sabato 13 gennaio 2018

[2/365] Sottovuoto.

E' una sensazione strana. E' come un pugno alla pancia. 
Stringe, blocca i muscoli, poi il respiro. Sale fino alla gola, poi riscende ripercorrendo tutto l'esofago fino allo stomaco di nuovo. 
E' la visione di una fotografia. Un sorriso immaginato, degli occhi verdi che non hai dimenticato. 
E' una testa appoggiata a quella pancia che diffonde calore. 
Una domanda violenta, che non lascia risposte, che assilla l'anima. Ti chiedi perché. 
Un cerchio che non riesci a chiudere, neanche con il viaggio più lontano che ti imponi di fare. 

Sottovuoto. 
Chiudere gli occhi, addormentare i pensieri.
Basterebbe andare sottovuoto per un po' per non sentire quel pugno alla pancia. 

E' così che vorrei stare. Sottovuoto. Giusto il tempo di lasciare che quel pugno faccia meno male. Che quegli occhi verdi impressi nei miei circuiti cerebrali smettano di essere verdi e diventino del colore di tutti gli occhi che non ho mai guardato. 
Il tempo che quella domanda, così violenta e invadente, smetta di tormentare gli altri miei perché, togliendoli spazio e importanza. 

Sottovuoto. 
Chiudere gli occhi, fermare il respiro, disconnettere i neuroni.
Basterebbe andare sottovuoto per un po' per pensare poi di risalire da quella superficie senz'aria più forte di sempre. Per non sentire mai più quel pugno alla pancia. Che fa male. Tanto male. 

3 commenti:

  1. Sottovuoto con la stessa sensibilità del "sopra" si rischia solo di anestetizzarsi anche al senso dell'Aria ! coraggio

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    1. il tuo commento c'è! aspettava solo di essere approvato! ;)

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  2. credevo d'aver postato un commento .....

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