giovedì 3 ottobre 2013

[Libri] Jack Frusciante è uscito dal gruppo

Jack Frusciante è uscito dal gruppo è un libro adolescenziale. 
Ora non chiedetemi perché alla veneranda età di xxx anni, quando ormai ho passato la fase adolescenziale da un bel po', io abbia deciso di leggere questo libro. 
Sicuramente quel giorno i miei estrogeni erano in subbuglio. Forse anche i miei neuroni. Quello che è certo è che non sono rimasta indifferente a questo passo: 

"Ho paura che il nostro rapporto sarebbe troppo esclusivo, e io ti voglio tantissimo bene ma ho paura di dare". Potrebbe dirmelo. Perché lei ha un altro passato, un altro alfabeto, altre rime la fanno sorridere. Siamo irrimediabilmente diversi, ed è bello incontrare gente diversa, ma forse è impossibile capirla fino in fondo. Come in quella canzone incredibile dei Cure dove lei è bellissima e il povero la guarda ammirato e lei si sente offesa e Robert Smith dice "ecco perché ti odio".

Quando l'ho letto sulla mia home di FB sono rimasta leggermente interdetta. Sembrava che qualcuno, Brizzi, mi avesse aperto il petto e tirato fuori quello che sentivo. Avvertivo quelle parole mie, più di altre. Non mi interessava la storia. Sentivo che di sicuro avevo qualcosa in comune con il protagonista.
E' difficile spiegare quali sensazioni ho provato.
Avete presente quando entrate in un negozio, trovate un vestito che vi piace, non esitate a provarlo e vi sta a pennello? Ecco, credo che quando ho letto queste frasi la sensazione sia stata proprio questa. Un po' banale come paragone. Ma  più o meno è andata così.
Sono scesa giù in garage, ho rovistato nelle scatole, l'ho trovato e ho cominciato a leggerlo subito. 

A volte trovo esagerato il mio modo di appassionarmi ad un libro. Ci entro dentro con tutta me stessa, delle volte faccio finta di essere io quella che scrive o quella che racconta (non avrò mai la penna di Brizzi o di chiunque altro, ma va bene così, non sono nata per fare la scrittrice), però a me piace così. Piace farmi attraversare dalle storie che leggo, entrare nella parte, mettermi allo stesso livello dei personaggi, pensare cosa avrei fatto o detto io al loro posto.
Con Jack Frusciante sono ritornata un po' indietro negli anni (sono giovane dentro!!) ma allo stesso tempo sentivo che tutto ciò che accadeva ad Alex, accadeva a me per davvero, nonostante non fossi più così giovane.

Alex D. è un 17enne bolognese, dapprima ragazzo perbenista, ordinato,diligente, preciso, poi un po' anarchico, ribelle, anticonformista. Improvvisamente nella sua vita compare Aidi. Da parte di Alex è subito amore, per Aidi invece le cose sono un po' più complicate. A breve l'aspetta una partenza per l'America. Se questo diventa un limite ad una possibile storia d'amore tra i due, non lo è, invece, per un'intensa amicizia. Nasce così tra i due un bellissimo rapporto, una tenera storia di non amore (mi piace mettere quel non in corsivo, perché gli occhi possano ignorarlo leggendo in fretta...per me è una storia d'amore che ha scelto altre modalità per mostrarsi), sul cui sfondo si collocano tutta una serie di vicende tipiche della vita adolescenziale: la scuola, gli amici, i litigi con i genitori. Fino a quando, Martino, uno degli amici di Alex, si suicida per la vergogna di essere stato sorpreso con della droga. Questo episodio segna in maniera forte non solo tutto il romanzo, ma anche la vita del protagonista, dando sfogo ad un'ampia riflessione che segnerà il passaggio di Alex alla vita adulta.
Nel frattempo arriva giugno, il mese del distacco: Aidi parte per l'America e Alex si ritrova, ancora una volta, solo, inutile e triste come una birra senza alcool.

La storia è carina, io l'ho trovata esaltante, ma solo perché, ripeto, sembrava che in alcuni momenti fossi io a viverla. 
Se non l'avete letto, ve lo consiglio. Sì lo so...sono arrivata troppo tardi, l'avete letto tutti! :)

2 commenti:

  1. si, letto ai tempi della scuola (una vita fa) ma mi hai fatto venire voglia di rileggerlo!

    RispondiElimina
  2. Questo post un po' mi consola: ero convinto che Jack Frusciante fosse irrimediabilmente condannato al confinamento presso la mia generazione, e il tempo della scuola :-) Ho saputo che molti della generazione immediatamente successiva (la tua) si erano ritrovati costretti a leggerlo, causa insegnanti di italiano: ecco - mi ero detto - hanno rovinato tutto! Ma dimmi, tu sei più una Semprevergine Morelli e Musiani oppure una carlotta con felpa da cento carte e (diobbuòno) cinque centimetri di calza velata? XDDD

    RispondiElimina

E ora dimmi cosa pensi...

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...