giovedì 15 ottobre 2015

Sono andata al cinema per piangere e invece.

C'è che in questi giorni non voglio stare sola, come spesso succede, così sto facendo di tutto per riempire il tempo quando torno da lavoro. 
Lunedì e martedì ho fatto sport e ho visto le mie amiche, ieri, invece, ho deciso di andare a cinema. 

Per la sottoscritta, dovete sapere che guardare un film è un evento piuttosto raro. Ancor di più al cinema. Il problema non sono i film, che mi piacciono anche, ma il fatto che io, ferma, su una poltrona anche comoda, per due ore, NON CI SO STARE. Per di più in silenzio. 
No, se posso, evito volentieri il cinema. 

Ieri sera però avevo voglia di vedere il film di Muccino, Padri e Figlie. 
Uno di quei film che, stando al trailer, mi avrebbero fatto piangere un po'. Sì, perché ieri avevo voglia di piangere e dovevo trovare un motivo banale per svuotare un po' i dotti lacrimali, ostruiti da lacrime accumulate per precedenti situazioni.

Così ho chiamato una mia amica e le ho proposto il cinema. Tutto questo succedeva due giorni fa. Avevo controllato gli orari e il cinema. Ore 21.30 al cinema dell'ameno paesello. Perfetto, non ci si doveva neanche spostare.

Arriviamo con circa 30 minuti di anticipo per evitare di rimanere senza posto, visto la brillante idea dei #cinemadays. Ma il film non c'è. 

Come sarebbe a dire non c'è??? Sì, non c'è. Perché, proprio in occasione dei #cinemadays, avevano deciso di cambiare la programmazione di mercoledì e non di giovedì, come di solito succede. E io, genio, non avevo minimamente controllato su internet questo cambio di programmazione.

Momento di panico: io e la mia amica vediamo andare in frantumi l'organizzazione di una serata. E adesso? Mica possiamo tornarcene a casa? Cambiare città per un altro cinema? Non se ne parla nemmeno.

Soluzione? Vediamo Suburra, il film di Sollima, l'unica alternativa allettante che il cinema dell'ameno paesello offre.
Il film non è male, ma cristo...che angoscia! Per diverse scene del film ho dovuto mettermi le mani alle orecchie e abbassare la testa. E sì, io non pensavo che fossi così sensibile e fifona. Anzi, mi credevo pure quella che, allenata di fronte alle mille pozzanghere di sangue viste in Grey's Anatomy, non avrei battuto ciglio di fronte ad un petto traforato da un proiettile. E invece.
Per non parlare di quanta indignazione mi è venuta nel vedere Favino - che interpreta un politico corrotto- che scopava con due escort, di cui una minorenne. Giuro che, in quel momento, stavo per alzarmi e gridargli sei una merda. Poi mi sono accorta che ero a cinema e non nella sua camera d'albergo. 

Così, io che volevo andare a cinema per piangere un po', mi sono ritrovata ad essere indignata e a riflettere sui problemi dell'Italia corrotta. Ma parliamone come se ne parla dell'ultima collezione di scarpe Primadonna (eh sì, perché noi povere sfigate poverelle mica possiamo metterci a parlare delle suole rosse di Louboutin)!

Insomma, tutto questo per dirvi che:
- sono uscita dal cinema piuttosto scossa, forse non nel modo in cui volevo, ma tutta quella violenza mi ha scombussolato un po'.
- il film è carino, ma parliamo ancora di cinema medio;
- le donne vincono su tutto (guardate il film e poi mi dite);
- la prossima volta, se ho voglia di piangere, devo farlo senza la scusa del cinema.

9 commenti:

  1. Direi che piangere nella propria camera per i veri motivi per si vorrebbe farlo è la soluzione migliore. Anche perchè poi si rischia il peggio...vedi eccesso di violenza e scombussolamento.
    Ciao Michi

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    1. Per fortuna non soffro di questi sbalzi troppo forti...ammetto però che piango poco, certe volte mi sembra di essere una lastra di marmo incapace di emozionarsi.

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  2. Se hai voglia di piangere.... Haichiko. Piango dalla copertina del dvd senza ancora averlo inserito.

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    1. Non l'ho mai visto, ma seguirò il tuo consiglio...anche se adesso la voglia di piangere mi è passata.

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  3. Io piango con qualunque cosa invece...mi sono commossa ieri sera con Lo stagista inaspettato...ti pare??? Ero andata sola al cinema sotto casa, ne ho approfittato della solitudine pr vedere un film di "spessore" che tanto il Biondo non mi avrebbe mai accompagnato a vederlo e invece...Sperando di averti strappato un sorriso, ti abbraccio!

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    1. Davvero??? Ma mi sembra un film cretino per piangere :D

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  4. Bon.
    Si può anche piangere di rabbia
    Anche se, naturalmente, ha ragione Magnoli@.
    Il fatto è che a volte, una ha la corazza addosso da così tanto tempo che se l'è scordata e da lì sotto, non c'è nulla da fare, le emozioni non escono

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  5. Nemmeno io piango.
    Compenso spingendo il piede sull'acceleratore.
    Si puó considerare una forma di compensazione?
    E comunque, quando piango lo faccio in macchina.
    Di notte, principalmente.
    Quando rientro a casa...

    Che allegria, ve'?

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  6. cmq Padri e figlie mi ha sorpresa. Non ho pianto, ma è il migliore di Muccino a mio parere!

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