venerdì 13 giugno 2014

New Balance verdi.

Sono quattro giorni che corro con una certa costanza. Sento proprio il bisogno fisico di espellere le tossine (non potete capire quanta merda si respira in un laboratorio di ricerca) e anche quello di rilassare i pensieri. Anche se, in verità, a me la corsa fa sempre un effetto contrario. Amplifica le mie paranoie e induce i miei neuroni a fare voli pindarici. 
L'altro ieri ero letteralmente a pezzi. Tra le quattro e le cinque del pomeriggio credo mi sia crollato il mondo addosso. Per fortuna ho delle spalle forti e ho cercato di prenderla con filosofia. Non vi starò a dire cosa è successo, anche perché mi sembra prematuro e sinceramente non ho voglia di pensare al peggio adesso. Fatto sta che il mondo universitario è un mondo di merda

Sono andata al parco, non avevo molta voglia di correre e neanche di camminare.
Ma i Kasabian, insieme ai Subsonica, mi hanno invitato a mettere in moto le gambe. Mentre correvo, ho notato un tipo. Me lo ricordavo perché, tempo fa, l'avevo beccato in stazione di sera e gli avevo chiesto se l'autobus fosse già passato. Dal suo accento, mi accorsi subito che era un meridionale.
Lui sicuro non si sarebbe mai ricordato di una che gli aveva chiesto informazioni sull'autobus (tra l'altro, il suo stesso autobus).

In realtà, non l'ho notato perché mi sembrava un tipo già visto, ma semplicemente perché aveva delle bellissime New Balance verdi. Gliele ho fissate per un bel po', mentre gli andavo incontro correndo. Mi ha guardato storto, ma ho continuato a correre, incurante del suo sopracciglio incurvato. L'ho ribeccato al secondo giro, gli ho fissato nuovamente le scarpe e gli ho detto che mi piacevano un sacco.

Una battuta scema, che magari potevo tenere per me, ma che poi mi ha cambiato l'umore e la serata.
Abbiamo proseguito per le nostre direzioni, opposte, io di corsa, lui camminando.
Dopo qualche minuto, ci siamo rivisti. E lui cosa ha fatto?
Con un gesto plateale, si è sfilato le scarpe e me le ha date in mano.
Mi è scappata una risata, ho detto grazie senza prenderle e ho continuato a correre. Mi sono voltata qualche secondo dopo e l'ho visto sorridere (e ovviamente rimettersi le scarpe).

Poi, non chiedetemi perché, ma ci siamo ritrovati a fare stretching insieme.
Abbiamo parlato un po', sembrava davvero interessante e in una mezzoretta mi ha strappato un paio di sorrisi di cui avevo bisogno.
Niente di che, ma la cosa ha rimesso in riga la mia giornata e soprattutto il mio umore.
Ha fatto un po' lo scemo, della serie ci prova/non ci prova, mi ha raccontato della sua vita qui a Verona e ogni 5 minuti mi diceva sai, sono solo, dove me ne vado da solo? Ecco, in quel momento ho pregato che non mi chiedesse il numero e soprattutto che non se ne uscisse con proposte alle quali non avrei saputo cosa rispondere.
Per fortuna non l'ha fatto. Io sono ritornata a casa con il sorriso e per tutta la serata ho dimenticato quel nuvolone di pioggia che mi è caduto dagli occhi alle cinque del pomeriggio.

8 commenti:

  1. Sono adorabili questi incontri casuali(?)..
    che da un certo punto di vista possono essere irrilevanti, perchè di fatto mica ti cambiano la vita, dall'altro invece significativi, se sono in grado di cambiarti la giornata.. :)
    Ti auguro altri 100 incontri come questo!

    Beso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ti cambiano la vita...ma di sicuro ti strappano un sorriso, e questo è già tanto!

      Elimina
  2. Risposte
    1. per alcuni aspetti, sì...non è affatto male!

      Elimina
  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  4. Anche a me l'altro giorno un incontro in treno mi ha dato il buonumore per tutta la giornata (prima di scoprire che il mio esame era stato anticipato di una settimana!). Ero seduta in treno, un po' mogia, in viaggio verso casa. Un militare, anzi un gruppo di giovani militari - per i quali nutro una spontanea avversione - sale e occupa mezzo vagone. Uno di loro, biondo e bello, si siede di fronte a me e inizia a "studiare" (non so cosa.. ma lui ha detto così!) e io prendo il mio libro dell'università, rigorosamente fotocopiato e scritto microscopico. Lui ha attaccato bottone, sorpreso da quanto fosse scritto piccolo, ma soprattutto attirato dall'immagine di un girino di rana. Mi ha fatto mille domande, con un accento così sinceramente napoletano e con degli occhi così tremendamente chiari. Ma poi a lui veniva da vomitare ed io dovevo scendere dal treno, mi ha salutato con l'occhiolino, come un militare macho sa fare. Ed io mi son sentita figa e con l'umore un po' più su!!

    Un bacio cara MichiVolo!

    RispondiElimina
  5. Il verde è sempre stato il mio colore preferito ;)

    RispondiElimina
  6. La mossa del togliersi le scarpe ci piace assai..

    RispondiElimina

E ora dimmi cosa pensi...

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...