l'idea che tra qualche giorno dovrò partire e tornare in Italia quando ormai sarà ottobre. Anzi a dir la verità non mi salva neanche questa idea, perché se penso che potrei tornare con un clima decisamente più autunnale, i magoni aumentano. Ma so benissimo che non è solo questo. Settembre che scivola via, insieme agli ultimi strascichi estivi, si sta portando tutto quello che ques...

Tema: la mia prima settimana di ferie.

Ho passato la mia prima settimana di ferie in un clima di disperazione misto a voglia di suicidio.  Ho provato a fermarmi, a fare le cose con calma.  Risultato? Ho sfiorato la depressione almeno 10 volte al giorno.  Non sono abituata a stare in modalità offline. Ma evidentemente il mio corpo ne aveva bisogno.  Ho dormito tanto, consumato le lenzuola, adagiato le mie ossa su qualsiasi oggetto che prevedesse una posizione orizzontale.  Poco mare. E poche uscite. Vita sociale pari a zero. Non ne avevo tantissima voglia.  La verità è che, dopo il weekend scorso, dove mi sono ritrovata l'innominato , sulla stessa spiaggia in Salento, e dopo esserci ignorati a sufficienza, io sono ritornata con una tristezza immane che ho fatto fatica a togliermi di dosso.  Non pensavo che un saputello cafone potesse condizionare a tal punto la mia vita e il mio umore. Poi sono rinsavita.  Ho un mese di ferie e non posso mica passarmelo così. Mi son d...

Quella sbagliata.

L'altra sera ero al solito locale notturno dell'ameno paesello ( banana gialla ).  Un locale che io amo tantissimo per svariati motivi e che non mi stanca mai, sebbene lo frequenti da una decina d'anni. Diciamo anche la verità: è un locale dove ci si mette in mostra e si flirta tantissimo. E devo ammettere che le due cose insieme non mi fanno affatto schifo, anzi. Mi divertono tanto, ovviamente se assunte nelle giuste dosi. L'altra sera ero, appunto, in questo locale appoggiata ad una delle scale da dove si vedeva benissimo la situazione (per la serie, se dobbiamo metterci in mostra, facciamolo bene ).  Non ero al massimo del mio splendore, ma i capelli in piega e le labbra rosse hanno saputo fare la loro parte. Dopo essermi sistemata, io e i miei amici, in questa collocazione provvisoria ma molto in vista, un tipo, che era accanto a me, mi ha dato il la per cominciare una conversazione.  Su cosa, non lo ricordo esattamente, ma non erano discorsi profon...

Agosto.

Ho ripreso ad ascoltare Ligabue. Non lo facevo da un bel po'.  Conosco perfettamente il motivo di questo ritorno musicale a canzoni che ho odiato e amato allo stesso tempo. Così come conosco benissimo tutti i modi per sentirmi vicina e dentro contemporaneamente a quello che non mi appartiene, ma che -in fondo- vorrei mi appartenesse.  E così adesso mi sono messa in testa che fare un salto a Campovolo il 19 settembre non sarebbe una cattiva idea (se solo trovassi una compagnia). Sono in ferie, anche se con la testa non ho ancora staccato del tutto. Sono preoccupata per il mio lavoro e per il mio futuro in generale. Ho provato a non pensarci, ma i problemi se non li risolvi, ritornano. E, in fondo, settembre arriva subito. Ergo, urge trovare soluzioni. O perlomeno la pace dei sensi.  Niente paura, ci pensa la vita, mi han detto così. Parafrasando Liga. E spero davvero che la vita offra risposte e soluzioni che da sola mi è difficile trovare. Per fortuna tra...

Let me be your first time.

...sai la sabbia...è vero, si infila dappertutto ma....tu hai mai fatto l'amore sulla sabbia? Ho gli occhi pieni di disagio, mentre lo guardo raccontare tutti i suoi desideri su di me. No. Let me be your first time. Maybe. C'è il mare di fronte, qualche stella in cielo e la musica a tutto volume alle nostre spalle. E' la classica sera d'estate, dove si sta benissimo sugli scogli a pomiciare come due quindicenni. Sei il self control in persona. Lasciati andare. Non posso, perché non so se voglio.  Non so come far uscire le parole, sono proprio bloccate all'altezza del petto. Lentamente abbasso le difese e anche le aspettative. Comincio a cedere. Piano.  La luce mi permette di memorizzare tutti i suoi lineamenti, me li voglio ricordare, così come mi voglio ricordare tutto quello che mi dice. Non ascolto certi discorsi da anni, sarà per quello che faccio fatica a fidarmi.  Nel frattempo guardo le luci riflettersi nel mare e vorrei spa...

Tutta colpa di Mary.

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C'è che ogni tanto mi prendono dei momenti di angoscia esistenziale ingiustificati. Penso al futuro, proprio nel momento in cui il presente che vivo mi piace e mi fa stare bene. Eppure fermare la macchina dei pensieri che scorre a tutta velocità non è affatto impresa semplice. Niente. Io devo vivere inquieta, altrimenti non vivo . Devo pensare al dopo, andare sempre oltre, farneticare l'impossibile. Sono questa, devo arrendermi. Mi porto dentro questo groviglio di pensieri e lo nutro ogni giorno come posso, come fosse una pianta bisognosa di acqua costante. Le radici nella pancia e i rami nella testa.  Per fortuna è estate e riesco a mettere da parte le mie paturnie per un po'. Almeno nel weekend, quando mi allontano da tutto e tutti. Persino da me. Ieri, per esempio, è stata una serata leggera. Quelle sere che non programmi e che sono le migliori. Sono uscita con tre mie amiche marchigiane. Le ho portate in un locale sul mare. Abbiamo bevuto, quel...

Benvenuto stressembre.

Non è un inizio simpatico per questo mese. Piove. E mica due gocce. Sembra che qualcuno lassù abbia dimenticato i rubinetti aperti. Io odio settembre. In realtà non so spiegarvi se è proprio un odio. So solo che mi infastidisce perché si porta via tutte quelle cose belle dell’estate e mi lascia addosso un magone fatto di nostalgia, malinconia, ansia…depressione. Avete presente L’Urlo di Munch? Ecco, l’immagine di me nello specchio le somiglia tantissimo. Però io ho dei bei capelli lunghi e diciamo che sono anche un po’ più carina. Giusto un po’, perché con l’angoscia stampata sulla faccia pochi lo sarebbero. Mi tocca abituarmi all’idea che l’estate è finita. E non solo perché stasera non farò le 4, non berrò la mia birra stordi-neuroni e domani non andrò al mare all’ora di pranzo. Accanto alla mia scrivania c’è una valigia rossa che aspetta di essere riempita. Domani ritorno a Verona, è questo il mio congedo dall’estate. Il ritorno in questa città amata e odiata. Domani sarà aut...

Non voglio che arrivi settembre.

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L'estate mi si è stampata sulla pelle.  Agosto è stato un mese intenso.  Mi sono innamorata ventordici volte. Del sole, del mare, della salsedine, dei costumi di Calzedonia, delle maglie bianche, dei sandali ultra flat, dei tramonti, delle angurie mangiate in ogni dove, dei concerti, delle canzoni di Levante, degli uomini. Non voglio che arrivi settembre. Non lo voglio nella mia vita adesso.

Il blog va in vacanza.

Passata la sbornia amorosa per il toyboy, ho deciso che stare a martellare il cuore con il mio autoerotismo concettuale non è il caso. Domani parto. Destinazione Salento. E' tutto all'avventura. Senza una meta precisa, senza orario, senza programmi. Solo mare e tante risate. Quest'estate, a parte quella triste parentesi durata - per fortuna- pochissimo, mi sta piacendo troppo. Ah, testadic è risorto. E' in Puglia anche lui. Ma giocheremo ad evitarci. Credo sia la scelta giusta per me. Anche perché...volete sapere una cosa?? Di uomini davvero non ne posso più. Il blog perciò va in vacanza! Buon ferragosto!

La notte porta conigli.

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Notti inquiete. Sto dormendo poco. Nel frattempo scrivo libri con i miei pensieri, le mie paturnie, la mia immaginazione che fluttua tra uno sguardo teso al soffitto e uno soffocato dal cuscino e dai capelli. Mi drogo di musica, cerco lì l'ispirazione per rendere queste vacanze migliori. Mi godo il sole e il vento, poi sprofondo sul divano e con un dito mi arriccio i capelli. Vorrei essere bella e stupida. Avrei meno problemi. E invece ho il difetto di un cervello pensante. Esigente. Forse troppo (e non sono per niente bella). E' anche nostalgico e malinconico come il suo collega, con il quale non va molto d'accordo, il cuore. Litigano sempre. Ma al momento vincono i neuroni. Al momento. Magari sabato il gioco delle parti potrebbe cambiare. Intanto la notte porta conigli e non consigli. Forse dovrei bere di meno.

Poche ore.

Mancano ormai poche ore al mio ritorno in Puglia. Sono in tensione. Confusa e felice. Un po’ malinconica. Un po’ ansiosa. Un po’ tutto. Qui in laboratorio sono cominciati i saluti. Un ragazzo parte per Londra, io resterò fino a settembre a Verona e poi ciao, un’altra mia collega ha accettato un posto a Milano. Penso a come diventano fragili le relazioni quando cominci a diventare grande. A come la stabilità sia un miraggio e il nomadismo cominci a prendere forma nella mia vita. Sono contenta per loro e per me. In questi mesi sono cresciuta tanto, forse così tanto che è necessario fermarmi un po’. Ho bisogno di staccare un po’ da tutto. Dopo la laurea sono tornata subito qui, senza pensare a cosa stesse succedendo nella mia vita. I giorni in Puglia sono stati un terremoto di emozioni, incontri, sguardi, abbracci, baci... Ho incontrato chi non vedevo da tempo, ho visto quanto è bello leggere negli occhi dei miei genitori la soddisfazione e la gioia, mi sono goduta il mare, i miei tramon...

Non me ne voglio andare.

E' tempo di fare un'altra valigia. Ho lasciato la mia roba sparsa per casa con la speranza che ricordi di mettere via tutto.  Domani riparto. Ritorno a Verona. Mi pesa questo rientro perché ormai è estate, qui in Puglia la gente vive come se non ci fosse un domani, le spiagge sono affollate, il sole è caldo, il tempo è dilatato, si dorme poco pur di rimanere a ridere e scherzare con gli amici di sempre in riva al mare... ...è tutto così bello, così magico che la serenità la mangi con gli occhi, ti entra nelle vene, nella testa, nel cuore...e poi c'è questo contatto strano con la gente, che anche se non la conosci ti ritrovi a ballare, scherzare, fumare, parlare come se vi conosceste da sempre... Ecco, credo che è questo che mi manca a Verona. Più del mare, più del sole, più delle mie cose, della mia stanza, dei posti del cuore che ho qui nella mia Puglia. E' il contatto con la gente che ti fa sentire a casa, amata...che ti fa sentire te stessa.

L'estate è un sentimento.

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Quest'anno, come l'anno scorso, e forse come qualche altro anno, il tempo non è generoso.  Il detto non ci sono più le mezze stagioni pare funzionare. E aggiungo che non ci sono più neanche le stagioni, che fa caldo in inverno e fa freddo in estate.  Oggi ha piovuto, uno di quei temporali estivi che ti tolgono il fiato ma che fanno molto modalità wake me up when september ends .  Volevo andare al mare per la classica passeggiata in bici, ma ho dovuto rinunciare. Ho aspettato che finisse di piovere guardando dietro i vetri della finestra, come una bambina in attesa di qualcosa di bello. Avevo gli occhi di stupore per i colori del cielo, nonostante fosse grigio e plumbeo. Ma da lontano, con un po' di fantasia, riuscivo a scorgere un azzurro che solo i miei occhi erano in grado di notare. Azzurro colore dei sogni.  Non ho resistito, avevo un mal di testa dovuto alla tensione prelaurea, dovevo in qualche modo uscire di casa, e così mi sono messa in ma...

Avrei una tesi da scrivere e invece passo il tempo ad intristirmi.

Mi chiedo come i veronesi, e quelli del nord in genere, riescano a sopravvivere al caldo torrido senza mare. Mettiamoci dentro anche quelli che vivono sui monti o in culonia dove più o meno si perse Cristo e l'acqua salata non arriva manco per miracolo. Beh, allora come fate a sopravvivere? Per tutto il giorno mi sono fatta questa domanda cercando di darmi delle risposte. 1) Prendono la macchina e vanno al mare più vicino. Magari sparandosi anche due ore di tangenziale. 2) Si illudono che il lago possa essere una buona alternativa alla mancanza del mare ( e sticazzi! ma non lo è!) 3) Rimangono chiusi in casa con il condizionatore sparato a mille. 4) Si lavano in una vasca di acqua sporca, aka piscina, insieme ad altri simili. 5) Non sopravvivono. E se per voi la questione sembra banale, così tanto che magari non vi siete posti neanche il problema, io oggi ho sfiorato la depressione. Il mare mi manca. Diciamolo chiaramente. E non mi manca solo il sole, il s...

Post- vacanze

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Ricordo ancora quando sono scesa dal treno.  Avevo i capelli scompigliati, le guance troppo rosse, la sabbia nel costume e tra le dita dei piedi.  La borsa era troppo pesante ma ti sei offerto di portarmela fino al binario della coincidenza. Non parlavi, mi guardavi con occhi pieni di stupore. Sorridevi di nascosto, ma dietro le mie lenti scure ti vedevo benissimo. Poi mi hai detto grazie e sei andato via. Hai congiunto le mani, hai chinato la testa e non ti ho visto più. Io sono salita sul treno, ho detto alla mia amica di aspettare un attimo, di non farlo partire quel maledetto treno, di dire al controllore che c'ero anche io. Sono scesa, ti ho rincorso. Nella testa le tue mani congiunte, tanti perché. Volevo e dovevo sapere il tuo nome. Non potevo mica andarmene così. Ma eri già scomparso tra la folla, tra le tante maglie bianche, tra le tante valigie del post ferragosto. Tutte così piene, tutte così stanche. E sono ritornata tristemente al mio binario, al mio posto, ...

Chiuso per ferie a tempo indeterminato.

Una volta avevo un blog. Poi ho dovuto ammazzarlo. Potrebbe essere l'incipit che esprime al meglio la latitanza di questo mio ultimo periodo. Lo so, non sono perdonabile, non piace neanche a me questa apatia che non mi porta a scrivere più come prima.  Vorrei farlo ma concentrarsi costa fatica. E io sono già abbastanza stanca. Ho studiato fino ad ora, incastrando addirittura i minuti per non farmi mancare nulla. Sottraendo ore al sonno per godermi mare, corse e uscite con gli amici, senza però trascurare lo studio. Risultato? Sono due giorni che non riesco ad alzarmi dal letto, quando sono in compagnia sbadiglio continuamente, oltre al fatto che sono decisamente insopportabile e antipatica. E così non va. Le pile devono essere ricaricate altrimenti io scoppio. Quindi, i libri sono decisamente archiviati per qualche giorno, il telefono usato solo per le esigenze e per il resto...vado a ricaricarmi sulle spiagge pugliesi. Non ho fatto programmi per il ferragosto, so ...

The summer is magic oh oh oh

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Confido nel potere dell'estate. Intanto oggi sono ritornata al mare dopo quasi 20 giorni di astinenza.

Post-it #22

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Volevo scrivere un post. Uno di quelli concreti. Ma le parole sono andate a farsi un giro non so dove. Forse hanno deciso di prendersi qualche giorno di ferie. Io nel frattempo vi dico che nel weekend non ho fatto nulla, non ho aperto libro nonostante la mole da studiare non indifferente, ieri sono stata tutto il giorno fuori in un paesino sperduto vicino Bari che per arrivarci avrò chiesto informazioni quelle centomila volte, ho rivisto quasi tutti i ragazzi con cui sono stata in Molise quest'estate, compreso ragazzodacapelloosceno che si è pure scusato per non essersi fatto sentire [mai scuse furono così tanto inutili, infondo ha fatto solo il suo dovere, ovvero quello di non darmi fastidio], al ritorno ho deciso di fare una strada tutta mia impiegandoci il doppio del tempo impiegato all'andata, mi sono persa per le campagne pugliesi, tra ulivi, curve e un tramonto bellissimo, ho guidato senza stancarmi, e la sera sono finita in spiaggia per una chiacchierata con Emm...