venerdì 12 ottobre 2012

Quando un libro può essere occasione di conquista.

[Conquista è un parolone, ma lasciatemelo passare va']

La foglia sulla neve di oggi è un'esperienza degna di un telefilm (prossimamente su michi channel).
Calma, niente di particolare. Semplicemente uno di quei momenti che donano un tocco di colore al grigiore di tutti i giorni e soprattutto ti fanno sorridere in maniera del tutto gratuita. Insomma cose che fanno bene.

Ho preso il treno delle 13.13, il solito di quando ho lezione alle 15.
Mi sono seduta al primo posto libero adocchiato, e mentre appoggiavo la borsa e mi toglievo la giacca, sono rimasta colpita dalle scarpe che aveva il tipo di fronte a me.
Erano scarpe Quechua, o qualcosa di simile. Una via di mezzo tra sandalo e scarpa chiusa. Una merda, insomma. Ma mi colpivano perché ad indossarle era un uomo, mentre mi sembravano prettamente femminili.
Guardo il tipo in faccia e devo ricredermi perché ha un non so che di affascinante. Un tipo un po' naif, riccio, con occhi celesti e barba incolta, di età incerta, ma sicuramente sui 35-40.
Sfilo dalla borsa il libro della Maugeri, mi sistemo gli auricolari e comincio a leggere. Alle prime righe vengo interrotta da una coppia che passando si ferma a salutare il tipo (che d'ora in poi chiamerò Vegan, ma che in realtà si chiama Piero).

Hey, ciao!
Ciao, come va? Vuoi sederti?
Io nel frattempo stavo già spostando la borsa, sfilandomi gli auricolari.
No, devo trovare il controllore per fargli vedere il biglietto.
L'hai obliterato?
Si.
E allora non serve.
Ma, no...devo farglielo vedere. Io faccio sempre così.

Lo guardo un po' sbigottita e non riesco a non ridere guardando Vegan.
Credo mi avrà letto in faccia la scritta il tuo amico è un po' fuori.
E così mi sorride.
Ci guardiamo e io mi sento profondamente imbarazzata perché mi sono presa una libertà che forse non dovevo. Ma soprattutto, perchè lui continua a guardarmi con quel sorriso che...boh. Così abbasso lo sguardo e ritorno al mio libro.
Ad un certo punto anche lui tira fuori un libro. Con la coda dell'occhio riesco a leggere la parola Vegetariani e penso che questa non sia una mossa casuale. Infondo, il libro si sposa benissimo con quello che sto leggendo io.
Alzo la testa e vedo il suo amico tornare indietro. Si siede con la sua ragazza e comincia a parlare a manetta con Vegan. Vorrei leggere ma non ci riesco perché la sua voce è così alta che anche rimettermi gli auricolari è del tutto inutile.
Lancio un'occhiata a Vegan per denunciargli il mio disagio.
Mi sorride, forse, consapevole del fatto che davvero il suo amico è un rompicoglioni.
Ad un certo punto (e anche qui, qualcosa mi dice che la domanda di Vegan non sia stata fatta a caso), Vegan chiede se nell'ameno mio paesello ci siano palestre di arti marziali.
Il logorroico comincia a fare un discorso denigrando la cultura sportiva del mio paesello. Lo ascolto fino a quando non gli sento sparare un'enorme cazzata.

Non c'è una cultura sportiva, le persone vanno in palestra solo per la prova costume o per farsi i muscoli. Loro sono più da body building...
Vedi per esempio quella grande palestra con la piscina? E' frequentata prettamente da gente che viene da fuori.
(E qui giuro che volevo buttargli il libro in faccia, questo non solo faceva il saputello ma sparava cazzate!)
Mi scusi se la contraddico e se mi intrometto. Ma non è così. Io quella palestra l'ho frequentata, e di gente non dell'ameno paesello non l'ho mai vista, anzi.


Comincia poi tutto un discorso sulla palestra, che non è stata fatta bene, che non è a norma di legge, bla, bla, bla. E nel mentre io cerco di riprendere la mia lettura.

Fin quando non mi interrompo nuovamente, perché concentrarmi è una faticaccia.
Questo fa il saputello e proprio non riesco a digerirlo. Non considerando il fatto che la quantità di parole che esce dalla sua bocca è davvero esorbitante.
Chiudo il libro.
Posso vederlo?
Si certo.
Vegan mi sfila letteralmente dalle mani il libro.
Legge la quarta di copertina.
E' un libro di ricette? E' interessante?
Gli spiego di cosa parla il libro, dell'esperienza della Maugeri e di come abbia vissuto questa vita ad impatto zero. Alla parola cibo (gli stavo dicendo che la scrittrice fa la spesa al mercato biologico e non mangia carne), si intromette il logorroico che con la sua filosofia spicciola dice che l'alimentazione è la cosa più importante, che non bisognerebbe mangiare patatine fritte e andare al Mc Donalds, cose così.

[Grazie al cazzo. Scusa ma ti sembro una da Mc Donalds? Ok, si ci vado, ma adesso ho smesso e da mesi anche.E in ogni caso, come ti permetti? Mah.]

Io non mangio patatine fritte e non vado al Mc da una vita.
Meglio essere vegani. Tu lo sei? [mi chiede Vegan]
Mi piacerebbe, ma purtroppo non mangio tutta la verdura e mi è un po' difficile esserlo.
Ti piace cucinare?
Si, ma non lo faccio quasi mai.[Quanto sono bugiarda e infatti secondo me non ha abboccato a questa cazzata che gli ho detto]
E' importante la scelta dei cibi.
Comincia tutta una trattazione, che salto volentieri, sul perché è importante essere vegetariani.
Ma questo libro lo leggi per i tuoi studi o per passione?
Per passione, mi piace leggere.

Dopo, la chiacchierata verte sul altri discorsi, cose in generale, cosa fai, cosa studi, ecc. ecc. Lui è un maestro di arti marziali, in particolare di una disciplina di cui adesso non ricordo il nome. Mi dice dove lavora e la palestra dove posso trovarlo.
E un po' prima di arrivare a Bari, si presenta.
Visto che abbiamo chiacchierato insieme mi presento. Sono Piero.
Piacere Michi.
E lì ho dovuto presentarmi anche al logorroico e alla sua fidanzata che, al contrario di lui, durante il viaggio non ha spiccicato parola.
Ma tu fai nuoto?
No, faccio semplicemente palestra, ogni tanto corsa.
Ah, ma l'importante è muoversi. 
Certo.
Arriviamo a Bari. Continua a sorridermi e mi dice è stato un piacere conoscerti.
Anche mio.
Ciao.
Ciao.

Ecco vedete? Non è successo niente.
Ma io durante il tragitto stazione-campus avevo un sorriso da ebete.



4 commenti:

  1. Che cosa carina davvero :) Anche se poteva dire qualcosa di più originale di "Ma l'importante è muoversi", ma vabbè.

    Anche a me succedono ogni tanto queste cose. Incontro i "passanti", nel senso De Andreiano del termine, e mi ci faccio i film in testa. Tempo un quarto d'ora so già cosa succederà da ora ai prossimi venti anni :)

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    1. io non mi sono fatta nessun film :-) è tutto vero...ora vedremo se il destino sarà dalla mia parte :-)

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  2. un incontro decisamente interessante :)
    magari lo becchi di nuovo, che ne sai...

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    Risposte
    1. eh magari, ma solo per farci un discorsetto eh :-)

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E ora dimmi cosa pensi...

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