domenica 25 ottobre 2015

Quando mi sento sola genero disastri.

Quando mi sento sola genero disastri.
Tipo mandare all'aria il mio regime alimentare dietetico. 
Tipo ficcare la testa nella dispensa alla ricerca spasmodica di qualcosa che abbia almeno l'odore del cioccolato.
Tipo comprare cose che non mi servono per poi pentirmene.
Tipo mandare messaggi a persone di cui non me ne frega un cazzo o perlomeno dovrebbe non fregarmene. 

Come l'altra sera. 
Pioveva e io mi sentivo tremendamente sola. 
La pioggia non aiutava il mio stato d'animo e nei miei neuroni aleggiava un desiderio malsano di rivedere una persona che non mi ha dato niente e che, con molta probabilità, mi ha tolto qualcosa. Come il tempo e un indefinito concetto di me. 
Ma in quel momento non ragionavo.
Vedevo la pioggia scendere sul vetro della macchina e tremavo per il freddo.
Nel mentre, continuavo a ripetere una sola frase. 
Stasera avrei voluto rivederti. 
Non era un desiderio di rivederlo, quanto più di non sentirmi sola in mezzo a quella pioggia.
Perché sapevo benissimo che se l'avrei visto, la mia solitudine non avrebbe comunque trovato giovamento. 

Ho cercato di resistere, ma tornata a casa ho preso il telefono e ho scritto quel messaggio.
L'ho scritto ad un orario in cui sapevo sarebbe stato impossibile incontrarsi. 
Avevo solo bisogno di comunicarlo, quel mio desiderio malsano.
Dopo circa un'ora è arrivata la sua risposta. Voleva rivedermi anche lui. 
E no, non perché anche lui celava questo desiderio. Credo fosse una risposta di circostanza. Altrimenti perché non dirmelo prima? 

Non ci siamo visti e dubito succederà.
Mi crogiolerò nell'illusione del potrebbe succedere. 
Potrebbe tenermi in vita nei prossimi giorni.
Così come potrebbe uccidermi lentamente.




2 commenti:

  1. io non genero disastri quando sono sola, ma quando sono depressa....e sono identici ai tuoi escluso attaccarmi al telefono o anche ad un sms.

    spero vada meglio un salutone

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  2. Penso che succeda un pò a tutti di generare disastri quando ci si senta soli.
    Finiamo per pensare e fare cose che sappiamo non vadano nè pensate né fatte ma in quel momento è tanta la paura che ci logora dall'interno che preferiamo buttarci dentro ai guai ed ai disastri piuttosto che aspettare che la solitudine passi (o quanto meno si plachi).

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E ora dimmi cosa pensi...

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