martedì 6 gennaio 2015

Nel fantastico mondo delle chat.


Qualche pomeriggio fa ero annoiata e in preda ai sensi di colpa. Avrei potuto spendere il mio tempo in miglior modo, ma una strana apatia mi pervadeva i sensi.
Avrei dovuto studiare, per esempio, cominciare a stilare il report dei miei primi (quasi) due mesi di dottorato. E invece mi sono piazzata davanti al pc, sperando che il monitor mi ispirasse qualcosa di logico. Dopo una mezz'oretta passata inutilmente su FB, a pregare che qualcuno mi considerasse mentre andavano in sottofondo i video di Fabi su youtube, ho avuto la brillante idea di entrare in chat (ovviamente rincarando la dose dei sensi di colpa per il fancazzismo dilagante).

Ve le ricordate le chat dei primi anni 2000? Io quasi. Le usavo pochissimo. All'epoca non avevo il tutto illimitato e neanche il wi-fi (credo non esistesse tra l'altro). La navigazione in internet era a consumo e per evitare bollette salate, mi limitavo all'indispensabile: ricerche su wikipedia, email e ogni tanto qualche chattata su msn. Che tempi.
Ogni tanto quando mi facevo prendere la mano, andavo sulla chat di yahoo, che non so sinceramente se esiste ancora oggi. Non ricordo di aver conosciuto (virtualmente si intende) gente di particolare rilievo, se non un 40enne che avevo fatto invaghire raccontandogli un sacco di balle e un ragazzo poco più grande di me, con il quale passavo ore a chattare e che poi alla fine ho incontrato sul serio (c'è stato un bacio, se può interessarvi).
Ah, ora che ricordo, mi innamorai follemente di un certo Marco, tarantino, ingegnere (Marco dove sei?), che però nel momento in cui tutto si stava concretizzando, decise intelligentemente di sparire.
Forse era un cesso, e tutte quelle foto che mi faceva vedere erano, in realtà, di suo fratello. O magari, semplicemente, ero io a non piacergli.
Correva l'anno 2005. Io ero fidanzata, ma tristemente in crisi e mi ritagliavo il mio angolo di evasione in quel mondo virtuale. Il tipo che conobbi, quello che baciai di cui vi ho detto sopra, non fece che farmi aprire gli occhi, così come Marco. La mia storia doveva finire. Finirono anche i rapporti con questo mondo, infondo erano più le inculate che il resto. E poi avevo gli esami di maturità da preparare, quindi non fu difficile creare un distacco.
Da allora, ormai quasi 10 anni, non ho più messo piede in una chat.
Fino a due mesi fa.
Inutile dirvi che il clima che si respira adesso in una chat fa schifo. Però se sei fortunato puoi incontrare qualcuno di interessante, che ovviamente non sarà mai bello.

A me è successo dopo qualche giorno che ero entrata. Ho conosciuto un ragazzo siciliano, mi sono bastate poche battute, poi abbiamo cominciato a sentirci su skype. La cosa è andata avanti per un mesetto, poi anche lui sparito. E per fortuna direi. Perché lui, oltre ad essere intelligente, era, anzi è, anche bello. O almeno così sembrava. In realtà ha aperto un american bar nel suo paese, quindi suppongo che la sera non lo incontrerò mai su skype. Comunque mi rimangono le nostre belle chiacchierate notturne, oltre che i libri che mi ha suggerito di leggere e che io ho prontamente comprato.
Ho la sua email, oltre che un numero di telefono, magari un giorno ci sentiremo. Chi lo sa.

Dopo di lui non ho più incontrato nessuno. Nessuno che fosse interessante e che riuscisse a rapire la mia attenzione per più di un quarto d'ora.
Ma l'altra sera è successo di nuovo.
Ho incontrato uno con il quale c'è stato subito feeling. Abbiamo parlato di tutto per circa un paio di ore. Poi siccome la compagnia era piacevole, non abbiamo perso tempo. Abbiamo deciso di vederci. Anche perché mi sembrava stupido passare una serata dietro allo schermo quando c'erano solo 30 km a separarci.

Prima che facciate cattivi pensieri, vi dico che ci siamo visti prima in foto. Ovviamente non mi piaceva, ma era un ricercatore che vive a Verona, pur essendo della mia stessa terra. Per mesi abbiamo vissuto frequentando e lavorando nello stesso posto, ma non ci siamo mai visti. Questa cosa ovviamente è stata un punto a suo favore.
Quella sera avevo voglia di parlare di Verona, di qualcosa che fosse affine ai miei interessi.
E poi avevo l'animo in pace. Uno così non mi sarebbe mai piaciuto, quindi non aveva senso negarsi una birra, ancor di più se l'intento era solo chiacchierarci. Il senso di tutto questo? Il senso di incontrare una persona che sai già a priori che non ti piacerà? Non c’è. E non mi sforzo nel trovarlo. A volte, come ho più volte ribadito, bisogna solo prendersi il bello da qualcuno. E il fatto che a me quella persona, in quel momento, faceva stare bene, mi bastava.

Ho proposto io una birra, ma poi i neuroni si sono ripresi e mi sono tirata indietro. Forse era un po' incosciente, oltre che folle, incontrare uno solo dopo neanche due ore passate a parlarci.
Così abbiamo rimandato alla sera successiva.
Non che la cosa fosse diversa, ma in qualche modo avevamo tempo per pensarci.
Ci siamo presi una tisana e abbiamo parlato come due comuni mortali. Gli ho anche presentato alcuni miei amici che abbiamo incontrato per strada.
Siamo stati sinceri e folli allo stesso tempo: io gli ho confessato di essermi tirata indietro perché mi ero fatta prendere dai dubbi e lui mi ha confessato di aver pensato che volessi incontrarlo perché ero una poco di buono pronta a derubarlo. Ovviamente siamo scoppiati a ridere. Non so se ci rincontreremo. Ma non importa. Rimarrà sicuramente il ricordo di una piacevole serata.

La storia si è ripetuta ieri sera, anche se in maniera diversa. Ho conosciuto un altro ragazzo (pare che il 2015 sia il mio anno!), siciliano anche lui, che vive però a Bologna, che probabilmente potrebbe piacermi. Ha di sicuro degli occhi bellissimi e una voce da dio.
Abbiamo passato 4h a parlare di tutto. Non so come abbiamo fatto. L’eccitazione del principiante. La curiosità della novità. O semplicemente due solitudini che avevano voglia di raccontarsi. Abbiamo anche accennato ad un incontro. Che non si sa se avverrà. (C’è un piccolo particolare da non sottovalutare: lui è in crisi con la sua ragazza e non si sa se questa storia finirà o continuerà).
Però stamattina ci siamo svegliati con lo stesso pensiero: se fossimo stati più vicini, ci saremmo sicuramente raccontati davanti ad un caffè.

Conclusioni non ce ne sono. Sono cosciente che sono episodi sporadici avvenuti chissà per quale motivo nella mia vita. Non so se è solitudine o noia. Un misto delle due. O semplicemente la voglia di raccontarsi senza filtri a qualcuno che non mi conosce. Il motivo non c’è. O forse si, ma non è così importante trovarlo. 

12 commenti:

  1. Io al momento ho una mezza curiositá.
    E non é nata propriamente da una chat, ma appartiene al mondo virtuale.
    Quello che so per certo, peró, é che conoscersi dal vivo é una cosa completamente diversa.
    E quasi mai corrisponde ai pensieri che si fanno.
    La vera conoscenza, per quanto mi riguarda, la sua misura, e la voglia di approfondirla, me la da la chimica.
    E la chimica presuppone, sempre per quanto mi riguarda, il fatto di guardarsi negli occhi, nello stare l'uno davanti all'altro...

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    1. Lo schermo aiuta a costruirsi un'idea in testa sulla persona che sta dall'altra parte che quasi mai corrisponde alla realtà, e che viene puntualmente smentita o contestata quando ci si mette la chimica di mezzo, ovvero quegli occhi di cui parlavi che cominciano a scrutarsi, a studiarsi, a guardarsi.
      E' chiaro che uno può essere la persona più brillante del mondo, che potresti passare ore e ore a parlare, ma se non scatta la chimica, è inutile! ;)

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    2. Vero... Ed é un gran casino...
      Perché c'é gente fantastica, con la quale peró non ci puó essere altro che chiacchiere...

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  2. Non sono mai stato sulle chat (a parte messanger quando esisteva, ma non era poi realmente una chat e soprattutto avevo come contatti giusto i miei amici "reali", utilizzandolo comunque pochissimo). Quindi ho letto con "inesperienza" questo tuo post che, comunque, è molto realistico, molto contemporaneo, rispecchia molte cose e soprattutto abitudini dei nostri tempi ecco.

    Un saluto, buon pomeriggio ;)

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  3. Ho iniziato a scrivere questo commento 5 volte perché sono tante le cose che vorrei dire che non so da dove partire e sono sicura che alla fine dirò solo un terzo di quello che voglio. Ma vabbè.
    Intanto è verissimo: il mondo della chat fa davvero schifo, oggi. Più che altro è diventato il mezzo per combinare incontri di un certo tipo.
    Decidi di incontrare un ragazzo, dopo un mese che vi sentite, anche solo per vedersi e quello che si faceva passare per il buon ragazzo che non inviterebbe mai a cena una ragazza per portarsela a letto alla fine si comporta esattamente così.
    Sono rari i casi in cui qualcosa va bene.

    Ps: quasi tutti siciliani tra l'altro xD

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    1. Però ci sono delle eccezioni. Vedi il ragazzo che ho incontrato.
      Secondo me certe cose le senti a pelle e un po' sono naturali. Se quel ragazzo ti piace fino al punto di decidere di incontralo, è un po' normale che poi gli salteresti addosso. Ma è anche vero il contrario, e cioè che a volte l'incontro nasce davvero dal piacere di conoscere chi c'è dietro quello schermo.
      A me viene solo da dire una cosa: ci sono casi e casi, e il tutto viene sempre deciso dalle nostre sensazioni.

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  4. BE LLI SSI MO!!!
    Fallo finchè puoi, puoi solo arricchirti :)

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    1. Ma a volte si entra in un loop che può anche svuotarti! ;)

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  5. Saggiamente il mio ex istruttore di scuola guida diceva: le persone sono meglio immaginate che viste. Sintetizza alla perfezione il mio pensiero sulle chat.

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    1. L'immaginazione dà qualcosa in più che la realtà toglie, o meglio nasconde. Ma mai privarsi. Né dell'una, né dell'altra.

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  6. Ho letto con interesse questo tuo post. Io ho una coppia di amici che si è conosciuta in chat e adesso vivono insieme, quindi l'esempio che anche queste cose, per incontrare persone, funzionano, ce l'ho. (poi lasciamo stare il fatto che con uno così io non ci passerei manco un quarto d'ora)
    Io sono entrata qualche volta in chat, non lo nego.... ma ho lasciato perdere quasi subito... non sono portata... ho preso poi una grossa cantonata da un tizio di cui seguivo il blog... dai commenti sui vari post siamo passati a scriverci mail... tante mail... sul blog si presentava in una certa maniera... poi, nel corso delle nostre chiacchierate, è venuto fuori che lui non era propriamente così... che il suo lavoro non era quello che millantava... e ci sono rimasta male... non perchè non fosse un lavoro dignitoso... ma perchè si presentava come una persona e invece era un'altra.... c'è stato anche un incontro, visto che, per lavoro, mi sono recata dove vive lui... io adesso non so che idee si fosse fatto su di me... che cosa provasse... fatto sta che per me come cosa poteva definirsi chiusa... lui mi sa che avrebbe voluto qualcosa di più... ecco che, quindi, la delusione per questo modo di approcciarsi è stata confermata... è un modo come un altro di incontrare persone, ma, per quel che mi riguarda, preferisco conoscerle dal vivo!

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    1. Anch'io preferisco conoscerle dal vivo, motivo per cui le mie conversazioni virtuali durano poco.
      Diciamo che la tua è stata solo un po' sfortuna. Io grazie al mondo dei blog e delle chat ho anche conosciuto gente fantastica, che rimpiango di non aver incontrato nella vita di tutti i giorni.

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E ora dimmi cosa pensi...

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