sabato 30 giugno 2012

Di quelle cose che non ti aspetti.

Ieri un mio ex compagno di liceo è diventato prete.
La cerimonia era alle 19.30.
Io sono uscita alle 21.15 da casa. Fate un po' voi.
Arrivo in basilica, con la speranza che sia tutto finito, così posso dare gli auguri e andare via.
No.
E mica può essere tutto semplice per la sottoscritta.
[Sono una bruttissima persona, ma scusatemi, io a certe cose....proprio no.]

Per fortuna c'era qualche superstite, compagno di buona sventura, che come me ha partecipato alla cerimonia.
E le chiacchiere prendono il sopravvento.
La messa finisce e comincia un'altra cerimonia.
Quella dei saluti e dei Ciao come stai? Domanda inutile. Stai come me, e ci scappa da ridere.

E insomma nell'ordine incontro:

la mamma del mio amico, prossimo prete anche lui;

il mio prof di filosofia che mi abbraccia e mi dice la mia bellissima [o Prof. tu sì che sai come tirarmi su il morale] e indicandomi alla figlia fa: Vedi, lei è l'artefice di quel cd di De André.
Ma davvero? Ormai si sta consumando. E' troppo bello.
[E ci credo. Un dvd su De André che mentre ascolti ti fornisce anche i testi delle canzoni, 'na roba figa, per pochi intimi, regalata al mio prof di filosofia al 4 liceo dopo aver scoperto che gli piaceva De André];

il prof di storia dell'arte -che secondo me si è dimenticato il nome ma pazienza- però che comincia a dirmi
ma ti vedo cambiata [si prof leggermente più grassa, ma questa è un'altra storia]
che cosa fai nella vita
sei diventata più buona
al liceo eri più innamorata
sai anch'io sono uscito da una storia, purtroppo quando incontri le persone sbagliate devi cercare di uscire dal marcio...
cose così e io che ciao non sto capendo più niente, e non posso essere la tua consulente psicologica, e non so davvero che dire...
Ovviamente me ne sono uscita con una delle mie perle:
Prof, sa, tutti prima o poi incontriamo gente sbagliata nella nostra vita, quelle che sono marce già dentro e che vorrebbero portare anche te nel marcio...ma l'importante è accorgersene e prenderne le distanze...
Sono esperienze, c'è chi le fa a 20 anni e chi a 40. 
Le posso dare del tu?
Ma sì diamoci del tu.
Poi mi ha messo lì una frase di Leonardo Da Vinci, sai che io amo Leonardo [Si prof, come no, ormai so anche che numero di scarpe porta], che più o meno diceva che prima di stare con gli altri bisogna imparare a stare con se stessi.
E morale della favola: adesso dopo 5 anni di solitudine, da sei mesi ha una nuova compagna.
[Prof. adesso che me l'ha detto sono davvero sollevata, almeno so che non ci proverà con me].
Sono contenta per te, forse è meglio andare, così diamo gli auguri...e ciao ciao.

Poi è arrivato la mia guida (non) spirituale.
Il mio fratello maggiore. Cheoracomevelospiegocosasiamo.
Diciamo un amico.
Oh, ma da quanto tempo! Ma come stai?
Ma fatti baciare, ma lo sai che stai proprio bona?
E sì...dicono tutti così.E poi...
Ma se vuoi possiamo scappare insieme. 
No, non possiamo. Basta storie instabili. Non posso averti tutto per me...e poi sei vecchio.
Ma io ho un sacco di cose da insegnarti...
...beh scusami ma chi dei due potrebbe insegnare qualcosa, quella sono io.
E ovviamente con una persona che non vedi da due mesi, che è stata un po' il tuo supporto psicologico le cose da dire sono tante, a parte le cazzate, come per esempio il diritto ad essere chiamata e cercata un po' di più, perché il bene a parole siamo tutti bravi a dimostrarlo...

Poi riesco finalmente a beccare il prete,
gli auguri,
i soliti convenevoli,
poi arriva una mia amica,
e andiamo tutti (io l'amica e altri tre) allegramente alla fiera di quartiere.

E lì giuro che ho finito di capirci qualcosa.
Perché incontrare tanta gente nel giro di pochissimo tempo è destabilizzante.
Soprattutto se con ognuno devi fermarti e dire Ciao come stai?
Soprattutto se hai uno stomaco che sembra essere stato messo ko da un carro armato.
Soprattutto se a due metri di distanza c'è il tuo ex che limona con la sua nuova fiamma ventenne.
Soprattutto se vedi gente indemoniata che balla Ai se tu eu pego in piazza senza alcuna inibizione. E tu con loro.

Ma per fortuna a tutto c'è un limite e come se non bastasse siamo finiti al Bananagialla.
Nella bolgia. Dove se non ti strusci con qualcuno non sei nessuno.
E fa anche rima.
Io, l'anima pia che non poteva bere, mentre tutti posavano con i loro mojito, al Bananagialla. Machecazzo, non si fa.

Alla fine ho implorato pietà perché stavo male, e sapevo che da un momento all'altro avrei chiamato il 118.
Sono tornata a casa, stanca ma felice.
Perché sul display c'era un messaggio che diceva più o meno così:

Ci sono vicinanze che sono distanze, e ci sono distanze che sono vicinanze. Questo per dirti che ci sono e ti voglio bene.




4 commenti:

  1. Io preferisco le vicinanze che sono vicinanze e le distanze che sono distanze.

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  2. Premesso che io faccio parte delle amicizie sbagliata (ma mai quanto Carroll), voglio farti i complimenti per il pezzo e dirti che condivido questa massima delle vicinanze lontananze (anche perché mi è parecchio utile).
    A presto!

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  3. Destabilizzante... vero. Sono riuscita a percepire alcune delle sensazioni che hai provato dal post. Mi sono immedesimata.

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E ora dimmi cosa pensi...

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