mercoledì 26 novembre 2014

Niente. Non si prova niente.

Guardo quella sigaretta tra le tue labbra. La tua barba, il tuo sguardo sospeso.
Sei bello in questa foto. Non posso negarlo.
Non riesco a guardarti di più. Sono arrabbiata. Perché sei un cumulo di bugie. E io sono stata scaltra da fuggire in tempo. Per fortuna.
Questa volta, per la prima volta, sono stata io quella che è sparita.
Adesso posso dire cosa si prova. Niente. Non si prova niente.
Perché se una persona non ti piace abbastanza non hai paura di perderla.
Anzi speri che avvenga presto. O che sia lei a dimenticarsi di te, in modo tale da non starci a pensare tu.

Non è bello lasciare le cose così, indefinite. Ma forse, a volte, le parole non dette contano di più di quelle dette. E poi cosa avremmo dovuto ancora dirci?
Tu, che io sono bella, la più bella cosa che ti è successa in questo ultimo periodo.
Io, che le cose belle bisogna tenersele strette, e invece tu non hai fatto altro che farmi fuggire.

Pensavo di essere io quella sbagliata, e invece no.
Questa volta non c'è spazio per i sensi di colpa.
Merito di più di semplici parole che riempiono vuoti superficiali o che regalano felicità effimere.


domenica 23 novembre 2014

Domenica distratta.

Guardo irrequieta l'orologio.
Vorrei che questa giornata finisse al più presto. Poi penso che domani sarà lunedì e ho mille cose da fare e cambio idea.
Ma la noia di questa giornata è arrivata al midollo. E io mi sento inquieta.

Oggi ho scoperto che la mia patente scade tra 4 giorni e non so se ho tempo di fare la visita per il rinnovo.
Questa settimana dovrei cominciare sul serio a lavorare e non so se è il caso di chiedere mezza giornata di permesso (considerando che per arrivare in università ci metto un'ora e mezza tra treno e autobus).

Sono distratta, molto in questo ultimo periodo.
Ne sono consapevole. Ma non riesco a farci nulla.
E' un periodo in cui è la gente a fermarmi per strada, a dirmi ciao, a mettermi la mano in faccia per farmi ritornare con i piedi per terra.
La vergogna. Il disagio. E altro.
Non so cosa mi succede.
Dormo più del solito, mi sembra di essere in un'altra dimensione.

E poi con la testa proprio non ci sto. Vorrei una vacanza. E non per rilassarmi ma per allontanarmi da me.
Per non sforzarmi più di capire quello che non riesco a capire.
E tante altre cose.


mercoledì 19 novembre 2014

Suggerimenti musicali.

Non riesco a farne a meno.
Forse perché vorrei dedicarla a qualcuno, ma devo solo stare zitta.


lunedì 17 novembre 2014

Pillole di saggezza #15

Alla donna che sono stata voglio bene. Anche se era fragile non è mai stata debole, anche se era stanca e sfinita non ha mai smesso di lottare. Ha saputo resistere. Alla donna che sono stata sento di dover riconoscere dei meriti, molti: il coraggio di sbagliare, la volontà di esserci, la responsabilità di scegliersi. 
(F. Volo - Le prime luci del mattino)

sabato 15 novembre 2014

Basterebbe solo parlare chiaro.

Ieri la mia migliore amica mi ha detto che sono trasparente. Fin troppo
Tu non hai zone d'ombra e per me non è una cosa positiva.
Sono rimasta basita. Ho sempre pensato che la mia sincerità, il mio essere chiara, trasparente, lineare potesse essere un pregio. Infondo lo è e di questo ne sono convinta.
Anche perché poi so che questo non c'entra molto con le zone d'ombra. 
Io le mie zone d'ombra le ho, eccome se le ho.
Ne ho tante. Ma non mi interessa né dirlo, né comunicarlo. Anzi, se proprio devo dire la verità- giusto per rimanere in tema- qui vengono raccontate tutte quelle zone oscure della mia mente che nessuno conosce. Quello che mi succede dentro, i grovigli di pensieri che mi passano per la testa li conosco solo io.
A volte uso le parole -scritte e dette- per raccontarli, altre volte no. Preferisco il silenzio. Che posso assicurarvi fa molto più rumore di qualsiasi parola.

Questo discorso è nato da una notte insonne, passata a pensare e ripensare a Lui, che in queste ultime settimane mi ha un po' sconvolto le giornate.
Sono stata sincera con lui, fin troppo da allontanarlo. Non me ne pento, infondo preferisco dire qualcosa che non sopporto, piuttosto che accumulare parole non dette e stare male.
Niente di preoccupante, magari è solo un silenzio momentaneo, che serve ad entrambi per capire chi siamo e cosa vogliamo.
Io non mi fido, e le mie sensazioni raramente mi tradiscono. Lui sì che ha zone d'ombra, tante da confondermi. Eppure io non stavo così bene da anni. Ma non posso tradire il mio corpo, quello che mi succede nello stomaco, quello che mi passa per la testa.
Un bel po' di anni fa, mi sono fatta una promessa: quella che non avrei mai tradito le mie sensazioni, avrei sempre detto e comunicato quello che sentivo dentro. Fosse anche un sorriso o un urlo di rabbia. Tutto. Perché voglio essere me stessa in ogni occasione e con chiunque incontro. 
Ho indossato per anni maschere che mi hanno fatto dimenticare chi fossi realmente. Adesso lo so. So chi sono e cosa voglio. E non voglio barattare tutto questo con il silenzio di chi guarda e fa finta che vada tutto bene. Sono una rompicoglioni di natura, ma va bene così.

mercoledì 12 novembre 2014

Sospesi.

Di gente conosciuta in discoteca, che il giorno dopo mi contattava, ne ho incontrata poca nella mia vita. 
Per fortuna aggiungo.
Tra questi c'è il famoso siamosoloamici. Ma va beh. 
Non faccio tanti giri di parole. Io e il pezzo grosso - che chiamarlo così proprio non mi piace- ci siamo visti.
Una, due, tre, quattro volte. Forse saranno cinque. Forse sei. O forse i nostri incontri si fermeranno qui.
Io mi sento impreparata. Per ora è tutto così indefinito. Non ci conosciamo e mi sta bene così. 
Le mie barriere di difesa sono tutte erette. E io mi sento sicura.
Perché questa volta è tutto diverso.
Ho di fronte un uomo che ci sa fare, che mi riempie di attenzioni, non troppe ma sufficienti a farmi stare bene. Un uomo per il quale ci sono prima io e poi lui.
Non ne voglio parlare, ma un lieve sorriso ebete mi accompagna ormai da giorni.
Sto bene, anche se le classiche domande me le faccio ogni giorno.
E' una storia senza inizio e senza fine. Viviamo sospesi. 
E forse è quello che voglio. Nessuna etichetta, ma solo la certezza di trovare delle braccia dentro le quali sentirmi bene.

C'è la pace che vorrei
chiusa infondo agli occhi tuoi
due fondali che non hanno età
cieli estivi limpidi
piovono satelliti
tutto gira forte intorno a noi
siamo nuove origini
fra le vecchie ingenuità
dimmi che non moriremo mai

[I cerchi degli alberi - Subsonica]

  
                             

lunedì 10 novembre 2014

Una giornata a letto.

Non ce l'ho fatta ad alzarmi. Non era sonno, quanto piuttosto una mancanza di energie.
Sono rimasta a letto fino ad ora. E sono così stanca, pur non avendo fatto nulla, che credo salterò il corso di teatro di stasera. 

Per non parlare del mal di testa insistente che non mi sta dando tregua da stamattina.
Mi sono autodiagnosticata l'emicrania a grappolo. Non troverei spiegazioni diverse.
Ho deciso però di rivolgermi da un neurologo e di annotarmi i casi al mese.

I concerti sono stati bellissimi. Emozioni diverse, ma entrambe belle.
Che dire? Rinnovo la mia devozione a Samuel e mi congratulo con Cesare. 

sabato 8 novembre 2014

Oggi Subsonica, domani Cremonini.

Ho un weekend intenso, fatto di concerti e tanta voglia di lasciare i pensieri alle spalle.
Sulla pelle mancanze, odori di baci, desideri, dubbi e passioni.

Non mi fido, ma mi lascio andare. 
Mi faccio avanti e poi faccio tre passi indietro. 
Ermetismi che un giorno spiegherò.

Cercherò risposte nella musica. 
Nelle canzoni che stasera e domani canterò a squarciagola.

giovedì 6 novembre 2014

Mamme, ma che cazzo fate?

Attenzione. Questo post potrebbe offendere qualche mamma che è qui di passaggio, per questo motivo si prega di prendere molto con le pinze ciò che sto per scrivere o, se facilmente suscettibile, permalosa, ecc, di non leggere questo post. Non voglio offendere nessuno, semplicemente esprimere il mio parere, in virtù di una scena a cui ho assistito qualche giorno fa mentre ero dalla parrucchiera.

Ad un certo punto, è arrivata una signora, sulla quarantina, che ha cominciato a parlare con la parrucchiera. Si conoscevano anche al di fuori di quel contesto in quanto mamme di due ragazzine di terza media frequentanti la stessa classe. 
Hanno cominciato, ovviamente, a parlare di scuola, di compiti in classe, di prove INVALSI (di cui ignoravo l'esistenza), e di tutto l'universo scolastico che ruota intorno a delle 13enni. In realtà la mia parrucchiera ed io eravamo abbastanza in silenzio, la prima perché intenta a lavorare e ad ascoltare, la seconda, ovvero io, semplicemente perché poco interessata all'argomento. 
Ma quando l'avventata quarantenne ha cominciato a parlare di una telefonata tra lei e una prof di sua figlia, le mie orecchie hanno smesso di ignorarla. 
In sintesi, la prof in questione aveva utilizzato le prove INVALSI come prove di verifica, ovvero con un voto che avrebbe poi fatto media con quelli delle interrogazioni e altri compiti in classe. 
A quanto pare, questa cosa non è proprio consigliata, in quanto le prove INVALSI sono prove ministeriali, di semplice valutazione del sistema educativo e di formazione degli studenti. Ma va beh, questo non è importante, ripeto, io non sono molto informata sulla cosa, quindi evito di sparare cazzate. 
La cosa che però mi ha sconvolto di più è che questa mamma si è permessa di chiamare privatamente la professoressa, a casa sua cioè, per dirle in maniera confidenziale che quel modo di agire era sbagliato, perché avrebbe abbassato la media di sua figlia (che tra l'altro prende tutti 9-10)...ergo, quell' 8 e mezzo che la povera ragazzina aveva preso, era ingiusto.
Non solo, la mamma ha cominciato a lamentarsi di tutti i soldi che spende per le lezioni private che fa seguire a sua figlia, perché lei deve essere la prima della classe. I sette e gli otto non sono graditi. Lei deve essere brava. Anzi deve essere LA più brava.
Sono rimasta basita da tutto quello che usciva dalla bocca di questa mamma, provando pena per questa ragazzina che, secondo il mio modestissimo parere, sta crescendo con un sacco di problemi. 
Sua madre le sta creando solo ansie. Avrei voluto dirle qualcosa, ma per fortuna sono stata zitta, perché me la sarei mangiata viva.
E voi dite, ma una botta di fatti tuoi no eh?! 
No. Per anni ho fatto volontariato in una parrocchia dove mi interfacciavo continuamente con genitori apprensivi, invadenti e...stupidi. Genitori che insegnano ai propri figli solo competizione, voglia di primeggiare, che trasmettono ansia da prestazione, contaminando tutta l'ingenuità e la bellezza degli anni che stanno vivendo. Non solo, genitori che insegnano frivolezze, attenzione alle cose davvero superflue della vita, senza mai porsi il problema di trasmettere qualcosa di serio, in primis il bene.
Mia figlia deve essere brava a scuola, saper suonare il pianoforte, andare a danza, equitazione, nuoto ...e li mortacci tua. Ma farla giocare all'aria aperta con gli altri bambini o lasciarla libera di scegliere, foss'anche un corso di calcetto piuttosto che quello di danza, no eh?!

Ho avuto un'infanzia normale, ero la prima della classe fino alle medie, ma mia madre non mi ha mai fatto un complimento, non mi ha mai elogiato davanti alle altre mamme, anzi di tutto questo ne soffrivo un po', perché lei era così severa che non faceva trasparire un minimo di orgoglio per sua figlia. 
Ma la ringrazio, perché mi ha insegnato in questo modo come conquistarmi tutto quello che volevo con dedizione, fatica e sacrificio, senza vantarmi dei successi che ho ottenuto nella vita.
Per non parlare del fatto che l'unica distrazione che mi concedeva era la palestra per farmi migliorare la postura. Altro che hip-pop o pattinaggio. Che per carità, mi sarebbero pure piaciute, ma vivevo in una famiglia modesta, dove i soldi si spendevano per cose più serie.

Oggi vedo spesso genitori che si intromettono nelle questioni dei propri figli senza lasciarli crescere. 
I loro figli hanno una nota a scuola? Non chiedono spiegazioni ai figli, ma attaccano subito i professori. 
I propri figli litigano con l'amico di turno? Non invitano il figlio a chiedere scusa o spiegazioni, ma partono all'attacco mettendosi allo stesso livello dei ragazzini (e in questo ho assistito a scene pietose!).

Tutto questo mi indigna, perché i problemi che si riscontrano nelle nuove generazioni sono al 90% dovuti a genitori incapaci di educare i propri figli. 
Sto dicendo qualcosa di forte, ne sono consapevole. Forte perché non sono mamma, e magari dovrei solo zittire, perché un giorno potrei esserlo e magari mi troverò a fare le stesse cose che adesso sono oggetto di critica per me (ne dubito).

Però cavolo, dove sono finite le mamme che dicono NO? 
In giro osservo bambini con smartphone in mano. Io, il mio primo cellulare l'ho avuto a 14 anni. Un vecchio motorola che condividevo con mia madre. Adesso anche il bambino di 6 anni ha un cellulare, tra l'altro molto più evoluto del mio. E per voi tutto questo è normale?? Per me no.
Per non parlare dei ragazzini delle medie che fumano e bevono. O che stanno in giro fino a tardi. O delle 14enni che trovi in discoteca seminude. Pensate che siano ragazzini che hanno problemi? Che hanno famiglie disastrate alle spalle? Forse sì, ma la maggior parte di loro hanno famiglie (all'apparenza) normali. Semplicemente molto permissive o indifferenti al destino dei propri figli.

Dove sono finite le mamme che insegnano ai propri figli la dedizione, il sacrificio, il senso della fatica, la meritocrazia?
E ancora, dove sono finite le mamme che insegnano ai propri figli che la vita è fatta di passaggi, che a 10 anni non puoi fare e non puoi avere quello che io ho fatto e ho avuto a 18 anni?

I tempi sono cambiati, ne sono consapevole. Ma a mio parere i valori restano tali e l'educazione che un figlio deve ricevere è qualcosa di talmente sacro che né il tempo né il contesto sociale in cui ci troviamo può intaccare.

Per questo vi chiedo...mamme ma che cazzo fate? Ce l'avete o no un po' di sale in zucca? I vostri neuroni fanno ancora contatto? Quando avete messo al mondo un figlio, eravate coscienti che quel figlio sarebbe stato del mondo e pertanto un essere da educare e formare al meglio?

martedì 4 novembre 2014

Il problema non sei tu, sono io.


E' bastato un caffè per scoprire tutta l'aridità che mi portavo dentro. 
Tu mi parlavi ed io facevo finta di ascoltarti. Pensavo a quanto potessi essere sgradevole mentre con gli occhi ti mentivo.
Tu sei un uomo, non hai nessuna colpa. Stai facendo il tuo.
Magari mi stai solo corteggiando per portarmi a letto. Mi stupirebbe il contrario.
Sei come tutti gli altri, né più né meno. E non è una colpa.
Siamo animali, siamo fatti per usarci e consumarci.
Alla balla che non vuoi farti scappare una come me ci credo poco. Anzi non ci credo affatto.
Sarò io a scappare come al solito. Perché non ci so stare nelle relazioni. 
E mentre sorseggiavo il caffè, pensavo a questo. 
Non al peso delle tue parole. 
Non al peso del tuo passato. Che mi spaventa pure quello. Eh, se mi spaventa.
Pensavo a come architettare la fuga per farla sembrare il più naturale possibile.
Pensavo alla scusa che ti avrei raccontato quando mi avresti chiesto di vederci ancora una volta.
Pensavo che sono proprio stronza quando ti ho detto sì, quando invece dentro di me era un no secco.
Pensavo al mostro che sono, all'aridità che ho dentro, al deserto chilometrico che chi mi è accanto deve attraversare per avermi.
E non mi importa se sei menzogna o verità, io mi sento lo stesso così.
Ho in testa quella classica frase che odio: il problema non sei tu, sono io.
Devo arrendermi. Il problema sono io.

sabato 1 novembre 2014

Pezzi grossi.

Sono andata a letto alle 6. C'era un accenno di sole nel cielo.
Stanca e non ubriaca per fortuna.
Ho conosciuto un tipo ieri sera.
Carino. Famoso. Un pezzo grosso insomma.
Si è presentato, mi ha corteggiato, si è dimenticato il mio nome.
Ma ha il mio numero di telefono e io i suoi complimenti.
I suoi insistenti complimenti.
Gli ho riso in faccia all'ennesimo sei bella.
L'alcol distorce la visione. E amplifica le sensazioni.
Si farà vivo lui, non ho voluto il suo numero appositamente.
Nel frattempo partono le ricerche su internet. Qui abbiamo a che fare con gente di un certo livello.

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...