mercoledì 10 giugno 2015

[Scrivo e rubo tempo al lavoro]

L'inizio di un post è sempre un po' traumatico, soprattutto quando hai tante cose da dire, che- con molta probabilità- alla fine non dirai.
Domani parto. Vado a Creta per un congresso.
Come al solito, aspettavo questa partenza da tempo, anche se sarà stressante affrontare il viaggio: 3 voli e 1h e mezza di autobus per raggiungere il posto del congresso. 
Quanto sono intelligenti gli organizzatori: scelgono posti bellissimi ma in culonia. Eh va beh.
In ogni caso, sento l'esigenza di staccare, questa evasione- seppure "lavorativa"-è balsamo per la mia salute precaria.

Come sto? Sono IPERTESA. La diagnosi pare essere definitiva, ma vogliamo capire la causa. Stiamo escludendo via via quelle peggiori. Ma al momento non posso dir nulla. Al ritorno mi aspettano ulteriori analisi e controlli.

Non ho neanche 30 anni e ho immaginato di morire più volte tra una decina di anni.
Sì, perché non prendiamoci in giro, ma le probabilità che io tra qualche anno muoia stroncata da un infarto, possono essere alte [questa è una mia convinzione, sia chiaro eh. Nessun medico mi ha detto una cosa del genere].
Nel frattempo cercherò di scrivere il più possibile, magari senza sfracellarvi i marons per questa mia condizione, e di curarmi come meglio posso.

Oltre alla salute precaria, ho i muscoli dell'anima un po' atrofizzati. In questi giorni ho spesso pensato di essere una brutta persona, arida dentro e senza possibilità di cambiamento.
Sono uscita con un tipo (che non mi piaceva), ma prima di uscirci ho rimuginato su quanto l'ingresso di un altro essere nella mia vita mi destabilizza. Ho sempre il cartello EXIT lampeggiante che mi spinge alla fuga. Poi razionalizzo, provo a restare, ma niente.
Per fortuna, trovo sempre tipi che non mi piacciono abbastanza, tanto da facilitare le mie fughe.

Ma se da certe situazioni mi viene quasi naturale fuggire, in altre-ancora più complicate- mi ci ritrovo senza fare grandi sforzi e mi piace restare. E' un gioco complesso che tiene in movimento i fili della mia vita. Ci costruisco trame complicate, aggrovigliate, a volte inesistenti, altre volte fragili. E mi ci perdo dentro. Mi dissolvo con tutta me stessa. 

Sono sicura che il cuore, prima o poi, si arrenderà a questa mia natura.







2 commenti:

  1. Dove a Creta? Per caso Chania? Ci sono stata anche io per il medesimo motivo e ti consiglio di provare i calamari freschi grigliati con un po' di olio e aglio, comodamente in spiaggia sdraiata su un lettino in Akti Papanikoli 19-21 (i calamari ce li aveva preparati uno dei ristoranti li vicino, con tanto di servizio sotto l'ombrellone).
    Tornando al resto del post, te lo dico con tanto affetto: te stai a fà pippe mentali. Come tutti eh, me inclusa (perché si sa che siamo maestri del predicare bene e razzolare male).
    Io mi fermerei alle parole "io vivo", senza aggiungere troppo dopo, senza "complicare il pane" :)
    Un abbraccio

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  2. mi spiace che tu non stia bene... cerca di rilassarti a creta!

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E ora dimmi cosa pensi...

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