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Foglie sulla neve #12

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Oggi mi sono cimentata in cucina. Essere a dieta ha i suoi vantaggi: dimagrire (mi sembra più che ovvio!), gustare il vero sapore dei cibi (visto che i condimenti sono davvero limitati), fare tanta pipì, mangiare tanta frutta, trovare alternative piacevoli a cose che non puoi mangiare (per bloccare la voglia dei dolci per esempio mangio uno yogurt o un frutto, sì non è la stessa cosa ma mi illudo che lo sia!), e soprattutto imparare a cucinare! Per me che sono una schiappa in cucina, mettersi ai fornelli è sempre stata un' impresa titanica. E avere un'alimentazione diversa dagli altri componenti della famiglia, e una madre che lavora, comporta proprio questo: mettersi un grembiule e pensare a come associare i vari cibi per non far sì che mangiando sempre le stesse cose la dieta risulti monotona, e quindi più facile da abbandonare. Oggi il menu prevedeva risotto con verdure. Ho scelto la zucchina perché, oltre ad essere quella più congeniale per i miei gu...

Foglie sulla neve #11

C'è che ogni tanto arriva qualche lezione interessante che ti fa capire che i tuoi studi non sono del tutto inutili. Che tutta quella roba astratta che studi qualcosa di funzionale ce l'ha. Che biotecnologie non sono solo geni, proteine, tecniche varie, pipette e puntali. Che la ricerca è ancora più affascinante se ha a che fare con i gesti del quotidiano vivere. Che non c'è cosa più bella che interpretare a livello biologico comportamenti abitudinali dei quali mai avresti pensato ci fosse stata una spiegazione scientifica così dettagliata. E niente, oggi sono rimasta affascinata da una lezione di neuroscienze su sesso, sessualità e cervello . Non ci sono parole, solo un sorriso e la mia mente che continua a ripetere bello! bello! bello!

Sabato.

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Sabato. La gioia di svegliarsi e scoprire che non sono le 7, ma le 9. Un caffè che non c'è e quello che è rimasto è troppo poco, ma fa niente. Il sole, il primo freddo, una camera in disordine, ma chissenefrega. Le scarpe ancora lì, vicino alla porta, lasciate sole, sfilate delicatamente al rientro, senza fare rumore. Il cappotto ancora poggiato sulla sedia. I rumori dei vicini e le loro storie tutte concentrate tra pavimenti da lavare e biancheria da stendere. Una chiamata all'operatore telefonico quando sei ancora sotto le coperte con quella voce del sonno che levati. La calma che conservi tra le lenzuola mentre di là tua sorella rivolta il mondo tra capelli, trucchi e vestiti. E' una casa tutta femminile, ma oggi c'è tuo padre che reclama il bagno libero ché è andato a correre e ha bisogno di una doccia. E tu sei là, ancora tra le coperte, indecisa se restare o fare il tuo ingresso in questo sabato così pieno di cose da fare. E poi la luce che entra, che u...

I miei occhi sono fortunati.

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Sono raffreddatissima, respiro solo da un lato, gli occhi gonfi e una voce che tutto è tranne che la mia.  Avrei dovuto riposare nel pomeriggio, tentare qualche rimedio della nonna per stare meglio, e invece non ho potuto dire di no ad una piccola gita fuori porta dopo pranzo.  Macchina fotografica e sciarpa al collo sono stata al mare, ad una ventina di kilometri da qui.  Ho camminato per strade semisconosciute, facendo amicizia con giovani pescatori, cogliendo tutte le sfumature del cielo al tramonto.  In tutto questo non poteva mancare un buon caffè accompagnato da un sacco di confidenze che solo due amiche sanno regalarsi. Tornando a casa ho avuto una voglia irrefrenabile di mettere le scarpe da ginnastica e andare a correre.  Sarà stato il vestito che segnava sui fianchi. Maledetto. Ma date le mie pessime condizioni fisiche ho rinunciato. Ho acceso il pc, messo il pigiama, misurato la febbre (solo qualche linea ma è tutto sotto controll...

Foglie sulla neve #8

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Pausa pre-laboratorio: metodo praticissimo e divertente di come impazzire davanti alla webcam del Mac. Prendere 4 biotech, metterle davanti al pc, scegliere un applichescion super figa e cominciare a fare smorfie e sorrisetti. Il tutto prima di un interessantissimo laboratorio di bioinformatica. Perché noi ci divertiamo con poco.

Invitami a bere un bicchiere di sole (foglie sulla neve #7)

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Stamattina  ero piuttosto giù. Come se non bastasse, c'è sempre qualcuno pronto a complicare le tue giornate. Per esempio gli ex . Giusto per citarne qualcuno eh. E poi ci sono invece quelle persone che inaspettatamente danno una svolta alla tua giornata in senso positivo! E così la P. mi ha proposto un pranzo al mare. Panini, cetrioli e tanta cioccolata! Sole, mare e bici il 21 ottobre ... cosa volere di più dalla vita? Il mare era ideale per il bagno...solo che io, avendo lavato i capelli stamattina, non ho messo apposta il costume per non essere tentata! E poi non so per quale motivo stamattina, uscendo avevo freddo... E questa sono io...una foto che riassume quello che sto vivendo:  barcollo ma non mollo !

Foglie sulla neve #6

E' venerdì.   Me lo dico tirando su un sospiro di sollievo mentre attraverso il campus deserto.  La lezione è finita un'ora prima e per fortuna posso andare tranquilla in stazione.  Ormai sembra che la mia vita sia dettata dagli orari di Trenitalia. 7.15, 13.13, 19.05, 19.35.  E ogni tanto, soprattutto quando sono di corsa (cioè sempre), mi sento un po' come Helen di Sliding Doors . Della serie: riesco a salire sul treno per miracolo e mi chiedo cosa sarebbe successo se lo avessi perso o se avessi preso quello successivo. Per fortuna i miei viaggio sono allietati da incontri tutto sommato piacevoli. Ieri ho conosciuto un iracheno. Doveva scendere a Bari e chiedeva informazioni in inglese alla signora che le stava accanto. Peccato che la signora non capiva e ha chiesto a me se sapessi parlare inglese. Next stop. Almeno l'abc riesco ancora a dirlo. Old people don't speak English. E te credo. Anche young people . Vedi me. Però mi sono sfor...

Foglie sulla neve #5

Un viaggio ascoltando Backspacer dei Pearl Jam. Una chiacchierata con i dottorandi del laboratorio dopo l'esercitazione. Un pranzo con le colleghe ultra light (carote, cetriolo, bresaola). Il barista che mi dice che sono troppo formale . Una crostatina messa in borsa da madre. Le pratiche dell'iscrizione all'anno accademico avviate. E poi questo articolo .

E la mattina presto uscire con gli occhiali scuri.

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E la mattina presto uscire con gli occhiali scuri e tutto il tempo che ci vuole per scoprirti piano piano e consegnarti il mondo intero stretto in una mano. Ho in mente questa canzone di Daniele Silvestri quando esco di casa stamattina. E' davvero presto, il cielo ha colori intermedi tra l'azzurro e il celeste. Do un bacio e abbraccio mia madre ché oggi diventa più giovane . Le chiedo se mi offrirà un pezzo di torta al mio ritorno e se il 15 ottobre di 52 anni fa alle 6 del mattino era già nata. Metto su un paio di occhiali da sole e riempio la borsa di tutto quello che mi potrebbe servire. La città è deserta e il silenzio mi piace. Ha un non so che di mistico. Gli occhiali da sole non servono, il sole non c'è ancora, ma io li uso lo stesso. Le mie occhiaie sono imperdonabili. Intanto cammino veloce, ché il treno potrebbe arrivare e lasciarmi a piedi. E invece arrivo in anticipo,scelgo di prendere il treno delle 7.15 perché quello prima è troppo pieno e io vo...

Quando un libro può essere occasione di conquista.

[Conquista è un parolone, ma lasciatemelo passare va'] La foglia sulla neve di oggi è un'esperienza degna di un telefilm (prossimamente su michi channel ). Calma, niente di particolare. Semplicemente uno di quei momenti che donano un tocco di colore al grigiore di tutti i giorni e soprattutto ti fanno sorridere in maniera del tutto gratuita. Insomma cose che fanno bene. Ho preso il treno delle 13.13, il solito di quando ho lezione alle 15. Mi sono seduta al primo posto libero adocchiato, e mentre appoggiavo la borsa e mi toglievo la giacca, sono rimasta colpita dalle scarpe che aveva il tipo di fronte a me. Erano scarpe Quechua , o qualcosa di simile. Una via di mezzo tra sandalo e scarpa chiusa. Una merda, insomma. Ma mi colpivano perché ad indossarle era un uomo, mentre mi sembravano prettamente femminili. Guardo il tipo in faccia e devo ricredermi perché ha un non so che di affascinante. Un tipo un po' naif, riccio, con occhi celesti e barba incolta, di...

Foglie sulla neve #2

Sono contenta nell'apprendere questa notizia: il nobel della chimica, vinto da  Robert Lefkowitz e Brian Kobilka, è frutto anche di una ricercatrice barese....ovvero la mia prof di Farmacologia! Inutile dirvi che lei è una persona davvero squisita, ho sostenuto il mio penultimo esame della triennale ed è stata tanto dolce con me! [ Link dell'articolo ]

Di oggi.

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Casa. Una parola che gusto con gioia dopo una giornata di stress. Sveglia all'alba, caffè, studio, caffè, mezzora di pausa sul letto, studio, doccia, capelli, treno, Bari, università, ESAME. Un esame per cui ho studiato, tanto. Troppo direi. So già in anticipo che il prof non mi chiederà nulla di quello che so. Voglio 30 e mi prendo un 28, ma sono contenta lo stesso. Il prof arriva come suo solito in ritardo. Polo rossa, jeans blu scuro, rayban a goccia neri. E' figo, non c'è nulla da fare. Lo guardo. Ci saluta. Siamo in 3. A. chi è? Sono io.  Mi avvicino. Mi siedo di fronte a lui. Poi abbiamo la P. e M. Dai sedetevi anche voi. Facciamo insieme, così ci sbrighiamo presto. Magari vi boccio tutti e tre e facciamo prima. Noi tre, le povere cavie, ci guardiamo stile cartone Manga con una goccia sulla fronte. Ma guardi prof che non le conviene bocciarci, forse è meglio che ci promuova tutti. Gli dico, ridendo. Dice? E sì. [L'esame era la seconda parte di u...