venerdì 19 giugno 2015

Oggi Verona mi manca più del solito.

Di quanto mi manca Verona credo di averlo scritto un paio di volte. Forse qualcuna in più. 
Poco importa, oggi lo ribadisco.

Verona mi manca. Penso a lei ogni giorno. 
E non esagero quando dico che non appena metto piede in laboratorio mi viene in mente il caschetto austero della mia ex capo. 

Oggi Verona mi manca più del solito.

Nella pausa pranzo ho chiamato la ricercatrice più grande del mio ex lab che oggi ha compiuto gli anni. Una donna con molte ferite da raccontare: dall'abbandono del suo paesino del Friuli ad un matrimonio in giovane età andato male, da un uomo che per anni l'ha tradita ad un figlio che non è mai arrivato, da una mamma lontana e malata a tante spese da affrontare. 
Eppure, sempre con il sorriso, con quella voce così dolce e quell'aria svampita che riuscivano sempre a mettermi di buon umore.

Poche parole al telefono -perché con quelli del Nord non ci si lascia andare a tante smancerie- eppure in grado di aprirmi un varco nel cuore. 

Quando qualcuno o qualcosa lascia un segno nella tua vita, prima o poi, finisci per sentirne la mancanza. Finisci per volerne ancora, nonostante l'irreversibilità del tempo andato. 
E io oggi, ma anche domani, desidero Verona. 
Desidero ritornare in quel laboratorio, nutrirmi del calore che sentivo graffiare la mia solitudine ogni giorno, perdere le forze tra i mille esperimenti ma essere grata alla vita per le cose che stavo imparando.

Ma non si può, e allora curo la mia mancanza con i ricordi più belli che mi porto dentro.

8 commenti:

  1. Verona, Verona,
    io la vorrei adesso.

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  2. Capisco quando le persone del Sud arrivano in pianura padana e si scontrano con la diversita' di quei luoghi: diversita' di clima (d'inverno e autunno giorni grigi, nebbiosi) e diversità nel modo di essere delle persone (appunto, spesso di poche parole).
    Comunque, da veneta, mi fa piacere sentire che, nonostante questo, tu hai potuto affezionarti un po' a Verona.
    Io, appunto, ho sempre pensato che per me, andare altrove, fosse più facile, mi riuscivo ad adattare meglio visto che venivo da una terra nebbiosa e dove anche nei giorni di sole si vede quel velo di umidità nell'aria, e i giorni veramente tersi sono rarissimi.

    Anche io serbo i bei ricordi nel mio cuore (giacche' ho cambiato molte volte città, e anche nazione...)
    Ogni volta che mi spostavo lo facevo anche con molta nostalgia nel cuore e pensavo che non avrei mai potuto affezionarmi al posto nuovo. Invece mi vedo smentita di volta in volta. Chissa' quando me ne andrò' da dove sono adesso, non ci volevo venire e invece, quando sara', mi sa che piangerò' amaramente, perche' qui mi sono trovata come in nessun altro posto.

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  3. Forse con i friulani è meglio evitare le smancerie... noi veneti siamo un po' più caldi dai.

    Buona domenica!

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  4. ora dove vivi?
    ovunque ci si sposti a vivere si lascia sempre un pezzetto di cuore in giro...

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  5. La cosa importante è capire che c'è un tempo per tutto, e quindi cullarsi i bei ricordi di ieri, senza però vivere quel che non può tornare con nostalgia, ma piuttosto con la felicità di quello che si è fatto, avuto e costruito ;)

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  6. Magnifica. Qualche giorno fa lunga passeggiata in centro, da San Fermo in piazza Erbe poi Sant'Anastasia, attraverso ponte pietra e salgo su dalla lunga scalinata fino ad arrivare a castel San Pietro. Guardo in basso e sono felice.

    Vedevo una cosa tipo così:
    http://www.panoramio.com/photo/12078467

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E ora dimmi cosa pensi...

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