sabato 26 gennaio 2013

Come state crescendo i vostri figli?

Ero a lezione di zumba quando ho visto due bionde finte arrivare. 
Lì per lì non ho capito che fossero madre e figlia, anche perché la prima sembrava una 14enne e la seconda pensavo avesse la mia età (in realtà solo dopo ho cominciato a realizzare che era una teenager che si portava male i suoi anni).

Chi fa zumba sa benissimo che si suda. E non una gocciolina sulla fronte.
Roba da strizzare le t-shirt e giocare a miss maglietta bagnata. 
Quindi mi sembra naturale raccogliere i capelli (questo per dirvi che bionda finta figlia aveva dei lunghi capelli sciolti che poi si è fatta raccogliere da sua madre e meno male...perché non so cosa mi abbia trattenuto dal dirle legati quei cazzo di capelli che non è il momento di fare la figa, anche perché non lo sei). 
Come mi sembra ovvio essere provviste di una bottiglietta d'acqua. 

Va beh. Ma queste sono abitudini.
La pseudo-teenager, quando la sua bottiglietta (500mL) condivisa con sua madre era finita, ha cominciato a lamentarsi.
-Mamma ho sete.
-Non puoi aspettare? Tra 20 minuti ci viene a prendere papà e bevi.

Dopo 3 minuti.
-Mamma ho sete.
La madre la guarda, prende la bottiglietta vuota  e si dirige verso una ragazza.
-Non è che potresti darmi un po' d'acqua?

Ecco, non è successo niente di grave. Ma io sono rimasta con la bocca aperta per almeno 5 minuti.
Sorpresa. Sì, S O R P R E S A.
Ho pensato...ma come cazzo state crescendo i vostri figli?

Vi siete accorti che i vostri figli sono viziati? Che sono mammoni?


Se una ragazzina di 16 anni o poco più non riesce a stare senza acqua (quando in realtà la palestra è dotata di distributori) e sua madre le dà corda chiedendo acqua a perfetti sconosciuti, quando questa ragazzina si troverà a che fare con i veri problemi della vita (dove magari -ovviamente sto esagerando- senz'acqua si dovrà trovare per altre ragioni) che farà chiamerà sua madre?

Sarà che io sono stata abituata a crescere senza una presenza materna costante affianco, ma sono davvero intollerante verso queste madri così premurose e onnipresenti. E spero di non esserlo un giorno, perché essere indipendenti nella vita è fondamentale. 

Già dalla prima elementare andavo da sola a scuola. 
In quinta avevo le chiavi di casa, sapevo farmi il letto e aiutavo mia madre nelle faccende di casa.
Durante gli anni del liceo ho fatto i più svariati lavoretti.
Non so fare un sacco di cose, non conosco la gestione di alcune situazioni che mi piacerebbe (e soprattutto dovrei assolutamente) imparare a gestire, eppure stasera ho benedetto i miei per l'educazione e gli insegnamenti che ho ricevuto.
Gli ho benedetti perché mi hanno insegnato la pazienza, mi hanno insegnato ad essere indipendente e risolutiva. Mi hanno insegnato ad essere quella che sono, e dopo tutto, per fortuna, non sono così male.

12 commenti:

  1. giusto ieri, mentre stavamo uscendo, travolte dall'orda di bambini e genitori, una mia compagna commenta:
    - I miei non sono mai venuti a prendermi fuori da scuola, io andavo a casa da sola...
    Sentendola, una maestra (finta bionda pure lei, sarà mica una coincidenza?) le risponde, così dal nulla:
    - male male!
    - Certo, intanto i bambini oggi sono viziatissimi, io ho 25 anni, una laurea e sto per prendere la seconda!
    giusto per dire...

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    1. il problema non sono solo i vizi ma il fatto che questi bambini crescano senza personalità a mio avviso!

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  2. Il disfacimenti dei gruppi di formazione primaria, la crisi di valori, l'avvento della videocrazia. I motivi li conosciamo tutti e ci hanno insegnato ad elencarli nei temi dalle superiori. Il problema è essere in grado di prendere in mano la situazione e riuscire ad imprimere una svolta a questo andamento. Ecco, questo non ce lo hanno insegnato. Sta a noi capirlo ed impararlo. Come afferma Ingrao indignarsi non basta e come rincara Hessel occorre impegnarsi.

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    1. Purtroppo siamo troppo presi dal "cosi fan tutti" per impegnarci sul serio ad imprimere una svolta!

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  3. Io trovo più stupefacente il fatto che una teenager abbia avuto il coraggio di farsi vedere con la madre a lezione di Zumba! A quell'età i genitori sono considerati dei nemici e si tende a fare l'esatto opposto di quello che ci viene detto.
    Poi boh, penso anche sia fisiologico ritenere che le nuove generazioni siano peggiori e più viziati rispetto a noi. Se ben ricordo anche i nostri nonni dicevano la stessa cosa dei nostri genitori, no?

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    1. io non lo trovo così stupefacente...quello che ritengo stupefacente è come alcune mamme e alcuni figli si dimenticano che il cordone ombelicale (e non parlo di cordone fisico ma soprattutto mentale) è stato tagliato il giorno della nascita...

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  4. Hai ragione da vendere. Mi sento spesso dire che sono cattiva con PdC perché mi aspetto che collabori alla vita domestica, da mamme che in spogliatoio (dove io non entro da anni) tirano ancora su le mutande ai figli undicenni. E' che il problema sono le madri, non i figli.
    Lasciar andare è molto più difficile di quanto si creda.

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    1. Il tuo commento descrive alla perfezione quello che penso...il problema -purtroppo- molto spesso sono i genitori.
      Se quelle mamme imparassero che i figli devono crescere, dove crescere è sinonimo di andare avanti, progredire, migliorare, forse la smetterebbero di tirare su le mutande ai propri figli!

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  5. D'accordissimo con voi....ma quando ho smesso di tirar su le mutande a mio figlio negli spogliatoi, lui ha smesso di fare sport! Bene direte voi, che ne sapete, vuol dire che non e' quel che voleva fare! Ok, rispondo io, ma cos'e' che vuol fare????? A volte vorrei correre anni luce da quel cordone ombelicale, ma non tutti i figli sono come Michivolo, che leggo e stimo, non generalizzate!!!! Con rispetto
    Monica

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    1. Cara Monica,
      ripeto, non sono madre, quindi vorrei che tu leggessi questo commento non tralasciando il mio punto di vista, ovvero quello di figlia. Un figlio non deve per forza fare qualcosa. Non è lo sport o le lezioni di pianoforte a dare un senso alla vita di un bambino.
      Tuo figlio non vuole fare niente? E che male c'è?! Le passioni nascono da dentro, non devono essere imposte.
      Quel cordone, ricorda, devi essere tu a tagliarlo, perché tuo figlio per questioni fisiologiche non sarà mai disposto a farlo.
      Io non sono nata sveglia, indipendente, né tanto meno sapevo cambiarmi negli spogliatoi quando andavo in palestra, ma ho imparato a farlo perché ho avuto una madre che non mi ha dato scelta.
      E sono contenta di questo.
      Quindi stai tranquilla, tuo figlio crescerà solo se tu glielo permetterai.

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  6. Cara Michi, non sottovaluto il tuo punto di vista e mi impegno ogni giorno per tagliare il cordone, anche perche' una madre rimane sempre una donna e per quanto i figli siano qualcosa di eccezionale e meraviglioso, tolgono molta vita.
    Dico solo che il percorso non sempre e' lineare perche' vorremmo dare a voi la sensazione che valete, che potete farcela e a volte siete cosi' recalcitranti ad osare.
    Se non avete una passione e' perche' avete paura di perdere, di cimentarvi in qualcosa che vi fara' soffrire e allora noi proviamo a spingervi, come sulla bicicletta senza rotelle.
    La capacita' sta nel lasciarvi nel momento giusto, tutti noi pensiamo di esserne capaci, qualcuno nella pratica non lo e'.
    Inutile dirti che spero di essere un'ottima istruttrice, ma qualche volta vedo ginocchia sbucciate e se sono meno sicura. Sicuramente mi impegno, ognuno cresce coi genitori che ha la fortuna di aver incontrato, ma poi si diventa tutti adulti....anche le finte bionde! ;-)
    Monica

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  7. E' una della mia paure più grandi...

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E ora dimmi cosa pensi...

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