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[16/365] Posso cambiare.

Da quando sono tornata da Milano (ma in realtà questo processo di autoanalisi-a tratti distruttivo- era cominciato già durante i mesi meneghini) ho cominciato a rivalutare le relazioni di cui mi ero circondata fino al giorno prima della partenza.  Non solo un'autoanalisi in cerca di risposte, che ovviamente non sono arrivate del tutto puntuali, ma anche un'attenta osservazione e comprensione di coloro che ritenevo importanti nella mia vita. Per semplificare il concetto, ho cercato di guardarmi dentro per capire cosa non va nel mio modo di vivere, ma allo stesso tempo, ho allontanato il cuore e messo sul piedistallo la testa, per capire cosa c'è/c'era negli altri che non va/andasse. Dove per altri intendo le persone che frequento con più o meno costanza.  Mi sono presa del tempo.  Le settimane post-Milano non sono state facili. Mi mancava persino quell'aria appiccicaticcia e insana dei mesi estivi!  Poi sono stata in vacanza, dove ho avuto la fortuna di co...

[15/365] Conterò i giorni.

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Conterò i giorni. 1. Quello dello strappo. 2. Una bottiglia di vino per dimenticare. 3. Qualche lacrima. 4. La fatica di non pensare. 5. Una corsa al mare. 6. Qualche nota su cui ballare. 7. La paura di non farcela. 8. La paura di non saper dimenticare. 9. La paura che il tempo non servirà a ricucire le ferite. 10. Sorrisi finti con gli amici dicendo che va tutto bene. 11. Ma tutto bene non va perché non smette di piovere dentro da giorni. 12. Qualche goccia di En per rimetterti in riga. 13. Forse dovresti perdonarti un po' di più, volerti bene e dirti più spesso che ce la farai. 14. Due settimane. Due settimane senza te. Possono diventare tre. Quattro. Un mese. Un anno. Una vita.  Continuerò a contare. A chiedermi cosa è stato. Come si creano le distanze. E come si annullano. Come si sopravvive agli strappi. Come ci si reinventa quando una parte di te non esiste più. Poi imparerò che le soluzioni esistono. Basta trovarle. Basta crederci. Basta po...

[14/365] Manuale di istruzioni.

Che la vita non sia semplice lo sappiamo. Ci vorrebbe un manuale di istruzioni.  Come gestire le relazioni, pag. 1.  Come sopravvivere agli urti della vita, pag. 2.  Come uscire da situazioni che non ci piacciono, pag.3.  E così via.  Sarebbe bello avere le istruzioni a portata di mano. Le soluzioni e le FAQ per qualsiasi situazione che nella vita non sappiamo gestire. Non sarebbe vita, ma ci illuderemmo comunque che lo sia.  Una strada in discesa che ci toglierebbe dalla fatica di dover decidere, pensare, prendere posizioni, anche difficili. Ci toglierebbe dalla fatica di doverci leccare le ferite, di cucirle, punto per punto, per non perdere pezzi di noi, per ritornare sani nel più breve tempo possibile. Ci farebbe risparmiare un sacco di tempo. Ci sentiremmo più giovani per tutto il tempo guadagnato e non speso per capire come si fa. Come si sopravvive. Come se ne esce. Come si impara ad essere se stessi senza dover incombere al giud...

[13/345] Parto sola.

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Se c'è una cosa che amo tantissimo fare è prenotare viaggi da sola. Non amo molto la compagnia durante i miei spostamenti anche se, spesso, quando sono in fila all'imbarco o in stazione in attesa del treno, rimpiango di non avere nessuno accanto. Però nel mentre osservo tanto e scrivo nella mia mente pensieri favolosi. Comunque dicevamo. Domani parto. Sola. Raggiungo la mia coinquilina in Calabria. Poi di lì mi sposto, sola, in Sicilia dove re-incontrerò un blogger conosciuto qui anni fa. Una cosa strana, però non ci sto più nella pelle. Finalmente vado in Sicilia, sono anni che lo desidero. Non ho ancora capito dove starò, però poi mi sono anche dedicata dei giorni solo per me. Andrò a Siracusa e poi un po' più giù. Il biglietto di ritorno non c'è ancora. Lo farò ma non ho ancora deciso quando. Lo scorso weekend sono stata a Milano. E' stato strano tornarci. Pensavo l'avrei presa peggio.  In realtà, è stata la mia prova del nove. Ho c...

[12/365] La chiave della felicità è la disobbedienza a quello che non c'è.

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#canzonedelgiorno Nell'ultimo periodo ho affidato molti miei stati d'animo alla musica.  Pensieri, emozioni, riflessioni, sono nati ascoltando semplicemente una canzone. Ho scritto, pedalato, rivolto lo sguardo fuori da un finestrino, macinato km, senza mai abbandonare il mio lettore mp3 o le mie playlist di Spotify.  E non posso nascondere che in molti casi la musica mi ha salvato.  Stasera sono inciampata in questa canzone. Mi ricorda molto il mio passaggio dall'adolescenza all'età adulta. Del resto ho conosciuto gli Afterhours quando ero ancora una bambina, per poi innamorarmene completamente durante la mia adolescenza.  Ci sono tanti ricordi legati agli Afterhours.  Il mio primo cd di musica alternative . La prima canzone d'amore che mi è stata dedicata e che ascoltavo incessantemente mentre ero in Spagna.  Il mio primo fidanzato serio. La sua batteria. Le sue lettere scritte a mano. Un concerto a Conversano, dove abbia...

[11/365] E.

Ieri è successa una cosa strana. Che poi tanto strana non è. Direi più piacevole, che strana. O forse piacevolmente strana. Ho risentito E. Era da un paio di mesi che non lo facevamo, del resto FB mi informava che la sua vita sentimentale andava a gonfie vele, mentre la mia faceva fatica a decollare. Gli unici tentativi di comunicazione erano legati a questioni lavorative, congressi, incontri, robe da medici insomma. Ieri però, non so per quale motivo, abbiamo cominciato a scriverci con la scusa di una foto su IG. Mi sono ricordata subito di un’altra foto che mi aveva mandato quando abbiamo cominciato a frequentarci e che conservo ancora. Del resto, di uno in camice bianco super abbronzato non si butta niente. Si chiama devozione alla divisa ospedaliera . E poi non posso negare che è stato uno dei ragazzi più belli che abbia mai frequentato. Abbiamo parlato di cazzate prima, di cose serie poi. E ho scoperto che la sua storia con la tipa del limone non va poi così tanto be...

[10/365] Milano, ventricolo destro, piano di sopra.

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Da quando sono rientrata da Milano, mi capita spesso di volgere i pensieri al contrario, di arrotolare il nastro di questa esperienza e rivivere i momenti che ho lasciato alla voce Milano, ventricolo destro, piano di sopra.  Faccio questo esercizio più o meno tutti i giorni, mi basta guardare il calendario o l'agenda, guardare un numero e dirmi un mese fa ero qui, tre settimane fa stavo facendo questo. Insomma, l'app Accadde oggi di FB, ce l'ho anche io, nella mia testa. (Ma per favore non ditemi che sono una persona che guarda al passato perché io nella mia vita riconosco di avere il problema opposto).  Oggi, per esempio, è un giorno di quelli. Uno di quei giorni che mi hanno riportato violentemente indietro di un mese. A quando ero seduta in un baretto sui Navigli a sorseggiare uno spritz. Con il sole alle spalle e di fronte una persona che non avrei più rivisto. A quando, nonostante la mia jumpsuit fiorata, le zanzare si cibavano di me. A quando sorseggiavo Falag...