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Visualizzazione dei post con l'etichetta Esercizi di stile

Abbi cura di te.

Mi avvicino alla finestra e sposto la tenda. Tu sei steso sul letto e dormi beatamente. Non ti accorgi del vuoto lasciato da me sul lato destro. Osservo il traffico che scorre di sotto, non pensavo che di notte ci fossero così tante anime in giro. La città si colora con tutte queste macchine e luci e da lontano io riesco a vedere il buio del mare. Percepisco il suo odore e per farlo mio respiro più forte. Appoggio la fronte al vetro e mi accendo una sigaretta. Lo so, non sopporti il fumo. Ma dopo questa notte ho così tanta adrenalina che voglio sbagliare un po'. Con il mio cuore, con il mio corpo e con te. Ti vedo riflesso nel vetro, continui a dormire e ti invidio un po'. Hai il viso segnato da quella serenità che vorrei fosse un po' mia. Apro la finestra per far uscire il fumo e noto con la coda dell'occhio la tua mano distendersi dalla parte destra del letto. Senti il vuoto e apri gli occhi. Non mi giro, ma avverto tutta la geografia dei tuoi movimenti. Con...

CRISTINA

[ Tell her you love her - Echosmith ] Era il 18 settembre. Ricordo bene quel giorno, uno stupido giovedì di metà mese, con l’estate che ormai salutava la nostra pelle e l’autunno che si affacciava nelle nostre vite. 40 scatoloni, un sacco di soldi spesi per impacchettare una storia durata due anni, le lenzuola sfatte dopo l’ultima notte passata insieme. Fumavo quella che avevo deciso essere l’ultima Camel light della mia vita, mentre, distratto, guardavo fuori dalla finestra la città svegliarsi. Raccoglieva i suoi vestiti con i capelli che le scendevano sui seni. Quei seni che avevo stretto e baciato per tutta la notte. Sentivo ancora il dolce sapore della sua pelle mischiato al fumo nella mia bocca. Lo avrei tenuto stretto nella mia saliva per tutta la vita. Non avevo il coraggio di guardarla andare via. Avrei voluto fare ancora una volta l’amore con lei, sentirla mia, entrare dentro la sua anima, penetrarle i pensieri, il cuore, la mente. La valigia era già pronta vici...

Chi. Filastrocca sconclusionata.

Chi ama qualcuno. Chi si sente nessuno. Chi impara l’arte e chi la mette da parte. Chi si illude inutilmente e chi gioca spassionatamente. Chi è solo e chi cerca compagnia. Chi resta e chi va via. Chi litiga per le stesse ragioni. Chi è schiavo di inutili prigioni. Chi ha scarpe per camminare. Chi ha una valigia per viaggiare. Chi non ha soldi per amare. Chi invece ha il cuore per odiare. Chi con la vita gioca. Chi si chiede se è un’oca. Chi beve il caffè. Chi fa a meno di te. Chi si addormenta con i pensieri. Chi muore per il passato di ieri. Chi va a scuola, chi allo stadio a far la ola. Chi diventa succube delle passioni. Chi rompe sempre i coglioni. Chi danza sotto la pioggia. Chi vorrebbe a Roma una loggia. Chi mette un punto a tutto. Chi sta bene soprattutto. Chi l’altro non vuol lasciare. Chi non vuol farsi amare. Chi si ribella per niente. Chi è negligente. Chi scrive sulla sabbia. Chi scrive Castelli di rabbia. Chi legge sopra le righe. Chi a giugno raccoglie le spighe. Chi o...

Tienimi stretta

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Scrivimi addosso. Scrivimi le storie che vorrei sentirmi raccontare quando mi sento sola.  Quando fuori è buio e sorseggio la tisana ai mirtilli guardando le luci della città spegnersi lentamente. Scrivimi addosso che mi penserai, che quando questo dicembre sarà passato, sarai ancora con me, dall'altra parte del mondo a prendere in giro la vita. Scrivimi la bellezza, raccontamela con le parole che meglio sai, ricama fiori sulla mia pelle, impara le linee del mio corpo a memoria, sfiorale con le dita. Vienimi a prendere, aspettami, guardami mentre mi specchio, definisco i contorni del mio viso con i colori, i miei occhi, le mie labbra, la mia pelle, le mie ciglia, sono consacrate a te. E non guardarmi quando ti dico che potresti piacermi, mi sconvolgi, crei un caos dentro che nessuna equazione potrebbe ordinare. Sei la causa di un disordine che disgrega ogni principio biofisico dentro il mio corpo.  Portami lontano, regalami una valigia di promesse, un libro di...

Worl(d)s #4

Credo che la scrittura tiri fuori il meglio di noi. E grazie al progetto di Camilla, sento di metter fuori cose di me che non avrei mai pensato di dover raccontare. Nei 900 caratteri ci sono cose di me, alcune reali, altre di pura invenzione, ma sono comunque mie. Ecco il secondo scritto per il progetto Worl(d)s che trovate nel pdf di Zelda was a writer . E voi che aspettate a partecipare? L'orologio segnava ancora le 10. Aveva tra le mani la sua Moleskine, come sempre. Sulle labbra, un rossetto rosso e degli orecchini che sua nonna aveva fatto appositamente per lei con dei vecchi bottoni. Avrebbe rivisto Edoardo, in ritorno da Istanbul, ed era felice per quello. L'aeroporto era deserto. Chi poteva esserci il giorno di Natale? Solo intrepidi innamorati le cui geografie del cuore non conoscono confini. Sedeva impaziente davanti ad un caffè, mentre scriveva poesie d’amore per il suo Edo. Gliele avrebbe lette durante il viaggio verso casa. L’attesa, a volte, è madre di ...

Se il bruco diventa farfalla, fa un po' paura [e cose belle dal web #2]

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Ho paura. Tanta eh. Che poi non è neanche paura, ma insomma...voi esperte paladine del romanticismo, sapete bene cos'è quel sentimento che ci/vi prende all'altezza dello stomaco. Perché l'amore fa paura? Fa paura persino scriverlo. Forse usare la parola amore mi sembra un tantino esagerato. Però... nel mio stomaco qualche bruco comincia a diventare farfalla . E io non provo questa sensazione da...boh. E' passato così tanto tempo che mica me lo ricordo. Me lo dite voi cos'è? Sono confusa. Uno è sempre meno chiaro con me e ormai è palese a tutti che il nostro rapporto non è solo amicizia. Forse è chiaro a tutti tranne a noi due che ci ostiniamo a credere il contrario. Scherziamo, sorridiamo, ci abbracciamo, velatamente ci cerchiamo, ci guardiamo, ci annusiamo e poi ci allontaniamo. Io non so se ce la faccio a continuare così. Perché sono mesi che mi ripeto che non può nascere nulla, che devo partire, che merito di più, che siamo diversi, che meglio lasciar...

Non aveva il coraggio.

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Nina aspettava quella chiamata. Dall'ultima volta che si erano sentiti, era passato più di un mese. Ricorda persino il momento in cui il telefono squillò. Era in treno. Ritornava in Puglia per il fine settimana. Di fronte aveva una ragazza un po' matta. Parlava da sola, poi guardava nella sua borsa e continuava a parlare.  Ricorda che quando tirò fuori dalla tasca il telefono che squillava con una canzone dei Kasabian, la ragazza nello stesso istante tirò fuori dalla borsa una vaschetta con una tartaruga. - Pron....ahahhahahahahahahahah.  Scoppio in una forte risata, qualcuno si girò, sorpreso da quella risata fresca e leggermente isterica.  - Pronto? - Scusami. Non volevo scoppiarti a ridere in faccia. E' che di fronte a me ho... Cominciò a raccontargli di tutta quella situazione irreale che aveva intorno a sé. Logorroica più del solito, incurante di quello che lui aveva da dirle. Non si chiese neanche perché l'avesse chiamata, in quella sera di ...

Post- vacanze

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Ricordo ancora quando sono scesa dal treno.  Avevo i capelli scompigliati, le guance troppo rosse, la sabbia nel costume e tra le dita dei piedi.  La borsa era troppo pesante ma ti sei offerto di portarmela fino al binario della coincidenza. Non parlavi, mi guardavi con occhi pieni di stupore. Sorridevi di nascosto, ma dietro le mie lenti scure ti vedevo benissimo. Poi mi hai detto grazie e sei andato via. Hai congiunto le mani, hai chinato la testa e non ti ho visto più. Io sono salita sul treno, ho detto alla mia amica di aspettare un attimo, di non farlo partire quel maledetto treno, di dire al controllore che c'ero anche io. Sono scesa, ti ho rincorso. Nella testa le tue mani congiunte, tanti perché. Volevo e dovevo sapere il tuo nome. Non potevo mica andarmene così. Ma eri già scomparso tra la folla, tra le tante maglie bianche, tra le tante valigie del post ferragosto. Tutte così piene, tutte così stanche. E sono ritornata tristemente al mio binario, al mio posto, ...

Lover, you should've come over.

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Piove dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici salmastre ed arse,  piove sui pini scagliosi ed irti, piove sui mirti divini, su le ginestre fulgenti di fiori accolti, sui ginepri folti di coccole aulenti, piove sui nostri volti silvani, piove sulle nostre mani ignude, sui nostri vestimenti leggeri, sui freschi pensieri che l'anima schiude novella, sulla favola bella che ieri  t'illuse, che oggi m'illude o Ermione. Mi vengono in mente questi versi mentre guardo la pioggia cadere dietro i vetri della mia finestra.  E' dalla terza media che me li porto dietro. Ricordo ancora la spiegazione del mio professore di italiano delle medie. Fu così passionale e poetico, che   ho ancora in mente la sua voce mentre leggeva i versi di D'Annunzio. E ricordo anche quella della mia professoressa del liceo. Una lagna che mi costrinse a cimentarmi in una lettura solitaria.  D'Annunzio è uno di quegli autori che o ami o niente. Lo ignori, arrivi per...

E' Natale.

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Finalmente quel giorno arrivò. Ero ansiosa di sapere cosa ci fosse sotto l'albero.  Ti avevo seguito in silenzio nella tua corsa frenetica dei regali. Quello per tuo padre, quello per tua sorella, quello per tua madre che avremmo fatto insieme. E poi quello per Caterina, la cugina pettegola, e suo marito, compagno di giochi davanti alla playstation.  Entrai in casa di prima mattina, erano poco più che le 9.  Dalle scale del palazzo venivano odori di qualsiasi tipo, quello delle mandorle, del vin cotto, del calzone che lievitava sotto le coperte. Anche tua nonna preparava i dolci, me ne avrebbe regalato qualcuno, soprattutto quelli con le mandorle e il cioccolato che a me piacevano tanto.  Non sembrava il 24 dicembre, fuori c'era un sole così forte che un pazzo avrebbe azzardato un bagno al mare. Ci scambiammo uno dei nostri baci, rimasi con la faccia nascosta tra le pieghe del tuo maglione per un po', avevo bisogno che le mie narici ritornassero a sentir...

Quando hai voglia di scrivere.

La voglia di scrivere è irrefrenabile. E' bastarda, capricciosa, violenta, malsana, ribelle, a volte puttana. Si vende a caro prezzo, ti fa sudare, ti fa emozionare, ti fa arrabbiare. Ti prende senza preavviso, nel cuore della notte, quando non puoi far rumore. E allora rimani lì, rannicchiata sotto le coperte, tenendo al caldo tutte quelle parole che scorrono veloci nella tua mente. Oppure quando stai studiando, intenta a concentrarti, altrimenti col cavolo che il prossimo esame lo superi. O ancora quando sei lì, ferma ad ascoltare il mare, a calmare le tue ansie, a spostarti i capelli dalla fronte. Ti colpisce quasi alle spalle, con quell'impulso senza limiti che ti costringe a sederti, a fermarti, a pensare. Tu che con i pensieri ci vai a nozze, ma che preferiresti lasciarli a casa ogni tanto. Oppure li concederesti volentieri a qualcun'altro, fregandotene se ti tradiscono con qualcuno che sa trattarli meglio. Quando hai voglia di scrivere è un po' così, è un ...

Play

Mi fai guidare che ho voglia? Non fare la scema, non sai guidare. Sì che lo so fare. Stiamo andando a Roma, non ad Amsterdam. E perché non potremmo andare ad Amsterdam? Dai facciamo colazione, e andiamo lì. Ho riso e siamo partiti. Ho preso la borsa e ho tirato fuori un cd. Per l'occasione di questo nostro primo viaggio ieri sera ho fatto un CD con alcune delle nostre vecchie canzoni preferite. Anzi, in realtà sono più mie che nostre. Ma tu lo sai come sono fatta. Sì, lo so che la musica che ti suggerisco io non ti piace. Non è vero. Sono venuta anche al concerto di Ben Harper e mi è piaciuto un sacco. Poi anche di tutti quei gruppi che non si caga nessuno... Ho inserito il cd. A te l'onore di schiacciare play. In macchina si sentono subito le note di una canzone che conosciamo benissimo. Sorride e io pure. E' Bianca degli Afterhours , la prima sua dichiarazione musicale. Nel CD ci sono altri undici pezzi, però non gli dico quali sono per non rovinargli la sorp...

Sembrare Dorothy ma non esserlo abbastanza.

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Ti metti un paio di ballerine rosse e credi di cambiare il mondo, o perlomeno il verso della serata. Ti senti una piccola Dorothy , ma di lei sa solo il nome e che è un personaggio di una famosa storia chiamata Il mago di Oz , ma che nessuno ti ha mai raccontato. E poi ti godi uno di quei tramonti che solo l'estate ti può offrire, con l'odore della pioggia ancora sull'asfalto e la tua macchina che macina chilometri costeggiando la litoranea. E nel frattempo dentro mille bollori, l'entropia che aumenta fino a livelli insopportabili, con un neurone arrabbiato, un altro rimasto sulle pagine di appunti lasciati sulla scrivania, un altro ancora intrappolato nei mondi dei sogni, di quei sogni che solo gli ingenui riescono ancora a fare, e poi tutti gli altri dispersi come navicelle nello spazio. Il vento intanto inumidisce le ossa, schiarisce i pensieri, rinfresca le lenzuola. Certe sere hanno un sapore nostalgico che nessuna poesia potrebbe descrivere. Saranno le attese...

On air #4

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L'avevo già postata nel mio vecchio blog non troppo tempo fa, ma non faccio altro che ascoltarla, forse perchè mi ci ritrovo in ogni riga, in ogni parola, in ogni emozione che questa canzone evoca. Il circuito affascinante della tua mente mi ha tirato giù in un vortice senza direzione, al retrogusto di Marlboro fumate in macchine e di birra rossa consumata fino a riempire le viscere. Eri tu il mio circuito affascinante, immagino e fantastico, ma non riesco a perdonarti veramente. E così ti dico addio, con un sorriso, con la mano tra i tuoi capelli e la coda dell'occhio che ti vede andare via senza dire niente. [Libera interpretazione del testo]