mercoledì 2 marzo 2016

[Libri] Non avevo capito niente.

Sono qui, distesa su un divano Kivik, immobile davanti allo schermo del pc da una decina di minuti. Sto cercando - con tantissime difficoltà- di scrivere qualcosa sull'ultimo libro a cui ho detto, a malincuore,  in un orario imprecisato tra le 8.30 e le 9.30 di ieri, ciao.

Pochi libri sono in grado di creare legami profondi con i personaggi che abitano le pagine. Non avevo capito niente è uno di questi. 
Narrato in prima persona da una voce ironica, frizzante, leggera, ma al tempo stesso incoerente, inaffidabile, a volte pleonastica, questo romanzo di De Silva - scrittore scoperto solo pochi mesi fa e di cui mi sono innamorata follemente- presenta, in maniera minuziosa a volte, le riflessioni, profonde e superficiali, di un personaggio che si fa amare sin dalle prime battute: Vincenzo Malinconico
Se questo nome spassoso vi getta subito addosso qualche dubbio sulla sua personalità, teneteveli stretti ma siate pronti anche a lasciarvi stupire.

Malinconico è un giovane avvocato napoletano un po' sfigatello: appena lasciato dalla moglie, vive in un appartamento in completo stile Ikea- proprio a rimarcare il senso di provvisorietà che tutte le case targate Ikea evocano- in compagnia di un frigo vuoto e lezioni di coraggio e autostima. 
Un giorno viene nominato difensore d'ufficio di un mangiauomini di camorra detto "Mimmo 'o burzone" ma, abituato com'è a pratiche fallimentari e di poca rilevanza giuridica, deve ripassarsi il Bignami di diritto per poter portare a buon termine il suo compito. E ce la fa. Non solo. 

Al successo lavorativo si affianca anche quello nella sfera personale: Alessandra Persiano, la PM più gnocca del tribunale si innamora di lui e comincia a riempirgli la vita. E il frigo. Mentre sua moglie, la cara Nives, che farebbe di tutto per riprenderselo, dichiara finalmente che non vorrebbe nessun altro uomo accanto se non lui. 
Per un momento, uno solo, mi liquefaccio. Poi la materia che mi compone si reintegra. Mi viene da piangere, vaffanculo. E non perché sono felice, ma perché non so che farmene, adesso. Quante migliaia di volte ho sognato questo momento? Quante notti ho passato a vedere televendite in attesa di una frase del genere? Tanto ci voleva, a dirmela quando ne avevo bisogno? Ero qui, santo Dio, perché non mi hai visto?  
Proprio lui, un uomo outlet, come lui stesso si definisce, si ritrova così una moglie ex adorata che ora ritornerebbe con lui e una nuova fiamma che scalpita per una sua chiamata. 
E intanto Vincenzo riflette sull'amore, sulla vita, sugli sforzi di adattamento alla realtà, sulla camorra e sulla musica.
Non avevo capito niente è questo: una raccolta di istantanee di pensieri su un eroe post moderno che, per arrabattarsi un po' di felicità, racconta una vita che è un po' una commedia degli errori, per giungere ad una inconfutabile verità: non avevo capito niente.



5 commenti:

  1. Incuriosita a tal punto da aver voglia d'andarlo a cercare ora

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  2. E' un po' che questo scrittore mi solletica... prima o poi mi arrenderò e prenderò uno dei suoi libri! (faccio finta di non vedere gli altri 3 o 4 ancora da cominciare sul comodino!)

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  3. ... sto ridendo tanto :)))
    credo lo comprerò.

    quanto al nome "spassoso", la realtà supera sempre la fantasia.

    ho avuto modo di conoscere un avvocato "malinconico", ma dubito ampiamente vanti una storia come quella del protagonista :)))

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  4. Ottima recensione: mi hai convinta!

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  5. mi hai fatto venir voglia di leggerlo...questo libro sai?

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E ora dimmi cosa pensi...

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