sabato 7 ottobre 2017

[16/365] Posso cambiare.

Da quando sono tornata da Milano (ma in realtà questo processo di autoanalisi-a tratti distruttivo- era cominciato già durante i mesi meneghini) ho cominciato a rivalutare le relazioni di cui mi ero circondata fino al giorno prima della partenza. 
Non solo un'autoanalisi in cerca di risposte, che ovviamente non sono arrivate del tutto puntuali, ma anche un'attenta osservazione e comprensione di coloro che ritenevo importanti nella mia vita. Per semplificare il concetto, ho cercato di guardarmi dentro per capire cosa non va nel mio modo di vivere, ma allo stesso tempo, ho allontanato il cuore e messo sul piedistallo la testa, per capire cosa c'è/c'era negli altri che non va/andasse. Dove per altri intendo le persone che frequento con più o meno costanza. 

Mi sono presa del tempo. 
Le settimane post-Milano non sono state facili. Mi mancava persino quell'aria appiccicaticcia e insana dei mesi estivi! 
Poi sono stata in vacanza, dove ho avuto la fortuna di conoscere persone a cui ho voluto bene sin da subito e che mi hanno-a loro volta- voluto bene. E questa cosa per me è stata bellissima. 
E' stato questo il tempo per rivalutare le mie priorità, i miei desideri, le cose di cui ho bisogno, quelle che mi fanno stare bene e quelle che vorrei allontanare dalla mia vita. Non solo, ho capito che ci sono cose che mi piacciono un sacco e altre di cui potrei fare a meno. 

Non voglio ammorbarvi con pipponi chilometrici, ergo cercherò di essere breve il più possibile. 

Queste le mie conclusioni:

1. Ho capito che esistono persone in grado di intossicarti. Non lo fanno appositamente. E' questo il vero pericolo. Cosa voglio dire? Che a volte basta anche la complessità di una persona incompatibile con i tuoi ideali, le tue aspettative, la tua stessa complessità, a insinuare un germe di negatività che è difficile scrollarsi di dosso. E io non ho una corazza così forte e impermeabile da esserne immune. 

2. Il concetto di amicizia nel 90% dei casi è sopravvalutato. Soprattutto tra donne. E non è un caso se io sto sempre bene con gli uomini (non è neanche un caso che loro riescono sempre a vedermi come amica e mai come amante, soprattutto quelli che mi piacciono!). Quando leggete tutti quei pipponi sulle donne che sanno essere amiche, beh, non credeteci. Le donne sanno essere delle ottime nemiche, soprattutto quando riescono ad essere sincere. E nella maggior parte dei casi tra di loro non lo sono mai. Ergo, definiscono amicizia, ciò che in realtà è solo una facciata perbenista di un affetto che amano ostentare. 

3. Ho scoperto che, fondamentalmente, con le persone che frequento, non riesco ad essere genuina, ma soprattutto libera. E questo, guarda caso, succede quasi sempre con le mie amiche. 
Ho superato l'epoca dei selfie per racimolare like, per sentirmi dire che sono bella, così come ho superato quella fase in cui mi serve un abito succinto per sentirmi femminile e figa al tempo stesso. Ho una buona dose di autostima, così come di sicurezza in me stessa, che mi permette di essere fuori da qualsiasi politica femminile in cerca di approvazione e consenso. E mi sono resa conto che le mie amiche sono troppo indietro rispetto a me. Credetemi snob, ma adesso ho bisogno di persone con cui parlare di cose serie durante le mie cene o uscite in città. Ho bisogno di contesti stimolanti in cui confrontarmi ed essere me stessa. 
Ovviamente tutto questo sta apportando non poca asocialità alla mia vita. Ma sto bene. Eccome se sto bene. E comunque continuo a indossare abiti chic e di classe che mi permettono di guardami allo specchio e dirmi quanto sono figa. Così, giusto per alimentare la mia autostima.

4. Ho capito che dentro di me, proprio dentro, in quella me profonda che forse conosco solo io e pochi intimi, esistono dei doni immensi di cui andare fiera. Non li elencherò altrimenti rischio di diventare come le mie amiche (quelle di cui sopra), però ho cominciato a ringraziare la vita ogni giorno per quello che mi ha donato. Sarà la saggezza dei 30 anni? Non lo so. So solo che crescendo mi sono resa conto che tutto ciò che conta alla fine siamo noi a costruirlo. E se riesci a mettere delle basi solide nella tua vita, metà del lavoro è fatto.

Mi fermo qua. Voi direte...e ti sei presa tutto questo tempo per scoprire queste cose banalissime? Sì. 
E non sapete che fatica ammetterlo e cominciare a fare qualcosa per cambiare alcune logiche. 
Perché ovviamente in questi mesi non mi sono fermata solamente a prendere nota delle considerazioni che stavo facendo. 
Gandhi diceva "Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo". Non posso cambiare il mondo, ma posso cambiare io. E allora perché non farlo? 

4 commenti:

  1. Vero, il cambiamento inizia da noi stessi.
    Mi ha colpito molto una cosa, anzi forse due.
    La prima, quella del non essere davvero naturali in presenza di amici... è un qualcosa su cui riflettere e ragionare. A me capita con dei parenti. Sembra una recita, o comunque una natura fredda e finta.

    L'altra è quella delle persone che intossicano. Non è colpa loro, già, e ne ho conosciute anche io. Ti scambiano per una pattumiera.

    Moz-

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  2. Cambiare si può sempre e veramente, basta solo volerlo davvero ;)

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  3. Il punto 2 e 4 sono fondamentali e terribili, sono una svolta esistenziale. Nelle scelte di un certo tipo c'è sempre una selezione forte. Sii felice di averla fatta.

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E ora dimmi cosa pensi...

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