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Di quelle albe che non ti aspetti.

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[ L'odore del sesso - Ligabue ] Le persone normali vanno a letto ad un orario consentito per legge e, dopo 7-8h di sonno, si svegliano per affrontare le loro vite.  Io vado a letto alle 6.30 e dopo 3 ore sono in cucina che preparo la mia colazione rigorosamente bio. Crollerò, ne sono certa, perché non posso restare con 3h di sonno durante il giorno.  Non so cosa mi tiene sveglia, ormai ho smesso di litigare con il mio orologio biologico da un bel po'. Stamattina ho visto l'alba, e non solo sul display del cellulare. In un posto bellissimo, nuovo, che credo sarà il mio angolo di solitudine per i prossimi mesi.  Mi ci ha portato testadic .  Come  non lo so neanche io.  Se ci fossimo dati appuntamento, avremmo trovato ognuno delle scuse per rimandare. O forse no. Comunque, io non lo sentivo dal 12 aprile .  Lo ricordo benissimo quel giorno, perché dopo esserci salutati in aeroporto, ho cancellato tutti i riferimenti che p...

Oggi Verona mi manca più del solito.

Di quanto mi manca Verona credo di averlo scritto un paio di volte. Forse qualcuna in più.  Poco importa, oggi lo ribadisco. Verona mi manca. Penso a lei ogni giorno.  E non esagero quando dico che non appena metto piede in laboratorio mi viene in mente il caschetto austero della mia ex capo.  Oggi Verona mi manca più del solito. Nella pausa pranzo ho chiamato la ricercatrice più grande del mio ex lab che oggi ha compiuto gli anni. Una donna con molte ferite da raccontare: dall'abbandono del suo paesino del Friuli ad un matrimonio in giovane età andato male, da un uomo che per anni l'ha tradita ad un figlio che non è mai arrivato, da una mamma lontana e malata a tante spese da affrontare.  Eppure, sempre con il sorriso, con quella voce così dolce e quell'aria svampita che riuscivano sempre a mettermi di buon umore. Poche parole al telefono -perché con quelli del Nord  non ci si lascia andare a tante smancerie- eppure in grado di aprirmi un...

[Scrivo e rubo tempo al lavoro]

L'inizio di un post è sempre un po' traumatico, soprattutto quando hai tante cose da dire, che- con molta probabilità- alla fine non dirai. Domani parto. Vado a Creta per un congresso. Come al solito, aspettavo questa partenza da tempo, anche se sarà stressante affrontare il viaggio: 3 voli e 1h e mezza di autobus per raggiungere il posto del congresso.  Quanto sono intelligenti gli organizzatori: scelgono posti bellissimi ma in culonia. Eh va beh. In ogni caso, sento l'esigenza di staccare, questa evasione- seppure "lavorativa"-è balsamo per la mia salute precaria. Come sto? Sono IPERTESA. La diagnosi pare essere definitiva, ma vogliamo capire la causa. Stiamo escludendo via via quelle peggiori. Ma al momento non posso dir nulla. Al ritorno mi aspettano ulteriori analisi e controlli. Non ho neanche 30 anni e ho immaginato di morire più volte tra una decina di anni. Sì, perché non prendiamoci in giro, ma le probabilità che io tra qualche anno mu...

Figlia

Nascere FEMMINA non è facile. Nascere FEMMINA al SUD non è facile bis. Diciamo che non è facile e basta. Non è facile qui, non è facile ovunque. Non è facile soprattutto perché sei figlio e lo sarai sempre. E il compito di essere figlio a volte diventa più oneroso di quello di essere genitore. Non sono una figlia perfetta, non lo sono mai stata e non ho pretese di diventarlo. Ma infondo chi lo è? Solo qualche povero sfigato che per una vita intera si sarà sforzato di piacere ai suoi genitori barattando la sua felicità con la loro. Eh sì, perché bisogna dirla la verità, che i figli perfetti non esistono, così come non esistono i genitori perfetti. E quelli che vi sembrano perfetti sono solo farse tristi che recitano nella commedia sociale della vita. Esistono solo uomini e donne, padri e madri, figli e figlie, che dovrebbero comportarsi da esseri umani come dio comanda, o come la loro natura comanda (a seconda delle loro convinzioni) e se, per quella natura, non hai l’istinto m...

Buona la prima.

Ieri ho de-buttato a teatro. Diciamo che alle elementari recitavo meglio, ma ieri mi sono presa in ogni caso i complimenti. Chissà se sinceri.  Però io e i miei compagni siamo stati bravi, perché non abbiamo sbagliato niente, anzi siamo stati così bravi che abbiamo anche improvvisato.  Anyway. Ieri ho chiuso questo capitolo.  A teatro credo non ci tornerò più. Ho capito che non fa per me. Ho capito che il corpo non è il modo attraverso cui far fluire le mie emozioni.  Del resto, chi fa teatro deve essere così bravo a saper vivere le proprie emozioni da poter vivere quelle di un altro. E io non ne sono stata capace. E' stato un percorso di liberazione, di scoperta, di confronto. Un' esperienza diretta con i miei limiti. Dolorosa, difficile ma allo stesso tempo bella, perché il teatro ti permette di venire a contatto con parti di te che non pensavi di essere .  Togli una maschera e ne trovi un'altra sotto. Scopri anche quella e ne trovi un'altra o...

Un pensiero ridicolo.

Avete mai pensato di morire?  Io sì, in questi giorni ci ho pensato, ci penso ancora e ci scherzo su.  Sono serena, se muoio nelle prossime ore o nei prossimi mesi ho fatto più o meno tutto quello che volevo.  Non potrei dire il contrario, anzi vorrei dirlo tanto, vorrei dire che tante cose che avrei voluto fare non le ho ancora fatte e probabilmente non le farò mai. Anyway.  Lunedì mi sono svegliata come se fossi appena scesa da una giostra. Non una qualsiasi, una di quelle che riproducono l'effetto di una lavatrice. Non ricordo bene se ero io a girare o se vedevo le cose girare, in ogni caso non mi reggevo in piedi. Sono finita in pronto soccorso perché avevo la pressione a 180.  Ma arrivata lì, è rientrata nella norma.  Poi nuovamente alta per tutto il giorno successivo.  Ho fatto degli accertamenti, aspetto il responso. [Incrociamo le dita] Ho pensato alla morte, sì a quella cosa che va beh sono giovane, non mi riguarda. ...

GNUT.

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Ogni tanto Spotify mi regala qualche canzone così bella che mi si appiccica addosso per un po’ di giorni e non va più via. Anzi, diventa quasi una colonna sonora della mia banale vita, facendomi vivere in una sorta di cortometraggio in loop. Questa volta è capitato con la canzone di GNUT, artista che non conoscevo, ma che adesso adoro fino al midollo. E’ come se avesse dato musica alle parole che ogni tanto scrivo qui. Si chiama Fiume Lento e dovete ascoltarla. La sua voce, un po’ graffiante, mi ha fatto innamorare al primo ascolto. Inutile scrivere che ho pensato a quell’odore sulle mie dita e a tutti quegli odori annidati nelle narici che non ho cancellato. Fuori piove, rubo tempo al lavoro scrivendo. Ogni tanto mi affaccio alla finestra controllando se passa ragazzotreno . Non passerà, né oggi e né forse nei prossimi giorni. Era una bella distrazione di cui ho dovuto privarmi senza troppi sforzi. Forse sulle mie dita ci deve essere anche il suo odore, perché nei miei occhi r...