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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2014

Alloggio, no grazie.

Quando la prof. mi ha offerto un posto in foresteria per un mese aggratis mi si sono illuminati gli occhi. Luccicavano dalla gioia perché avrei avuto un mese di affitto e spese incluse in meno sulle spalle (dei miei). Ecco ora, all’inizio della mia terza settimana nello scatorcio in foresteria, non vedo l’ora di andare via.  Ok, ho risparmiato un sacco di soldi (magari mi faccio un viaggetto), ma ho fatto una vita di merda . Non voglio sembrare la solita ingrata, ma se sapeste come mi sono mossa nei pochi metri quadri della mia stanza in questi giorni, beh... forse forse un po' di ragione me la dareste. Sabato prossimo avrò una stanza tutta mia e, sebbene ci saranno un po’ di faccende da sistemare (mancano tv e internet), non vedo l’ora di:  poter dormire in un letto pulito;  farmi la doccia e non desiderare due minuti dopo di farmene un’altra perché gli asciugamani sono stati appoggiati su una sedia all’apparenza pulita;  poter appoggiare la roba sul letto non pensa

Va bene, va bene così.

Oggi mi sento bene. Ho le cellule tutte esaltate. Sarà stata la corsa tra la nebbia. Certo, non è come correre lungo la mia litoranea, ma va bene così. Almeno la testa è impegnata per un po'. Poi mi mancava fare sport. Sono tornata tardissimo dal laboratorio. Ormai ho uno stomaco di ferro con tutti quei topi che vedo ogni giorno. Mi sto facendo passare lo schifo. Ho lasciato la borsa, mangiato due waffel alla vaniglia (forse erano più di due :D), mi sono sfilata i jeans, ho messo su l'unico pantalone sportivo che ho portato qui, la felpa e sono andata a correre. Snow Patrol e un po' di nebbia mi hanno fatto compagnia. Poi c'era anche un tipo carino, rossiccio, ma carino. Niente contro i rossi, anzi. Però preferisco quelli bruni. Adesso sono distrutta, non so cosa preparare per il pranzo di domani e mi sa tanto che andrò a letto così, con questa canzone di Vasco e un sorriso ebete sul viso.

La vita è tutta qui?

Da quando sono a Verona, immancabilmente la mia mente, manco fosse un appuntamento prescritto dal medico, comincia a fare voli pindarici.  E' ovvio che ne seguono pipponi dalle dimensioni cosmiche, ma ormai ci sto facendo l'abitudine e, in realtà, tutto questo a volte non mi dispiace, perché mi scopro abile in pensieri profondi e mi sento un po' la Pascal de noantri.  In primis è il cuore che parla. Mi mancano i miei affetti, mi manca persino litigare con mia sorella, mi manca tantissimo la mia amica Emme. Il telefono, purtroppo, non sopperisce a queste mancanze, né ne allevia i sintomi. Per fortuna subentra sempre la ragione, che mi tengo stretta stretta e che rimette in riga tutte le mie cellule nervose. Quando ho cominciato a scrivere questo post avevo tutt'altro in mente, ero appena tornata dal laboratorio, ho appoggiato la borsa sul letto e con la mano alla fronte mi sono detta la vita è tutta qui? Mangiare, dormire, lavorare, andare in palestra, fare

Fragile nelle relazioni

...ieri vedevo in tv (Le Invasioni Barbariche) l'intervista di Valeria Bruni Tedeschi che si definiva fragile nelle relazioni , in particolare definiva terribile questo modo di dimenticarsi, di abbandonarsi, di perdersi di vista, di lasciarsi andare, soprattutto se si è condiviso qualcosa (lei faceva riferimento alla sua storia con Louis Garrell, quel gran pezzo di figo!!)...e mi è venuto in mente quello che ho scritto l'altro ieri...che strana coincidenza...io mi sento così fragile nelle relazioni , e non me ne vergogno, anzi mi piacerebbe dirlo alle persone che frequento, che incontro, che conosco...ed è per questo che poi ho chiamato testadic , non sentivo la sua voce dal 2 gennaio...e guarda caso l'ho chiamato proprio oggi, ad un mese dal giorno in cui ci siamo visti...gli avrei voluto dire che non voglio perderlo di vista, che non voglio che ognuno si dimentichi dell'altro, ma poi sono rimasta così, come mio solito zitta, a tirar parole dalla bocca che non avevano

Verona, eccomi.

Eccomi! Ho fatto un po' fatica a ritagliarmi del tempo per scrivervi, ma adesso che ci sono vi racconto tutto. Allora...dove eravamo rimasti? Nell'ultimo post ero più o meno nelle stesse condizioni in cui sono adesso: poche ore di sonno, ancorata agli occhi e agli abbracci delle persone care e in preda a mille faccende burocratiche da sistemare. A questo aggiungeteci una tosse bestiale che manca poco che ci sputo i polmoni. Ma andiamo con calma. Sono arrivata a Verona. E questo può sembrare banale, ma non lo è. Trenitalia non delude mai, soprattutto quando deve fare ritardo. In questo lei è magica, fenomenale.  Non mi sono ancora ambientata del tutto, anche perché sono qui da qualche giorno. L'unico tragitto imparato a memoria è quello policlinico-casa (che tra l'altro è proprio sullo stesso pianerottolo, roba da non crederci), casa-supermercato, casa-fermata dell'autobus.  Il resto è tutto nuovo e, come tale, ancora da conoscere.  Non h

Assenza giustificata.

Venerdì mi trasferisco. Lascio l'ameno paesello ( finalmente ). La testa è proiettata alla partenza, ma il cuore pensa agli occhi e agli abbracci di cui sto facendo scorta in questi giorni. Sensazioni strane a go go e poche ore di sonno. Vorrei mettermi a letto e svegliarmi domenica mattina, ma le valigie e le faccende burocratiche, ancora da sistemare, mi ricordano che c'è poco tempo per dormire. Quindi perdonate la mia assenza, quando tornerò vi racconterò un sacco di cose belle!