giovedì 5 febbraio 2015

Acidità.

Devo leggere di meno la sera e trombare di più.
Sì, dovresti.

Ho risposto così ieri sera ad una teatrante che frequenta il corso con me e che proprio non sopporto. Non sopporto, grrrrrrr. Cioè, a dirla tutta MI STA PROPRIO SUL CAZZO. Anche se un cazzo non ce l'ho.
Raramente provo fastidio per un essere umano. Poi capitano questi ammassi di cellule dalle sembianze simili alle mie e tirano fuori tutto il peggio di me.
Scusate, ma io proprio non ce la faccio. Con lei mi viene facile essere cattiva.

Innanzitutto è una che deve parlare sempre. Ma sempre, anche quando non serve. Anche quando il suo fiato farebbe bene ad uscire dal naso. Anche quando bisogna stare zitti. Lei deve per forza emettere un suono.

Poi ha un nome del cazzo. Si chiama come la Madonna (ecco, così se passa di qui, legge di lei e capisce quanto mi infastidisce. Sì, perché è così stupida che quella manco l'ha capito che quando le rido in faccia è perché la sto prendendo per il culo!). 
Dicevamo si chiama come la Madonna, ma si fa chiamare con un nome del cazzo. Un nome che è tropan-alcaloide (ora la sto sputtanando proprio), ma che secondo me lei manco lo sa. Leggo su Wikipedia, che in somministrazione elevata provoca paralisi letale del sistema nervoso centrale. Beh, in effetti, un po' le si addice come nome.

E' una che non tromba e si vede. Ora per carità, manco la sotto scritta tromba chissàché. Però non sono frustrata, ecco. E se lo sono, mica lo comunico agli altri.

Scrive in continuazione su whatsapp. Si mangia un kinder Bueno e lo scrive, comunicandoci la sua carenza d'affetto. E ci credo cara, chi vuoi che voglia bene ad una scassamaroni come te? 
Non sa che film guardare la sera e lo chiede nel gruppo su whatsapp. 
Guardati un bel film porno, avrei voluto risponderle tutte le volte che ha scritto.
Devo continuare? Meglio di no, che se no mi esce tutta la cattiveria di cui sono capace.

Ieri sera, prima di andare a letto, sfoglio la home di Instagram. Becco l'ennesimo selfie del cazzo del toyboy. E va beh. E' pure carino, per carità. 
Leggo il suo commento alla foto. Una frase sulla mafia e primavera, della serie...potranno abbattere la mafia, ma non la primavera. Una cavolata del genere. Ora (nervi saldi)...che cazzo c'entra? 
Io non mi sono trattenuta. E gliel'ho scritto. A meno che quella frase non fosse stata messa per far ridere, non ne vedevo proprio il senso. Così come non ci vedevo tutto sto lato ironico, a parte la sua stupidità.
Oggi ritorno sul suo profilo, e non trovo né la sua frase, né il mio commento. Ma la sua faccia del caiser, sì. Che demente.
Mi vergogno di come i miei neuroni per una manciata di giorni abbiano perso le loro connessioni dietro un lattante del genere. E va beh. Errori di poca lucidità.

Stamattina, una mia amica - che vive in una città del cazzo, provinciale quanto l'ameno paesello, anzi di più- (avete notato quante volte dico la parola cazzo? no? Meglio così)- mi contatta chiedendomi se sabato sera c'è qualche serata in giro. 
L'espressione qualche serata è un espressione che vuol dire tutto e niente, ma di solito lei si riferisce a concerti o gruppi che suonano dal vivo, non certo vernissage di arte contemporanea o reading di poesia esistenzialista, eh. 
Ora, la domanda è lecita, però tu vieni da una città del cazzo in un'altra città del cazzo. Torni al tuo paesello, ché non è New York, né Londra, né Roma. 
Di cose da fare ce ne saranno, ma non faccio la pr. 
E poi cosa chiedi a fare se hai già una cena? Sì, ma dopo sono libera. E chi se ne frega.
Odio. 
Ma la cosa che più mi infastidisce oltre la costante espressione che devo subirmi ad ogni suo ritorno, è questa spasmodica ricerca della serata. Voglio dire: se tu torni una tantum all'ameno paesello, che te ne frega della serata? Le tue priorità dovrebbero essere quelle di incontrare gli amici, non dove passare la serata, ché se la compagnia è quella di cui hai bisogno e che ti fa stare bene, la serata puoi passartela anche nel peggiore bar di Caracas. Va beh, il discorso è più complesso. E in questo momento sono poco lucida per poterlo spiegare per bene. 
Però che tristezza questa gente così. Questa gente che ha sempre bisogno di fare qualcosa, di vedere qualcosa, di riempire il tempo con un qualcosa. Ma viversi la vita così, senza fare programmi, lasciandosi cullare dagli imprevisti, lasciandosi affascinare dagli incontri casuali, dalle parole e dalle storie che ne potrebbero derivare no eh?! Non vi piace proprio eh?!

In tutto questo vasetto di acidità che sono oggi, mi è venuta un'idea. Vorrei realizzare un bookeater club. L'idea è nata dal blog di Zelda was a writer
Se queste cose vengono realizzate a Milano, perché non possiamo farle anche in una piccola città del sud? 
E così ho comunicato subito l'idea ad una mia amica e domani sera ci incontriamo per mettere su il progetto. Basta con queste idee che passano per la testa e vanno a finire direttamente nel cimitero delle idee non realizzate.
Non abbiamo grandi pretese, ma solo creare un circolo di lettori che diventi un pretesto per conoscere nuova gente, scambiarsi idee, farle circolare e magari metterle anche in pratica, perché no?

Per l'acidità oggi è tutto, per le idee invece è un work in progress.

5 commenti:

  1. Mmh, mi piace vedere che, come me, quando qualcuno ti sta sulle palle lo sputtani in questa maniera!
    Tanti cuori per teee

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  2. mi hai strappato un sorriso con le tue interazioni con la tizia... però adesso sono troppo curiosa di sapere il nome con cui si fa chiamare!!! ;)
    Se da parte sua c'è questo continuo bombardamento di messaggi whatsapp su cosa vedere, cosa leggere, cosa mangiare... consolati che, nel gruppo dei miei amici, c'è un continuo invio di foto (che poi mi occupano la memoria e basta) di bambino 1 che dorme sul tappetone, bambino 2 che mangia seduto a tavola, bambina 1 che si mangia prima i piedi e poi una pagnotta di pane, bambina 2 dentro l'ovetto.... insomma... un altro vorrebbe fondare un gruppo nascosto "quelli che non allattano"! ;)

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  3. Io ce l'avrei scritto: "ma un film porno?" :))))

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  4. Io odio l'espressione "serata".
    "Stasera c'è una serata, vieni?"
    "Nemmeno se mi trascini per le palle!".

    In bocca al lupo per il club di lettura!

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  5. Oddio, per la prima parte del post mi sono scompisciata dalle risate perchè la penso come te SU TUTTO: sulle persone che parlano sempre e sempre a sproposito, sulle frasi stupide alla Ligabue su Instagram tirate fuori come se fossero la genialata del secolo, su chi ti cerca per "la serata". Mamma mia, se non ci fosse da ridere ci sarebbe veramente da impazzire!
    Complimenti infine per l'idea, tienici aggiornati sugli sviluppi ;-)

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