giovedì 6 novembre 2014

Mamme, ma che cazzo fate?

Attenzione. Questo post potrebbe offendere qualche mamma che è qui di passaggio, per questo motivo si prega di prendere molto con le pinze ciò che sto per scrivere o, se facilmente suscettibile, permalosa, ecc, di non leggere questo post. Non voglio offendere nessuno, semplicemente esprimere il mio parere, in virtù di una scena a cui ho assistito qualche giorno fa mentre ero dalla parrucchiera.

Ad un certo punto, è arrivata una signora, sulla quarantina, che ha cominciato a parlare con la parrucchiera. Si conoscevano anche al di fuori di quel contesto in quanto mamme di due ragazzine di terza media frequentanti la stessa classe. 
Hanno cominciato, ovviamente, a parlare di scuola, di compiti in classe, di prove INVALSI (di cui ignoravo l'esistenza), e di tutto l'universo scolastico che ruota intorno a delle 13enni. In realtà la mia parrucchiera ed io eravamo abbastanza in silenzio, la prima perché intenta a lavorare e ad ascoltare, la seconda, ovvero io, semplicemente perché poco interessata all'argomento. 
Ma quando l'avventata quarantenne ha cominciato a parlare di una telefonata tra lei e una prof di sua figlia, le mie orecchie hanno smesso di ignorarla. 
In sintesi, la prof in questione aveva utilizzato le prove INVALSI come prove di verifica, ovvero con un voto che avrebbe poi fatto media con quelli delle interrogazioni e altri compiti in classe. 
A quanto pare, questa cosa non è proprio consigliata, in quanto le prove INVALSI sono prove ministeriali, di semplice valutazione del sistema educativo e di formazione degli studenti. Ma va beh, questo non è importante, ripeto, io non sono molto informata sulla cosa, quindi evito di sparare cazzate. 
La cosa che però mi ha sconvolto di più è che questa mamma si è permessa di chiamare privatamente la professoressa, a casa sua cioè, per dirle in maniera confidenziale che quel modo di agire era sbagliato, perché avrebbe abbassato la media di sua figlia (che tra l'altro prende tutti 9-10)...ergo, quell' 8 e mezzo che la povera ragazzina aveva preso, era ingiusto.
Non solo, la mamma ha cominciato a lamentarsi di tutti i soldi che spende per le lezioni private che fa seguire a sua figlia, perché lei deve essere la prima della classe. I sette e gli otto non sono graditi. Lei deve essere brava. Anzi deve essere LA più brava.
Sono rimasta basita da tutto quello che usciva dalla bocca di questa mamma, provando pena per questa ragazzina che, secondo il mio modestissimo parere, sta crescendo con un sacco di problemi. 
Sua madre le sta creando solo ansie. Avrei voluto dirle qualcosa, ma per fortuna sono stata zitta, perché me la sarei mangiata viva.
E voi dite, ma una botta di fatti tuoi no eh?! 
No. Per anni ho fatto volontariato in una parrocchia dove mi interfacciavo continuamente con genitori apprensivi, invadenti e...stupidi. Genitori che insegnano ai propri figli solo competizione, voglia di primeggiare, che trasmettono ansia da prestazione, contaminando tutta l'ingenuità e la bellezza degli anni che stanno vivendo. Non solo, genitori che insegnano frivolezze, attenzione alle cose davvero superflue della vita, senza mai porsi il problema di trasmettere qualcosa di serio, in primis il bene.
Mia figlia deve essere brava a scuola, saper suonare il pianoforte, andare a danza, equitazione, nuoto ...e li mortacci tua. Ma farla giocare all'aria aperta con gli altri bambini o lasciarla libera di scegliere, foss'anche un corso di calcetto piuttosto che quello di danza, no eh?!

Ho avuto un'infanzia normale, ero la prima della classe fino alle medie, ma mia madre non mi ha mai fatto un complimento, non mi ha mai elogiato davanti alle altre mamme, anzi di tutto questo ne soffrivo un po', perché lei era così severa che non faceva trasparire un minimo di orgoglio per sua figlia. 
Ma la ringrazio, perché mi ha insegnato in questo modo come conquistarmi tutto quello che volevo con dedizione, fatica e sacrificio, senza vantarmi dei successi che ho ottenuto nella vita.
Per non parlare del fatto che l'unica distrazione che mi concedeva era la palestra per farmi migliorare la postura. Altro che hip-pop o pattinaggio. Che per carità, mi sarebbero pure piaciute, ma vivevo in una famiglia modesta, dove i soldi si spendevano per cose più serie.

Oggi vedo spesso genitori che si intromettono nelle questioni dei propri figli senza lasciarli crescere. 
I loro figli hanno una nota a scuola? Non chiedono spiegazioni ai figli, ma attaccano subito i professori. 
I propri figli litigano con l'amico di turno? Non invitano il figlio a chiedere scusa o spiegazioni, ma partono all'attacco mettendosi allo stesso livello dei ragazzini (e in questo ho assistito a scene pietose!).

Tutto questo mi indigna, perché i problemi che si riscontrano nelle nuove generazioni sono al 90% dovuti a genitori incapaci di educare i propri figli. 
Sto dicendo qualcosa di forte, ne sono consapevole. Forte perché non sono mamma, e magari dovrei solo zittire, perché un giorno potrei esserlo e magari mi troverò a fare le stesse cose che adesso sono oggetto di critica per me (ne dubito).

Però cavolo, dove sono finite le mamme che dicono NO? 
In giro osservo bambini con smartphone in mano. Io, il mio primo cellulare l'ho avuto a 14 anni. Un vecchio motorola che condividevo con mia madre. Adesso anche il bambino di 6 anni ha un cellulare, tra l'altro molto più evoluto del mio. E per voi tutto questo è normale?? Per me no.
Per non parlare dei ragazzini delle medie che fumano e bevono. O che stanno in giro fino a tardi. O delle 14enni che trovi in discoteca seminude. Pensate che siano ragazzini che hanno problemi? Che hanno famiglie disastrate alle spalle? Forse sì, ma la maggior parte di loro hanno famiglie (all'apparenza) normali. Semplicemente molto permissive o indifferenti al destino dei propri figli.

Dove sono finite le mamme che insegnano ai propri figli la dedizione, il sacrificio, il senso della fatica, la meritocrazia?
E ancora, dove sono finite le mamme che insegnano ai propri figli che la vita è fatta di passaggi, che a 10 anni non puoi fare e non puoi avere quello che io ho fatto e ho avuto a 18 anni?

I tempi sono cambiati, ne sono consapevole. Ma a mio parere i valori restano tali e l'educazione che un figlio deve ricevere è qualcosa di talmente sacro che né il tempo né il contesto sociale in cui ci troviamo può intaccare.

Per questo vi chiedo...mamme ma che cazzo fate? Ce l'avete o no un po' di sale in zucca? I vostri neuroni fanno ancora contatto? Quando avete messo al mondo un figlio, eravate coscienti che quel figlio sarebbe stato del mondo e pertanto un essere da educare e formare al meglio?

15 commenti:

  1. ... non posso fare altro che sottoscrivere ogni tua singola parola!!
    non sono mamma.. ma quando e se lo sarò, spero di essere l'opposto di quella che hai descritto!

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  2. Condivido parola per parola...

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  3. Un post SACRO. Da incorniciare.

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  4. arrivata qui per caso. madre di tre pupi di 19, 15 e 11 anni. hai tanta tanta ragione. e non è facile educare con coerenza i propri figli in un mondo di madri inette. ma si può e si deve fare, perchè hai ragione, è del mondo che sono figli i figli, e per farne un mondo migliore non è concepibile allevare persone peggiori. Se e quando sarai madre, te la caverai egregiamente! Michi

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  5. Mi trovi d'accordissimo. Alcuni genitori sono sconcertanti, e con comportamenti come questo creano dei veri danni ai figli. Poi comunque la loro ingerenza nella scuola, ormai, è acclarata... e non mi sorprende che tu scriva quindi che ha telefonato a casa della prof... per noi, nemmeno duecento anni fa eh, sarebbe stato folle anche solo pensarci, e invece...
    Avendo una zia insegnante (ormai non lontanissima dalla pensione, quindi ne ha viste tante comprese le "differenze storiche" tra ragazzi di ieri e di oggi) so un sacco di storie simili, da mettersi le mani nei capelli... e poi ci si chiede perchè come società andiamo allo sfascio...

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  6. Sono mamma di due gemelle e benché abbiano ancora un anno e mezzo sono già terrorizzata da come cresceranno e dal fatto che non so se sarò in grado di essere una brava mamma.
    Ho subito, da piccola, pressioni in merito alla competizione a scuola e nello sport e sono cresciuta piena di ansie nei confronti degli altri e credo che, almeno su questo, io abbia imparato la lezione o per lo meno me lo auguro.
    Quando sento mamme come quella che hai trovato tu dal parrucchiere, mi assale un profondo senso di tristezza infinito, sia per la figlia carica di aspettative infinite, sia per la madre arida dentro, incapace di vedere una ragazzina in sua figlia, ma piuttosto un trofeo da mostrare.
    Detto ciò, spero di essere all'altezza di quel che mi aspetta ma, guarda un po', ho un'ansia che non ti dico...

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    1. L'ansia non aiuta...tu cerca di stare serena solo così potrai trasmettere alle tue figlie quello che, a tua volta come figlia, hai imparato!

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  7. condivido tutto. Ma perchè ti rivolgi solo alle mamme? i papà non esistono o a loro l'educazione dei figli non compete?

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    1. Ovviamente il mio post è rivolto anche ai papà. Ho nominato le mamme, semplicemente perchè sono quelle che maggiormente si interfacciano con i figli per quanto riguarda la loro educazione, ma è ovvio che non è un compito che spetta solo a loro.

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    2. non mi sono spiegata bene, quello che intendevo è: "perchè quando un bambino è maleducato si pensa prima alla mamma, e poi, forse, dopo, al papà?". La risposta l'hai data tu: " perchè sono quelle che maggiormente si interfacciano con i figli per quanto riguarda la loro educazione".
      Ecco, è questo che non è giusto secondo me. E se continuiamo a parlare solo alle mamme (come hai fatto tu nel post) continuiamo anche a rafforzare il concetto che l'educazione dei figli è compito principalmente delle mamme. Se è vero che l'educazione dei figli riguarda anche i papà, allora diciamo anche a loro che i loro figli sono maleducati, diciamo anche a loro "che cazzo fate?". Perchè anche i papà possono dire NO o insegnare l'impegno e la dedizione. E allora che lo facciano.
      Oppure continuiamo a trasmettere delle figure genitoriali con ruoli di 50 anni fa. Ma anche no, dai.

      Per il resto hai ragione da vendere.

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    3. Hai ragione, ma il titolo del mio post è frutto solo di una questione di immediatezza, ma il contenuto e, in particolare i destinatari, sono le figure genitoriali, madri o padri hanno lo stesso peso nell'educazione dei propri figli. Forse sarebbe stato più giusto intitolarlo "Genitori, ma che cazzo fate"

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  8. Sai quante volte ho sentito storie del genere?!!
    Quando andavo ancora alle superiori c'era la mamma di questa tizia in classe mia che chiamava sempre gl insegnanti sbombardando scuse per le numerose assenze della figlia! Più tutte le cose che non sappiamo!
    Chissà perchè lei, nonostante abbia avuto tipo 3 mesi di assenze, alla maturità ha preso un voto più alto del mio...

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  9. Io sono mamma di due ragazzi di 14 e10 anni e ti seguo spesso perché' mi piace il tuo modo di affrontare la vita, lo studio, l'amore è l'amicizia ( ovviamente quel poco che decidi di raccontare di te). Tutto vero ciò che dici, solo una piccola considerazione: ognuno è' figlio dei propri genitori. Si prova a fare quel che si reputa il meglio e loro crescono imparando da ciò che vedono, dal l'esempio che dai loro, più che da quel che dici. Mi piace pensare che i figli imparino da un genitore che mostra il senso del dovere, racconta una storia dove per inseguire un sogno ha anche cambiato città e non si è accontentata, mai. Se la signora del parrucchiere vuole mostrare una via fatta di scorciatoie e spinte, prego. La vita la giudicherà. Ciao Sofia

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  10. Mi accodo, sono mamma di due dolci pargoli di 3 e 6 anni, e di quello che mi racconti te ne vedo tante, per fortuna non solo quest'immagine, ma oramai è fin troppo frequente confrontarsi con genitori che si taglierebbero ambedue le braccia per i figli, ma che non sono in grado di educare i propri figli alla vita.
    Vogliono che i figli siano sempre i più belli e hanno i figli fin troppo griffati e fin troppo curati, perché parliamoci chiaro, a me a 11 anni non sembra normale andare a farsi già decolorazioni o colore.
    Ci sono bambini che non hanno il senso della responsabilità perché i compiti da quando avevano 6 anni li hanno fatti con i genitori e non da soli, non hanno mai dovuto aiutare ad apparecchiare, a sistemare la propria camera o a raccogliere le foglie del giardino con i nonni.
    Io temo fortemente che stiamo creando una generazione di adulti che avranno tante difficoltà perché tutto sarà dovuto, tutto sarà troppo, tutto sarà difficile.
    Io spesso penso di essere troppo severa con i miei figli, ma li amo con tutta me stessa e penso sia la via per farne persone migliori...
    Erika

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    1. C'è già in circolo una generazione che pensa sia tutto dovuto...sono i nuovi 20enni, che a me personalmente fanno una paura tremenda.
      Ho una mamma severa, ma la ringrazio. Se oggi sono quella che sono, è merito suo!

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E ora dimmi cosa pensi...

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