giovedì 23 ottobre 2014

Vuoi un passaggio?

Guardo la città muoversi dietro i vetri bagnati: macchine in fila ad un semaforo, grembiuli blu sotto ombrelli colorati, tappeti di foglie colorate sui marciapiedi, maglioni di lana su manichini ultra small. 
Non ci crede nessuno a questa storia che bisogna essere ossa ricoperte da uno strato sottile di muscoli per essere all’altezza di una moda che è fuori moda. 
Ma neanche a quella che agli uomini piacciono le ragazze in carne. Ma quando mai.
Interrompo subito questa vena polemica. Continuo a guardare dietro i vetri. Tutto scorre, senza un apparente motivo. 
Un flusso continuo di luci, colori, gente. 
Sono la spettatrice passiva di uno spettacolo che prende vita sotto i miei occhi. 
Nessun palco, né poltrone da dove guardare il tutto. Solo un vetro. La fisica separazione di quello che accade fuori da me. Oltre me. 
Poi arrivi tu. Ti infili in un pensiero. Nelle macchine in fila al semaforo, nei grembiuli blu sotto gli ombrelli colorati, nei tappeti di foglie colorate sui marciapiedi, nei maglioni di lana sui manichini. 
Ora vedo anche te oltre quel vetro. 
Sei lì, sotto quello ombrello rosso. Lo stesso che ho lasciato a casa tua un mese fa. 
Lo stesso che mi hai regalato a Natale, quando ormai non mi amavi più. 
Perché non hai avuto il coraggio di dirmelo? Non posso chiedertelo ancora una volta. Non ora. 
Ti stai bagnando sotto la pioggia. 
Ho dovuto capire tutto io. Da sola. Ti lascio entrare. Apro quel vetro. Ti sorrido. 
Vuoi un passaggio? Sì, sono io. Proprio io. 
E’ una sorpresa anche per me ritrovarti qui. Ma non dovevamo scriverci? Non dovevamo dirci come sarebbero andate le nostre vite in questo tempo? Non lo abbiamo fatto ancora una volta. L’ennesima volta. 
Ti prendo in giro sull’ombrello. E’ solo una scusa per rimandare discorsi più seri. 
Quante parole vorrebbero dire i nostri occhi? E le nostre bocche? Ma loro restano ferme. 
Sorridono, niente di più. Devo tirar su il vetro. Alzare la barriera fisica per proteggermi da te. Continuo a guardare oltre. Infondo la pioggia servirà anche a questo.

3 commenti:

  1. La pioggia serve.
    Ha quella consapevolezza del essere l'elemento che disturba, e mette malinconia, e da fastidio.
    Però esiste un pubblico che risponde con una dolcezza e una meraviglia totale all'acqua che scende...

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  2. Ottobre ha la capacitá unica poter essere contemporaneamente fuori e dentro di noi!

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  3. Un pezzo molto intimo, molto tuo... difficile trovare le giuste parole, forse perchè non ce ne sono: solo chi ama, solo chi vive da dentro queste cose, poi può comprenderle a pieno. Posso quindi dirti semplicemente che è un pezzo molto bello, e che spero che qualcosa di veramente bello possa capitarti, senza più vetri a proteggerti da nulla, tantopiù dalla felicità che, da qualche parte, ti sta sicuramente già aspettando ;)

    Ciao! :)

    RispondiElimina

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