Se c'è una cosa che so fare bene, o quasi, è raccontare. Parlare. Parlare. Parlare. Per esempio, questa è una di quelle sere in cui mi attaccherei al telefono e comincerei a parlare. Oppure inviterei qualcuno a casa da me, e sdraiata sul divano, con le gambe incrociate, comincerei a sincronizzare i gesti delle mie mani con le parole che arieggiano nella testa. Mi toccherei i capelli, una, due, cento volte. Oppure mi farei venire a prendere e, con sneakers ai piedi, macinerei km al freddo. Che poi cosa dovrei raccontare? Niente. Tutto. Tutto quello che mi passa per la testa. Per esempio che sono stressata, stanca e demotivata. Che quando torno a casa, dopo una giornata di lavoro, vorrei solo sparire. Un paio di ore. Oppure fare l'amore, come quella volta in quella villa settecentesca, con quel tipo lì che mai mi sarei immaginata di incontrare. Che ho prenotato un viaggio per Lisbona e non so se ho fatto bene. So solo che è stato l'ennesimo colpo di t...