sabato 16 febbraio 2013

Cancella.

Io avevo paura che succedesse proprio questo.
Che tu mi lasciassi andare.
E che andassi via piano piano anche tu.
Come hai fatto quella mattina, di nascosto, mentre ero di là a preparare la colazione.
Mi hai detto esco fuori a fumare una sigaretta e non ti ho visto più rientrare.
Hai arrancato scuse, salvo poi farti perdonare con quei tulipani bellissimi di cui conservo ancora il ricordo.
Hai avuto paura. Anche io, tanto.
Non siamo bravi a mantenere certe vicinanze. Nessuno ci ha insegnato come si fa.
Siamo dilettanti.
Due numeri primi, delle volte.
Abbastanza vicini, ma non troppo per sfiorarci davvero.
E così hai lasciato che andassi via.
Hai fatto lo stesso, prendendo la direzione opposta.
Come quando uscivamo di casa per andare a lavoro.
Non più un buongiorno, uno smile, un fiore sulla tavola.
Neanche la cioccolata che mi regalavi dopo pranzo.
Niente più chiamate lunghe ore quando eri in trasferta.
Te l'avevo detto che mi avresti abbandonato un giorno.
Cercavi di contraddirmi in tutti i modi, di smentirmi, di rassicurarmi.
Non ci sei riuscito, perché io le mie certezze riesco a tenermele strette.
Non ho avuto modo neanche di dirti ciao.
Adesso guardo la tua faccia sul telefono, sorrido e premo il tasto CANCELLA.
Un giorno sono sicura che lo saprà fare anche la mia testa.

8 commenti:

  1. michi, probabilmente hai fatto la cosa giusta.
    quella che dovrei fare anche io e che non ho fatto ancora.

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    1. ma non ho ancora fatto quella più importante. Nella testa, al momento, il tasto cancella non funziona.

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  2. è che avresti dovuto usarli per frustrarlo, quei tulipani. probabilmente ore li assoceresti a un ricordo diverso....

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  3. ...impariamo assieme come si fa...?

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    1. si comincia dal cancellare il numero senza averlo imparato a memoria ;)

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E ora dimmi cosa pensi...

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