sabato 19 maggio 2012

E ti svegli una mattina, magari bestemmiando la sveglia perché oggi è sabato e, di andare a scuola, proprio non ti va.
Hai 16 anni e il mondo ti sembra un inferno, perché gli adulti non capiscono un cazzo e quel ragazzo che ti piace è uno stronzo patentato. Un classico.
A scuola comunque ci vai, controvoglia, ma ci vai.
Inconsapevole che oggi sarà l'ultimo giorno in cui vedrai quella facciata, incontrerai i tuoi amici, bloccherai la sveglia al telefonino, farai colazione di fretta salutando tua madre con un bacio sulla guancia.

Me la immagino così la vita di Melissa Bassi, ma magari è più bella e meno scazzata di quella che ho immaginato io. Anzi sicuramente lo è.
Perché le ragazzine di 16 anni hanno dentro un mondo sconosciuto e profondo, che solo ad affacciarsi ci si perde.
Mentre, riesco a identificare bene le vite, inutili, vigliacche, stronze, di quelle identità senza un perché e, al momento, senza un nome che con l'intenzione di uccidere, perché non ci sono altri motivi per cui tu possa mettere una bomba in un cassonetto e spostarlo appositamente, hanno deciso di intaccare uno dei luoghi più vitali che una città possa offrire: una scuola.
Deposito temporaneo di giovani vite, di menti creative, a volte annoiate e svogliate, culla di una formazione che la mafia teme.
Perchè la mafia teme più la scuola della giustizia, l'istruzione toglie erba sotto i piedi della cultura mafiosa [Antonino Caponnetto].

E allora ti chiedi il perché di questo gesto così insulso, così terrificante e terrorizzante,
ti chiedi perché la tua Terra, oggi, come tante altre terre, debba piangere la perdita di vite innocenti,
ti chiedi perché si raschia il fondo così meschinamente,
ti chiedi quale sia il motore di dinamiche così violente che vogliono incutere paura,
ma tutto ciò che riescono a smuovere è sdegno e vergogna.

Ho il cuore contrito,
è un dolore che non si può spiegare,
perché quando qualcosa ti colpisce così da vicino, le parole non reggono,
non reggono l'infamia di quel gesto immotivato,
rimangono sospese, mozzate tra la mente e le labbra.
E allora quello che puoi fare è solo sperare,
pregare che non si scrivano più pagine di storia così tristI come quella di oggi.
Pregare che la paura non diventi protagonista,
che non blocchi il nostro desiderio di voler e poter guarire questo cancro che lacera il nostro Paese.



10 commenti:

  1. Non avresti potuto esprimere meglio quelli che sono anche i MIEI pensieri.

    Siamo uomini.Esseri umani.
    E l'essere umano è quello che mette una bomba davanti a una scuola e sempre l'essere umano è quello che ne muore.
    E l'essere umano ha paura.
    E la paura ci ha portato dove siamo ora.
    Perchè tutta la nostra storia è fatta di paure.

    Paure grandi e coraggi piccoli, forse.
    Piccoli rispetto a questo male immenso da combattere.
    Piccoli ma esistenti.
    Ricordiamoci di essere umani, ricordiamoci che oltre alla paura possiamo avere anche un po' di coraggio.

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  2. i nostri cuori di tutti sono contriti e affranti per un gesto così ignobile e vigliacco...e chiedersi perchè diventa un modo per giocare con l'eco che ti rimanda la tua voce senza una risposta...

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  3. Non so proprio che cosa dire. È tutto così ingiusto e sbagliato. Ho paura.

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  4. come si fa ad aggiungere altro? le parole che hai scritto son talmente belle e vere che aggiungerne altre sarebbe inutile e impossibile ...

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  5. Sono sconvolta!
    Non faccio che ripetermi che non è giusto e a chiedermi come faccia certa gente a commettere simili atrocità. E' gente senza cuore.
    E Melissa non c'è più, non vivrà più la sua vita...
    Non è giusto!

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  7. Ho un misto di sconforto e rabbia, tanta rabbia...perché quanto accaduto non ha alcun senso...

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  8. sono stati due giorni davvero brutti, ad una notizia così ne è seguita un'altra di pari livello... se contro la natura non possiamo fare nulla mi chiedo perchè si possa compiere un atto così inutilmente crudele

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  9. ma cacchio miki ti avevo persa.. com'è?!?

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E ora dimmi cosa pensi...

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