venerdì 20 febbraio 2015

INFARTO.

Sono letteralmente sconvolta. Devo riprendermi un attimo.
Calma. Ora mi spiego.
Sto scrivendo di getto mentre chatto su FB con una mia amica che è a Dublino.

Ho conosciuto l'architetto tramite lei. Un ragazzo bruttino ma che con la sua riservatezza mi ha conquistato sin da subito. Ci siamo rincontrati in discoteca (dove mezzi brilli ci siamo scambiati un po' di mucose) e poi in palestra dove abbiamo avuto modo di parlare un po' di più.
Niente di ché, i soliti discorsi che si fanno.

Poi ho smesso di andare in palestra e non ci siamo più visti, se non sporadicamente in giro.
Ho ripreso l'attività fisica solo qualche settimana fa e l'ho rincontrato. Abbiamo parlato come al solito e poi siamo ritornati ai nostri esercizi.
Ultimo incontro il giorno del mio compleanno, nel locale dove ho festeggiato.

Oggi parlando con la mia amica scopro che l'architetto è partito per l'Australia. Mi è preso un colpo.
Comeeee?? Ma se una settimana fa era qui!
Ci sono rimasta di merda perché non mi ha detto nulla. Ma non è questo, ci sono rimasta ancor più di merda perché è l'ennesima storia di miei coetanei che fanno le valigie e vanno via.

Poi l'Australia, mica Londra a due ore di volo. No, l'A-U-S-T-R-I-A-L-I-A.

Non so descrivervi ciò che sta accadendo dentro di me all'altezza dello stomaco. Ma sento come uno strappo, misto ad una sensazione di rabbia.
Non se ne possono andare tutti. Non ce ne possiamo andare da questo paese che per me è bellissimo, nonostante le numerose ferite sanguinanti.

Sono visibilmente scossa, tant'è che mi è venuto un mal di testa assurdo e devo drogarmi di paracetamolo prima di finire attaccata alla tazza del water.

Difficile da spiegare, ma queste storie mi toccano profondamente.




6 commenti:

  1. Capisco perfettamente cosa vuoi dire.
    Fa male perché ti rendi conto che gli italiani hanno smesso di "aspettare" che qualcosa cambi nel nostro paese. Non è che abbiano torto. Anche perché non si può aspettare sempre.
    La verità è che siamo talmente sfiduciati, che fare le valigie e andare ovunque nel mondo non è poi una soluzione così estrema.

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  2. Ragione Cristina.
    Un saluto dall'Australia. Si', pure io.

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  3. Non si perde l'identita' italiana ed il grande amore per il nostro paese e la nostra cultura se si va all'estero. Si cresce e si imparano lezioni nuove, culture nuove. Si hanno opportunita' che purtroppo in Italia non esistono. E' una scelta, cosi come tu scegli di stare li e guardare il mare.
    Entrambe le scelte sono giuste, se si fanno con il cuore, la testa ed un po' di pazzia!

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  4. L'Italia è e rimarrà l'amore della vita ma al presente non offre nulla. È doloroso vedere chi se ne va ma non ha torto, va in cerca di 'merito' che qui , nel nostro splendido paese, non vale una cicca.... Ahinoi!
    Un caro saluto

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  5. Se sto in Italia, muoio.
    Se me ne vado, muoio.
    Ho deciso, muoio.
    Così forse vado in paradiso.
    Ma entro solo perché... il Paradiso assomiglia all'Italia.
    Allora evito il viaggio solo andata e decido.
    Resto.
    Costa meno del viaggio in Australia e di quello in Paradiso.
    Perché tanto non c'ho più 'na lira da buttacce, non ce l'ho mai avuta.
    Allora sì, restoo.
    Perché adesso è difficile, però prima o poi arriverà il resto. Il resto della storia. Il resto ce lo daranno, per tutte quelle energie spese in più per mantenere lo stivale dritto.
    Ci so andare sui tacchi, anche se il marciapiede è martoriato che manco Baghdad.
    Il tacco di chi cerca di rimanere in piedi, nonostante tutto, non si spezza.
    Ollé.

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E ora dimmi cosa pensi...

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