mercoledì 8 maggio 2013

Di lezioni in palestra.

Da alcuni mesi ho cominciato il corso di spinning. Che bello! Direte voi. Sì, direi un'esperienza esaltante, soprattutto per le mie gambe che dopo ogni lezione hanno bisogno di una flebo rigenerante.
Fatto sta che, tra tutti gli sport che ho fatto in questi mesi di palestra (gag, tonificazione, zumba, nuoto e sala attrezzi), lo spinning è sicuramente quello che mi ha convinto di più.
Tralasciando tutti i benefici dello spinning (magari ci scrivo un post a parte, ma proprio magari eh!), dovete sapere che per la sottoscritta la lezione di spinning non è fatta solo di torture fisiche.

Immaginate un corso di 10 persone: 1-2 ragazzi, 3-4 donne sposate, 3-4 ragazze più o meno di bella presenza. Tra queste mi ci metto anche io, con molta molta presunzione. Però, dai concedetemelo, non sono proprio da buttare eh. Magari con un lenzuolo bianco addosso stile Casper sono anche figa.
E poi immaginate un istruttore. Avete presente i classici istruttori che si trovano nelle palestre, alti, abbastanza carini, belli pompati, petto liscissimo da metterci i pattini e scivolarci su, magari con capello ribelle, sorriso a 42 mila denti e un savoir faire in stile ti prendo e ti porto nello spogliatoio???? 
Ecco, cancellate l'immagine di super figo che vi ho appena descritto. Rimuovetela con il tasto reset, perché il mio istruttore di tutto questo non c'ha manco un'unghia incarnita.
Credo che i miei topini di laboratorio siano più belli. Anche squartati con il bisturi sono sempre più belli.
Come se tutto questo non bastasse, ogni volta mi tocca pregare un Dio delle palestre sconosciuto affinché lui non si avvicini. Sudore a prova di suicidio, ecco.
Tutto questo sarebbe irrilevante se io andassi lì e mi facessi la mia lezione in maniera del tutto tranquilla.

E invece no. Da quando ho cominciato il corso non faccio altro che essere al centro dell'attenzione. E mica per colpa mia. Pare che l'istruttore nutra una certa simpatia per la sottoscritta. Così tanto che, una volta, rispondere ad una sua battuta in senso di sfida mi è costato 40 minuti di lezione senza sellino. Sti cazzi. L'ho odiato per le successive 3 settimane.

Ma la vera tortura è cominciata da quando ho deciso di aggiungerlo su fb.
Tag a manetta di foto di bike con commenti a seguito (giuro che un po' lo invidio per avere il tempo di stare lì a pubblicare foto e taggarci ventordicimila persone), commenti inappropriati ad ogni cosa che scrivo e....ciliegina sulla torta....messaggi in chat del tutto inutili. Semplici frasi per attaccare bottone.

Conclusioni? Ho dovuto bloccarlo.

Ma questo non è stato sufficiente. Oggi, dopo non avermi visto per due lezioni di seguito, mi contatta in posta privata chiedendomi che fine avessi fatto.
Gli dico che quando non ci vado è perché molto spesso la bike è già stata prenotata. E lui cosa mi risponde???
MA TU LO SAI...CHE SALTA SEMPRE QUALCUNO...SE NO POI IO A CHI DEVO SFOTTERE...UFF...NON SO COME RINTRACCIARTI SE NO QUANDO VADO SE SO CHE NON VIENE QUALCUNO TI AVVISO
(Sì, sì, testuali parole!)
Questa a me sembra una velata richiesta di un contatto che non sia solo facebook.
La mia risposta? Chiaro, un secco no! Non c'ho mica il teletrasporto, se qualcuno non va io mica posso catapultarmi in palestra nel giro di pochi minuti.
Inutile dirvi che questa è la spiegazione ufficiale, quella ufficiosa è che io ad un tipo così il mio numero di telefono non lo do neanche sotto tortura.
Magari se fosse stato un po' più alto, con i capelli, con un bel sorriso, con gli occhi scuri, se avesse saputo parlare in italiano...cioè se fosse stata un'altra persona, il numero era già servito sul palmo della mano.







2 commenti:

  1. Ma che è, una congiura?! Io faccio step e l'istruttore è un panzone con gli occhiali a fondo di bottiglia, pochissimi capelli e la vocina stridula... dove sono finiti gli istruttori di una volta!?

    RispondiElimina

E ora dimmi cosa pensi...

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...