mercoledì 14 marzo 2012

Anche oggi ho qualcosa da raccontare.

Dovrei fare la scrittrice. O almeno provarci.
Scriverei tutte le microstorie di ogni giorno.
Dalla gente che incontro in treno a quella sull'autobus, dalle piccole fortune che mi capitano in maniera del tutto casuale ai neri del centro che mi scambiano per svizzera.
Scriverei della fortuna che ho ogni volta che scelgo il posto sul treno.
Se lo prendo alle 7 di mattina è matematico che io mi ritrovi di fronte una coppia che limona duro [che poi mi chiedo sempre come fanno. I miei muscoli al mattino non riescono neanche a muoversi per dire buongiorno, figuriamoci se dovrebbero sforzarsi per fare altro].
Il viaggio delle 9 invece è un viaggio chic. Logorroiche, vestite in maniera eccentrica e decisamente fescion quelle che mi ritrovo accanto. Le evito con un buon libro o con la musica a palla. Anche se a volte mi diverte ascoltare quello che esce dalla bocca di ragazze col pantalone bianco in pieno inverno. O quelle che vanno in uni con gli shorts. Vai all'uni, mica in discoteca. Oggi ne ho incontrata una che discuteva ad alta voce su Guglielmo Scilla. Io mi sarei sotterrata dalla vergogna. Che poi lui è pure bravo, ma rimanere 15 minuti al telefono a dibattere se il ragazzo farà strada o meno, non mi sembra il caso.
E poi c'è sistematicamente il vecchietto di turno che incontro sull'autobus (ogni volta uno diverso) che deve raccontarmi vita morte e miracoli. Io volevo solo cederle il mio posto. Ma mi piace anche così, è una forma di utilità sociale che non capisco, ma che mi piace. Infondo molti di loro hanno solo bisogno di parlare.
Signorina questo arriva a piazza xx? Il biglietto quanto dura? Sa ho una nipote come lei. E niente. Gioco a fare la nipote estemporanea dei vecchietti che incontro sull'autobus. La settimana scorsa ho persino accompagnato uno dalla fermata all'ospedale. Mi faceva così tanta tenerezza che lo avrei preso in braccio pur di non farlo affaticare.
Scriverei di ogni volta che passando dal centro per un giro nei negozi, sistematicamente c'è un nero che vuole fare amicizia con me. E non sono manie di persecuzione le mie, giuro. Forse devo smetterla di guardarli con un sorriso ebete. Oggi uno di loro mi ha chiesto una penna e se fossi svizzera. Io svizzera? No, ma mi hai visto bene in faccia? Nel frattempo che lui scriveva non so che, io ho cominciato a fare domande ai suoi due amici. A volte sono troppo curiosa. Ma viva l'integrazione nelle piccole cose. Che fate in Italia? Come siete arrivati? Lavorate? Biascicando un francese, misto ad inglese ed italiano, sono riuscita a capire che:

  • sono arrivati con un gommone a Lampedusa,
  • hanno girato un pò in Europa prima di arrivare in Italia e con molta probabilità se ne andranno nuovamente
  • la parola lavoro sembra un tabù e le loro risposte mi hanno fatto pensare a qualcosa di non così perfettamente pulito
  • sono in attesa di un permesso di soggiorno o non so quale altro documento e uno di loro mi propone di sposarlo per accelerare i tempi, ma anche no, sono fidanzatissima, non so con chi, ma lo sono.
Poi potrei anche scrivere di quelle che si vestono male, ma di un male, che....ci rimango male. Io a queste persone regalerei uno specchio. E anche un personal shopper. E anche un po' di ritegno.

E ancora quelle che al telefono raccontano epopee tragiche fritte e rifritte. Quelli che litigano con i loro partner e quelli che vanno avanti a monosillabi.
Oppure di quella che oggi mi ha regalato un biglietto dell'autobus vedendomi salire. Ma grazie, ho la faccia cosi disperata? Forse si.
E poi delle mie follie. Tipo che tra un mese faccio la valigia e ciao. Oppure che mi sono iscritta in palestra  ritrovandomi l'istruttore di cui andavo pazza quando ero una ragazzina (sposato e separato nel frattempo).
O ancora della mia esaltazione su Nick Hornby.
Insomma tutte quelle microstorie che rendono un giorno normale, un giorno speciale. Quelle storie che ti fanno dire: anche oggi ho qualcosa da raccontare. 

5 commenti:

  1. E quando racconti tu io non mi annoio mai!
    Bellissimo questo post, ricco di emozioni.
    Anche a me è capitato di trovare vecchietti con tanta voglia di parlare...chissà...forse a casa nessuno vuole ascoltarli e si affidano a noi sconosciuti.
    E' bello avere sempre da raccontare!

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  2. Ma mi sembra che tu l'abbia già scritto in questo post. O no?

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  3. E ti riesce anche molto bene!! Coltiva questo tuo dono, perché sei bravissima!!

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  4. Ahahah fantastica!
    La vita di ogni giorno offre innumerevoli spunti di riflessione!

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