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Ancora con una valigia in mano.

Riparto. Vado a Firenze. A meno di un mese da quello che è stato uno dei più bei viaggi che ho fatto. Ripenso spesso a Lisbona. In un periodo in cui dovrei pensare ad altro. Dimenticherò anche lei e tutti gli effetti collaterali. Nel frattempo stacco dal mondo con un'ennesima fuga. Mi vado a prendere una boccata di ossigeno lontano da un quotidiano che mi sta spegnendo giorno dopo giorno.

Non scrivo da 18 giorni e.

Non scrivo da 18 giorni. Che a me sembrano una vita se penso a tutto quello che è successo nel mentre. Rileggo che ero felice. Sì, lo ero. Perché ero tornata da Lisbona, avevo conosciuto F e il mio cuore era un tantino più leggero. Ma poi è subentrato il tormento. Quel mal de vivre che, fondamentalmente, non abbandonerà mai un'inquieta cronica come la sottoscritta. F è diventato onnipresente nella mia vita. Istantanee di momenti trascorsi insieme mi passavano (e lo fanno tuttora proprio mentre scrivo e mi si chiude lo stomaco) davanti gli occhi in ogni momento della giornata. I suoi messaggi arrivavano puntuali proprio quando non erano previsti dai miei disegni mentali. Mi sono distratta parecchio a lavoro. Ho pianto alcune sere. Ho riflettuto molto sul da farsi. Gli ho scritto come mi sentivo e cosa provavo. Avrei preso un aereo. Ma quello che ho presa è stato solo un onestamente non credo che farti prendere 4 aerei dicendoti "sarebbe bello vedersi senza aspetta...

Pochi giorni.

Amore mio lo so che sono ancora pochi giorni però mi manchi da morire Non te lo dirò mai  ma fino a che non torni io rischio di impazzire [ Pochi giorni - Daniele Silvestri, Diodato ] Cari lettori, eccomi qui.  Non sono sparita ma la mia vita ha subito una lieve impennata che non mi aspettavo. O forse sì. Sono stata a Lisbona. E mi sono innamorata. Di Lisbona. Ma non solo.  Però per fare le cose per bene, ora vi spiego tutto con calma cercando di essere il più breve possibile. A inizio dicembre scorso, mentre un altro strappo mi bruciava i muscoli dell'anima, una mia amica mi ha parlato di un suo amico che era riapparso nella sua vita dopo anni di silenzio.  Michi, lo devi conoscere. Secondo me ti piace e poi vive a Lisbona. Coooosa??  Credo che in quel momento tutti i miei neuroni si siano svegliati di colpo alla parola Lisbona. Insomma, per farla brevissima, lui in quell'istante mi ha chiesto l'amicizia su FB (su consiglio-...

Come è andata.

Una decina di giorni fa vi scrivevo di un mio primo appuntamento . Non ho risposto subito a chi mi aveva chiesto come fosse andata. Bene. Ora vi faccio una piccola sintesi: la serata è andata benissimo. Mi sono divertita, ho riso, ho bevuto, ho mangiucchiato qualcosa, mi sono ripassata il rossetto di fronte a lui senza provare disagio e sono tornata a casa serena.  Io e V. sembravamo due amici di vecchia data senza esserlo effettivamente. Il giorno dopo ci siamo sentiti e il giorno dopo ancora. E' stato lui a chiamarmi e io ho risposto. Ma non ho sentito l'esigenza di cercarlo. E così dopo un po' di giorni lui deve essersene accorto di questo mio disinteresse  che ha cominciato a scrivermi di meno. Fino a non farlo più. Adesso rimane qualche battuta sporadica su whatsapp e niente di più. Mi ha anche chiesto se l'avrei rivisto. E gli ho detto la verità: non avevo un motivo per dirgli di no, ma dirgli di sì mi metteva ansia. Che ansia? E' un'ansia m...

[Libri] Non avevo capito niente.

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Sono qui, distesa su un divano Kivik, immobile davanti allo schermo del pc da una decina di minuti. Sto cercando - con tantissime difficoltà- di scrivere qualcosa sull'ultimo libro a cui ho detto, a malincuore,  in un orario imprecisato tra le 8.30 e le 9.30 di ieri, ciao. Pochi libri sono in grado di creare legami profondi con i personaggi che abitano le pagine. Non avevo capito niente è uno di questi.  Narrato in prima persona da una voce ironica, frizzante, leggera, ma al tempo stesso incoerente, inaffidabile, a volte pleonastica, questo romanzo di De Silva - scrittore scoperto solo pochi mesi fa e di cui mi sono innamorata follemente- presenta, in maniera minuziosa a volte, le riflessioni, profonde e superficiali, di un personaggio che si fa amare sin dalle prime battute: Vincenzo Malinconico .  Se questo nome spassoso vi getta subito addosso qualche dubbio sulla sua personalità, teneteveli stretti ma siate pronti anche a lasciarvi stupire. Malinconico ...

Primo appuntamento.

Non esco con un ragazzo da quest'estate. Quelle cose della serie dai, ci prendiamo una birra e mangiamo qualcosa insieme. Nel mezzo ci sono stati incontri casuali. Quelle cose usa e getta che non richiedono la fatica del parlare, ergo quella del conoscersi. Mi sono sempre sentita inadeguata. Inadatta. Non pronta. E così ho detto un po' di no. Anche a ragazzi molto carini. La situazione non è cambiata. Ma ho capito che non è un problema di chi ho di fronte. Ma mio. E stasera ho deciso che devo affrontarlo. Che quattro chiacchiere con la prossima persona che non rivedrò più non mi faranno male. Sì, avete letto bene. Ho già deciso che non voglio rivederlo. Che non mi deve piacere e che non si deve in nessun modo legare a me. Sono patologica, lo so. Ma mai come in questo momento sento di aver alzato dei muri che non voglio abbattere. Quando vi ho parlato delle lacrime versate per Perfetti sconosciuti , ho omesso di dirvi che quelle storie mi riguardano così da vicino,...

Non ci ho capito niente.

Mi sa che è questo il mio limite: mi mancano le conclusioni, nel senso che ho l'impressione che niente finisca mai veramente. Io vorrei, vorrei davvero che i dispiaceri scaduti, le persone sbagliate, le risposte che non ho dato, i debiti contratti senza bisogno, le piccole meschinità che mi hanno avvelenato il fegato, tutte le cose a cui ancora penso, le storie d'amore soprattutto, sparissero dalla mia testa e non si facessero più vedere, ma sono pieno di strascichi, di fantasmi disoccupati che vengono spesso a trovarmi. Colpa della memoria, che congela e scongela in automatico rallentando la digestione della vita e ti fa sentire solissimo nei momenti più impensati. [Non avevo capito niente - Diego De Silva] Vorrei trovare, ogni tanto, il coraggio di lasciare andare.  Ho riflettuto molto in questi giorni su questo. E sapete una cosa?  Non ci ho capito niente.